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Il Blog di Giulio Stevanato

mercoledì, 31 ottobre 2007

Un italiano alla presidenza di Merrill Lynch

Alberto Cribiore alla presidenza Sarà Alberto Cribiore a sostituire ad interim il Ceo dimissionario di Merrill Lynch Stanley O'Neal, che ha lasciato la sua carica ai vertici della banca d'affari Usa in seguito al dissesto economico legato alla crisi dei mutui subprime. Cribiero, nominato alla presidenza non operativa di Merrill Lynch e incaricato di presiedere la commissione che dovrà trovare il successore di O'Neal, aveva un incarico alla Time Warner. Cribiore è nato a Milano 61 anni fa, si è laureato all'università Bocconi e ha avuto le sue prime esperienze professionali a New York. Nella Grande Mela ha lavorato per conto dell'Ifint, la finanziaria del gruppo Agnelli poi divenuta Exor, per poi approdare al gigante dei media Time Warner (con un incarico di vicepresidente anziano di Warner Communications, prima della fusione con Aol da cui è nato il gruppo attuale). Nel gruppo dei media Cribiore ha avuto la responsabilità delle strategie di business.Ha lavorato anche alla Clayton Dubilier, una società che opera nell'investimento azionario, dove è diventato uno dei soci più anziani. Cribiore è inoltre gestore di una finanziaria da lui creata, la Brera, con una dotazione di circa 500 milioni di dollari. Brera Capital Partners è una società che opera nel private equity dal 1997.Cribiore faceva già parte del board della banca statunitense, che lo ha appunto adesso scelto come presidente non operativo. E adesso presiderà anche il comitato che cercherà "dentro e fuori l'azienda" un successore a O'Neal. Intanto il co-presidente, Ahmass Fakahany, molto vicino a O'Neal, e il responsabile finanziario, Jeffrey Edwards, restano al loro posto, nonostante le voci che li volevano anch'essi dimissionari. Il board di Merrill Lynch fa sapere di avere concordato con O'Neal le dimissioni per "consentire all'azienda di andare avanti attraverso un mutamento di leadership". L'annuncio di O'Neal era atteso ormai da qualche giorno. E le sue dimissioni hanno avuto effetto immediato. La sua uscita della banca, fortemente colpita dal dissesto legato al credito "subprime", era ormai scontata, dopo che Merrill Lynch aveva dovuto effettuare svalutazioni per circa 7,9 miliardi di dollari e registrato la prima perdita trimestrale da sei anni. Resta adesso da stabilire quale sarà la liquidazione del Ceo uscente, con alcuni analisti che danno per scontato un compenso oscillante fra i 160 ed i 200 milioni di dollari. O'Neal ha ricevuto negli ultimi tre anni bonus in azioni per un corrispettivo di quasi 80 milioni di dollari. Al timone di Merrill Lynch O'Neal è rimasto per cinque anni. Particolarmente discussa è stata la sua decisione di acquisire First Franklin, una società costata 1,3 miliardi di dollari e attiva proprio nel dissestato segmento del prestito immobiliare. Merrill Lynch nell'ultimo trimestre ha perso 2,24 miliardi di dollari, il passivo più consistente nella storia quasi centenaria della banca.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:05 | link | commenti
categorie: finanza

BUFFETT: PAGO MENO TASSE DEL MIO PORTIERE,

BUFFETT: PAGO MENO TASSE DEL MIO PORTIERE, SONO PRONTO A VERSARE NUOVE IMPOSTE…Dal “Corriere della Sera” - Warren Buffett, considerato il secondo uomo più ricco al mondo con una fortuna personale di 52 miliardi di dollari, ha avviato la sua protesta fiscale: vuole pagare più tasse. Alla Nbc, Buffett ha mostrato le aliquote sui salari di 15 dipendenti del suo ufficio: il suo prelievo sul reddito è del 17,7%, contro una media dello staff del 32,9%. «Dal portiere in su, nessuno in ufficio paga un'aliquota bassa come la mia - dice Buffett - . E non ho un commercialista, non uso rifugi fiscali. Faccio solo ciò che mi chiede il Congresso». Per Buffett, «è un sistema distorto drasticamente a favore dei ricchi e contro le classi medie. Bisognerebbe occuparsene».
Warren un consiglio disinteressato: vieni in italia che avrai tutte le tasse che vuoi...
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:31 | link | commenti
categorie: finanza
martedì, 30 ottobre 2007

