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Il Blog di Giulio Stevanato

mercoledì, 28 febbraio 2007

LA VITTORIA DI LADY VERONICA

Che fosse una questione più patrimoniale che matrimoniale si era capito subito leggendo la lettera di Veronica Lario (a volte) Berlusconi al Cavaliere gagà. La mossa era stata troppo violenta e inattesa per essere considerata una semplice lite tra ex-innamorati. Adesso arriva la conferma che Veronica ha vinto su tutta la linea perchè sembra che dietro l'armistizio stabilito al desco di Macherio, la Signora abbia spuntato un successo significativo. Il figlio Luigi (18 anni compiuti nel settembre scorso) avrà uno spazio sempre più rilevante nell'impero di famiglia. Il ragazzo che porta il nome del nonno era già entrato verso la fine dell'anno scorso nel consiglio di amministrazione della Holding italiana Quattordicesima. La decisione rappresentava l'ultimo atto di un percorso iniziato nell'agosto 2005 quando i tre figli di Veronica avevano ricevuto dal Cavaliere la donazione di questa holding del Gruppo Fininvest con una quota del 21,43%. Ma fino ad allora i ragazzi (Luigi, Barbara e la defilata Eleonora che studia in America) erano rimasti fuori dall'organigramma del Gruppo a differenza di Marina e Piersilvio che occupano posti di comando nella Mondadori e in Mediaset. Adesso sembra che il Cavaliere colpito al cuore dalla lettera pubblicata su "Repubblica", si sia deciso a dare un ruolo ancora più importante al 18enne Luigi e a farlo partecipe di una porzione di Fininvest più succulenta. In questo modo Veronica può dirsi soddisfatta e a renderla ancora più felice sarà la sua amica giornalista Maria Latella che dirige il settimanale femminile "A" (Anna). Sul prossimo numero in edicola che uscirà giovedì il giornale regalerà ai lettori il libro "Tendenza Veronica" (con una nuova copertina), una biografia a quattro mani apparsa nel 2004 come il frutto di lunghe conversazioni tra la Lady di Macherio e l'amica giornalista. Il libro ebbe un grande successo, ma si sa già che è in lavorazione un'edizione aggiornata con capitoli pruriginosi che sveleranno la telenovela delle settimane scorse. Non è questa però l'unica novità nel panorama industriale di Berlusconi. Altre notizie importanti filtrano da Mediaset dove sembra che sia ormai imminente l’incorporazione della società con Medusa, l'azienda creata nel '95 per la distribuzione dei film che verrebbe inglobata dentro il colosso di Cologno Monzese. Medusa ha tre marchi importanti (Medusa Cinema, Multicinema, Video) ed è l'azienda che ha procurato un mare di guai giudiziari al Cavaliere birichino. Solo nel febbraio del 2000 Berlusconi è stato assolto in appello dall'accusa di comportamenti illeciti per 10 miliardi di lire che non erano stati messi a bilancio. Fondere Mediaset e Medusa significa marciare verso quell'integrazione tra televisione, cinema e fiction che rappresenta la strada di salvezza per le grandi major dello spettacolo. Una strada che nella Rai aveva in mente anche Giancarlo Leone quando fece la sua battaglia (perduta) contro il feudo di Agostino Saccà.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:33 | link | commenti (1)
categorie: media, finanza, berlusconi

LA CASA DELL’AMBIENTALISTA GORE CONSUMA PER DIECI

È dura recitare la parte dell’ambientalista duro e puro. Soprattutto se sei un personaggio pubblico. È il caso di Al Gore, fresco vincitore dell’Oscar per il suo documentario “Una Scomoda verità”, sui rischi del riscaldamento globale. Ma per l’ex vice di Clinton è altrettanto scomoda la verità resa nota da un centro di ricerca del Tennessee, che rivela come la sua casa di Nashville (20 stanze, 8 bagni), consumi ogni mese la corrente elettrica che una famiglia americana media consuma in un anno. Non proprio un buon esempio, spiega Drudgereport, per chi, nello stesso documentario, invita i cittadini a conservare l’energia riducendo il consumo casalingo.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:32 | link | commenti (1)
categorie: politica, ambiente, news

