Dopo aver sentito circolare i nomi di Aida Yespica, la rossa del grande fratello ecc… mi viene logico chiedermi se nel centro destra hanno confuso il parlamneto per uno streep club o peggio ancora con un bordello.
Probabilente queste gentili e pudiche signorine poi non verrranno candidate, ma solo il fatto che sia balenata questa idea non puo non lasciare perplessi chi come me aveva sempre votato per il centro destra.
D’altro canto nel partito democratico non stanno messi meglio, se il centro destra ha confuso il parlamento con uno streep club il centro sinistra lo ha confuso per un country club, viste le canditature dei migliori figli di papà che c’èrano su piazza…
si nasconda nei sacri palazzi dell’unico ordine cavalleresco sopravvissuto al Medioevo, una delle più antiche istituzioni della civiltà occidentale.Era l’anno del Signore 1048 quando un pugno di mercanti di Amalfi ottenne il permesso dal Califfo d’Egitto di edificare a Gerusalemme un ospedale dove assistere i pellegrini di Terrasanta. Di ogni fede e razza. E fu il Beato Gerardo Sasso, il monaco benedettino fondatore dell’hospitale di San Giovanni, a convincere Pasquale II, nel febbraio 1113, a riconoscere l’Ordine religioso. Concedendo la tutela, da allora mai venuta meno, della Santa Sede e insieme il diritto di eleggere liberamente il proprio Gran Maestro. È così, senza interferenze da parte di alcuna autorità laica o religiosa, che i cavalieri di Malta montano a cavallo della Storia, scorrazzando da allora da Gerusalemme a Roma e dalle Crociate alle missioni umanitarie per un intero millennio.Depositari - ad ascoltare una delle tante leggende nere che con la stessa pervicacia del suo vangelo attraversano il Cristianesimo - di inquietanti segreti sulla figura del Cristo ed eredi del tesoro dei «confratelli» Templari bruciati sul rogo, i Cavalieri di Malta lasciate le armi per la difesa militare dei pellegrini, hanno da tempo impugnato la sola virtù della carità cristiana, dedicandosi unicamente al servizio della fede e dei sofferenti: Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum, come recita il motto dell’Ordine.Cavalieri senza armi di uno Stato sovrano il cui territorio è oggi costituito da due soli palazzi romani - Palazzo Magistrale di via Condotti e Villa Magistrale sull’Aventino - ma riconosciuto da oltre cento Paesi e da tutti i grandi organismi mondiali, dall’Onu all’Unione Europea, i figli del Beato Gerardo sono oggi un esercito di 12.500 membri, tra frati «professi», dame e cavalieri laici, e 80.000 volontari permanenti tra medici, infermieri, ausiliari. L’Ordine è per costituzione un ente indipendente e sovrano - «neutrale, imparziale e apolitico» - che si prende cura giornalmente di anziani, disabili, rifugiati, orfani e lebbrosi in 120 nazioni dei cinque continenti (ora come un millennio fa senza distinzione di razza o di religione) e con un proprio ordinamento giuridico, il diritto di rilasciare passaporti, emettere francobolli, battere moneta e targare le proprie auto blu con la sigla Smom, che abbrevia la dizione ufficiale del «Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta».Ma l’Ordine è anche, da sempre, considerato una potentissima lobby cattolica, ramificata - con la stessa forza e ampiezza con la quale gli alberi genealogici dei suoi membri affondano le proprie radici nella più bella nobiltà europea e americana - in mezzo pianeta e nell’intero complesso sistema dei potentati diplomatici occidentali.