Nuova ala del Prado

Oggi verrà inaugurata la nuova ala del museo Prado di Madrid (sotto potete vedere alcune immagini) e mentre il Pado segue l'esempio del Louvre, del British Museum, del Metropolitan e di tutti i grandi musei del mondo che continuano ad ingrandirsi le nostre Pinacoteche di Brera, Uffizi ecc.. rimangono immobili, con metà delle loro collezzioni che giacciono nei magazzini perchè non c'è spazio per esporle.

E c'è ancora qualcuno che si domanda come sia possibile che la Spagna abbia sopravanzato l'italia come metà turistica....

postato da: CesareAugusto82 alle ore 09:30 | link | commenti
categorie: architettura, arte, spagna, musei
sabato, 27 ottobre 2007

BBC vs RAI

E' sabato, e io me ne sto a letto con un mal di gola regalatomi dai meravigliosi sbalzi di temperatura che ci sono in questo autunno, ieri si gelava, oggi invece faceva quasi caldo...

Non avendo niente da fare, mi faccio una bella sega mentale sulla Rai e la BBC nel tenativo di alleviare il dolore alla gola, e tra una frase e l'altra mi bevo il gelato....

Spesso guardo sul satellite la BBC, e spesso navigo sul sito internet della BBC, un po per tenere rinfrescato il mo inglese, un po' perchè la BBC è una vera e propia finestra sul mondo...

Copre il mondo a 360 gradi, ha inviati praticamente in ogni angolo, sforna reportage su reportage, ore e ore di reportage ogni settimana, articoli su articoli..... che spaziano dalla geografia alla politica, dal turismo all'economia, senza tralasciare storia, scienza, teconologia.

Nessuno dedica piu tempo e pagine della BBC all'africa, al Medio Oriente, All'asia.... e cosa ancor piu incredibile ti racconta le cose importanti.

Un esempio, gli emirati arabi e la bonanza che stanno vivendo, la RAI praticamnete non c'è la racconta, manco sanno dove stanno questi, il corriere della sera o la repubblica ci raccontano le stupidaggini, tipo il tal Emiro che si fa il lavandino placcato in oro e sciocchezze di questo tipo, la BBC ti racconta e spiega perchè costruiscono quel tal areoporto propio li, perchè il porto è cosi importante, come si vogliono attrezzarsi per diventare meno dipendenti dall'export di petrolio ecc....

Questo è solo un esempio dei tanti che potrei fare......

Guardate il sito internet della BBCNews, sulla sinistra troverete un menu che tocca tutti i continenti, poi guardate il Sito di Rainews24 che è la cosa piu simile a BBCNews della Rai e vedete la differenza...

Forse la BBC è cosi perchè puo contare sul bagaglio di conoscenze e di legami con le ex colonie dell'impero brittanico che nonostante l'indipendenza raggiunta mantengono ancora forti legami con il regno unito, forse la BBC è una televisine costruita per parlare a tutto il Commonwealth e non solo all'inghilterra..... forse l'impero britannico non è crollato ma ha solo cambiato forma... non c'è piu ufficialmente ma continua ad esistere dal punto di vista commerciale, finanziario, culturale.... ma chissa, certo è che la qualità della BBC pare beneficiare ancora degli influssi del decaduto impero.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 22:06 | link | commenti (2)
categorie: media, inghilterra

Ghetti Gay

Leggevo sul corriere della sera che è stato aperto un hotel solo per omossesuali, che si va ada aggiungere a bar, ristoranti, agenzie viaggio, crociere solo per omossessuali...

Questa cosa lo sempre trovata curiosa, scassano le palle su ogni canale Tv, giornale e dio solo sa quale altro media per venire accettati, per venire riconosciuti, per far parte al 100% della società e poi si autoghettizano, si costruiscono degli appositi ghetti separati dal resto del mondo.....