Rubati due quadri di Picasso

Le due opere sono «Maya con la bambola» e un ritratto di Jacqueline
Il furto nella casa del nipote del pittore a Parigi. Le tele hanno un valore complessivo di 50 milioni di euro
PARIGI - Due quadri di Picasso - di un valore complessivo di 50 milioni di euro - sono stati rubati nella casa parigina della nipote del pittore. Il furto, secondo una fonte della polizia, è avvenuto nella notte fra lunedì e martedì. Le due opere sono «Maya con la bambola» e un ritratto di Jacqueline. Maya è la figlia di Picasso, e Jacqueline è la sua seconda ed ultima moglie. L'appartamento della nipote del pittore spagnolo si trova nel settimo arrondissement della capitale francese.
«Maya con la bambola» è un dipinto ad olio su tela di cm 73 x 60 realizzata nel 1938 dal Picasso. Ritrae la figlia del pittore, Maya, avuta da Marie Thérèse Walter. Ignoti hanno rubato la tela nella casa parigina del nipote dell'artista
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:15 | link | commenti
categorie: news, arte, francia

ARNAULT (LVMH) IN LIZZA PER RILEVARE QUOTA TELEFONICA DI ENDEMOL

Bernard Arnault, il numero uno del gruppo di lusso Lvmh, sarebbe in lizza per rilevare la quota del 75% del capitale sociale di Endemol detenuta da Telefonica e che l'operatore di telecomunicazione spagnolo sarebbe in procinto di cedere. A rivelarlo e' il 'Financial Times' sottolineando che Arnault, ''d'intesa con il patron di Endemol France Stephane Courbit e con il fondo di investimento francese Pai'', sarebbe pronto a rilevare il produttore televisivo olandese che viene valutato circa 2,74 miliardi di euro. In corsa per rilevare la quota in mano a Telefonica, evidenzia il quotidiano britannico, ci potrebbe essere anche Jon de Mol, il fondatore del gruppo Endemol, che sarebbe intenzionato a riacquistare il gruppo televisivo.

P.S: Endemol è la casa di produzione televisiva ha prodotto format come il Grande Fratello... ma anche Chi vuol essere Millionario ecc.. mentre LVMH è la holding del lusso che controlla marchi come Tag Huer, Fendi, Dior ecc...

postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:11 | link | commenti
categorie: news, finanza, francia
martedì, 27 febbraio 2007

L'allenamento del turista spaziale

Si chiama Charles Simonyi ed è un ex progettista della Microsoft diventato milionario. Sarà il prossimo "turista" spaziale. La partenza è prevista per il 7 aprile, e nel frattempo Simonyi si allena all'assenza di gravità in un simulatore a Starcity, appena fuori Mosca
postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:43 | link | commenti (1)
categorie: foto, aerospazio, turismo spaziale
lunedì, 26 febbraio 2007

FRANCIA: DOVE IL CALCIO HA I CONTI A POSTO…

Calcio francese batte calcio italiano 32,7 a 439. Milioni di euro. Parola di Frédéric Thiriez, presidente della Ligue de Football Professionnel (Lfp), la federazione calcistica francese. Dopo cinque anni di deficit, il calcio d'Oltralpe è uscito dal rosso, realizzando un risultato netto positivo di 32,7 milioni, appunto, nella stagione 2005/2006. E come ha fatto? Per il presidente Thiriez la ragione principale è stata l'adozione di una politica di estremo rigore gestionale da parte dei club. La massa salariale dei calciatori ingaggiati dalle squadre francesi è scesa del 60% rispetto al 2000. Altro elemento fondamentale è la trasparenza dei conti. Thiriez dichiara soddisfatto che la lega francese è l'unica in Europa a pubblicare i conti individuali dei 40 club professionistici di calcio. Il nuovo contratto televisivo da 600 milioni di euro annuali, siglato dall'emittente a pagamento Canal+, ha in realtà dato una mano per così dire non trascurabile al ritrovato virtuosismo del football francese. I cui risultati, sul campo, non sono poi così formidabili.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:22 | link | commenti (2)
categorie: calcio, francia

