(Articolo di Massimo Franco per il Corriere della sera) Lo schema delle «due piazze» si è rivelato forzato, inadeguato. Sarà brutale dirlo così, ma ieri se n'è vista soltanto una reale: quella di San Giovanni, gremita di circa un milione di persone per il «Family Day». L'altra, intestata maldestramente al «Coraggio laico» in piazza Navona, è risultata troppo piccola e prigioniera degli «amarcord» per rappresentare il mondo che pretendeva di incarnare.Dando credito ai numeri e ai cliché, la conclusione dovrebbe essere che l'Italia è guelfa e orfana dei ghibellini. Ma la tesi regge poco. E soprattutto spiega poco. La sensazione è che ieri siano state ridimensionate queste categorie ereditate dal passato.Si sono confermate arnesi culturali arrugginiti; incapaci di cogliere le novità di un protagonismo che si definisce «cattolico», ma lascia indovinare qualcosa di più profondo e inedito. A materializzarsi è stata una realtà che sfugge alla rappresentanza politica, e allo stesso circuito dei massmedia. Ed è così poco inquadrata e inquadrabile, da non potere essere annessa facilmente neppure al «partito dei vescovi». Emerge uno spezzone di Italia sommersa che esprime un retroterra di valori etichettati come nostalgici e passatisti; ma è figlio di una attualissima solitudine delle famiglie, che parla allo Stato e gli chiede protezione.Si tratta di
qualcosa di politicamente magmatico, eppure spontaneo e poco manovrabile in modo strumentale. Il senatore a vita Giulio Andreotti era a San Giovanni; e ha detto che non ricordava una manifestazione del genere dai tempi dell'Azione cattolica di mezzo secolo fa. Pensava al collateralismo di allora nei confronti della «sua» Dc. Ma oggi non c'è più un «partito di cattolici», né è visibile alcun tipo di fiancheggiamento. Silvio Berlusconi ha provato a fare lui, il fiancheggiatore del «Family Day», difendendo la Chiesa e sostenendo che un cattolico non può essere di sinistra. E da Stoccarda, Romano Prodi ha riproposto la separazione tra fede e laicità dello Stato.Ma sono apparse entrambe analisi un po' logore di fronte ad un fenomeno nuovo, ambiguo e ancora poco decifrabile. Nella piazza che di solito riempiono i sindacati, e ultimamente il berlusconismo, è apparsa una realtà contraria ai «Dico», ma che non sembra curarsi troppo né di maggioranza né di opposizione. Si limita a presentarsi per ciò che è. Cerca risposte. E vuole capire chi gliele
dà. Più che espressione di un «partito di Ratzinger», evoca la rete anonima e antimediatica delle parrocchie: un Paese «periferico» rispetto ai riflettori dell'attualità ufficiale, ma assai meno virtuale. È una «marginalità» assurta a protagonista. E ha ridotto i leader politici a comparse.L'iniziativa non è nata dai partiti. E infatti la folla del «Family Day» ha cercato di tenerli a distanza senza polemiche, né aggressività: semplicemente metabolizzando e smaltendo la loro presenza fisica. C'erano i vertici del centrodestra e i ministri Clemente Mastella e Giuseppe Fioroni, contestati dall'Unione per la scelta compiuta.Ma le parole del potere sulla «centralità della famiglia» sono suonate come un omaggio tardivo e spaventato a quell'umanità decisa a contare; e come un tentativo di conquistarne, in prospettiva, il voto. Non sarà facile: neppure se i vescovi daranno indicazioni in un senso o nell'altro.Le prime a rendersene conto sono le gerarchie ecclesiastiche, consapevoli di quanto sia caricaturale l'immagine di un mondo cattolico monolitico, ubbidiente e docile. Certo, colpisce la spaccatura che il «Family Day» ha prodotto nel centrosinistra: soprattutto nella Margherita. E sorprende l'assenza dei ds sia da San Giovanni che da piazza Navona. È come se, per non litigare, il maggior partito della sinistra avesse preferito non scegliere e quasi non esistere; e avesse lasciato a radicali e socialisti il monopolio dell'anticlericalismo. Si è limitato a evocare una conciliazione impossibile fra le «due piazze»: se non altro perché almeno una sembrava costruita a tavolino. Un boomerang laicista.
Martedi sbarchero a Roma per accompagnare mia nonna in visita al suo grande capo; se vi chiedete chi sia il suo grande capo vi do' un indizio: mia nonna è un ottantenne sacrestana-catechista-gestore del bar dell'oratorio, quindi il suo capo non puo che essere lui, Ratzinga Z.... ma non è questo il punto....
Sbarchero a Ciampino con il volo Ryanair , poi da Ciampino il centro come si raggiunge?? C'è il treno, oil metro, oppure Autobus... oppure e spero di no solo taxi??
Seconda questione, piu vicino Ciampino o Fiumicino?? Io ho scommesso Ciampino....
Se fosse successo il contrario, noi avremmo visto Pecoraro Scanio & C.. costruire barricate sulle alpi per impedire che la spazzatura francese arrivi in italia.... E dire che pure in Francia ci sono i comunisti e i verdi.. che siano molto ma molto piu intelligenti dei nostri???
Articolo tratto da la stampa.it L'accordo prevede il trattamento di 235 tonnellate provenienti dalle ex centrali di Caorso, Trino e Garigliano
ROMA Sogin e Areva hanno sottoscritto il contratto per il riprocessamento di 235 tonnellate di combustibile nucleare ’irraggiatò, ancora presente in Italia. Il contratto, che ha un valore di oltre 250 milioni di euro e che implementa l’accordo intergovernativo fra Italia e Francia sottoscritto il 24 novembre scorso a Lucca, prevede il trasporto, il trattamento e il condizionamento del combustibile delle ex centrali di Caorso (190 tonnellate di combustibile), Trino (32 tonnellate) e Garigliano (13 tonnellate). Le operazioni di trasferimento del combustibile, spiega una nota, saranno avviate nel 2007 e richiederanno circa cinque anni. Dopo il trattamento, che avrà luogo nello stabilimento di La Hague, i residui rientreranno in Italia entro il 31 dicembre 2025.Il trattamento del combustibile irraggiato permette, infatti, di separare le materie valorizzabili, per le quali Areva si è impegnata a individuare un futuro impiego, dai rifiuti finali, che saranno restituiti in una forma che ne riduce il volume e ne garantisce la sicurezza nel lungo termine. «Con la firma di questo contratto - ha detto Massimo Romano, amministratore delegato di Sogin - l’Italia condivide con altri Paesi, fortemente impegnati nella produzione nucleare, la scelta di riprocessare il combustibile irraggiato e rende più certi tempi e modalità del piano di decommissioning degli ex impianti nucleari. L’avvio del riprocessamento consentirà, infatti, di realizzare le operazioni di bonifica dei siti in condizioni di maggior sicurezza e in un clima di proficua collaborazione con i territori interessati».
Sembrano lontani i tempi di Stream e Tele+, quando le due piattaforme satellitari facevano a gara a chi perdeva piu soldi, con l'unificazione dei due gruppi sotto il nome di Sky e la propieta di Ruper Murdoch il business della tv satellitare si sta trasformando in una macchina da soldi. In meno di quattro anni Sky a raggiunto oltre 4 millioni di abbonati e un utile operattivo nel primo trimestre di quest'anno di 69 millioni di Euro. Tutta merito di Sky oppure Mediaset e Rai fanno propio schifo?? Da utente Sky dico Mediaset e Rai fanno propio schifo....