Milizia sorta per lenire il dolore da sempre costretta a fare i conti con il potere, l’Ordine è gloriosamente sopravvissuto alle crociate, ai saraceni, all’Inquisizione, alle guerre di religione, alle rivoluzioni, alle baionette napoleoniche, ai pentapartiti della Repubblica italiana e alla P2. Esercitati ad affrontare da coraggiosi guerrieri assedi e battaglie (gli arabi li chiamavano con odio e soggezione i «diavoli neri») e abituati a solcare indenni i marosi della Storia (la flotta dell’Ordine era considerata una delle più potenti del Mediterraneo, depredava i carichi delle navi considerate ostili ma contribuì alla vittoria di Lepanto nel 1571), i Cavalieri di Malta hanno fatto della riservatezza - soprattutto nel «dare», come impone la vera carità - una virtù così affinata da apparire a molti sospetta. Facendo dimenticare a volte il servizio a difesa dei sofferenti, come le missioni umanitarie degli ultimi decenni dal Congo all’Irak.Esclusivissimo «club dei club» della Fede e arcigna consorteria nobiliare che pure da anni ha aperto al «mondo borghese», l’Ordine ha contato (e conta) fra i propri fedeli il fior fiore della politica e della finanza cattolica, apostolica e romana: dagli Agnelli ai Marzotto, da Cossiga ad Andreotti, petrolieri e armatori, principi e regine, capi della Cia e vertici della Chase Manhattan Bank. Tutti accomunati da un’unica regola: «Vivere in modo integerrimo, secondo una condotta cristiana esemplare, dedicarsi al prossimo come insegna il Vangelo, e operare sempre sostenuti dalla preghiera». Forse il vero «segreto» (ben più di quello che in molti hanno cercato nella famosa Torre del Diavolo sull’Isola di Malta dove si dice si insegnassero i misteri alchemici) che ha permesso al Sovrano Militare Ordine di Malta di sopravvivere per mille anni.
circa 5 miliardi di dollari, secondo una stima dell'istituto del Barhain Abcb.bh. Diversi analisti prevedono che nel 2010 il giro d'affari toccherà il trilione di dollari, crescendo ogni anno del 15%. Un business che non è stato compromesso, se non marginalmente, dalla crisi dei mutui subprime."La nostra religione vieta i prestiti basati sull'interesse o la commercializzazione dei debiti, ogni prodotto finanziario deve essere trasparente e in tutto e per tutto compatibile con i dettami del Corano" ha spiegato Rasheed Al Maraj. L'investitore musulmano quindi non potrebbe acquistare prodotti complessi come le famigerate collaterized debt obligations, che sono state tra le principali cause della tempesta subprime. Per questo motivo le banche islamiche non hanno risentito della crisi. L'unico istituto che ha registrato perdite legate ai subprime è stata la Abcb.bh, una banca del Barhain, che nel 2007 ha visto i suoi profitti calare del 38%. Ma le svalutazioni hanno interessato solo il suo business tradizionale e non la nuova gamma di prodotti compatibili con le leggi coraniche. Per la finanza islamica, il 2008 sarà un altro anno in crescita. Ma molte sono le sfide che il settore dovrà affrontare nel futuro. Innanzitutto la mancanza di personale in grado di trattare questo tipo di prodotti. E poi, secondo un rapporto dell'agenzia di rating Moody's, rischi notevoli potrebbero venire dalla credenza, molto diffusa, che le banche islamiche finanzino direttamente o indirettamente organizzazioni terroristiche.
pochi mesi, per una compagnia che da circa tre anni non compra aeromobili, mentre tutti i vettori espandono la flotta, sono un chiaro sintomo industriale della crisi. I jet sono fuori linea perché il leasing è scaduto e non è stato rinnovato. Il motivo è da ricercare nelle difficoltà finanziarie. La compagnia ha sempre meno liquidità per gli acquisti di carburante, il noleggio degli aerei non di proprietà, il pagamento degli stipendi. Anche per questo Alitalia taglia le rotte. A Malpensa dal 30 marzo restano solo i voli a lungo raggio per New York, San Paolo e Tokyo.A Roma l'intercontinentale sale da 8 a 18 destinazioni. Soppresso a metà gennaio il volo per Shanghai, spariranno quelli per l'India (Delhi e Mumbay).La flotta a lungo raggio, con 24 aerei passeggeri al 30 settembre 2007 (più 5 Md11 cargo), è ora ridotta a 22 jet: 10 Boeing 777 e 12 B 767. Per il medio raggio ci sono 156 aerei, dei quali 75 vetusti Md80 e 50 Airbus. L'età media della flotta era di 12,1 anni al settembre. Una delle più vecchie in Europa.
