3) Allianz Arena di Monaco, dopo questo gli stadi non saranno piu gli stessi (tranne che in italia si intende)
4) Turning Torso a Malmo Svezia
5) Walt Disney Concert Hall in Los Angeles (Una mercaviglia in una delle citta piu tamarre e di kitch e di cattivo gusto del pianeta, significa che c'è speranza per tutti)
6) Aeroporto di Hong Kong... no ho trovato le foto, pero un isola artficiale costruita sul mare basta e avanza per rendere l'idea dell'impresa...
7)La settima la lascio libera... in cina ci sono centinaia di meraviglie che saranno terminate a breve.. quindi aspettiamo a riempire la casella n.7
AFFARI DI CUORE - Stando alla ricostruzione del giornale, Dein avrebbe parlato con Ecclestone circa la possibilità di cedergli il suo pacchetto di azioni, in cambio della nomina a presidente dell’Arsenal non appena la mega-operazione di trasferimento da 650 milioni di sterline (circa 968 milioni di euro) andrà a buon fine. A quanto pare, a spingere per la fusione sarebbero stati la figlia di Ecclestone, Tamara, e il figlio di Dein, Gavin, legati sentimentalmente da qualche tempo. All'inizio, si era pensato che Dein padre fosse alleato di Stan Kroenke, il tycoon americano già proprietario della squadra di baseball dei Denver Nuggets e di quella di football dei Colorado Avalanche e pronto a sborsare i 650 milioni di sterline necessari per i Gunners. Ma Dein avrebbe cambiato idea, convinto che un assetto societario totalmente inglese sarebbe preferibile sia per i consiglieri che per i fan dell’Arsenal, e così, complice la storia d’amore fra suo figlio e Tamara Ecclestone, ha iniziato una serie di conversazioni informali con il multimilionario imperatore della Formula Uno. FISZMAN - Finora, il maggior ostacolo era rappresentato proprio da Fiszman, che era stato fra i firmatari del documento ufficiale con cui i membri del direttivo dei Gunners si impegnavano a non cedere le loro azioni per almeno un anno dopo l’allontanamento di Dein e il profilarsi all’orizzonte di Kroenke, ma a quanto sostiene il Times, Fiszman – che è un "tax exile", ovvero un esule d’imposta, e vive prevalentemente in Svizzera, facendosi vedere di rado sulle tribune dell’Emirates Stadium, che pure ha contribuito a costruire – avrebbe confidato ad alcuni amici di essere pronto a vendere ad Ecclestone le sue azioni per 162 milioni di sterline (241 milioni di euro), fermando così l’eventuale scalata di Kroenke. Naturalmente, il possibile ritorno di Dein in seno all’Arsenal sarebbe accolto con favore da Arsene Wenger, il cui futuro nei Gunners è stato a lungo in discussione, dopo la cacciata dell’amico. Il tecnico ha il contratto che scade il prossimo anno, ma con la coppia Dein-Ecclestone al comando non avrebbe problemi a prolungarlo. IL RETROSCENA - Questo più che plausibile scenario viene, però, rimesso in discussione dal Daily Mirror che, sempre nell’edizione di lunedì, racconta un’altra verità. Secondo il tabloid, Ecclestone e Kroenke sarebbero in procinto di siglare una vera e propria partnership calcistico-automobilistica: il 77enne capo della F.1 sarebbe, infatti, disposto a lasciare campo libero all’americano nella corsa all’Arsenal in cambio del suo aiuto per riportare a breve le corse negli Usa. Kroenke ha, infatti, pubblicamente ammesso di essere pronto a costruire un circuito cittadino a Denver, la sua città, e di aver già iniziato i colloqui con i capi dell’American Champ Car. A livello personale, Ecclestone non avrebbe alcuna fretta di tornare a girare negli Usa, soprattutto dopo la fine del contratto con Indianapolis, ma in questo caso deve piegarsi ai voleri dei team e degli sponsor, ansiosi di ripresentarsi al via in una nazione fondamentale per i loro investimenti.