Sabato l'ombra della Terra spegnerà la Luna

L’ombra tonda della terra che intacca il disco della Luna piena e in poco più di un’ora lo inghiotte, trasformando il nostro satellite in una sfera color sangue. Poi il graduale arretramento di quell’ombra cupamente rossastra e il ritorno della Luna al suo candido splendore. E’ lo spettacolo che potremo vedere nella notte tra sabato 3 e domenica 4 marzo da tutta l’Europa, dall’Africa e parte dell’Asia. Era dal 28 ottobre 2004 che non si verificava una eclisse di Luna così favorevole per chi osserva il cielo dall’Italia. Non solo per l’orario, ma anche per il giorno prefestivo e festivo, tutti potranno assistere all’eclisse, persino chi va in discoteca o chi ne esce. Chi poi ha abitudini pantofolaie, non si preoccupi: vale la pena di perdere qualche ora di sonno sabato sera, domenica mattina potrà dormire in pace. Abbiamo una eclisse totale di Luna quando il nostro satellite attraversa completamente il cono d'ombra formato dalla Terra. Ad ogni lunazione Sole, Terra e Luna si trovano allineate in quest’ordine, ma perché l’eclisse avvenga occorre che la Luna piena si verifichi in prossimità dei nodi, cioè dei punti nei quali il piano dell’orbita lunare interseca quello dell’orbita terrestre, una coincidenza relativamente rara. La Luna appare rossastra in quanto il cono d’ombra proiettato dalla Terra non è del tutto buio ma è un po’ inquinato da luce solare rifratta dall’atmosfera terrestre: l’assorbimento più o meno forte a seconda dei colori fa sì che prevalga la componente rossa. Dalla colorazione e dalla maggiore o minore oscurità dell’ombra è possibile anche ricavare qualche indicazione sulla quantità di polveri in sospensione nell’atmosfera e sull'attività solare. L’oscurità di una eclisse di Luna si valuta sulla Scala Danjon, che va da 0 (massimo oscuramento) a 4 (eclisse chiara, color arancio).
Ecco gli orari delle fasi principali dell’eclisse:
Inizio Eclisse: 22h 30m
Inizio Totalità: 23h 43m
Massimo dell'Eclisse: 00h 20m
Fine Totalità: 00h 58m
Fine Eclisse: 02h 11m
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:20 | link | commenti (2)
categorie: news, astronomia

LE SPALLE COPERTE DELLE BANCHE IBERICHE…

Lanciarsi nell'acquisizione di una banca spagnola è pressoché impossibile. Le due grandi, Bbva e Santander oltre ad avere una capitalizzazione che cresce con l'aumentare dell'attività e delle acquisizioni, hanno un capitale sufficientemente blindato:da grandi soci amici e da famiglie.Come è il caso dei Botin. E per le altre?Chiuso il capitolo della limitazione del diritto di voto al 10% (esiste solo nel Sabadell)per adeguarsi alle norme del "buongoverno",sono nati nuovi efficaci escamotage. Nel caso del Banco Pastor, il 41% del capitale èin mano a una fondazione,mentre nel caso del Popular il 14,42%fa capo a un sindicato di soci. Non è certo meglio la situazione a Bankinter, banca in cui i tre principali consiglieri controllano il 35%del capitale,né al banco Guipuzcoano, saldamente controllato da un gruppo di azionisti con oltre il 24% del capitale. E la situazione non è certo migliore nel caso delle casse, il cui controllo non è mai stato in discussione. Come a dire che il mercato creditizio spagnolo è peculiare:fa da anni "manbassa" di acquisizioni all'estero, ma è sostanzialmente impossibile da penetrare.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:24 | link | commenti (2)
categorie: finanza, spagna
venerdì, 23 febbraio 2007

