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Il Blog di Giulio Stevanato

venerdì, 25 luglio 2008

Pubblicità Ryanair su Bossi e Governo

Ryanair Forever.......

postato da: CesareAugusto82 alle ore 09:47 | link | commenti (4)
categorie: aeronautica
giovedì, 24 luglio 2008

Il patto di Gates e BloombergI miliardari contro "Big Tobacco"

Annunciato un fondo da 500 milioni di dollari contro il tabacco nei paesi poveriAumentano costantemente i consumatori in Africa, Sud America e Asia.
La crociata: "Salviamo i bambini del terzo mondo dai rischi della sigaretta"
WASHINGTON - Due cavalieri bianchi armati di milioni si lanciano contro il cavaliere nero di catrame che avvelena il mondo, la sigaretta. Martellati dai medici e trafitti dalle statistiche, cacciati dagli uffici, dagli stadi (presidenti dei club esclusi), da ristoranti, parchi e persino dai bracci della morte dove ormai è vietato fumare per non danneggiare la salute dei morituri, i fumatori dovranno misurarsi anche con i soldi di due implacabili benefattori. Bill Gates, il pensionato più ricco del mondo, e Michael Bloomberg, il sindaco di New York. Cinquecento milioni di dollari - 125 offerti in due tranche dall'ex presidente di Microsoft oggi libero di escogitare modi per spendere i propri 50 miliardi, e 250 da Bloomberg, ex democratico, ex fumatore, ex bon vivant, ex repubblicano e oggi indipendente, ravveduto, risanato, con 20 miliardi di dollari nel salvadanaio e qualche vaga ambizione presidenziale - saranno distribuiti dalle loro fondazioni ai governi e ai Paesi d'Asia, Africa e America Latina, in quelle nazioni in via di sviluppo, neo-potenze o miserande, nelle quali le sorelle multinazionali della cicca stanno esportando il loro veleno, ampiamente compensando le perdite di fumatori nell'America del Nord e in Europa Occidentale. Se la cifra sembra importante, pur se dilazionata in rate quinquennali, e l'intento di "bloccare l'epidemia del tabacco nel mondo", come ha detto Bloomberg con il fervore messianico del peccatore pentito, ambizioso, la realtà è che quei 500 milioni di dollari - circa 300 milioni di euro - sono una cicca gettata nell'oceano di fumo che negli ultimi decenni, a dispetto delle campagne e dei moniti, ha continuato a crescere. Per ogni fumatore che riesce ad abbandonare il vizio negli Stati Uniti o in Italia, tre nuovi consumatori, e soprattutto consumatrici, si accendono una sigaretta in Cina, in India, persino in quell'Iran apparentemente proibizionista nel nome dei precetti igienici del Corano che è divenuto uno dei principali importatori di "americane". Al punto di avere fatto pronunciare al candidato repubblicano alla Casa Bianca John McCain una di quelle lugubri boutade per le quali sta diventando famoso: "Bene, incoraggiamoli, così ammazzeremo più iraniani". L'impresa dei due miliardari irresistibili di "esportare l'aria pulita", contro quella che il New York Times definì nel 1925 "il simbolo della nostra età delle macchine", la sigaretta, si profila dunque ancora più difficile del claudicante progetto bushista di esportare la democrazia dall'Himalaya al Libano. I governi che dovrebbero ottenere parte di quel mezzo miliardo per lanciare campagne anti-fumo e spegnere le sigarette, sono spesso i grandi beneficiari delle imposte sul tabacco, come, paradossalmente, lo sono anche quegli stati americani, come la California, il New Jersey, il Maryland che finanziano con aumenti delle tasse sui pacchetti di sigarette spese sanitarie, sperando che i tabagisti non rinuncino alla loro dipendenza, per non dover aumentare poi tasse sui reddito o tasse sulla case, l'Ici americano che finanzia tutti i bilanci di città e contee. Nella Cina che ha golosamente scoperto tutti i nostri peggiori difetti, dallo smog al fast food, il consumo di sigarette è arrivato, secondo l'ultima ricerca dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, a cinquemila sigarette all'anno per abitante - 15 al giorno - e una sigaretta su tre accese nel mondo, è accesa in Cina dove ancora nel 1952, quando in Europa e America tutti sembravano fumare, il consumo era di una al giorno. L'India, l'altra neo superpotenza emergente, consuma meno, ma per ogni sigaretta si fumano sette "bidi", sigarettine colorate e arrotolate in mini aziende domestiche quasi sempre dalle donne, che, dietro l'esotismo "hindu" del nome, fanno altrettanti danni delle geometriche sorelle impacchettate in America, se non peggiori. Il Giappone, che pure ha lanciato campagne non convintissime, resta il terzo fumatore al mondo per persona. Li seguono la Russia e l'Indonesia, la più popolosa nazione musulmana del pianeta. Anche negli Stati Uniti, dove ormai il fumo di tabacco è rimasto l'unico vizio socialmente inaccettabile e gli impiegati tabaccodipendenti affrontano le intemperie e le calure per tirare qualche boccata sul marciapiedi (purché a una distanza minima di 10 metri dal palazzo) un americano su quattro ancora "lights up", accende. I 500 milioni stanziati dai due salvatori dell'umanità, che progettano come il fondatore di Microsoft altre crociate benefiche per estirpare la malaria, l'Aids, la dissenteria e altri piccoli problemi di salute globali, dovranno dunque misurasi contro i 17 miliardi di sigarette fumate ogni giorno nel mondo, e il miliardo di essere umani, ormai in maggioranza femmine in Occidente, che non riescono a vincere il loro vizio. Con quei soldi, che sono briciole per nazioni come la Russia, la Cina o l'India, ma che potrebbero far gola almeno ai governi delle più povere nazioni africane dove la nuvola tossica del fumo si sta allargando ai bambini, si vorrebbe dissuadere la pubblicità di prodotti del tabacco, finanziarie campagne di educazione sanitaria, diffondere le cifre e le ricerche epidemiologiche sui danni del fumo. Basterà confrontare questo mezzo miliardo di dollari con i 368,5 miliardi di dollari inflitti dai tribunali americani a Philip Morris e sorelle soltanto per i danni arrecati ai fumatori americani, o il miliardo di dollari che la Florida, uno stato dove ancora si fuma parecchi grazie alla forte presenza di sud e centro americani, incassa ogni anno dalle imposte sulle sigarette, per capire quanto impari sia la lotta lanciata da questi due generosi bonificatori dell'aria. Ma se Bill Gates riuscì a convincere il 90% degli utenti di computer nel mondo che i suoi sistemi operativi erano buoni e affidabili, potrebbe anche riuscire a persuadere un miliardo di fumatori cinesi a buttare la cicca.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:19 | link | commenti
categorie: filantropia
mercoledì, 23 luglio 2008