l'obiettivo di Bill Gates non è tradizionale. Se allunga le mani su Yahoo non è per consolidare il dominio nel software per i personal computer, che presidia da anni con la gamma Windows. Stavolta la vera posta in gioco siamo noi: le nostre pupille incollate agli schermi dei computer e dei videotelefonini. La nostra sete di informazione, di consumi e di intrattenimento che si rivolge ai media elettronici, ne fa un mezzo sempre più appetito dagli inserzionisti pubblicitari. E' il mercato della pubblicità online il terreno strategico su cui si gioca questa battaglia: 40 miliardi di dollari di investimenti pubblicitari su Internet l'anno scorso, una cifra destinata a raddoppiarsi nei prossimi tre anni secondo le stime della stessa Microsoft. In questo business Yahoo porta in dote 500 milioni di utenti fedeli al suo portale multiuso, di cui 250 milioni di abbonati al suo servizio di posta elettronica (si aggiungerebbero ai 230 milioni di Hotmail-Microsoft), 4 miliardi di "pagine digitali" consultate quotidianamente. Ma la zampata da leone che sferra Bill Gates a pochi mesi dalla sua partenza non deve ingannare: è una mossa difensiva, lo scatto finale del fondatore che non vuole abbandonare la sua impresa proprio quando intuisce che potrebbe essere avviata al declino.
"individuale" che Philip Dick aveva prefigurato nei suoi romanzi di fantascienza. Dopo Google altri innovatori sempre più giovani hanno fondato Facebook e YouTube, che rispondono in modo nuovo al nostro bisogno di socializzazione, creando spazi comunitari virtuali per altrettante tribù caratterizzate da affinità generazionali, socio-economiche, culturali. E' anche questa tendenza recente alla frammentazione dei pubblici online ad aver messo in difficoltà i portali tradizionali come Yahoo, mentre la flessibilità di Google vi si è adeguata più facilmente. Nella sua ultima apparizione al World Economic Forum di Davos, a chi lo interrogava sul futuro della sua azienda Bill Gates ha risposto con una frase rivelatrice del suo stato d'animo attuale: "Dobbiamo riuscire a stupirvi ancora. Dateci una chance, non guardate solo a quel che fa Google". In quelle parole c'è il timore di essere consegnati al passato, a presidiare un mestiere ancora enorme e redditizio ma inesorabilmente "vecchio". Il nuovo - per ora - è rappresentato da chi riesce a piazzarsi in quegli incroci dove il traffico è in crescita inarrestabile, e da lì intercetta i dati su chi passa, e li rivende ai pubblicitari. Per una volta Microsoft è lo sfidante che rincorre partendo da una condizione di netta inferiorità. Anche il primato di Google è naturalmente instabile. Da qualche parte in un garage di Palo Alto o di Sunnyvale nella Silicon Valley sono al lavoro dei "nipoti" di Bill Gates, dei "figli" di Yang, Brin e Page, un'altra generazione che prepara il futuro del futuro. Chi li ha preceduti ha il vantaggio di sedere su una montagna di capitali. Le scalate di Borsa possono essere delle scorciatoie formidabili per assorbire l'impresa più piccola e innovativa. A Wall Street si spera che l'offensiva di Microsoft scateni un'altra ondata di battaglie, fusioni e acquisizioni, attirando nel gioco in veste di prede o cacciatori nomi come Aol, Amazon, NewsCorp., perfino gruppi di telecom come AT&T. La dimensione spettacolare delle grandi Opa non deve far dimenticare quel che accade dopo: la maggior parte delle fusioni hanno esiti disastrosi. Per Yahoo l'abbraccio di Microsoft potrebbe anche rivelarsi soffocante.