La Svezia decolla senza welfare

Il Pil vicino al 5% nell'ultimo anno

C'era una volta un Paese incantato, dove tutto funzionava alla perfezione, i servizi sociali erano garantiti dallo Stato e le persone non avevano nulla da temere: sarebbero state coccolate e assistite "dalla culla alla tomba". Questo Paese si chiamava Svezia e per anni i partiti socialdemocratici di mezzo mondo l'hanno portato ad esempio, sostenendo che si trattasse di un modello da imitare, della realizzazione pratica della tanto agognata "terza via" illustrata nei libri del guru di BlairAnthony Giddens. Bene, questa terra dei sogni non esiste più. Il nuovo governo svedese sta smantellando il welfare state e l'economia va a gonfie vele. Il prodotto interno lordo è in aumento, i salari crescono, le proiezioni riguardo alla produttività mostrano che negli anni avenire ci sarà una crescita rispetto all'attuale situazione di stallo. È il liberalismo, bellezza. Dopo aver temuto il mercato e la privatizzazione per anni, gli svedesi hanno deciso di invertire la rotta e si sono accorti che le nuove misure li stanno aiutando ad uscire dal guado.II merito va a Fredrik Reinfeldt, che sei mesi fa ha vinto le elezioni sconfiggendo e spedendo in cantina i socialdemocratici e ora sta compiendo i primi, seppur timidi, passi verso una nuova organizzazione dello Stato. Certo, la strada per lui è ancora estremamente lunga e - si prevede - in salita. Per ora il leader del governo si è limitato a intervenire sul mondo del lavoro, finora estremamente ingessato, per abbattere la rete di privilegi e di garanzie inutili prodotte dai sussidi statali. Secondo un rapporto realizzato daMcKinsey e riportato in Italia dal Sole 24Ore, il tasso di personale senza impiego in Svezia raggiungerebbe il 17%, mentre le statistiche ufficiali si limitano a indicare un 5,7%. Un dato a cui va aggiunto il peso gravoso dell'assenteismo. Come dimostrato in passato da studi di importanti economisti (anche di impronta socialista), il welfare state scoraggia l'impegno del lavoratore, che si sente praticamente intoccabile e ne approfitta.Ora, per legge, il disoccupato è penalizzato a livello fiscale rispetto a chi ha un lavoro e sono stati introdotti degli incentivi per i lavoratori, accompagnandoli a una flessibilizzazione del mercato. Non è finita. La polizza di sottoscrizione dell'assicurazione contro la disoccupazione è aumentata e sono stati ridotti del 10% (dal 90 all'80 per cento dell'ultimo stipendio percepito) gli assegni di sostentamento a chi è senza lavoro. Infine, Reinfeldt ha realizzato un taglio fiscale di circa 4,5 miliardi di euro. Non male, per cominciare.A dire il vero, alcuni passi verso la liberalizzazione erano stati fatti anche negli anni Novanta, specialmente in materia di pensioni. Come ha spiegato qualche tempo fa Johnny Munkhammar, del think thank svedese Timbro, «la Svezia ha adottato una versione estrema del welfare state, ma le sue prestazioni economiche erano decisamente migliori prima degli anni Settanta. Solo dopo il 1990, in seguito ad una serie di riforme come quella delle pensioni o la parziale liberalizzazione del mercato, siamo andati incontro ad una nuova crescita economica». Adesso la situazione si ripete. I dati statistici visibili sul sito di Statistic Sweden mostrano che il Pil è aumentato del 4,7% nel terzo trimestre del 2006, rispetto al 3, 3% dello stesso periodo nel 2005. I salari orari seguono lo stesso trend (3,2% nel 2006, 3,8% nel 2007, 4,1 % per il 2008). La crescita si avvicina al 5% annuo. E pensare che fino a poco tempo fa la disoccupazione giovanile si aggirava attorno al 22%.Resta ancora un ostacolo, però. Il sindacato Lo, che critica il governo con tutte le forze e si oppone al cambiamento, mentre gli industriali e gli economisti liberali spingono perché lo smantellamento del welfare prosegua con più forza. Alla fine, probabilmente, ne resterà soltanto uno. È il mercato, bellezza.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:42 | link | commenti (1)
categorie: news, economia, svezia
giovedì, 22 febbraio 2007

La Francia diverrà la piu popolosa d'europa a danno della Germania

(Un riassunto di un articolo letto stamane sul Telegraph)
La Francia è destinata a diventare la nazione europea piu popolosa a danno della Germania, la germania come italia Spagna ecc.. ha una natalità molto bassa, di contrasto la Francia cosi come gli Stati uniti hanno una percentuale di 2,07 figli per donna contro gli 1,4 della Germania. La popolazione Francese secondo le previsioni passerà dai 62.6 millioni del 2010 ai 78.9 millioni nel 2050 mentre i tedeschi passeranno da 81.9 a 71.4 Questo fatto potrebbe anche portare l'economia francese a crescere il doppio di quella tedesca, grazie ad un maggior bilanciamento tra giovani e anziani. Molto preoccupante è la situazione della russia che entro il 2050 potrebbe vedere la sua popolazione scendere sotto i 100 millioni e anche la tigre cinese potrebbe precipitosamente scendere nel giro di 15 - 20 anni. Di contrasto gli Stati Uniti con un tasso di natalità di 2,4 figli per donna sono la nazione occidentale piu prolifica e questa potrebbe essere la dimostrazione che anche il prossimo secolo sara un American century (un secolo americano)... insomma il declino della potenza americana sembra essere ancora lontano... Per leggere l'articolo originale clicca qui
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:00 | link | commenti (1)
categorie: politica, news, economia, stati uniti, europa, germania, francia
mercoledì, 21 febbraio 2007

Napolitano: La Piazza non è il sale della democrazia

Il presidente mette in guardia contro le pressioni di piazzaE avverte: "Fuorviante ritenerla il sale della democrazia"
Napolitano: "Manifestazioni legittime,ma sono le Istituzioni a decidere"
ROMA - Le manifestazioni di piazza "sono legittime , ma è fuorviante farne il sale della democrazia". E' l'opinione del presidente della Repubblica Giogio Napolitano, che, alla sua prima uscita ufficiale dinanzi ai vertici istituzionali di Bologna e dell'Emilia, sottolinea: "E' nel riconoscimento della rappresentatività delle Istituzioni elettive che ogni forma di partecipazione deve trovare la sua misura". Il presidente non fa chiari riferimenti alla polemica sulla manifestazione contro la base Usa a Vicenza, ma avverte che il criterio è valido "per tensioni di carattere sociale come per controversie su temi ardui e cruciali di politica internazionale e di difesa". Altrimenti, afferma il presidente, si rischia la deriva: "se si nega l'ancoraggio alle Istituzioni - spiega - si può scivolare nella suggestione della violenza come matrice delle decisioni". E mette in guardia: "E di lì, si può compiere il passo verso la degenerazione estrema del terrorismo".
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:20 | link | commenti (2)
categorie: politica, news
martedì, 20 febbraio 2007