DA SAHARA ENERGIA SOLARE SUFFICIENTE PER TUTTA EUROPA

STUDIO: DA SAHARA ENERGIA SOLARE SUFFICIENTE PER TUTTA EUROPA Secondo gli studi dell'Istituto europeo per l'Energia
Roma, 23 lug. (Apcom) - Dal Sahara l'energia potrebbe arrivare in futuro direttamente a casa nostra. Una gigantesca distesa di pannelli solari che copre alcuni chilometri quadrati del deserto più esteso del mondo basterebbe a rifornire, in modo pulito, il fabbisogno energetico dell'Europa intera. Non si tratta di semplici congetture, ma di uno studio approfondito presentato all'European Open Forum di Barcellona da Arnulf Jaeger-Walden, responsabile dell'Istituto europeo per l'Energia. Secondo i suoi calcoli - scrive oggi il Guardian - sarebbe sufficiente catturare lo 0,3% della luce che cade sul Sahara per soddisfare tutti i nostri bisogni, senza emissioni nocive. Gli scienziati propongono la costruzione di giganteschi parchi solari per la produzione di elettricità, grazie a cellule fotovoltaiche o con l'attivazione di turbine ad acqua calda, sfruttando il calore del sole. Una super rete di cavi ad alto voltaggio (HDVC) trasporterebbe in modo efficiente e senza dispersioni l'elettricità sulle lunghe distanze. I progetti sono naturalmente a lungo termine e prevedono investimenti enormi per poter produrre energia in Nordafrica e poi trasportarla in Europa, ma entro il 2050 dall'Africa con un investimento di 450 miliardi di euro potrebbero giungere 100 GW, una produzione superiore di quella attualmente raggiunta da tutte le fonti energetiche britanniche messe insieme. Il gigawatt (simbolo GW) è un'unità di misura della potenza pari a un miliardo di watt. Il gigawatt è comunemente utilizzato per misurare la quantità di potenza elettrica prodotta dalle centrali elettriche che generalmente varia tra poco meno di 1 GW fino a qualche GW. Una centrale da 1 GW può fornire energia per circa 350.000 utenze domestiche nel momento di massimo utilizzo.
(Tratto da Progetto Nuova Energia)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:00 | link | commenti (2)
categorie: europa, energia
domenica, 20 luglio 2008

