raggiunto da poco Dayton, in Ohio, dove McCain intende presentare pubblicamente il suo vice. A bordo c'erano una donna con due teenager. La Palin ha 5 figli, di cui due adolescenti. Madre di cinque figli, 44 anni nata nell'Idaho, membro tesserato dela National Rifle Association, maratoneta e appassionata della vita all'aria aperta (mangia hamburger di alce), la neo numero due di Mccain è la presidente della Alaska Oil and Gas Conservation Commission. Suo marito Todd è un eschimese. Lei, soprannonimata "la governatrice più calda dello stato piu freddo", nel 2007 ha posato per Vogue. Sarah Palin porta una dote importante nell'unione con McCain: sostanzialmente più giovane, rassicura gli elettori rispetto all'eta del candidato che oggi ha compiuto 72 anni. Garantisce al ticket repubblicano una posizione forte sui temi che stanno a cuore ai conservatori: è contro l'aborto (ha un figlio Down) e i matrimoni gay ma a favore della pena di morte e il diritto a portare armi. E' una donna, capace di catturare i sentimenti delle molte donne deluse dal fallimento della candidatura di Hillary Clinton. Il nome della Palin ha colto di sorpresa i commentatori che ancora ieri davano McCain incerto tra l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney e il governatore del Minnesota Tim Pawlenty. Pawlenty stamattina ha partecipato a un programma radio in cui ha detto di "essere onorato di esser stato preso in considerazionè, e anche Romney ha fatto sapere di non essere stato scelto. Viva l’Italia e viva Milano. Stacy Wolff, responsabile del design per i portatili Hewlett Packard, è esplicito: «Per mantenere il primato rispetto alla Dell, invece di puntare su computer dall’apparenza spartana guardiamo a eleganza e forme dei designer italiani». La Hp nei primi 6 mesi dell’anno ha registrato utili in crescita del 26 per cento rispetto al 2007, con un fatturato superiore ai 56 miliardi di dollari. Ma la tecnologia non basta, il primo ad avere capito che l’elettronica deve andare a braccetto con il design è stato l’inventore della Apple, Steve Jobs. Dei suoi rivali in affari disse: «Non hanno gusto». Ora l’Hp (e non è la sola) sta cercando di recuperare terreno. Abbeverandosi al talento di Milano.
Impianti fotovoltaici vicini al raddoppio rispetto al 2007 28 agosto 2008. Ottime notizie sul fronte delle energie alternative e precisamente nel campo del fotovoltaico. Secondo i dati rilevati dal conto energia e pubblicati sul sito Qualenergia.it (portale promosso da Legambiente e da Kyoto Club), nel giro di 30 giorni, dai nuovi impianti fotovoltaici installati in Italia, la potenza di esercizio è cresciuta di circa 25 MW per i quasi nuovi 2000 impianti. Tra le regioni italiane al primo posto si piazza il Trentino Alto Adige, mentre ultima è la Campania. L’obiettivo per i promotori del fotovoltaico è quello di accrescere del 100% la potenza rispetto al 2007, ovvero i 140 MW installati e in esercizio nell’anno, che con queste prospettive non sembra più irraggiungibile. Dall’inizio dell’anno risultano operativi ogni settimana circa 230 impianti e una potenza di 2,7 MW, in media circa 11-12 MW al mese. Queste medie sono pressoché in linea con il possibile raddoppio dell'installato in esercizio in Italia nell'anno 2007, cioé con l'obiettivo di 140 MW. In base ai dati ufficiali relativi allo sviluppo regionale delle installazioni, la Lombardia è in testa per potenza installata e anche per numero di impianti, ma ora si fanno molto più vicine l’Emilia Romagna e la Puglia. Se però si valutano questi dati sul numero degli abitanti residenti per territorio, la graduatoria regionale cambia: la leadership é del Trentino Alto Adige, seguita da Umbria e Marche, quarta l’Emilia Romagna, quinta la Puglia. Seguono in classifica il Friuli Venezia Giulia, Calabria e Sardegna, Abruzzo, Toscana, Basilicata, Piemonte. La Lombardia scende al tredicesimo posto, mentre il Lazio lo si trova al sedicesimo. Chiude la classifica la Campania. Vedremo se l’Italia riuscirà a raggiungere la media degli altri paesi europei.