Vaticano e Londra, Chiese più vicine

Superare lo scisma si può, ma resta l'ostacolo dell'ordinamento dei gay e delle donne Un documento di trentasei vescovi anglicani e cattolici di Tanzania e Dar es Salaam, mirato a un riavvicinamento della due Chiese sotto il primato del Papa, e pubblicato ieri dal «Times», ha dato corpo all’ipotesi della riunificazione e del superamento dello scisma che le divise nel 1533. L’ipotesi, va detto subito, è ben lontana dalla realtà, e sia gli uffici dell’Arcivescovo di Canterbury Rowan Douglas Williams, capo spirituale degli anglicani (governati formalmente dalla Regina Elisabetta), sia quelli della Nunziatura apostolica del Vaticano a Londra retta da mons. Faustino Sainz Munoz, si rifiutano di commentarla. L’iniziativa dei 36 vescovi anglicani prende le mosse dal messaggio che il Papa inviò, per sottolineare il suo appoggio, all’ala ortodossa della Chiesa Episcopale americana che si era opposta all'ordinamento del vescovo gay Gene Robinson. Ad oggi, l’apertura della gerarchia anche ad omosessuali dichiarati, basata su un’interpretazione liberale delle Sacre scritture non esclusa dall’Arcivescovo di Canterbury, è il punto che più divide i cattolici dagli anglicani. Altro argomento di divisione è l’ordinamento di donne prete e la possibilità, ventilata, che anche queste in futuro possano ricoprire ruoli vescovili. Mentre non rappresenterebbe un ostacolo insuperabile - non è un punto di dottrina, ma un problema di disciplina - il fatto che i preti anglicani siano liberi di sposarsi e convivere con le loro mogli.I vescovi non si nascondono le difficoltà, ma sono convinti che «esista un terreno comune» e di fronte al risultato storico di una riunificazione delle due Chiese e di un ritorno degli Anglicani a pieno titolo sotto il Papa, anche la loro ala più radicale, che preme per le più audaci aperture alla società civile, finirebbe con l’accettare il compromesso. Una visione del genere nasce probabilmente dal lavoro fianco a fianco che in zone come la Tanzania gli anglicani si trovano a fare con i cattolici, e da una valutazione critica delle difficoltà che la Chiesa anglicana ormai incontra nel suo territorio e in un Paese come l’Inghilterra, dove i credenti sono ormai una minoranza: pochi giorni fa è emerso che in Scozia e Galles, grazie al crescente numero di immigrati, il numero dei cattolici ha superato quello dei fedeli anglicani.In linea con questa visione, il passaggio fondamentale del documento dei vescovi riconosce che per la prima volta dopo la ribellione del XVI secolo, «alcuni anglicani cominciano a vedere il valore di un ministero universale che potrebbe essere esercitato dal vescovo di Roma su una Chiesa riunificata». «È un gran passo - osserva l’arcivescovo Francesco Gioia, esperto di dialogo interreligioso in Vaticano -. La sola ipotesi del riconoscimento del ministero petrino rappresenta una svolta rispetto all’arroccamento tenuto finora. Ed anche se resta il nodo del sacerdozio femminile, è la conferma che con questo Papa le relazioni con le Chiese inglese e americana stanno migliorando, in linea con gli auspici di Giovanni Paolo II, che denunciò lo «scandalo delle divisioni tra cattolici» Quanto possano pesare gli antiscismatici sull’insieme di una Chiesa, come quella inglese, che ha consolidate tradizioni liberali e si confronta con una delle più moderne e aperte società civili, è difficile dirlo. Il cammino è lungo, ammettono i firmatari del documento. Che proprio per questo, tuttavia, suggeriscono di intensificare le iniziative a favore del riavvicinamento, organizzare riunioni comuni tra anglicani e cattolici, studiare una possibile integrazione delle differenti liturgie, favorire viaggi di vescovi anglicani in Vaticano, accompagnati e ricevuti da colleghi italiani, lavorare insieme nelle scuole, fino alla possibilità di marciare uniti in pellegrinaggi e processioni. Ma se il sentimento dei parrocchiani anglicani, secondo i loro pastori, va oltre le divisioni al vertice della loro stessa gerarchia, e spinge «a sanare l’antica e secolare ferita» tra le due Chiese, le reazioni ufficiali, anzi le non-reazioni, all’iniziativa dei vescovi lasciano capire quanto la strada della riunificazione sia in salita. Dal palazzo dell’arcivescovo di Canterbury una telefonata ieri ha raggiunto la nunziatura apostolica del Vaticano, per chiedere una valutazione delle indiscrezioni dei giornali che ovviamente, in tempi così brevi, non può esserci.Sul piano ufficiale, tutto è fermo alle ricerche fatte in questi anni da commissioni miste per arrivare a una concezione comune del ruolo di Maria Vergine. L’ecumenismo procede bene. I rapporti non sono mai stati migliori di adesso. Ma è difficile in questo momento pensare a una ricucitura dello scisma, mentre in Inghilterra si continua a parlare di vescovi gay e donne prete, e in Italia i vescovi, per non dire il Papa in prima persona, sono impegnati in una ferma opposizione ai «Dico» e al riconoscimento legale esteso anche alle coppie omosessuali.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:28 | link | commenti (3)
categorie: news, religione, londra, , inghilterra, anglicani
lunedì, 19 febbraio 2007