olive soltanto sull'albero benedetto dal Papa

GERUSALEMME - Soltanto l'albero benedetto da Giovanni Paolo II da' frutti. A riportarlo e' il quotidiano israeliano Yediot Ahronot, in riferimento a un epidosio che risale al pellegrinaggio in Terrasanta del 2000, quando il Santo Padre pianto' un boschetto di olivi. L'alberello, che il pontefice aveva allora ricevuto dal fondo israeliano per la salvaguardia della terra Kkl, era poi stato piantato insieme ad altri undici. "Tutti hanno ricevuto le stesse cure e la stessa quantita' d'acqua - precisa al quotidiano un esperto del Kkl - ma da' frutti soltanto quello benedetto dal Papa". (Agr)

postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:32 | link | commenti (5)
categorie:
sabato, 19 luglio 2008

Texas, la terra del petrolio si converte all'energia del vento

Al via il super-piano alternativo: mulini al posto dei pozzi
Dopo che il governo texano ha approvato un piano da quasi 5 miliardi per estendere i mulini a vento e le linee di trasmissione di energia eolica a tutto lo Stato, bisognerà aggiornare gli stereotipi. Sinonimo americano del greggio e culla di petrolieri avidi? Sarà, ma oggi lo Stato dei Bush si candida a leader dell’energia eolica. Una Arabia Saudita del vento: da terra fitta di pozzi, con ciò che evocano di effetto serra e riscaldamento globale, ad avanguardia dell’energia verde, con estesi campi di pali ed eliche che commuoveranno Al Gore. L’ex vicepresidente ha appena perorato la causa di azzerare negli Usa in un decennio l’uso di combustibili inquinanti e sostituirli con sole ed aria, e il Texas si appresta a produrre energia pulita per soddisfare il 25% dei suoi bisogni entro sette anni. Il Texas, da «terra promessa» degli avventurieri del greggio, diventa laboratorio di conversione energetica epocale. Ha già anche un simbolo in carne e ossa, l’ottuagenario T. Boone Pickens, una vita da petroliere, che si è convertito al vento e ha lanciato una campagna tv a favore dell’energia rinnovabile. Se gli ambientalisti globali anti-petrolio cercano una sede simbolica dove issare la loro bandiera, il Texas è una buona idea. La commissione dei Servizi di Pubblica Utilità di Austin, la capitale, ha approvato il più grande progetto di energia eolica mai realizzato negli Usa: 4,93 miliardi di dollari di finanziamento a carico dei consumatori locali, che nei prossimi anni pagheranno 4 dollari al mese in più su ogni bolletta elettrica. «Aggiungeremo più energia da vento con questa iniziativa di quanto non ne producano, tutti insieme, i 14 Stati che ci seguono in classifica - ha detto con orgoglio non celato Paul Huson, uno dei tre commissari, osservando -. Penso che sia un traguardo straordinario, anche se qualcuno ci critica perché abbiamo fatto troppo e altri dicono che dovevamo fare di più». L’ente ha deciso, a maggioranza di due contro uno, per una opzione mediana tra le cinque sul tappeto, da una minima per 3 miliardi a una massima per 6,4. Il Texas genera già 5.519 megawatts di elettricità pulita con le sue eliche, più di ogni altro Stato americano; con l’incremento appena votato i megawatts saliranno a 18.456. Secondo il Consiglio dell’elettricità dello Stato, un megawatt fornisce energia per una media di 500-700 famiglie in normali condizioni, che si riducono a 200 nei mesi torridi: in totale, saranno cioè coperte 3,7 milioni di case in agosto e più di 11 milioni con il clima più mite. Le zone scelte per mettere gli impianti sono nella parte occidentale e settentrionale, dove la capacità di produzione «è tanto grande che possiamo puntare a essere, come texani, i leader mondiali nell’energia eolica e rinnovabile nei prossimi 100 anni», ha detto Mark Strama, deputato democratico al parlamento statale.
(Tratto da Progetto Nuova Energia)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:22 | link | commenti
categorie: ambiente, stati uniti, energia
mercoledì, 16 luglio 2008

