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Il Blog di Giulio Stevanato

venerdì, 31 ottobre 2008

Greenpeace: dal vento il 12% dell'energia mondiale

L'eolico potra' fornire il 12% dell'energia elettrica mondiale al 2020, permettendo di risparmiare in 12 anni circa 10 miliardi di tonnellate di CO2, pari al doppio di quanto emesso dalla Cina nel 2005. Questo il dato principale del nuovo rapporto 'Global Wind Energy Outlook 2008', presentato oggi a Pechino da Greenpeace e dal GWEC (Global Wind Energy Council). Il rapporto e' stato lanciato a Pechino perche' la Cina e' il mercato in maggiore espansione per l'eolico a livello mondiale, ed entro la fine del 2009 diventera' il primo Paese nella produzione di turbine e apparecchiature in grado di catturare l'energia del vento. Al 2050 oltre il 30% del fabbisogno mondiale di elettricita' potrebbe arrivare dal vento. "Abbiamo pochi anni per ridurre le emissioni mondiali di CO2 e l'eolico avra' un ruolo cruciale. Nessun'altra tecnologia e' in grado di fornire un tale contributo su scala mondiale in tempi cosi' ristretti" afferma Steve Sawyer, segretario Generale del Gwec. "Oltre ai benefici per l'ambiente, l'eolico e' un settore in grado di sostenere l'economia in un periodo di recessione - afferma Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia - sono circa 350 mila i 'colletti verdi' che lavorano gia' oggi nell'industria eolica, e il dato sugli occupati salira' a oltre 2 milioni al 2020".
(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:22 | link | commenti
categorie: energia
giovedì, 30 ottobre 2008

VATICAN PRIVILEGE

VATICAN PRIVILEGE – QUANDO IL PAPA È ANCHE “SINDACO” - CHE PACCHIA PER LA PAROCCHIA DEI RESIDENTI D’OLTRETEVERE (805 IN TOTALE) - IDRAULICI GRATIS, IL PIENO COSTA MENO, TASSE DIMEZZATE SU TUTTI GLI ACQUISTI…
Benedetto XVI. Ma anche benedetto idraulico, benedetto elettricista e benedetto fabbro: tutti artigiani che, quando ne hai bisogno, non li trovi mai; e se li trovi, ti seccano il portafoglio. Le cose però cambiano se sei residente nella città più esclusiva del mondo. Città del Vaticano. Qui basta una telefonata e lo «stagnaro» arriva subito. E gratis. Praticamente un miracolo. È uno dei vantaggi di avere come «sindaco» il Papa in persona, il quale - a dire la verità -, all'interno delle mura vaticane, è molto di più: «Un monarca con poteri assoluti che gli derivano direttamente da Dio». Una protezione dall'alto che riverbera i suoi effetti salvifici sugli 805 fortunati residenti «vaticanesi» che possono usufruire di una serie di benefit paradisiaci. Roba da far morire di invidia i comuni mortali, siano essi romani o extracapitolini.
A scovare gli insospettabili bonus di cui gode il ristretto popolo della Città del Vaticano è una documentata inchiesta della rivista Focus Extra, in edicola lunedì prossimo. Le sorprese sono innumerevoli. A conferma che i vaticanesi hanno molti santi in paradiso, ecco una sfilza di facilitazioni assai terrene: prezzi scontati nell'unico distributore di benzina sul territorio papale, idem per gli acquisti nel supermercato dell'Annona e cure sanitarie (dentista compreso) senza sborsare un euro. Altra benedizione non di poco conto: tasse dimezzate su ogni acquisto. Unica condizione: essere titolari di una tessera che viene rilasciata solo ai residenti o ai lavoratori vaticani, ognuno dei quali può delegare una persona a sostituirlo negli acquisti.
Ma come si diventa cittadini del Papa? Va precisato che la residenza nella Città del Vaticano è una condizione temporanea, concessa a chi abita qui per motivi di lavoro o di carica: uno status civile che si estende ai familiari conviventi (i figli maschi fino a 25 anni, le femmine fino al matrimonio); dopodiché, chi non ha diritto di conservare la cittadinanza, acquista automaticamente quella italiana. Nessuno può diventare vaticanese per nascita, per il semplice fatto che nella Città del Vaticano non c'è neppure un ospedale: si partorisce a Roma, nelle cliniche convenzionate.
Una tranquilla vita di paese, fin troppo sedentaria: la sera, ad esempio, scordatevi di andare al ristorante (qui ci sono solo due bar che chiudono alle 19); per farvi una pizza (o andare a cinema) dovete «espatriare» nella Capitale. Inoltre non esistono alberghi, se si eccettua l'ospizio di Santa Marta, riservato però agli ecclesiastici. Tabula rasa pure sul fronte delle scuole, eccezion fatta per un pre-seminario riservato ai giovani con vocazione sacerdotale. Per frequentare asili, elementari, medie e superiori i figli dei vaticanesi devono raggiungere ogni mattina Roma. Nessun problema, invece, se la vettura è in panne. Gli automobilisti possono infatti rivolgersi con fiducia all'unica officina meccanica che, all'interno dei confini pontifici, ripara in tempi record e con parcelle calmierate le macchine dei residenti che hanno sempre parcheggio garantito e gratuito. Poi niente stress grazie alla quasi assoluta mancanza di traffico, per regolare il quale bastano appena due semafori e un limite di velocità di 30 chilometri all'ora. Infine un record imprevedibile: nella Città del Vaticano il rapporto tra illeciti commessi e cittadini residenti è il più alto del mondo. Il reato più diffuso? Il furto. Con buona pace del Settimo Comandamento.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:30 | link | commenti (1)
categorie: vaticano
martedì, 28 ottobre 2008

