commesso il fatto, sentenza tanto più importante in quanto il processo era stato riaperto in fretta e furia dopo che la maggioranza di centrosinistra aveva liquidato la più bella e sana delle riforme della scorsa legislatura, l’impossibilità per l’accusa di chiedere un nuovo processo d’appello contro un cittadino assolto. E’ ovvio che un’assoluzione in giudizio impedisce poi, in qualunque grado, di condannare chiunque “al di là di ogni ragionevole dubbio”. E’ logico, no? Se un giudice o una giuria hanno assolto una volta, un dubbio resterà per sempre, cribbio. Bene, quella pubblica accusa dovrebbe al perseguitato in giudizio, e a noi cittadini espropriati di una giusta possibilità di autogovernarci a mezzo della politica democratica per via di questa campagna politico-giudiziaria, una pubblica offerta di scuse, ma non lo farà. Lo stesso avvenne per le tangenti Mondadori alla guardia di Finanza, origine del famoso mandato di comparizione che favorì il ribaltone del governo Berlusconi del ’94. Il fatto che il più assolto degli italiani si sia poi rivelato anche il più amato, e che abbia potuto governare dopo sette anni di traversata nel deserto per ben cinque anni, abbandonando la postazione l’altr’anno senza fare il temuto “golpe del Caimano”, non ci esime dal dovere di dire: bravo giudice a Berlino, cattivi giudici a Milano, e peggiori di loro i molti mozzorecchi che li hanno sostenuti e incoraggiati per bassi scopi politici. Viva il Cav.
Il volo sperimentale dello scienziato 40 anni immobilizzatoa bordo di un Boeing B-727 decollato da Cape Canaveral
Hawking vola nella spazio: "Sono entusiasta"Il fisico inglese prova l'assenza di gravità
LONDRA - Verso i limiti dell'atmosfera. Libero dagli impacci della malattia che lo ha costretto per quarant'anni sulla sedia a rotelle. Il fisico inglese Stephen Hawking ha sperimentato per la prima volta la leggerezza dell'assenza di gravità. Poco prima di decollare lo scienziato non aveva nascosto l'emozione per quello che sarebbe stato il suo primo passo verso lo spazio. "Come è facile immaginare sono entusiasta. Rimasto sulla sedia per quasi quaranta anni, per me sarà meraviglioso fluttuare liberamente". Il Boeing B-727 con a bordo l'astrofisico inglese, decollato da Cape Canaveral, è della società Zero Gravity. Il volo è durato solo qualche minuto e l'astrofisico di Cambridge era assistito da un'infermiera e dal suo medico personale. L'atterraggio effettuato ad alta velocità è avvenuto presso il Kennedy Space Center in Florida. "E' stato stupefacente", ha detto Hawking subito dopo aver toccato terra. Attraverso il sintetizzatore vocale ha fatto sapere che "la parte a gravità zero è stata splendida e quella di massima gravità non è stata un problema. Avrei potuto andare avanti a lungo. Adesso dico: 'Spazio, sto arrivando'".
Questo volo è stato il primo test in attesa del vero e proprio viaggio nello spazio che Hawking sta programmando da tempo. L'astrofisico inglese guarda allo spazio con gli occhi di chi ha indagato a lungo i segreti remoti celati nell'universo. Da questi voli si attende molto. "Penso che la razza umana non abbia un futuro - ha affermato - se non va nello spazio. Per questo voglio incoraggiare un interesse pubblico nelle missioni spaziali".
La famiglia Walton, la famiglia piu ricca del d'america e del mondo, se si assomma la fortuna personale dei vari componenti della famiglia si raggiunge un patrimonio di molto superiore a quello di Bill Gates hanno annunciato che la loro madre Helen Walton, deceduta la scorsa settimana ha lasciato buona parte della sua fortuna in beneficenza. Helen Walton era la vedoda di Jim Walton, l'uomo che ha costruito Wal-Mart la piu grande catena di supermercati del mondo.Comunque la mastondontica donazione non compromette il patrimonio di famiglia visto che ogni componente della famiglia vanta un patrimonio personale superiore ai 18 milliardi ciascuno.