La Crisi Finanziaria

La cosa piu preoccupante della crisi finanziaria che sta attraversando il mondo è che la politica non puo fare niente;  uno perchè non ha la minima idea di come e cosa fare, due perchè la politica ha un autorità limitata ai confini geografici delle nazioni, mentre le cause di questa crisi, Banche, Hedge fund, speculatori di vario genere ecc... non hanno limiti geografici, non hanno confini, e non avendo una locazione geografica (se non qualche paradiso fiscale) non devono sottostare ad alcun controllo ed a nessuna legge...
E sottolineo soprattutto i fondi hedge, di cui troppo poco si parla, ma che hanno risorse finanziarie ingentissime, e non hanno regole e controlli di sorta, sono finanziariamente parlando onnipotenti.
E lla dimensione delle  loro colpe in questa crisi, dall’aumento delle materie prime ecc… è proporzionato alla loro forza finanziaria……
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:46 | link | commenti
categorie: economia, finanza

Ronaldinho

Alla fine sono contento, nonostante Ronaldinho sia un lusso e non una necessità, visto che con Kakà e Pato in quanto fantasisti-mezzepunte siamo già a posto;  ci sarebbe servito di piu Adebayor, un centravanti di fisico, di peso capace si scardinare le strette e basse difese italiche.... ma chi se ne frega, alla fine da bambini al campetto dell'oratorio  tutti sognavamo di essere dei giocatori fini alla Ronaldinho, chi mai soganava di  essere un Adebayor?.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:29 | link | commenti (1)
categorie: calcio, milan

Negli Usa la prima città che va col vento

E a fine anno ha ancora 3 gigawatt di energia in avanzo da vendere a terzi Rock Port, nel Missouri, è la prima città americana Si chiama Rock Port la prima cittadina degli Stati Uniti, alimentata completamente a energia eolica. L'amena località situata nel bel mezzo delle pianure americane, tra Missouri e Mississippi, conta 1.300 abitanti circa, più o meno quelli che può ospitare un paesino italiano di montagna. Tutta l'energia dal vento - Nei campi poco distanti dal centro del paese sono state erette quattro turbine eoliche Suzlon, da 1,25 megawatt l'una, che forniranno energia per 16 gigawattora all'anno. In questo modo sarà possibile utilizzare il 100% di energia pulita per rifornire case, scuole, edifici pubblici e commerciali. VENTO IN VENDITA - Ma non solo: infatti il fabbisogno totale annuo della città si aggira intorno ai 13 gigawattora, mentre il rendimento delle turbine arriva fino a 16 gigawattora. I 3 gigawatt in avanzo verranno venduti ad un'azienda pubblica e utilizzati altrove. L'eolico sembra proprio un buon affare quindi, almeno in quest'area. Ne sono convinti anche i ricercatori nel campo delle energie rinnovabili dell'Università del Missouri. Ci sono già 75 pale eoliche distribuite nei dintorni di Rock Port e secondo gli specialisti, sole le tasse pagate dalla Wind Capital Group, società a capo della gestione delle wind farm in questa zona, produrranno più di un milione di dollari di introiti annui, che andranno a finire nelle casse della contea. LE PIANTAGIONI DEL FUTURO - Anche altre società produttrici di energia eolica si stanno indirizzando qui per la creazione di nuovi impianti: d'altronde, secondo una mappa pubblicata dal Dipartimento dell'Energia, il nord est dello stato del Missouri ha la più alta potenzialità in campo eolico dell'intero Paese, possedendo sia il vento che i luoghi adatti per l'impianto delle turbine. La coltivazione del futuro sarà quindi il vento, gli esperti ne sono certi: non inquina e i benefici vengono ridistribuiti su tutta la popolazione. L'affitto di un terreno per le pale eoliche ad esempio può andare dai 3mila ai 5mila dollari, un affare molto più redditizio di qualsiasi piantagione. (Tratto da Progetto Nuova Energia)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:58 | link | commenti
categorie: ambiente, stati uniti, energia
martedì, 15 luglio 2008