Energia dallo spazio

Fantascienza o realtà?
La nuova frontiera delle centrali elettriche solari? Lo spazio.E' la provocatoria proposta lanciata dalle pagine del Washington Post da Ben Bova (nella foto), presidente della National Space Society nonchè prolifico scrittore di fantascienza. Nel descrivere il suo avveniristico progetto Bova si è rivolto direttamente al prossimo inquilino della Casa Bianca indicando nei satelliti a energia solare la soluzione a tutti i problemi legati all'energia che hanno pesato quest'anno sull'economia USA, dal prezzo del petrolio alla necessità di tagliare le emissioni di CO2. L'idea è tanto semplice quanto, potenzialmente, rivoluzionaria: costruire una 'flotta' di satelliti ricoperti di celle solari che, orbitando attorno alla Terra assorbano, ventiquattro ore su ventiquattro e senza condizionamenti metereologici o geografici di alcun tipo, i raggi del 'vicino' Sole. L'energia così raccolta verrebbe poi inviata a Terra "irraggiando" delle stazoni riceventi mediante microonde. La tecnologia di per se' è tutt'altro che nuova: il concetto di satellite a energia solare (Solar Power Satellite o SPS) risale infatti al 1968 quando venne per la prima volta sviluppato da Peter Glazer, uno scienziato statunitense. Finora i costi proibitivi delle tecnologie coinvolte nel processo hanno reso impossibile l'attuazione del progetto. Ma i tempi, e le tecnologie, sono ora, secondo Bova, maturi. Uno solo di questi satelliti sarebbe in grado di produrre continuamente dai cinque ai dieci gigawatt di energia elettrica, una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno dell'intero stato della California. Il costo di questo costante flusso di energia sarebbe di otto centesimi di dollaro per chilowattora, pressapoco lo stesso costo di produzione dell'energia convenzionale. La costruzione di questi satelliti avverrebbe nello spazio, nello stesso modo con cui è stata costruita la Stazione Spaziale Internazionale. Le tecnologie, insiste Bova, sono ormai alla nostra portata e i costi, per quanto alti, non sono tanto lontani da quelli dell'energia nucleare. Tutto sta al prossimo presidente americano: che sia John McCain o Barak Obama, conclude Bova, "avrà l'opportunità di scrivere il proprio nome a lettere maiuscole nei cieli".
(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:23 | link | commenti
categorie: energia, spazio, aerospazio

Google diversifica nell’energia.

Un articolo del NY Times racconta le nuove strategie di Google nel campo dell’energia… Il gigante dei motori di ricerca e della pubblicità su internet vuole diversificare ed investire nel campo dell’energia rinnovabile. Dopo aver investito nell’efficienza energetica dei sui affamati data-center ed aver mosso i primi passi con piccoli investimenti nel settore attraverso il suo braccio filantropico Google.org ora sta analizzando piu vasti e complessi progetti di produzione energetica da fonti rinnovabili. E la decisione di google di entrare in grande stile in questo settore è confermata anche dal fatto che nell’ultimo periodo l’azienda ha assunto molti ingegneri, scienziati e addirittura ex astronauti della NASA per sviluppare progetti nel settore energetico. Tra i vari progetti di google nel settore energia c’è ne uno chiamato REC volto a sviluppare tecnologie energetiche che rendano le energie rinnovabili piu convenienti del carbone. Per leggere l’articolo originale clicca qui 
(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:33 | link | commenti
categorie: ambiente, tecnologia, energia
venerdì, 24 ottobre 2008