Paradossi USA – Chi è lo sponsor della convention democratica di Denver? La CocaCola. E dove avviene l’evento? Nel Pepsi Center…
Tra i protagonisti della convention democratica di Denver c’è stata anche Nancy Floyd, fondatrice e gestore di NTH Power, un fondo di Venture Capital che investe in aziende che operano nel campo dell’energia rinnovabile.Nel suo discorso ha paragonato che le tecnologie per l’energia rinnovabile possono rivoluzionare l’economia in termini di ritorni economici, posti di lavoro creati ecc..allo stesso modo di quello che è accaduto con l’avvento del PC e di internet.
John Newman deve continuare a riposare in pace accanto all'uomo che ha amato «come una moglie», e la Chiesa cattolica d'Inghilterra deve opporsi alla richiesta del Vaticano di esumarne le spoglie per il processo di beatificazione. Papa Benedetto XVIE' una vera e propria guerra, quella che le associazioni gay della Gran Bretagna hanno deciso di muovere contro papa Ratzinger, che vorrebbe annunciare in novembre l'inizio del processo di canonizzazione di uno dei più grandi pensatori della Chiesa, l'apostata che abbandonò nel 1845 la fede anglicana, convinto che solo quella cattolica «fosse formalmente dalla parte della ragione». Il cardinale Newman è stato uno straordinario autore, un poeta e un agitatore di anime, la cui conversione ha avuto per decenni una profonda influenza in Gran Bretagna e nel mondo. La sua figura è stata paragonata a quella di San Paolo e Sant'Agostino e suoi libri come «Fede e ragione», le sue lettere e i suoi discorsi vengono ristampati ancora oggi. Tutto in regola, dunque, per una beatificazione che Benedetto XVI desidera fortemente. Se non ci fosse quella disposizione che Newman lasciò nei suoi ultimi anni di vita: poter riposare per sempre accanto a padre Ambrose St John, con il quale aveva vissuto «come marito e moglie» per la maggior parte della sua vita adulta. Quando padre St John morì, Newman confessò di provare un dolore paragonabile a quello della perdita del coniuge, anche se non dichiarò mai apertamente che il legame che li univa era di tipo omosessuale. Nell'Inghilterra vittoriana, a Oxford dove il cardinale era di casa e nella stessa Chiesa anglicana, erano abbastanza comuni legami intensi e appassionati tra uomini, senza che necessariamente ci fossero rapporti di tipo sessuale. Il cardinale John NewmanMa per i gay d'Inghilterra la esumazione del corpo del cardinale Newman, obbligatoria per le pratiche di canonizzazione, è un atto sacrilego. «Sono stati insieme per più di cento anni - dice Peter Tatchell, un attivista per i diritti dei gay - e ora il Vaticano vuole disturbare questa pace per coprire il fatto che il cardinale Newman amava un uomo. Questa decisione viola apertamente il suo desiderio, più volte ribadito, di restare vicino per l'eternità a padre Ambrose». Forse si organizzeranno picchetti intorno alla tomba, che si trova a Rednal, nel Worcestershire, mentre anche la Chiesa anglicana si mobilita: un sondaggio tra i fedeli ha rivelato che l'80 per cento è contrario all'esumazione della salma del cardinale «per rispettare la sua volontà». Ma sarà difficile che il Papa cambi idea. La canonizzazione di Newman è strettamente legata a quella del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini: due pensatori ottocenteschi che hanno avvicinato tradizione e modernismo, coniugando in modo armonioso la fede con la cultura. La loro opera è sopravvissuta nel tempo, al punto da essere ispiratrice del Concilio Vaticano II. E se John Newman era gay, pazienza: sarà un modo per fare contenti, oltre che i conservatori, anche i progressisti della Chiesa.