A Marburgo il futuro è solare

La Germania si è affermata negli ultimi anni come il punto di riferimento e il modello da seguire nella diffusione delle energie rinnovabili ed eco-sostenibili. In particolare il governo ha recentemente lanciato una massiccia campagna a favore dell'energia solare, investendo nello sviluppo e la ricerca e favorendo l'adozione del fotovoltaico da parte tanto dei privati, quanto delle aziende. E' sulla scia di questo impegno che la giunta comunale della cittadina di Marburgo, guidata da social democratici e verdi, ha varato una proposta di legge destinata a far discutere. A partire da ottobre, chiunque abbia intenzione di costruire una casa o effettuare dei lavori di manutenzione al tetto o al riscaldamento domestico sarà obbligato per legge a installare dei pannelli solari. I proprietari di casa che non rispetteranno l'obbligo rischiano una multa di almeno 1000 euro. I pannelli (fotovoltaici o termosolari) copriranno il fabbisogno energetico per il riscaldamento domestico e, in alcuni casi, quello elettrico. L'opposizione conservatrice ha criticato duramente il decreto legge, accusando la giunta di voler imporre una dittatura ambientalista: secondo la destra il costo di installazione si aggira intorno ai 5.000 euro per abitazione, un prezzo troppo alto per molte famiglie giovani. Tra i detrattori del piano anche le compagnie energetiche, per cui l'introduzione massiccia del solare rappresenta un duro colpo economico, e l'associazione dei proprietari immobiliari. Ma il sindaco verde Franz Kahle, tra i principali sostenitori del progetto, ha replicato che, per quanto le spese iniziali siano alte, i costi saranno interamente recuperati nell'arco di quindici anni di risparmio energetico. Questo senza contare gli evidenti vantaggi sul piano ambientale. Se il decreto legge verrà ufficialmente approvato, Marburgo e i suoi ottantamila abitanti compiranno, volenti o nolenti, un ulteriore importante passo verso il taglio del 40% delle emissioni programmato da Berlino entro il 2020. (Tratto da Progetto Nuova Energia)

postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:06 | link | commenti (1)
categorie: ambiente, energia, germania
lunedì, 14 luglio 2008

Gli I-dioti..

Guardando le immagini al TG di persone che hanno dormito fuori dai negozi di di elettronica e fatto ore di interminabili code in attesa che questi  aprissero per accapararsi l'I-Phone mi sono chiesto che cosa spinge, cosa anima questa gente.
Diavolo, è un telefonino, non lo compri oggi lo compri domani o la settimana prossima, che ti cambia?
Viviamo in un mondo dove si trova pesante, troppo faticoso  fare una notte in ospedale ad assistere un parente malato, ho si mettono alla casa di riposo  i vecchietti perché non c’è tempo per assisterli, ma non si hanno problemi e si ha il tempo per passare le notti davanti all'ingresso di un apple store per un telefonino.
che tristezza...
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:38 | link | commenti (1)
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venerdì, 11 luglio 2008

Harley-Davidson compra Mv Agusta

Il colosso americano sbarca a Varese:per il marchio italiano versa 70 milioni

MILANO Harley-Davidson ha acquisito il gruppo MV Agusta. In base all’accordo, Harley-Davidson acquisirà il 100% delle azioni della società varesina per un corrispettivo totale di circa 70 milioni di euro, comprensivo del pagamento di un debito bancario di circa 45 milioni. L’accordo prevede inoltre un pagamento straordinario a Claudio Castiglioni nel 2016 in caso di conseguimento di determinati obiettivi finanziari. MV Agusta è una società privata, in cui il 95% delle azioni è detenuto dalla famiglia Castiglioni. Il gruppo MV Agusta comprende due serie di motociclette: una linea di moto sportive esclusive, di grande potenza e dalle elevate prestazioni, vendute con il marchio MV Agusta e una linea di motociclette leggere vendute con il marchio Cagiva. La società conta circa 500 rivenditori in tutto il mondo, per lo più in Europa. Nel 2007, MVAG ha distribuito 5.819 motociclette. Nel corso del 2008 la produzione è stata notevolmente rallentata per difficoltà di carattere finanziario.Le motociclette sono il cuore, l’anima e la passione di Harley-Davidson, Buell e MV Agusta«, ha commentato Jim Ziemer, Ceo di Harley-Davidson. »I marchi MV Agusta e Cagiva sono molto noti e godono di grande considerazione in Europa. Vengono immediatamente associati a motociclette dalle tipiche prestazioni italiane, belle e potenti«. Secondo Ziemer, l’acquisizione va essenzialmente a rafforzare la presenza e il brand Harley- Davidson in Europa e a completare le serie motociclistiche Harley-Davidson e Buell. Le vendite al dettaglio di motociclette Harley sono aumentate a un tasso a due cifre in Europa in ciascuno dei ultimi tre anni.Harley-Davidson prevede di continuare a gestire il gruppo MV Agusta dalla sede generale di Varese. Subito dopo la definizione dell’accordo la priorità sarà quella di nominare un leadership team, del quale farà parte anche un nuovo amministratore delegato, e ripristinare la produzione dei modelli correnti. L’attuale presidente di MV Agusta, Claudio Castiglioni, manterrà il proprio il ruolo. Massimo Tamburini, in qualità di responsabile progettista, continuerà invece a dirigere lo studio progettuale che si occupa di moto sportive per la casa motociclistica.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:34 | link | commenti (2)
categorie: industria
giovedì, 10 luglio 2008