Rupert Murdoch è più vicino a conquistare la Dow Jones. Il magnate australiano dell'editoria ha raggiunto un accordo di massima per acquisire il colosso dell'informazione statunitense e una sua proposta verrà sottoposta oggi al consiglio d'amministrazione della società. Lo rivela il Wall Street Journal Online citando fonti vicine al dossier.L'accordo - che si basa sul prezzo di 5 miliardi di dollari (3,63 miliardi di euro) offerti da Murdoch deve ancora incassare l'approvazione da parte della famiglia Bancroft, azionista di controllo della Dow Jones, che nelle scorse settimane si è divisa sull'operazione anche a causa della preoccupazione per il mantenimento dell'indipendenza del Wall Street Journal.Ieri, spiega il Wall Street Journal Online, i negoziatori di News Corporation e della Dow Jones - incluso l'amministratore delegato Richard Zannino, gli advisor delle società e due direttori indipendenti - hanno raggiunto un accordo di principio su un'operazione proposta dalla News Corporation a metà aprile. Rupert Murdoch non ha ceduto alle pressioni per un aumento della sua offerta iniziale pari a 60 dollari ad azione, che rappresentava un premio del 67% rispetto ai livelli allora registrati dalle quotazioni Dow Jones.Fonti citate dal Wsj descrivono come "in bilico" la posizione della famiglia Bancroft che oggi incontrerà il suo fiduciario, Michael Elefante, che gli illustrerà i termini dell'accordo proposto. Ai Bancroft verrà lasciato ancora qualche giorno per decidere con l'obiettivo di chiudere la partita la prossima settimana.Le divisioni in senso alla famiglia Bacroft non sono comunque scomparse, con alcuni esponenti d'accordo sulla vendita a Murdoch e altri che stanno tuttora esplorando strade alternative. Il cinquantacinquenne Christopher Bancroft, membro del consiglio d'amministrazione della Dow Jones e fiduciario di una quota di diritti di voto della Dow Jones pari al 15%, ha passato gli ultimi giorni contattando hedge fund, società di private equity e altri soggetti nel tentativo di acquistare un numero sufficiente di azioni della società per bloccarne la vendita. Un altro consigliere d'amministrazione in rappresentanza della famiglia, Leslie Hill, ha esercitato pressioni sulla società - si legge ancora sul Wsj Online - perchè si incontri con altri investitori, come il magnate della grande distribuzione Ron Burkle. La madre di Leslie Hill, Jane Cox McAlree, agisce come fiduciaria e detiene diritti di voto per un ulteriore 15% del gruppo.
con la squadra dei Golden State Warriors e diventa così il secondo giocatore italiano a debuttare nella Nba americana dopo Marco Bargnani. Belinelli il 28 giugno scorso era stato selezionato al primo giro come 18/ma scelta assoluta nel corso del draft Nba, risultando essere il primo giocatore europeo scelto quest’anno da una squadra americana, come avvenuto lo scorso anno per Bargnani, che fu scelto dai Toronto Raptors. La società californiana non ha reso noto su quali basi sia stato raggiunto l’accordo, ma di certo Belinelli, che è alto 1,96 e gioca come guardia, arriverà a prendere nelle prossime due stagioni un salario di non meno di 2,8 milioni di dollari, secondo i parametri normalmente usati in NBA per i debuttanti. Belinelli era stato straordinario al suo debutto in estate, quando con i Warriors aveva partecipato a Las Vegas alla Summer League: 37 punti al suo esordio, e 22 punti in media a partita nelle quattro partite da lui disputate. Lo scorso 12 febbraio, a soli 20 anni, il giocatore bolognese aveva ricevuto uno dei riconoscimenti più importanti del basket italiano, il Premio Reverberi, considerato l’oscar della pallacanestro nazionale e riservato a colui che viene considerato il miglior giocatore dell’anno. Un premio che può essere vinto una sola volta in carriera e che Belinelli ha vinto a soli 20 anni.
QUARTO - Il Milan stellare della stagione 1989-90 si posiziona al quarto posto. La squadra di Van Basten, Raijkard e Gullit che in una sola stagione vinse, supercoppa europea, coppa dei Campioni e coppa Intercontinentale si deve inchinare davanti al Brasile del 1970, all'Ungheria del 1953 e all'Olanda del 1974. Nella top ten a squadre rientra anche un'altra formazione italiana: l'Italia '34-'38 in grado di vincere due mondiali consecutivi. ITALIA-GERMANIA - il magazine britannico si è occupato anche di goal e partite, cercando di stilare la classifica dei match e le reti più spettacolari dell'ultimo secolo. Maradona e al suo gol contro l’Inghilterra nei Mondiali di Messico ’86 spetta lo scettro per la miglior marcatura di tutti i tempi. Mentre l’ormai storica "Italia-Germania Ovest 4-3", semifinale dei Mondiali del ’70, resta secondo tutti il match più emozionante e spettacolare disputato sinora sui campi di calcio. in realtà la sfida contro i tedeschi si è rinnovata appena un anno fa. Altro incontro, altro spettacolo, che merita un posto (anche se solo il 19esimo) nella top 20 di sempre. GALLIANI - L'ad del Milan Adriano Galliani commenta la classifica di World Soccer: «Quel Milan è stato una squadra meravigliosa e sarà per sempre inarrivabile». Dal sito del Milan Galliani fa sapere: «Quello che scrive World Soccer è la conferma di quello che i tifosi milanisti hanno sempre saputo».