cappellani cattolici e membri delle Cappellanie dell'Aviazione civile sul problema del terrorismo assuma un rilievo del tutto particolare. E appare inevitabile che le sue parole riaprano polemiche analoghe a quelle suscitate dalle dichiarazioni sui «Dico» del presidente della Cei monsignor Bagnasco il 30 marzo scorso.«Oltre all’abominevole terrorismo dei kamikaze, che occupa quotidianamente la nostra cineteca mediatica - ha detto l'arcivescovo Amato - c’è il cosiddetto "terrorismo dal volto umano", anch’esso quotidiano e altrettanto ripugnante, che viene subdolamente propagandato dai mezzi di comunicazione sociale, manipolando ad arte il linguaggio tradizionale, con espressioni che nascondono la tragica realtà dei fatti, come quando l’aborto viene chiamato interruzione volontaria della gravidanza e non “uccisione di un essere umano indifeso”, o quando l’eutanasia viene chiamata "più blandamente morte con dignità"».Le parole di monsignor Amato sono state riportate dal «Sir» (Servizio Informazione Religiosa), l'agenzia vicina ai vescovi italiani. «Il male oggi - ha continuato - non è solo azione di singoli o di gruppi ben individuabili, ma proviene da centrali oscure, da laboratori di opinioni false, da potenze anonime che martellano le nostre menti con messaggi falsi, giudicando ridicolo e retrogrado un comportamento conforme al Vangelo». Il segretario della Congregazione della Fede ha rilevato che «purtroppo non possiamo chiudere le biblioteche del male né distruggere le sue cineteche che si riproducono come virus letali, ma possiamo chiedere a Dio di rafforzarci, mediante la formazione di una retta coscienza che cerca e ama il vero e il bene ed evita il male».Monsgnor Amato non ha minimizzato il problema del terrorismo, e l'uso che esso fa degli strumenti mediatici: «Leggendo i giornali, o utilizzando internet o la tv o la radio - ha detto - ogni giorno noi assistiamo a un film perverso sul male, che viene "girato" in ogni parte del mondo con sceneggiature sempre nuove e crudeli, come constatiamo dalle mille provocazioni del terrorismo internazionale». Ma a questa «razione giornaliera» di male fornita quotidianamente si aggiunge un altro tipo di male, che resta «quasi invisibile» ma che però «esiste nelle sedi più impensate e che, paradossalmente, viene presentato come bene», come una espressione del "progresso dell’umanità”. L’arcivescovo ha citato le cliniche abortiste, «autentici mattatoi di esseri umani in boccio»; ha parlato dei laboratori dove si «fabbrica» ad esempio la Ru 486, la cosiddetta pillola del giorno dopo, o dove «si manipolano gli embrioni umani»; e ha inserito in questa lista nera i parlamenti delle nazioni «civili» dove si «promulgano leggi contrarie all’essere umano». A questo si aggiungono le cosiddette sette sataniche che praticano «un vero e proprio culto sacrilego del male».È probabile che monsignor Amato nel suo riferimento alle cliniche avesse presente una relazione secondo cui è in continuo aumento nel Regno Unito il numero di dottori e studenti in medicina che si rifiutano di fare aborti. A quarant'anni dalla approvazione della legge che ha legalizzato l'interruzione volontaria di gravidanza il «Royal College of Obstetricians and Gynaecologists», l'organo professionale che rappresenta ginecologi e ostetrici, ha dichiarato che metà degli aborti in Gran Bretagna avviene oggi in cliniche private perché buona parte dei professionisti operanti nella sanità pubblica fa obiezione di coscienza. Ogni anno in Gran Bretagna vengono interrotte 190.000 gravidanze, un terzo di tutte le donne sceglie di abortire una volta nella vita e il 90% di queste interruzioni di gravidanza avvengono prima delle dodici settimane di gestazione. Per Josephine Quintavalle, dell'associazione per la vita «Alive and Kicking» («Vivo e scalciante») «il Regno Unito è ormai consapevole che vi sono troppi aborti. Dovremmo collaborare perché l'aborto diventi raro».
