di senso. Tutti sanno che si tratta di una decisione difficile, della scelta tra la svendita alla Francia, che ci libererebbe da quello che è diventato un peso al prezzo dello smantellamento sostanziale di Malpensa, e l’avventura del rilancio con tutte le sue incognite e le sue opportunità. E’ una scelta politica, i cui termini essenziali sono chiari da tempo, e che nessuna ulteriore indagine può mutare. Il fatto è che la maggioranza non è ancora in grado di decidere e così rinvia, come fa con il decreto sulla sicurezza, come fa con la riforma della legge elettorale. L’assenza di una decisione politica, peraltro, impedisce anche di realizzare gli approfondimenti necessari, che i potenziali acquirenti non possono svolgere in modo esaustivo finché con loro non si avvia un negoziato esclusivo. In questo clima di confusione e di incertezza, inoltre, riprendono fiato le pressioni corporative e localistiche, esterne e interne all’azienda, che, anche quando esprimono interessi legittimi, finiscono per assumere caratteri demagogici e agitatori proprio perché non possono confrontarsi con un quadro di decisioni definito. Così i sostenitori delle due opzioni alternative finiscono per trasformarsi in tifoserie, il che renderà qualsiasi decisione finale, assunta dopo tante inutili dilazioni, difficile da digerire dagli sconfitti, difficile da gestire da parte dei vincitori.
"Se mi fossero concessi solo tre desideri ... vorrei vedere qualche prova dell'esistenza di vita extraterrestre. Sono sempre stato sicuro che non siamo soli nell'Universo, ma stiamo ancora aspettando che ET ci chiami o ci mandi qualche segnale", ha detto in un video diffuso su www.youtube.com. "Secondo, vorrei vederci riuscire a dare un calcio all'attuale nostra dipendenza dal petrolio ed accettare fonti energetiche pulite", ha aggiunto. "I cambiamenti climatici hanno aggiunto ora un nuovo senso di urgenza... non possiamo permettere che carbone e petrolio cucinino lentamente il nostro pianeta". Terzo, si rivolge allo Sri Lanka, dove vive da 50 anni, e dove ha scritto molti dei oltre 80 libri, ricevendo la massima onorificenza locale nel 2005 per i suoi contributi scientifici e tecnologici ed il suo impegno nel suo Paese adottivo. "Vivo in Sri Lanka da 50 anni, e per metà di questo periodo sono stato triste testimone di un amaro conflitto che divide il mio Paese d'adozione, e desidero vivamente di vedere una pace duratura in Sri Lanka il più presto possibile", ha detto Clarke. Quasi 70.000 persone sono state uccise dal 1983 in una guerra civile tra forze governative e Tigri del Tamil. Nato in Inghilterra nel 1917, Clarke arrivò per la prima volta nell'isola negli anni Cinquanta per compiere delle immersioni e vi si è trasferito dopo aver detto di essersi innamorato del posto. Negli anni Quaranta Clarke predisse che l'uomo sarebbe arrivato sulla luna prima del 2000, idea che gli esperti avevano bocciato come insensata. Quando Neil Armstrong scese sulla luna nel 1969, gli Usa dissero che Clarke "aveva fornito l'essenziale indirizzo intellettuale per farci arrivare sulla luna". Tra i suoi oltre 80 libri, il celebre "2001: Odissea nello Spazio", che ispirò il film di Stanley Kubrick e 500 racconti brevi ed articoli. Dice che la sua testa continua a spaziare nell'universo come quand'era ragazzo, anche se è costretto su una sedia a rotelle. "L'età dell'oro dello spazio è appena iniziata. Nei prossimi 50 anni, migliaia di persone viaggeranno nell'orbita terrestre, sulla luna ed oltre. Viaggi spaziali e turismo spaziale saranno comuni come lo sono ora i viaggi in aereo verso le destinazioni esotiche del nostro pianeta".(il testo è stato scritto di getto, e non lo riletto,quindi qualsiasi errore di scrittura, battitura, grammatica ecc.. ignoratelo, non fatemelo pesare...)...
Ieri ho accompagnato mia Madre a fare una gita a Roma, di un Giorno….
Ho preso l’Arereo ryanair a Bergamo alle 8:20 e alle 9:15 ero a Ciampino, subito fuori c’era l’autobus, costo 1,20 che mi ha portato alla metro fernata Anagnina, da dove ho raggiunto la fermata di Ottaviano (S.Pietro-Vaticano) in 30 minuti… una comodità insomma… cosi comodo che Ciampino Marrazzo e soci lo vogliono chiudere… dio non voglia che in italia ci sia qualcosa di comodo… andiamo tutti al futuro scalo romano di Viterbo,
Gironzolando per Roma, ho portato mia madre a vedere ovviamente san Pietro, le tombe dei papi, Castel Sant’angelo, l’Ara Pacis (l’interno mi piace moltissimo, l’esterno… beh diciamo che magari è esagerato paragonarla ad una pompa di benzina come hanno fatto alcuni.. comunque al primo colpo d’occhio lascia un po perplessi… poi magari ci si abitua, come è stato per centro Pompudou a Parigi… vedremo..)