Pannelli solari più grandi del mondo per l'aria condizionata

Inaugurato il più grande sistema di climatizzazione con pannelli solari nella grande distribuzione. L'immensa distesa di oltre 3000 metri quadrati di pannelli è stata installata sul tetto del magazzino Metro di Roma.

(Tratto da Progetto Nuova Energia)

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:04 | link | commenti
categorie: roma, energia

Abramovich compra la ex villa degli Agnelli: è la più cara al mondo

Gianni Agnelli gliela offrì per 3 milioni di euro, ma Roman Abramovich laconicamente rispose che "non aveva intenzione di mantenere un esercito di 50 giardinieri". Il magnate russo deve averci ripensato, perché è di questi giorni la notizia del suo acquisto di Villa Leopolda a Villefranche sur Mer, in Costa Azzurra, per una cifra ben superiore a quella proposta dall'Avvocato. La lussuosa residenza in Riviera, infatti, è costata circa 400 milioni di euro, guadagnando il primato di villa più costosa al mondo. Il 41enne proprietario del Chelsea e la sua giovane fidanzata, Daria Zhukova, si sarebbero innamorati della Leopolda in occasione di una visita privata a questa che nacque nel 1900 come dimora del re Leopoldo II di Belgio. Dagli anni '50 in poi passò tra le mani di Gianni Agnelli, un petroliere texano, Bill Gates e il banchiere libanese Edmund Safra. Gente, di certo, non comune.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:59 | link | commenti
categorie: lusso

La londra del futuro

Un azienda di design e grafica ha immaginato la Londra del futuro dopo i cambiamenti climatici dovuti al Global Warming. Ora; probabilmente è la solità esagerazione della nuova moda ambientalistico-catastrofistica, pero’ e certamente una ricostruzione affascinante.

(Tratto da Progetto Nuova Energia)

postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:45 | link | commenti
categorie: londra
mercoledì, 09 luglio 2008

L’EURO “STRONCA” PURE IL VATICANO

L’EURO “STRONCA” PURE IL VATICANO – IL BILANCIO 2007 DELLA SANTA SEDE È IN PASSIVO PER LA PRIMA VOLTA DOPO TRE ANNI – IL DOLLARO DEBOLE FA SOFFRIRE IL COMPARTO FINANZIARIO – IN ROSSO ANCHE I MEDIA…
(Apcom) - Entrate per i 236.737.207 euro e uscite per 245.805.167 euro: è il bilancio consuntivo consolidato 2007 della Santa Sede. Il risultato netto è quindi un disavanzo di 9.067.960 euro, dopo che negli ultimi tre esercizi (2004, 2005 e 2006) si erano registrati risultati positivi per complessivi 15.206.587 euro. Lo rende noto il consiglio dei cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede. Dei tre capitoli del bilancio - attività istituzionale, settore immobiliare e attività finanziaria - è quest’ultimo all’origine dell’inversione di tendenza. "Il settore si è chiuso con un avanzo netto di 1,4 milioni di euro contro 13,7 milioni di euro del 2006; si è avuta perciò una flessione di circa 12 milioni di euro, ascrivibile principalmente alla brusca ed assai accentuata inversione di tendenza nella fluttuazione dei tassi di cambio, soprattutto del dollaro statunitense". In lieve calo gli introiti da investimenti in titoli, in aumento, invece, gli investimenti nel comparto finanziario a breve termine. Il settore immobiliare "ha ottenuto un risultato positivo netto di 36,3 milioni di euro, superiore a quello registrato nel 2006 che si attestò a 32,3 milioni di euro. L’incremento in termini assoluti è di 4 milioni di euro, imputabile sia al maggior gettito delle locazioni, sia alle plusvalenze realizzate per la vendita di alcuni cespiti immobiliari. In aumento anche le spese dirette su immobili a reddito che da 15,4 milioni passano a 18,2 milioni di euro, con un aumento del 18%". Saldo negativo di 14,6 milioni di euro, poi, per Radio Vaticana e ’Osservatore Romano’. Quanto all’attività finanziaria della Curia romana, infine, sostanzialmente invariati sono stati i contributi degli episcopati (i 86.022.372 euro nel 2006, 86.143.257 euro nel 2007) e le spese (da 126,2 milioni di euro nel 2006 a 125,4 milioni di euro nel 2007.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:10 | link | commenti
categorie: vaticano, economia