Un po' incoerente mi pare....

postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:34 | link | commenti (4)
categorie:
giovedì, 25 ottobre 2007

Caro Governo….. prendine atto…

Caro governo sono le 12:30 del mattino e sei già andato sotto due volte al senato, prendine atto,  quanto ancora vuoi continuare?? Non hai piu la forza e i numeri  per governare, continuare solo per amore verso la poltrona che si ocupa significa solo bloccare il paese in un mondo che corre….

Andate a casa, e se non volete le elezioni fate un governo tecnico, libero dal cappio della sinistra estrema, dei verdi, un governo capace almeno di fare un paio di riforme, quel tanto che basta per farci camminare, non correre come gli altri perché siamo e resteremo ancora per molto tempo un paese zoppo, ma almeno fateci camminare, non lasciateci fermi.

Andate a casa….

postato da: CesareAugusto82 alle ore 12:37 | link | commenti (3)
categorie: politica

Lungimiranza asiatica… almeno nel settore aereo…

Mentre qui in italia si disquisisce sul futuro di Malpensa leggevo un articolo della BBC in cui si spiegava che entro il 2025 l’area asiatica supererà il nord america divenendo il piu grande mercato mondiale dell’aviazione.

Per questo le nazioni asiatiche stanno investendo molto nell’espansione e nell’ammodernamento degli aereoporti, e per fare questo non disdegnano i capitali stranieri.

E qui apro una parentesi: se i Cinesi che sono ancora comunisti e statalisti aprono le loro infrastrutture al capitale privato perché noi in italia abbiamo gli areoporti ancora in mano al comune di Milano ad esempio??

E perché quelli che abbiamo privatizzato, vedi aeroporti di Roma li abbiamo dati a gente che non puo investire perché non ha i soldi come Romiti???

Tornando all’articolo della BBC…

L’articolo faceva notare soprattutto una differenza, quella che mentre gli asiatici stanno adeguando le loro strutture per prepararle ai futuri traffici, quindi con lungimiranza si stanno preparando oggi per quello che potrebbe succedere tra 20 anni, gli occidentali, specie gli europei aspettano che le loro strutture siano sovraffollate per potenziarle.

Insomma l’occidente in generale sembra aver perso quella spinta capace di vedere al futuro e di attrezzarsi per il futuro… forse noi occidentali siamo diventati pigri e poco lungimiranti?

postato da: CesareAugusto82 alle ore 12:18 | link | commenti (1)
categorie: aeronautica
mercoledì, 24 ottobre 2007