Uniti si muove verso ovest contagiando tutto il paese, a nord come a sud. E in questo contesto di rinascita emerge un fenomeno di nuovo: l’affacciarsi delle istituzioni universitarie pronte ad ospitare nei loro campus i templi dell’arte. La corsa al museo del ventunesimo secolo parte da New York, che ospiterà il New Museum of Contemporary Art, che sbarcando a Bowery Street cambierà il volto del Lower East Side. Il nuovo museo, per la cui realizzazione sono stati raccolti fondi iniziali di 50 milioni di dollari, si è affidato a una squadra di architetti, ha diversificato i membri del proprio consiglio fiduciario, ha rafforzato lo staff e puntato su un significativo numero di attività educative. Una scommessa audace come appare Lisa Phillips, direttore del museo, che dopo aver trascorso 23 anni come curatore del Whitney Museum of American Art, ha deciso di scommettere di nuovo su stessa. E per ora con successo dal momento che è riuscita ad attrarre talenti di grande rilievo come Massimiliano Gioni, curatore della recente Biennale di Berlino, e Richard Flood, ex responsabile del Walker Art Center di Minneapolis. Manhattan è anche la culla del rinato Morgan Library and Museum: la galleria, creata nel 1924 dal finanziere Pierpont Morgan e che ospita dipinti di Rembrandt e Rubens, è stata impreziosita con una biblioteca e un teatro sotterranei realizzati da Renzo Piano. Il progetto è costato 106 milioni di dollari. A Columbus, in Ohio è stato riaperto il Wexner Center for the Arts presso la Ohio State University. Tre anni di lavori e 15,8 milioni di dollari spesi hanno permesso al museo di guadagnare in estetica grazie ai giochi di luci e di ambienti realizzati da Arup, uno dei più famosi studi internazionali di ingegneria e design. Più a nord, a Minneapolis, il Minneapolis-The Weisman Art Museum (Wam) presso la University of Minnesota ha appena levato i veli al progetto di messo a punto da Frank Gehry, uno dei professionisti più importanti delle «Visual Arts». Il piano prevede l’allargamento delle gallerie dedicate a collezioni ed esibizioni e l’introduzione di incentivi per nuovi programmi, tradizionali ed emergenti. Reazioni contrastanti ha provocato invece il lavoro compiuto dal Daniel Libeskind, l’architetto polacco-americano che ha progettato anche il progetto del nuovo World Trade Center, al Denver Art Museum,
in Colorado e per il quale sono stati spesi 110 milioni di dollari. Per alcuni troppo geometrico e privo di punti di riferimento, per altri di stupefacente semplicità, il lavoro dell’architetto ha raccolto commenti discordanti. Si tinge di verde invece il progetto di trasferimento del Grand Rapids Art Museum, situato nell’omonima cittadina del Michigan, patria della dinastia dei Ford. Per il trasferimento dell’istituzione, ospitata sino a ieri in un ex palazzo federale, Peter Wege ha stanziato 20 milioni di dollari. Uso di materiali riciclati e riciclabili, contenimento dei consumi, e l’uso di biciclette per spostamenti interni sono alcuni degli imperativi del progetto che quando sarà completato in ottobre potrebbe ricevere il riconoscimento del Us Green Building Council. La grande novità di questa rinascita di passione per l’arte è l’affacciarsi delle Università. È il caso del Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive della University of California, che sta lavorando alla realizzazione di un campus esterno e il cui completamento, affidato all’architetto giapponese Toyo Ito, è previsto per il 2001. La Yale University Art Gallery di New Haven ha aperto a fine 2006 il nuovo Kahn building ristrutturato da Polshek Partnership, mentre lo Sterling and Francine Clark Art Institute di Williamstown, Massachusetts realizzerà in due rimodernerà completamente il proprio istituto affidandosi ancora una volta a uno staff di architetti a guida nipponica. Da segnalare che quando nel 2008 il Blanton Museum of Art della University of Texas di Austin aprirà il suo secondo complesso progettato da Kallman McKinnell & Wood, diventerà il più grande museo universitario degli Stati Uniti.

Dopo aver pronosticato che tra cinque anni uscirà soltanto online, il New York Times si imbarca nel grande viaggio: la redazione ha cominciato questa settimana il trasloco, dalla storica sede neo-gotica alle spalle di Times Square nel nuovo grattacielo futuristico disegnato da Renzo Piano. Il nuovo edificiodi 52 piani (più alto del Chrysler), alto circa 220 metri, sarà occupato dal New York Times fino al 28.mo piano: uffici di altre aziende affitteranno gli spazi fino al 50.mo piano. Ci saranno anche spazi commerciali, un giardino al piano terra e un boschetto di aceri per la contemplazione sul tetto, mentre gli ultimi due piani alloggeranno ambienti tecnici e servizi per conferenze.Piano ha preso ispirazione dallo schema e dalla simmetria della griglia rettangolare delle strade di Manhattan, progettando un edificio dalla morfologia "semplice, primaria e leggera"