saldo è ancora positivo grazie al +1,4% registrato da gennaio ad aprile, ma nessuno si fa illusioni. La sterlina ha subito perso altro terreno sull’euro e sul dollaro e sono cresciute le aspettative per un ribasso del tasso di interesse da parte della Banca centrale. Ma il suo governatore, Mervyn King, sembra temere di più l’inflazione (che minaccia di raggiungere il 5%) e agirà con prudenza.Tecnicamente, non si può parlare di recessione se non dopo due trimestri consecutivi di crescita negativa, ma le famiglie britanniche non hanno bisogno dell’Ufficio nazionale di statistica per fare qualche conto: il costo della vita è cresciuto moltissimo in breve tempo (solo le bollette dell’energia sono rincarate del 20%) ma i salari sono rimasti stabili, anzi sono diminuiti per effetto dell’inflazione. All’interno delle mura domestiche, questa dinamica ha tutta l’aria di essere già una recessione che mette in moto un circolo perverso: la gente è più cauta, spende meno e contribuisce a rallentare ulteriormente l’economia.Camminando per le vie di Londra piene di cartelli di saldi e di prodotti alimentari largamente scontati nei supermercati si ha davvero la sensazione che il miracolo economico degli Anni 90, che ha dato vita a una delle città più ricche e dinamiche del pianeta, sia alle spalle. La sterlina ha raggiunto livelli di cambio così bassi che per la prima volta da decenni si è ridotto il tasso di immigrazione: per i polacchi e gli altri lavoratori dell’Est europeo non è più conveniente cercare un posto in Gran Bretagna perché le rimesse di denaro verso casa perdono continuamente valore. Per l’autunno sono previsti decine di migliaia di licenziamenti nella City, dove già prima dell’estate la tradizionale bevuta al pub all’uscita dagli uffici era sempre più spesso l’occasione di un brindisi d’augurio a un collega che aveva perso il posto. Molti prevedono l’arrivo di una nuova stagione di scioperi e di conflitti sociali, i primi dagli Anni 70 e dalle riforme della Thatcher.«The Times», che aveva messo in vendita l’area degli stabilimenti di Wapping in cui fino a poco tempo fa si stampava il giornale, ha dovuto rinunciare per mancanza di acquirenti, nonostante l’area in riva al Tamigi, e a ridosso dei futuri impianti olimpici, sia una delle più appetibili di Londra. La frenesia del «compra e costruisci» è finita, e numerosi progetti per i nuovi grattacieli che dovevano modificare lo skyline della città sono stati accantonati o rinviati. Niente sembra più funzionare: il settore dei servizi, che costituisce lo scheletro dell’economia britannica, è cresciuto solo del 0,2%, la produzione di manufatti è diminuita dello 0,8% e la spesa delle famiglie dello 0,1%, un dato in contrasto con le dichiarazioni di una lieve ripresa delle vendite al consumo. Come se non bastasse, per la prima volta nella storia del paese il numero degli anziani ha superato quello dei giovani con meno di 16 anni: 11,58 milioni contro 11,52. Una data storica, quella dopo la quale il sistema pensionistico e quello del welfare dovranno essere drasticamente ridimensionati. Non c’è da stupirsi se, nonostante l’impopolarità del premier Gordon Brown, amici e nemici si guardino bene dal cercare di prenderne il posto. Nessuno conosce la formula magica necessaria a rimettere in moto il paese e, finché non si vedrà un po’ di sereno oltre la tempesta, è meglio che il timone lo regga qualcun altro.
tale da quadruplicare a 29 miliardi di euro il volume d'affari di circa 7 miliardi del 2007. A dirlo è una ricerca della società di analisi giapponese Fuji Keizai. Secondo gli esperti nipponici saranno i nuovi materiali a basso costo ed eco-compatibili a imprimere una accelerazione senza precedenti al mercato dei pannelli solari. Secondo lo studio, il business delle celle solari prodotte con silicone a pellicola sottile registrerà un incremento di quasi dieci volte rispetto ai numeri del 2007, portando il giro d'affari annuo del settore dagli attuali 57,8 miliardi di yen (356 milioni di euro) a 559,5 miliardi di yen (3,4 miliardi di euro) nel 2012.Una buona soluzione, dunque, a livello economico e anche a livello ambientale.La ricerca dei giapponesi inoltre stima che almeno 100 aziende internazionali sono pronte a entrare nel promettente mercato dei pannelli solari, con almeno 10-20 di esse già pronte per iniziare la produzione.Lo sviluppo di questo business, secondo Fuji Keizai, dipenderà tuttavia in gran parte dalla capacità produttiva delle fabbriche, dato che già adesso molte aziende hanno ordini al completo per i prossimi due anni.I marmi barocchi prestati al museo di Los Angeles