Futuro da Porsche per la Volkswagen

Strada aperta alla Porsche. La Corte di giustizia di Lussemburgo ha abolito ieri le clausole speciali che tutelano la proprietà della Volkswagen in quanto non in regola con le norme europee, aprendo nuovi scenari sul futuro della più grande fabbrica automobilistica d'Europa. Il governo di Berlino ha confermato che provvederà a modificare le norme bocciate dalla Corte Europea, non più attuate da subito. E la stampa tedesca oggi non esita a parlare di svolta epocale.
Ft: soffio di liebertà nel cuore d'EuropaGerhard Schröder, l’ex cancelliere, invocò fino all’ultimo il carattere speciale della VW, simbolo del ‘capitalismo del popolo’, di fronte alle spinte per un’apertura ai mercati da parte della commissione europea. “Guardava all’azienda come ad una fortezza da difendere da qualunque nuovo venuto – scrive oggi il Financial Times - Dimenticva che gli interessi del management possono non coincidere con quelli degli azionisti. Una visione corporativa che non era nell’interesse dell’economia tedesca. Tradizionalmente le aziende tedesche, soprattutto quelle di medie dimensioni, appartengono al Mittelstand, sono finanziate dalle banche e non dal mercato come dovrebbe essere”.  La decisione della Corte europea di giustizia, insomma, apre la VW ai vantaggi che può offrire un sistema di mercato.
 La fine di una illusioneIl patto che tutelava VW e che era stato pensato per garantire i lavoratori e l’azienda in effetti ha nuociuto agli uni e agli altri, scrive oggi la Sueddeustche Zeitung . La protezione ora cade e Porsche è da un decennio sulla strada del successo. Azionisti e lavoratori qui profittano di una crescita costante che ha portato la produzione a quota 100mila unità l’anno e soprattutto garantito alti profitti, mentre VW con oltre cinque milioni di auto ha profitti troppo bassi. In una economia di mercato bisogna dire anche con difficoltà quello che è ‘sociale’ e quello che non lo è. Quella che sembrava protezione degli interessi dei lavoratori si è rivelata ben presto un fattore che oggi minaccia il loro posto di lavoro. 
L'attacco al “paradiso dei lavoratori in casa Volkswagen” ha messo a segno un altro colpo, sintetizza invece Der Spiegel: oggi si parla di passaggio alla ricetta Porsche anche per la VW. “Per i sindacalisti, fin qui, influenti nelle decisioni della VW,  cominciano tempi difficili”.
E’ la “fine dell’intimità” fra Stato ed impresa, chiosa la Frankfurter Allgemeine Zeitung.  ”La legge VW del 1960 era protezionismo allo stato puro; doveva proteggere il gruppo Volkswagen dai venti della concorrenza. Il deflettore dei venti era la restrizione dei diritti di voto: ogni azionista non poteva avere più del 20% dei diritti di voto indipendentemente dalla quota azionaria in suo possesso. E questo ha portato al ruolo determinante del land della Bassa Sassonia che ha il 20% di VW”.
I nuovi padroni del castello GolfGuarda al futuro Die Welt: ora Porsche ha le mani libere, ha già il 31% del capitale. “Alla VW aumentano i timori di una scalata definitiva, di una ristrutturazione dell’assetto societario, di un drastico cambio nelle politiche industriali”.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:41 | link | commenti (1)
categorie: auto, industria
martedì, 23 ottobre 2007

ENEL: CON ENEA PER PRIMO IMPIANTO 'ZERO C02' A BRINDISI

ENEL: CON ENEA PER PRIMO IMPIANTO 'ZERO C02' A BRINDISI…(Agi) - L'Enel investira' 100 milioni di euro per la realizzazione di un impianto pilota di combustione di anidride carbonica a Brindisi. L'impianto e' il primo al mondo a emissioni zero e produrra' 40 Megawatt a partire dal 2009. Lo ha annunciato Gennaio De Michele responsabile del settore Ricerca e Tecnologia dell'Enel nel corso della 27/ma edizione della Conferenza mondiale sul carbone in corso a Roma. Il progetto sara' realizzato dall'Enel in collaborazione con Enea e Intesa. L'investimento dell'Enel su Brindisi fa parte dei 320 milioni di euro previsti per i progetti di catturare stoccaggio della CO2, circa la meta' degli 800 milioni stanziati dall'Enel per la ricerca e la tecnologia.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:32 | link | commenti (1)
categorie: energia

AEM-ASM: NUOVA SOCIETA' SI CHIAMA A2A

AEM-ASM: NUOVA SOCIETA' SI CHIAMA A2A…(Agi) - La nuova societa' che nascera' dalla fusione fra Aem e Asm Brescia si chiamera' A2A. Il nome e' stato anticipato in occasione dell'assemblea degli azionisti dell'ex municipalizzata milanese, da poco cominciata, chiamata ad approvare il progetto di fusione. In tarda mattinata, si riuniranno anche i soci della societa' bresciana. All'inizio dell'assemblea milanese gli azionisti presenti rappresentano il 66% del capitale sociale. A libro soci, i principali azionisti di Aem risultano il comune di Milano con il 43,9%, Motor-Columbus con il 6%, Fidelity International Limited con il 2,074%.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:30 | link | commenti (1)
categorie: brescia, energia, industria
venerdì, 19 ottobre 2007

I Vandali di Fontana di Trevi

Non mi frega se quel branco d’idioti di quel tal gruppo futurista e qualcosa che hanno buttato dei coloranti in fontana di trevi siano di destra o sinistra, e non mi importa tanto meno che sia bene o male mettere 15 millioni di Euro in un festival del cinema…. Pero mi frega e molto che una cosa pubblica, cio’è che appartiene a tutti, venga rovinata anche se solo temporaneamente per  pubblicizzare un idea che ha differenza di fontana di Trevi non appartiene a tutti….