Volgarità e satirà.

Qualcuno puo insegnare alla guzzanti e al resto della banda del girotondo la differenza tra la satirà e la volgarità, perchè il modo in cui parlava della Carfagna e ancor piu del Papa a me sembrava piu incline verso la volgarità che verso la satira.
Poi bisognerebbe spiegare sempre ai Di Pietro Boy's la differenza tra insulto è critica; la critica è un diritto se non un dovere, l’insulto solo un atto di vioenza.
E la manifestazione di piazza navona era piu una manifestazione d’insulto che di critica.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:19 | link | commenti (3)
categorie: politica

Italiano il prossimo robot lunare? Pisa finalista al concorso dell'Esa

Team di studenti di Ingegneria è tra le 8 squadre scelte per il Lunar Robotics Challenge Tra i rivali, anche un gruppo di concittadini della Scuola Superiore Sant'Anna
A ottobre la sfida finale tra atenei di tutta Europa per realizzare il progetto vincente
ROMA - Dovrà muoversi con agilità su suoli impervi, in un ambiente proibitivo per dislivelli, polveri e radizioni, e riuscire anche a recuperare campioni di materiale da crateri profondi decine di metri. Il prossimo robot che andrà sulla Luna potrebbe essere italiano, o meglio, pisano: un team di studenti della facoltà di Ingegneria dell'Università di Pisa è tra i finalisti della Esa Lunar Robotic Challenge, competizione internazionale lanciata dalla European Space Agency agli studenti universitari per la creazione di un veicolo innovativo, mobile, che possa camminare senza difficoltà sul terreno lunare. Ad ottobre il team guidato da Adriano Fagiolini del centro di ricerca interdipartimentale "E. Piaggio" specializzato in Robotica e Bionigegneria - sotto la supervisione del professor Antonio Bicchi - sfiderà le altre sette squadre finaliste che vengono da tutta Europa: Germania, Spagna, Finlandia, Gran Bretagna, Svizzera, e ancora Italia con un progetto della Scuola Superiore Sant'Anna, sempre di Pisa. Al termine della competizione verrà assegnato un premio per la costruzione del veicolo migliore. "C'è un particolare interesse da parte dell'Esa per la Luna" racconta Fagiolini, team leader del progetto del centro di ricerca E. Piaggio. "Le distanze sono relativamente ridotte, c'è più visibilità ad esempio rispetto a Marte, quindi si è tornati a guardare in quella direzione con più attenzione. E sotto i crateri potrebbe esserci acqua". Il robot che cerca l'Esa dovrà essere operativo anche in assenza di luce, riuscire a sopportare le difficoltà create dalla sabbia abrasiva, pericolosissima per i meccanismi della macchina, superare pendenze anche del 40 per cento e raggiungere il fondo di crateri profondi 15 metri, per riportare in superficie campioni di materiale da studiare. "Le difficoltà tecniche da battere sono molte, ma tra i punti di forza del nostro progetto c'è un braccio robotico - che sembra un po' una canna da pesca - da lanciare all'interno del cratere e ritrarre una volta 'pescato' il materiale che ci interessa" spiega Fagiolini. Il veicolo dovrà essere robusto e autonomo: durante la competizione l'intervento esterno sarà limitato all'invio di alcuni comandi in remoto. "L'idea è nata dalla collaborazione con un ricercatore giapponese, Hitoshi Arisumi, e poi si è sviluppata, ma noi da anni cercavamo di creare un robot in grado di afferrare con successo oggetti lontani" racconta ancora l'ingegnere, classe 1977. Nei prossimi giorni il progetto pisano dovrà passare la fase della revisione critica, ultimo vincolo prima di arrivare alla competizione di ottobre in cui, in dieci giorni di passione, le squadre affronteranno la prova pratica: verranno ricreate le condizioni della missione sulla Luna e si vedrà come i diversi robot si comporteranno. Paura? "Per noi partecipare è soprattutto un piacere, la sfida la viviamo in senso buono perché ci dà la possibilità di presentare il nostro lavoro" conclude con fair play il ricercatore. In fondo, però, sperano di essere proprio loro a farcela. (7 luglio 2008)
(Tratto da Technology Revelation)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:01 | link | commenti
categorie: aerospazio