LOS ANGELES Il 5 agosto si è aperta a Los Angeles, al Museo J. Paul Getty, una straordinaria mostra sull'arte barocca. Contiene una sessantina di pezzi, fra cui quadri e disegni, e annovera autori come Giuliano Finelli e Alessandro Algardi; ma il centro della mostra, la sua ragion d'essere, sono i busti, perlopiù in marmo, di Gian Lorenzo Bernini. Per la prima volta, un loro cospicuo assortimento viene presentato in America e un nuovo
pubblico può ammirare la tecnica e l'ispirazione di un artista che sapeva modellare la pietra con sconfinata disinvoltura, imprimendovi ogni ruga, ogni pelo, ogni vena presente su un volto e fermando in un attimo di eternità un’espressione insieme quotidiana e significativa, cogliendo di sorpresa l’anima di un personaggio come traspariva in una conversazione, in un'omelia o nell’intimità di un rapporto d'amore. («Si muova, Maestà», suggeriva Bernini a Luigi XIV, sconvolgendo le regole della ritrattistica del tempo, «il carattere si vede meglio nel movimento».) Solo quattro delle opere appartengono al Getty, e si tratta di elementi di contorno. Tutto il resto è in prestito: da Parigi, Oxford, Berlino e New York ma soprattutto dall’Italia. Hanno offerto i loro tesori la Galleria Borghese e la Galleria Nazionale d'Arte Antica, il Convento di Sant’Onofrio e la Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, il Museo di Palazzo Braschi, il Bargello e i Musei Vaticani, oltre a collezioni private di Roma, Milano, Firenze e Siena. Secondo i bene informati, tanta generosità non è casuale. È in parte un premio e in parte un tentativo di chiudere in bellezza un episodio lungo e tormentato della recente storia dell'arte - o meglio del suo commercio. Tombaroli e mariuoli hanno razziato le rovine archeologiche del nostro paese per secoli e le loro refurtive, dopo giri complessi e misteriosi, sono affiorate presso vari intermediari e trafficanti, per essere poi smistate a ricchi collezionisti e a musei di tutto il mondo. Che fossero oggetti rubati era un segreto di Pulcinella, sostenuto dall’omertà generale di un ambiente in cui qualcosa (o molto) guadagnavano tutti e a perderci erano solo i luoghi di quelle rovine, lasciati sovente in un vergognoso abbandono e spogliati con professionale sistematicità. A partire dagli anni Ottanta, è cambiata la musica e l’Italia ha cominciato a seguire con determinazione questi tortuosi percorsi e a pretendere la restituzione del maltolto. Al centro dell’uragano che si è venuto a creare, sono finiti il Getty e un suo importante funzionario, la signora Marion True. Quando la True fu assunta dal Getty, nel 1982, il museo era situato in una villa kitch in stile pompeiano a Malibu. La sua collezione era molto mediocre; alcuni dei pezzi
ritenuti più pregiati si erano rivelati dei falsi. C’era però anche un aspetto più positivo: a differenza di tante altre istituzioni analoghe, il Getty aveva (e ha) un sacco di soldi (nel 1989 il suo budget per nuove acquisizioni era 100 milioni di dollari, mentre quello del Metropolitan di New York era 17). Così, quando la True nel 1990 ricevette un’offerta dal Metropolitan e si dichiarò pronta ad andarsene, il Getty le fece una contro-offerta difficile da rifiutare (e da lei accettata). Il museo stava per spostarsi in una nuova sede (quella che ospita la mostra del Bernini), per un costo di oltre un miliardo di dollari; nella villa di Malibu sarebbero rimaste le antichità greco-romane, e la True (che è specialista in vasi greci) avrebbe potuto farne quel che voleva. I tempi erano maturi per una collisione: da una parte il governo e la magistratura italiani finalmente decisi a difendere il loro patrimonio, dall’altro una persona ambiziosa e preparata che aveva carta bianca e fondi ingenti per riempire di opere d'arte un contenitore vuoto. L’incontro-scontro fra i due è passato per le fasi più alterne: dalla lussuosa ospitalità all’Hotel Raphael per la True (con bouquet offerto dal generale dei carabinieri Conforti) al processo intentato a Roma nel 2005 alla stessa True (e motivato, fra l'altro, dalle indagini di Conforti). La villa di Malibu riaprì poco dopo l'inizio del processo, ma intanto la True aveva dato le dimissioni. Il Getty ha ora restituito numerose opere all’Italia; la più prestigiosa e contesa di tutte, una statua presunta di Afrodite, dovrebbe ritornare a Morgantina, in Sicilia, nel 2010. E come premio, a quel che si dice, il Getty ha ottenuto con facilità i prestiti per la sua mostra. La Roma di Bernini era teatro di congiure e intrighi, ma non c'è bisogno di saperne nulla per apprezzare la vivezza e comunicatività dei suoi busti. In questi giorni possono apprezzarle anche americani di varia provenienza, che per fortuna loro non sanno quanti intrighi si celino dietro questo loro innocente, disinteressato piacere.