Se è disonesto o ingiusto usare denaro pubblico per finanziare una festa del cinema, beh lasciatemelo dire, deturpare un patrimonio pubblico, un bene comune non è altrettanto se nonancor  piu disonesto??

Questa  gente probabilmente dopo l’eroico gesto si sarà sentita paladina della comunità, ma che paladino puo essere uno che si auto arroga  il diritto di infestare un bene pubblico??? Forse questa gente confonde il termine paladino con il termine Prepotente?

Ma la cosa piu irritante di tutto questo è la quasi certezzza che questi non sono operai che magari hanno fatto si e no la quinta elementare, non sono gente che lavora in nero in qualche cantiere, questa è tutta gente che ha fatto, anzi che sta facendo, magari fuori corso l’università, gente che prima o poi avrà una laurea in mano… probabilmente l’intero movimento è nato tra una lezione universitaria e l’altra….

 

E allora se questi sono il futuro di questa nazione, se questi saranno la futura classe dirigente, se alcuni di questi finiranno nei partiti e magari un giorno siederanno in parlamento (vedi Caruso)…beh allora credo che sia meglio emigrare in svizzera… o da qualsiasi altra parte, dove magari dalle università escono persone che poi  vanno a lavorare e la sera tornano troppo stanche per avere la voglia di ideare e mettere in pratica certe idee.

 

Questi se li becchiamo non dobbiamo metterli in galera… dobbiamo mandarli a lavorare che per loro è peggio.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 21:23 | link | commenti (1)
categorie:
giovedì, 18 ottobre 2007

PER L’ECONOMIST È “UNFIT” PURE VELTRONI…

(Apcom) - Walter Veltroni è "Il candidato del compromesso", ma è di questo che ha bisogno l'Italia? Ne dubita l'Economist che nel numero del 20 ottobre traccia un ritratto del futuro segretario del Partito Democratico: "ha molte qualità ma l'impegno ostinato non è fra queste". "La critica più comune a Veltroni come sindaco di Roma è che sacrifica il contenuto all'immagine", scrive l'articolo, ma "pochi negherebbero che la sua leadership sia stata caratterizzata dalla conciliazione, dal compromesso e dal patteggiamento italiano all'antica". Ma il settimanale conclude, "Per l'enorme compito di mettere assieme l'eterogeneo centrosinistra italiano, Walter Veltroni è una scelta eccellente. Ma quello di cui il suo paese ha davvero bisogno dal prossimo primo ministro è qualcuno abbastanza coraggioso da aprire la sua economia polverosa a maggiore competitività. Poco nel curriculum di Veltroni lascia intendere che sia l'uomo giusto per questo lavoro".
postato da: CesareAugusto82 alle ore 20:11 | link | commenti (1)
categorie: italia

PRIVATE EQUITY PRONTI ALLE ELEZIONI USA

Repubblicani e democratici poco importa, l'unica cosa che conta per i fondi di private equity è finanziare il futuro presidente degli Stati Uniti. Nessuno lo dice, ma la speranza dei vari Apollo, Apax e Blackstone è che il nuovo inquilino della Casa Bianca si ricordi della generosità dei fondi quando dovrà decidere se aumentare o meno la tassazione nei confronti dei private equity. Il più foraggiato nei primi nove mesi dell'anno è stato il candidato repubblicano Mitt Romney che tra i suoi ex colleghi ha raccolto 394mila dollari. Al secondo posto il democratico Barack Obama (211mila), al terzo il repubblicano Rudy Giuliani (148mila), al quarto la democratica Hillary Clinton (135mila) e così via... Con la speranza che chiunque vinca chiuda un occhio sul carried interest.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:31 | link | commenti (1)
categorie: stati uniti, finanza