7 REGIONI ITALIA OLTRE 125% MEDIA UE COME PIL

EUROSTAT: 7 REGIONI ITALIA OLTRE 125% MEDIA UE COME PIL PRO CAPITE…
Sono ben sette le italiane tra le 46 regioni che superano di oltre il 125% la media del Pil pro capite dell'Europa a 27. La Penisola e' superata solo da Germania e Gran Bretagna che ne hanno otto ciascuna. E' quanto emerge dai dati diffusi oggi dall'Ufficio statistico dell'Unione europea sulla ricchezza delle regioni europee nel 2004. A brillare sono Piemonte, Val D'Aosta, Lombardia (che e' la piu' ricca in Italia), Veneto, Emilia-Romagna e Lazio, oltre alle provincie autonome di Trento e Bolzano. Sono invece quattro e tutte meridionali (Sicilia, Calabria, Puglia e Campania) le regioni italiane che figurano tra le 70 regioni dell'Ue con un Pil pro capite inferiore del 75% della media europea. In Europa chi se la passa meglio di tutti sono gli abitanti della regione del centro di Londra, con un Pil pro capite del 303% rispetto alla media Ue. Seguono il Gran Ducato del Lussemburgo (251%) e Bruxelles (248%). Le 15 regioni piu' povere invece sono tutte in Romania, Bulgaria e Polonia, con l'ultimo posto in classifica occupato dal nord-est della Romania dove il Pil pro capite e' il 24% della media Ue.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 19:12 | link | commenti (5)
categorie: news, economia
domenica, 18 febbraio 2007