Ormai è guerra aperta. La sfida per il trono di Wall Street è stata lanciata e nessuno sembra voler fare un passo indietro. I pretendenti alla corona sono acerrimi nemici: Kkr e Blackstone, i due giganti del private equity. A ogni mossa dell'uno, l'altro è pronto a rispondere. L'apice del confronto è stato raggiunto alla vigilia del 4 luglio. Quando tutti gli americani erano pronti con i loro barbecue il numero uno di Kkr, Henry Kravis ha annunciato: «Siamo pronti per un'Ipo da 1,25 miliardi». Una decisione presa una settimana dopo il debutto di Blackstone in Borsa. Pochi minuti e Steve Schwarzman gli fa eco: «Gli Hotel Hilton hanno approvato la nostra offerta». La loro è una rivalità costruita negli anni, inasprita di recente. A luglio Blackstone annuncia di aver chiuso il più grande fondo della storia: 15,6 miliardi. In agosto Kkr risponde battendo in volata il rivale nell'acquisto di Royal Philips Electronics. Per la salita al trono quindi bisognerà aspettare, ma intanto un vincitore c'è già: Paris Hilton. Lei con il takeover di Blackstone ha guadagnato 125 milioni di dollari.
del mondo del presidente di America Movil, noto al pubblico italiano per il tentativo di rilevare una partecipazione in Telecom, è stata facilitata proprio dal balzo del 27% registrato dal titolo del colosso telefonico messicano nel secondo trimestre dell’anno. Il tycoon delle tlc, inoltre, ha visto crescere del 20% il valore delle azioni di Grupo Financiero Inbursa, la società di investimento di cui controlla un pacchetto di maggioranza e la presidenza. L’annuncio è giunto sulle pagine del sito messicano di informazione finanziaria, Sentido Comùn, che assicura di avere seguito nel calcolo i criteri della rivista Forbes, il periodico americano che stila ogni anno la classifica degli uomini più ricchi della Terra. «Grazie al rialzo del 26,5% registrato dal titolo di America Movil tra aprile e giugno, Slim, che controlla il 33% nel capitale della più grande azienda telefonica dell’America Latina, è ad oggi più ricco di Bill Gates». Il patron di Microsoft che ha visto crescere nello stesso periodo il titolo della sua azienda dello 5,7%, vanta un patrimonio di 59,2 miliardi di dollari e deve pertanto cedere lo scettro di numero uno, dopo averlo saldamente detenuto nelle proprie mani per oltre dieci anni. Solo tre mesi fa, Carlos Slim era stato protagonista di un altro sorpasso illustre, ai danni di Warren Buffett, presidente di Berkshire Hathaway. La retrocessione al terzo posto dell’Oracolo di Omaha era stata decretata dalla rivista Forbes che con ogni probabilità, consacrerà il primato del magnate messicano nella classifica dei Paperoni del 2007. Carlos Slim Helù, 67 anni, nativo di Città del Messico, è un uomo d’affari che ha costruito la sua ricchezza nell’industria delle telecomunicazioni. Oltre ad America Movil, fondata nel 2000, con una operazione di scorporo da Carso Global Telecom SA, controlla anche Telex e Telcel. Suo padre Julián Slim Haddad Aglamaz, libanese di religione cristiana si trasferì nel 1902 da Jezzine nella capitale messicana dove aprì un emporio chiamato la Stella d’Oriente e successivamente acquistò alcune proprietà immobiliari nel centro della città. Dopo aver sposato l’erede di un altro facoltoso emigrante di origine libanese ebbe sei figli, di cui Carlos è il più piccolo e quello che si è sempre dimostrato più scaltro e vivace. Intrapresa la carriera degli affari sin da giovane, ha costruito un vero e proprio impero finanziario industriale chiamato Grupo Carso, che tra gli altri controlla CompUSA, divenendone dopo 28 anni presidente. E’ stato vicepresidente del Mexican Stock Exchange e il primo presidente del comitato latinoamericano del NYSE, oltre ad aver ricoperto l’incarico di consigliere nei cda di Alcatel, Altria e SBC Communications. A capo di America Movil si è distinto per aver portato a termine alcune importanti operazioni, come l’accordo con Vodafone per la fornitura di servizi, o la tentata conquista di una quota di Olimpia, la holding che controlla una quota del 18% nel capitale di Telecom Italia, alla quale, però, ha dovuto rinunciare.
Carlos Slim l'uomo più ricco al mondo Controlla il colosso della telefonia cellulare latinoamericana, America Movil, e adesso, proprio grazie all'aumento record delle quotazioni di quell'azienda il suo patrimonio è cresciuto tanto da farlo diventare l'uomo più ricco del mondo. Si tratta del messicano Carlos Slim, che ha superato prima Warren Buffett e ora anche Bill Gates, con i suoi 67,8 miliardi di dollari secondo la rivista finanziaria messicana "Sentido Comun".Controlla il colosso della telefonia cellulare latino-americana, America Movil, e adesso, proprio grazie all'aumento record delle quotazioni (+27% da marzo a giugno) di quell'azienda, il suo patrimonio è cresciuto tanto da farlo diventare l'uomo più ricco del mondo. Si tratta del messicano Carlos Slim, che ha superato prima Warren Buffett e ora anche Bill Gates, con i suoi 67,8 miliardi di dollari.