Il check and balance di Draghi

Governare in deficit si può e a volte si deve, ma tagliando tasse e spese
Nessuno, nemmeno il ministro Padoa-Schioppa, che ha di recente contestato perfino i numeri del governatore Draghi, può dire che Bankitalia non sottolinei i pro (“Dal 2006 la situazione dei conti pubblici ha segnato un progressivo miglioramento per effetto del forte aumento del gettito fiscale, connesso anche con il recupero di aree di evasione ed elusione”) almeno quanto i contro (“Dopo il forte miglioramento conseguito nel 2006, i progressi nella riduzione degli squilibri di bilancio sono modesti”). Così l’avvertimento al governo contenuto nel Bollettino trimestrale, “nel biennio 2007/08 l’incidenza della spesa primaria corrente sul pil rimane costante sui valori massimi degli ultimi decenni”, pesa eccome, anche perché è in sintonia con i continui richiami europei. “Il contenimento della spesa primaria corrente è il problema centrale della finanza italiana”, dice Palazzo Koch. Certo, governare in deficit si può e, come ha suggerito in passato questo giornale, a volte si deve, ma se gli sforamenti nel contenimento del debito sono finalizzati a riforme strutturali o a tagli delle tasse che, come i dati americani dimostrano, provocano incrementi (non decrementi) nelle entrate dello stato. Ma Bankitalia sottolinea che “nel 2007 la pressione fiscale supererà di due punti percentuali quella del 2005. Nel 2008 rimarrà stabile, su un livello relativamente elevato nel confronto internazionale”. Si dice: anche la Francia forse non rispetterà gli impegni europei. Vero, ma non ha il nostro debito pubblico e Sarkozy sta varando misure da choc fiscale. Prodi invece tassa, spende e quando riforma (il welfare) spende ancora di più.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:17 | link | commenti
categorie: economia
mercoledì, 17 ottobre 2007

Il super fondo salvadebiti

Le banche americane aggiustano la crisi subprime con un’idea di mercato
Tre grandi banche degli Stati Uniti, City Bank, Bank of America e Morgan Stanley, assieme al Tesoro americano, hanno preso l’iniziativa di costituire un fondo privato, da loro alimentato e garantito, di 75 miliardi di dollari che potrà crescere almeno sino a 100 con l’apporto di altre banche, anche europee, interessate a risolvere i problemi dei Siv, “veicoli speciali di investimento”, di loro proprietà. I Siv si trovano in difficoltà perché hanno finanziato, con mezzi a breve termine, impieghi a medio-lungo termine di finanza strutturata, cioè pacchi di obbligazioni di vario genere compresi i mutui immobiliari garantiti da ipoteche. Il fondo, che dovrebbe durare almeno un anno, serve per evitare che le banche gettino sul mercato a prezzo ridotto i portafogli delle loro Siv, che non hanno più convenienza a tenere perché non trovano più liquidità a prezzi ragionevoli. Se l’enorme massa di Siv che banche come City detengono si scaricassero sul mercato, ci sarebbe un terremoto finanziario dovuto alla caduta subitanea del valore di questi titoli. Le grandi banche con attività diversificate dovrebbero registrare grosse minusvalenze nei loro bilanci e le loro quotazioni azionarie cadrebbero con effetti negativi a catena. Le banche minori o con attività poco diversificate potrebbero andare in rosso, con allarme per il risparmio e ancora peggiori effetti a catena. Se City e le altre banche acquistassero questi titoli dalle proprie Siv o le assorbissero, trasformandone i debiti e i crediti in propri impieghi (finanziati con prestiti a breve), dovrebbero accantonare riserve per rispettare i parametri di Basilea e causerebbero una nuova stretta nel credito. Le minusvalenze emergerebbero subito nei loro bilanci. Il nuovo fondo, con il consenso del Tesoro americano, non avrà bisogno di proprie riserve patrimoniali. Basterà la garanzia delle banche sui prestiti a breve che saranno accesi. Ciò ne faciliterà la collocazione perché si tratta di grandi banche molto più solvibili dei Siv, che come unica garanzia hanno le ipoteche dei mutui in cui hanno investito. Con questa ingegneria finanziaria, gli Stati Uniti di Bush realizzano un intervento anticrisi affidato al mercato.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:01 | link | commenti
categorie: finanza
martedì, 16 ottobre 2007

C’era posta per te…

Ieri su uno dei canali di Sky ho rivisto c’è posta per te, il film del 1998 con Tom Hanks e Mag Ryan che si scambiano E-mail anonime… e ho pensato a quanto sono cambiate le cose in 9, quasi 10 anni….. all’epoca l’e-mail appariva come una cosa avveniristica e oggi 10 anni dopo appare romantica, oserei dire Bohemien quanto le vecchie lettere scritte di pugno con carta e penna.
Mi chiedo cosa abbia spinto l’email ad apparire gia cosi datata… Skype, le comunicazioni live con la WebCam incorporata magari, Second Life e gli Avatar, ho i telefonini e gli SMS???
 