Dall’ara pacis su fino a piazza di spagna, pi metro fino a Termini, do ve a combiato e linea di Metro per arrivare al Colosseo, dal colosseo o preso la stradina che porta all’arco di Tito e al foro romano, ed è proprio su questa strada che è successo il fattaccio:
Vedo un venditore ambulante abusivo passare fuori di corsa poco dopo sento il rumore di un motor che va su di giri, mi volto e vedo un tamarro con una punto blu scuro accelerare e zizzagare tra i turisti allibiti, sorpassare il venditore che stava scappando, tagliargli la strada, pestarlo, metterlo nel sedile posteriore della macchina, e ripartire…. Ora io non so bene chi fosse il tizio nella macchina, se era un esaltato che si credeva Don Johnson di Mi_Ami Vice oppure un poliziotto, carabiniere in borghese, certo è che sfrecciare in quel modo, in una strada pedonale, stracolma di turisti non mi sembra una cosa particolarmente intelligente.. e soprattutto rischiare di investire turisti innocenti per rincorrere un venditore ambulante….
Chiusa questa parentesi, nel mio breve tour romano ho attraversato il foro, sono uscito al campidoglio, passato davanti all’altare della patria, percorso via dei fori imperiali e da li sono salito a San Pietro in Vincoli... visto il Mosè di Michelangelo, scendendo dalla scaletta laterale ho notato che dove c’era
Dalla piramide su di nuovo a Termini, cambio di linea e giu a San Giovanni, rapido sguardo alla basilica mentre si sta facendo buio, e poi di nuovo metro fino ad Anagnia.. autobus e di nuovo Aeroporto…
Aereo in programma per le 20:20, in ritardo di un ora… 21:30.., alla fine siamo partiti alle 22.00.. alle 23 ero all’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo)… a mezzanotte stavo già dormivo sognandomi la bella Hostess della Ryanair…
previsioni, i nuovi impianti potranno dare energia elettrica a tutte le case del Regno Unito entro 13 anni. Lo rivela l'Independent on Sunday, per il quale la decisione segnala tra l'altro il desiderio di puntare in maniera minore sul nucleare per le necessità energetiche nazionali. L'ANNUNCIO DOPO LE DIVISIONI - Sarà il ministro per le Attività economiche, John Hutton, a fare l'annuncio del via libera alla costruzione delle 'wind farm' in mare, per quella che è considerata la più grande iniziativa mai avviata al mondo nel settore delle energie rinnovabili. Lo stesso Hutton, solo qualche settimana fa, si era detto contrario all'espansione dell'eolico, affermando che era in conflitto con i piani per nuove centrali nucleari. Lo aveva chiaramente scritto in una nota riservata al premier Gordon Brown, sottolineando che spingere sulle fonti rinnovabili «avrebbe sottratto incentivi a investire in altre tecnologie, come il nucleare». Il primo ministro avrebbe però respinto questa visione.
una conferenza a Berlino. Il governo identificherà i siti nelle acque nazionali britanniche per erigere centrali eoliche capaci di produrre 25 Gigawatt entro il 2020, in aggiunta agli 8 già in programma. Sarebbe energia sufficiente ad alimentare ogni singola abitazione del Regno Unito. Se il calendario sarà rispettato, tra otto anni l'industria britannica della produzione elettrica attraverso il vento sarà il doppio di quella di qualsiasi Paese sulla faccia della Terra. Il Paese sarebbe altresì all'avanguardia nei progetti Ue che riguardano la produzione del 20% dell'energia da fonti rinnovabili entro il 2020. Una volta individuati i siti, le aziende interessate sottoporranno i loro piani al governo, che li approverà non solo attraverso il ministero di Hutton, ma anche attraverso quello per l'Ambiente. Com'è prevedibile, la decisione è già stata accolta dal plauso delle società del settore: Maria McCaffery, direttrice della British Wind Energy Association, ha parlato di «passo decisivo... salutiamo la decisione del governo di mettere l'energia eolica su un cammino certo e trasformare la Gran Bretagna in un leader del settore». Si prevede che la decisione di mettere al largo delle coste le grandi eliche che raccolgono la forza del vento e la tramutano in energia elettrica potrà superare le molte obiezioni che queste centrali generano quando sono piazzate sul territorio, anche da parte degli ambientalisti.