Gesuita Ladaria nuovo segretario ex Sant'Uffizio

Vaticano: gesuita Ladaria nuovo segretario ex Sant'Uffizio
CITTA' DEL VATICANO - Luis Ladaria, gesuita spagnolo di 64 anni, e' il nuovo segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Lo ha nominato papa Benedetto XVI in sostituzione di monsignor Angelo Amato, nominato prefetto della Congregazione per le cause dei santi. (Agr)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:45 | link | commenti (1)
categorie: vaticano
lunedì, 07 luglio 2008

ENI investe nel solare

ENERGIA: SCARONI ANNUNCIA ENI SOLAR FRONTIERS CENTER
(AGI) - Milano, 7 lug. - Il Gruppo Eni punta sempre di piu' sulla ricerca nel campo dell'energia solare: l'ad del Gruppo Paolo Scaroni ha annunciato la costituzione dell'Eni Solar Frontiers Center presso il Massachusetts Institute of Technology. E' il risultato dell'accordo firmato a febbraio fra Eni e Mit per una partnership strategica sulla ricerca di frontiera nel solare. "E' una scommessa da 50 mln di dollari - ha detto Scaroni - siamo convinti che lo sviluppo del solare sia legato alla sostituzione dell'attuale tecnologia basata sul silicio con materiali che raccolgano l'energia solare in modo piu' efficiente e meno costoso". Il nuovo centro punta quindi a promuovere e accelerare la ricerca multidisciplinare nelle tecnologie solari di prossima generazione, tra cui le nano tecnologie, i materiali avanzati e la produzione di idrogeno attraverso l'energia solare. L'annuncio e' stato fatto in occasione di un seminario al Politecnico di Milano dal titolo 'Global Energy Challenges and Solutions', a cui partecipano ricercatori di Eni, Mit e dello stesso Politecnico. (AGI)
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Toyota Prius, in arrivo un pannello fotovoltaico sul tetto

Presto la Prius andrà anche a energia solare. La più celebre vettura ibrida combina un motore elettrico a emissioni zero con batterie autorigeneranti e uno a benzina. Per la prossima primavera Toyota sta preparando un completo restyling della vettura. Una delle caratterisitiche più evidenti sarà un pannello fotovoltaico che renderà la Prius la prima automobile commerciale a sfruttare la fonte solare. Secondo l'anticipazione di «The Nikkei», giornale economico giapponese, la fascia alta della vettura che verrà messa sul mercato utilizzerà i pannelli sul tetto per fornire parte dei 2-5 kW necessari per alimentare la potenza dei condizionatori d'aria. Al momento Toyota sta lavorando sul design e su altri problemi di integrazione della struttura. Ancora non si sanno altri particolari, tra cui il prezzo della nuova Prius. I pannelli fotovoltaici dovrebbero essere forniti da «Kyocera», azienda che rifornisce case e fabbriche. Il costruttore intende produrre circa 450mila Prius nel 2009, circa il 60% in più rispetto al 2007. L'energia solare non sarà l'unica novità: l'obiettivo è aumentare le vendite con una vettura che, grazie al nuovo design e al peso inferiore, possa migliorare l'efficienza del carburante.L'idea non è nuova, anche se è la prima volta che all'integrazione provvede lo stesso produttore. Da qualche mese un'azienda californiana, la «Solar electric vehicles» propone l'integrazione di pannelli fotovoltaici sul tetto, promettendo risparmi di benzina tra il 17 e il 29%. (tratto da Progetto Nuova Energia)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:51 | link | commenti (1)
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