Certo è che vedendo il film, a soli 25 anni mi sono sentito vecchio, mi sono accorto come raramente forse accade a uno di 25 anni che il tempo sta passando anche per me….
postato da: CesareAugusto82 alle ore 12:34 | link | commenti (4)
categorie:

Washington: il sole in casa

Nella Capitale Usa i migliori progetti per abitazioni completamente alimentate a energia solare WASHINGTON - Mantenere una giusta temperatura e un' illuminazione idonea, provvedere all'acqua calda e all'energia necessaria per alimentare apparecchiature per le quotidiane faccende e in più essere esteticamente gradevoli: questo è il compito delle case solari, studiate, disegnate e finanziate direttamente da venti istituti superiori e università che partecipano al Solar Decathlon del National Mall di Washington, concorso biennale dedicato alle migliori abitazioni interamente alimentate dal sole. Tutti i progetti vengono poi trasferiti al National Mall, per costruire un villaggio solare. Il concorso terrà conto di dieci fattori, tra cui l'architettura, l'efficienza, i canoni estetici e la realizzabilità commerciale. Ecco tutti i progetti, provenienti non solo dagli Stati Uniti, ma anche da team canadesi, tedeschi e spagnoli. L'evento è promosso dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti e dal Laboratorio Nazionale delle Energie Rinnovabili ( NREL).

postato da: CesareAugusto82 alle ore 12:17 | link | commenti (2)
categorie: architettura, energia
lunedì, 15 ottobre 2007

Un rapporto internazionale ha quantificato i danni di 15 anni di conflitti in 23 paesi