L’Italia prenota Euro2012

L’Italia prenota Euro2012 "Non abbiamo avversari" Alla Uefa presentatoun dossier di 2.200 pagine.Il 18 aprile l’assegnazione La semifinale nel nuovo stadio di Napoli, l’ultimo atto nell’Olimpico di Roma a 5 stelle, i botti finali sotto lo sguardo attento di un esercito di steward all’inglese. L’Italia del pallone e non solo (l’edizione del 2004 in Portogallo ha fatto innalzare dell’1 per cento il Pil del paese lusitano) sogna gli Europei del 2012, un progetto racchiuso in quasi 2.200 pagine e che dovrà attendere ancora poco più di due mesi per capire se potrà tradursi in opere e giudizi.Il 18 aprile a Cardiff il verdetto dell’Uefa. Ieri, a Nyon, la consegna del dossier italiano nelle mani del massimo organismo continentale: Italia contro Polonia-Ucraina e Croazia-Ungheria, Italia in fuga davanti alle carenze ed amnesie delle rivali. «La nostra chance più importante - sottolinea Mario Pescante, membro Cio ed ex ministro con delega allo Sport - è che i nostri avversari sono praticamente inesistenti. E’ come in una partenza per una gara di 800 metri con i nostri concorrenti al via gravati di molti secondi in più». L’uscita di Pescante invoglierebbe ad incrociare le dita se non fosse che la fotografia fatta dall’onorevole di Forza Italia rispecchia la realtà. Alla volata tricolore verso Euro 2012 manca solo il timbro dell’elezione del nuovo presidente della Figc, già in calendario per il 16 aprile; poi, i giochi saranno fatti nonostante le picconate al nostro calcio assestate dalla follia ultras. Sicurezza, recettività alberghiera, aeroporti, polizia privata (stewards) e, naturalmente, stadi: questi i passaggi che dovranno ottenere l’ok dell’Uefa per poter brindare all’evento.Cominciando dall’ultimo, gli stadi italiani (è scritto nel dossier e controfirmato dai comuni e dai club) entro il 2010 cambieranno volto per regalare al Paese una fotografia come quella del viaggio mondiale in Germania dell’estate scorsa. A Torino, Napoli (zona Scampia) e Palermo (allo Zen) nasceranno tre nuovi impianti, da 60.000 posti quello partenopeo per poter ospitare una delle due semifinali. Firenze, Bari e Udine verranno coperti, Milano e Roma solo ritoccati perché per l’Uefa vanno bene già come sono. Costo totale, 672 milioni di euro, la quota interessi dei mutui che verranno aperti sarà il governo a coprirla (in Finanziaria sono stati accantonati 20 milioni di euro). Se l’Europeo del 2012 sarà il primo a 24 squadre dalle 16 attuali, in scena entreranno le città di Bologna, Cagliari, Genova e Verona, oggi in panchina.Dagli stadi agli alberghi, l’Italia continua a mettere la freccia sulle rivali. Se in Polonia e Ucraina così come in Croazia e Ungheria è un rompicapo trovare stanze e locali per riunioni o assemblee, nel dossier tricolore sono entrati oltre 350 alberghi, tutti in grado di ottenere il visto per ospitare delegati, squadre e zone lavoro. Stadi più alberghi più sicurezza: nei prossimi mesi nasceranno scuole specializzate per addestrare gli steward, ragazzi che ad Euro 2012 dovranno aver bene in mente il manuale scritto dal massimo organismo continentale del pallone per diventare a tutti gli effetti i responsabili del servizio d’ordine all’interno degli stadi (i loro poteri saranno effettivi).L’Italia si mette alla finestra pronta a stappare lo spumante la notte del 18 aprile: Roma come Berlino perché gli stadi italiani dovranno fotocopiare quelli tedeschi della scorsa estate. Ieri, a Nyon, l’ingegnere Luigi Ludovici ha consegnato le oltre 2000 pagine del progetto. «Crediamo fermamente che il nostro lavoro convincerà l’Uefa a scegliere l’Italia per Euro 2012. Il nostro progetto - così Ludovici - è anche culturale e sociale ed investe tutta la realtà italiana». Al futuro pensa Pancalli: «Mai, in nessun momento di questo bellissimo viaggio, siamo tornati indietro sui nostri passi o abbiamo titubato», precisa il commissario straordinario della Federcalcio.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:28 | link | commenti (1)
categorie: calcio
venerdì, 16 febbraio 2007

Francia: nuovo record del Tgv, 553 km all'ora

Il precedente record era di 515,3 kmh, realizzato nel maggio 1990 Sulla nuova linea est che dal 10 giugno collegherà Parigi con Strasburgo in due ore e 20 minuti

PARIGI - Nuovo record di velocità del Tgv francese: raggiunti i 553 km all'ora. Lo riport ail quotidiano «Le Parisien». Il precedente record del treno francese ad alta velocità era di 515,3 kmh ed era stato realizzato nel maggio 1990. Questo nuovo primato è stato possibile grazie a un convoglio speciale, costituito da due motrici e tre vagoni, sulla linea del futuro Tgv Est che collegherà Parigi e Strasburgo in 2 ore e 20 minuti. La velocità record è stata raggiunta all'altezza di Passavant-en-Argonne, a 190 km da Parigi. Il Tgv Est dovrebbe entrare in servizio il 10 giugno.

 

postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:16 | link | commenti (3)
categorie: francia
giovedì, 15 febbraio 2007

La classifica dei Paesi migliori per i bambini

La classifica dei Paesi migliori per i bambini (tra quelli industrializzati)
1) Olanda
2) Svezia
3) Danimarca
4) Finlandia
5) Spagna
6) Svizzera
7) Norvegia
8) Italia
9) Irlanda
10) Belgio
11) Germania
12) Canada
13) Grecia
14) Polonia
15) Repubblica Ceca
16) Francia
17) Portogallo
18) Austria
19) Ungheria
20) Stati Uniti
21) Regno Unito
 
Del regno Unito e anche degli stati uniti me lo aspettavo, sorpreso dalla posizione della Francia, essendo anche la nozione auropea con la piu alta natalità e dove lo stato investe molto in scuole e  sussidi e servizi vari per i bambini la pensavo molto ma molto piu su.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:46 | link | commenti (3)
categorie: news
mercoledì, 14 febbraio 2007