La Teoria dei 6 gradi di separazione mi ha sempre affascinato e secondo me è veritiera.
(sotto l'articolo del corriere della sera)
Il mondo è piccolo, provata sul web la teoria dei 6 gradi di separazione
Con pochi passaggi possiamo entrare in contatto con chiunque. Uno studio su Messenger convalida la tesi
NEW YORK - Bastano sei passaggi per riuscire a entrare in contatto con qualsiasi abitante della Terra. La teoria dei «sei gradi di separazione», resa popolare negli anni sessanta dallo psicologo di Harvard, Stanley Milgram, potrebbe ora aver trovato una conferma scientifica grazie a uno studio della Microsoft. Lo rende noto il Washington Post. I ricercatori della società di informatica hanno analizzato i dati relativi a 30 miliardi di conversazioni elettroniche fra 180 milioni di persone sparse nei cinque continenti. La conclusione: il mondo è così piccolo che bastano sei passaggi per raggiungere chiunque, dalle star di Hollywood al Dalai Lama.
DATI SCIENTIFICI - Lo studio è partito nel giugno del 2006 analizzando i gradi di separazione che intercorrono tra tutti quelli che utilizzano Messenger, il sistema di messaggi istantanei della Microsoft. I ricercatori sono partiti dal principio secondo cui due persone sono conoscenti se si scambiano messaggi di testo. La ricerca ha monitorato la lunghezza dei legami necessari per connettere 180 miliardi di diverse coppie presenti nel database del sistema. Il risultato è che la media è di poco superiore ai sei gradi (6,6). Questo vale per il 78% delle «coppie» di utenti, ma la media è alzata da separazioni che in alcuni casi arrivano fino a 29 passaggi. Il ricercatore Eric Horvitz, che ha condotto lo studio con il collega Jure Leskovec, ha commentato: «Per me è stato abbastanza sconvolgente, abbiamo visto che ci potrebbe essere una connessione sociale costante tra i membri dell'umanità. L'idea che siamo molto vicini l'uno all'altro è sempre stata molto diffusa ma abbiamo dimostrato che questa idea va oltre il folklore». «Per quanto ne sappiamo, questa è la prima volta che una social network può convalidare la teoria dei sei gradi di separazione», spiegano i ricercatori.
IL RACCONTO DEL 1929 - La «teoria del mondo piccolo» fu esposta per primo dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy nel 1929, in un racconto breve intitolato «Catene». Nel 1967 la teoria - ripresa anche in un celebre film del 1993 con Donald Sutherland e Will Smith - aveva trovato parziale conferma in uno studio dello psicologo Stanley Milgram. Un gruppo di volontari nel Nebraska riuscì a far arrivare una lettera a un agente di borsa di Boston sfruttando la rete delle loro conoscenze. Milgram aveva provato che la rete di conoscenze di ogni individuo nella società è limitata, gli amici di una persona sono anche gli amici degli amici. Di qui la teoria che negli Usa ispirò lo show a Broadway di John Guare, l'omonimo film di Fred Schepisi e il popolare gioco di società «Sei gradi di Kevin Bacon» in cui ai giocatori viene dato il nome di un attore e il compito di collegarlo alla star di «Footloose», usando i film in cui i due avevano recitato assieme.
Secondo me lo Spot di McCain che ironizzava su Obama paragonandolo alle divette Britney Spears e Paris Hilton & C., ha colto nel segno, nonostante l’autogoal dell’aver incluso la morigerata e pudica Paris Hilton, la cui famiglia è una dei grandi finanziatori del Sen. McCain
Ad un ascoltatore poco attento i discorsi di Obama non possono che apparire meravigliosi, un concentrato di buoni sentimenti, di politicamente corretto e Buonismo Veltroniano.
Ma se si va oltre la superficie non ci si puo che accorgere che essi non esprimono alcuna posizione riguardo l’iraq, la crisi economica ed energetica ed il resto dei problemi che pervadono l’america e il mondo.
Insomma tanto fumo e poco arrosto… un po’ come Paris e Britney…