Un rapporto internazionale ha quantificato i danni di 15 anni di conflitti in 23 paesi
Il 95% delle armi leggere impiegate è prodotta fuori dal continente. Il presidente liberiano: «Serve un trattato»
I conflitti che hanno coinvolto 23 paesi africani sono costati, nel periodo che va dal 1990 al 2005, 284 miliardi di dollari (199,8 miliardi di euro) È una cifra enorme ma, secondo gli autori della ricerca Africa's missing billions, sicuramente sottostimata. «Si tratta del totale dei costi legati in modo diretto ai conflitti - spiegano gli autori della ricerca firmata dalle tre associazioni Oxfam, Saferworld e International Action Network on Small Arms - . Nei 284 miliardi si conteggiano soltanto le strutture distrutte, i costi medici e quelli legati agli sfollati». Poi ci sono gli altri, non conteggiati, a cominciare da quelli sostenuti dai paesi confinanti: gestione della popolazione in fuga, difficoltà o paralisi degli scambi commerciali, instabilità politica. Se sono quindi quasi 300 miliardi i costi "vivi" dei conflitti africani molti altri si perdono negli "effetti collaterali". Per esempio i mancati introiti: il ministro del turismo sudafricano, citato nel rapporto, ha stimato in quasi 22 milioni i turisti che hanno rinunciato a visitare il paese per paura delle violenza in soli cinque anni.
IL 95% DELLE ARMI ARRIVA DALL'ESTERO - I combattimenti sostenuti nei 15 anni esaminati nella ricerca, salvo qualche rarissima eccezione, sono sempre avvenuti con scontri a fuoco tradizionali, dove le armi leggere erano le uniche in dotazione ai belligeranti. Una in particolare: il Kalashnikov Ak-47. E questo fucile automatico, per il 95% dei casi, è sempre arrivato dall'estero. Le fabbriche principali che producono questo tipo di armi si trovano in 13 paesi: in Europa, in Asia e in Sud America. In Africa solo Egitto e Sudafrica hanno aziende che producono delle copie del Kalashnikov, in particolare il modello Misr e i Vektor R4 e R5. E lo stesso discorso vale per proiettili, caricatori, e in genere tutti i componenti di questo tipo di armi. L'Africa resta il continente nero e diventa sempre più buio, dove è meglio non andare a guardare. Le dimensioni dei guadagni nel mercato delle armi rappresenta un freno micidiale alla reale attuazione dell'"Arms Trade Treaty" ( Trattato sul controllo del commercio delle armi) al quale sta da tempo lavorando l'Onu. Nel solo Mozambico, su 15 milioni di abitanti, si stima siano disponibili circa 10 milioni tra fucili, mitragliatrici, pistole ed altre armi, che provengono tutte dal di fuori del continente, salvo una piccola percentuale fornita dal Sudafrica. CONFRONTO CON I PAESI NON IN GUERRA Nel rapporto si evidenzia un confronto, all'interno del Continente africano, tra la situazione dei paesi coinvolti nei conflitti e gli altri. La mortalità media infantile registrata nei primi è del 50% più elevata, così come i casi di denutrizione sono più numerosi del 15%. Secondo i dati di una ricerca del 2007 firmata dalla Banca Mondiale, citata nel rapporto Africa's missing billions, l'aspettativa di vita media nei paesi africani in guerra è di 48 anni mentre negli altri è di 53.
PRESIDENTE DELLA LIBERIA: «ARMI FUORI CONTROLLO» - Ellen Johnson Sirleaf, è un'ecomista ed è la prima donna presidente di una nazionale africana, la Liberia, paese dove il signore della guerra Charles Taylor rovesciò Samuel Doe dando il via a 14 anni di ininterrotta guerra civile. E' lei che firma l'introduzione al rapporto Africa's missing billions. «Sono da sempre preoccupata per la devastazione dell'economia africana prodotta dalle guerre. Con la mostruosa cifra persa nei conflitti, in questi anni avremmo potuto debellare l'Aids e sarebbero avanzati fondi sufficienti per construire scuole e ospedali e portare così la media del continente a un livello di istruzione e sanità accettabili. Nel mio paese, ad esempio, il conflitto ha quasi totalmente dilapidato le risorse minerarie e agricole. Siccome praticamente tutte le armi impiegate nelle guerre dell'Africa arrivano da fuori io rivolgo un nuovo appello ai governi del Mondo affinché lavorino al Trattato sul controllo del commercio delle armi, trovino finalmente un accordo e lo applichino. E' un primo indispensabile passo - conclude Ellen Johnson Sirleaf - per ridurre la violenza in Africa e nel resto del Mondo. I danni che le guerre causano devono essere chiari a tutti».
postato da: CesareAugusto82 alle ore 22:55 | link | commenti (1)
categorie: africa

GLI U2 SI LANCIANO NELL'IMMOBILIARE…

Da “Il Sole 24 Ore” - Il gruppo rock irlandese degli U2 si lancia nell'immobiliare. Insieme a Ballymore Properties e Patrick McKillen costruirà uno dei grattacieli più grandi di Dublino (già ribattezzato U2 Tower)all'interno di un progetto da 200 milioni di euro. L'intero complesso, progettato da Norman Foster, includerà un hotel, 193 appartamenti e un centro commerciale. In cima alla U2 Tower il gruppo irlandese ha riservato uno spazio per il suo nuovo studio di registrazione.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 22:40 | link | commenti (1)
categorie: finanza
domenica, 14 ottobre 2007

E' stata una grande prova do Democrazia?

E’ stata una grande prova di democrazia, è questo il ritornelo che si sente in ogni talk show oggi nel  giorno delle primarie del partito democratico…

Beh che qualcuno avverta questi signori che andare a votare rischiando di saltare in aria o di essere presi a fucilate come hanno fatto gli  iracheni o gli afghani è una grande prova di democrazia….

Andare a votare in una domenica italiana senza campionato di calcio è semplice e sola democrazia…

postato da: CesareAugusto82 alle ore 23:23 | link | commenti (2)
categorie: politica