Una multa val bene la Fiat

Dalla Consob sanzione di 16 milioni a Ifil e G. Agnelli & C. per l’equity swap La Consob ha comminato una multa da 16 milioni di euro a Ifil e Giovanni Agnelli & C., le società in cima alla catena di controllo Fiat. Sono responsabili di mancate informazioni al mercato sull’andamento dei titoli mentre era in corso l’operazione di equity swap che nel settembre 2005 riportò la famiglia Agnelli-Nasi sopra il 30 per cento del capitale della holding. Per la famiglia è sostanzialmente un buon affare. L’equity swap consentì di stabilizzare l’azionariato, tagliò fuori le banche e garantì a Sergio Marchionne di proseguire nell’azione di risanamento non ancora conclusa. Certo la pena accessoria che riguarda la sospensione di due degli architetti della vicenda, Gianluigi Gabetti, guida delle società finanziarie degli Agnelli, e Franzo Grande Stevens, dà alla pillola il gusto amaro delle pillole. Ma non si può avere tutto. Il 20 settembre 2005, scaduto il convertendo, le banche entravano nel capitale della Fiat e gli Agnelli-Nasi scendevano al 22 per cento. La Consob consentì loro preventivamente di risalire sopra il 30 quello stesso giorno, senza obbligo di Opa. Così fu, grazie a un pacchetto di azioni transitato attraverso Merryl Linch ed Exor. Secondo Alessandro Penati su Repubblica del 23 settembre 2005, la famiglia riprese il controllo della società – che allora aveva valore di borsa di 9 miliardi di euro – con una spesa di 184 milioni. A quelli bisogna aggiungerne 16 di multa per non aver informato il mercato dei movimenti sul titolo. Dopotutto è il prezzo dell’animal spirit. Meglio avercelo (e pagare) che non avercelo più.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 20:32 | link | commenti
categorie: news, finanza

NBA: Bargnani-show e cade anche Chicago

La prima scelta al draft ha messo 22 punti nel 112-111 rifilato da Toronto ai Bulls
Nella notte della NBA, Andrea Bargnani ha messo 22 punti nel 112-111 rifilato da Toronto ai Bulls. Grande prestazione della prima scelta al draft. Il giovane italiano e` stato a dir poco decisivo nella sfida a Chicago. I Raptors si sono infatti imposti grazie ai 25 punti di Chris Bosh (8 su 15 da due e 14 rimbalzi) ma anche grazie all`ottimo Bargnani (22 punti, 7 su 12 da due, 4 su 8 da tre e 3 rimbalzi). A nulla sono valsi i 30 punti di Luol Deng. Toronto sale cosi` ad un record di 28 successi, valido per il primo posto nell`Atlantic.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:06 | link | commenti (54)
categorie: nba
martedì, 13 febbraio 2007

FOUR SEASON A BILL GATES E AL WALEED

Bill Gates e il principe saudita Al Waleed Bin Talal, insieme per un´inedita alleanza d´affari, conquistano la catena di alberghi di lusso Four Seasons Hotels, al prezzo di 3,8 miliardi di dollari. Per il principe saudita, ex azionista di Mediaset e oggi socio della News Corp di Rupert Murdoch e di Citigroup, il settore alberghiero non è una novità. A inizio 2006 la sua holding Kingdom Hotel ha rilevato per 3,9 miliardi di dollari un´altra catena di resort di lusso, la Fairmont, in aggiunta alle quote possedute nei prestigiosi Savoy Hotel di Londra, Plaza Hotel di New York e Hotel des Bergues di Ginevra.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 19:29 | link | commenti
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Macao: Il casinò da 295 milioni di euro a forma di fiore di Loto

Macao, il nuovo "colpo" del tycoon dei casinò

E' stato il dominatore di Macao, la città cinese che con i suoi casinò ha quasi "soffiato" a Las Vegas il primato di centro mondiale dell'azzardo, è stato il proprietario di tutte le case da gioco della città, di gran parte dei terreni, dei suoi migliori hotel. Ma per il tycoon Stanley Ho, quattro anni fa il monopolio è finito, e ora per competere con alcuni dei nomi più celebri del gioco d'azzardo internazionale, tenta la carta del Grand Lisboa Hotel (nelle foto), nato dalle ceneri di un preesistente casinò: un nuovo albergo e sale da gioco, inaugurato sabato sera, costato l'equivalente di 295 milioni di euro, una torre con 430 camere e la sommità che ricorda un gigantesco fiore di loto.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:48 | link | commenti (1)
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