MAMMA MILAN - LA SQUADRA UN PO’ FAMIGLIA UN PO’ FACEBOOK

Divertente articolo tratto da "La Stampa" trovato su Dagospia riguardante la politica del mio tanto amato Milan...
MAMMA MILAN - LA SQUADRA UN PO’ FAMIGLIA UN PO’ FACEBOOK: T’ISCRIVI E NON ESCI PIÙ - DOVE TI GIRI TROVI FACCE CONOSCIUTE: UN CLAN – A PARTE RIVERA, IL CAV. NON ABBANDONA NESSUNO - IL RETROSCENA DELL’ARRIVO DI BECKHAM…
C'è una squadra coccolosa come una mamma, accogliente come una culla, rassicurante come una mutua senza sub-prime, che si aggira per l'Europa e per il Mondo, stesa da via Turati giù fino alla California: si chiama Milan. La squadra un po' famiglia un po' Facebook: ti iscrivi una volta e non ne esci più. Tutti amici, quasi parenti. Se il copyright non appartenesse agli arcirivali del Liverpool, lo slogan sarebbe già fatto: «You'll never walk alone", non camminerai mai solo. Del resto non ha detto Berlusconi stesso di sentirsi un napoletano del Nord? Simm 'e Milanello, paisà. L'importante è sostenersi, non perdersi di vista, volersi bene anche a distanza di lustri, come dimostrò Galliani invitando gli ex milanisti alla finale di Champions ad Atene. La Milan connection fallisce raramente, quasi mai. L'ultimo esempio del trionfante familismo rossonero è l'endorsement di Fabio Capello per David Beckham: «E' bravo, puntuale, porta soldi e non disturba». Aggiungi un posto al marketing, che c'è un amico in più. «Fab», anzi, Don Fabio di solito corre da solo, abituato a sbattere porte e a sbattersene dei sentimentalismi, ma non ha dimenticato gli anni passati nella pancia della Società. Perché esistono legami silenziosi ma più serrati di una mascella, più espressivi di un sopracciglio alzato. Quanti altri allenatori, al posto di Ancelotti, dopo un'annata storta, sarebbero stati accompagnati con malagrazia al cancello? Carletto no, perché Carletto è Carletto e il Milan è il Milan. Non si interrompono le emozioni.
E' un family feeling esteso, condiviso, contagioso. Glassa le vecchie glorie, conquista i neofiti. Dove ti giri trovi facce conosciute, storie condivise. A fianco di Ancelotti ci sono Mauro Tassotti e Filippo Galli, a gestire la Primavera ci pensa «Bubu» Evani. Maldini senior è fra gli osservatori della squadra, Daniele Massaro e Franco Baresi si occupano della Fondazione Milan, dove turbina anche Leonardo, braccio destro di Galliani e grand commis nelle questioni di mercato. Billy Costacurta ha un patentino da allenatore ma non ancora una squadra? C'è già chi si sta dando da fare per aiutarlo a trovare la sistemazione giusta. E quando la signora Kakà, Caroline Celico, è sbarcata a Milano, subito le è stata affidata l'organizzazione della festa per il Natale della famiglia. Anche così si cementano le unioni, si santificano i contratti a vita.
Un clan non vendicativo, anzi, macché: paziente, comprensivo. Pronto ad accogliere anche i reprobi, i ribelli, i mezzi traditori. C'è sempre una porta aperta, un posto da offrire con un sorriso a chi ritrova la via di casa. Shevchenko due anni fa abbandonò il paterno ostello per le sirene londinesi, ma il Milan non si è dimenticato di lui, non lo ha abbandonato. Berlusconi non ha mancato di interessarsi ai problemi di salute del padre di Sheva, e non appena al Chelsea l'aria è diventata pesante il figliol prodigo ha trovato la vecchia tavola (contrattuale) imbandita. Al primo tifoso della squadra-famiglia del resto da sempre piace cooptare, sedurre, riutilizzare: Mara Carfagna non è stata promossa dal varietà al governo? Così non appena un monumento un po' sbreccato come Ruud Gullit ha bussato alla porta subito gli è stato offerto un sottosegretariato come consulente di mercato per l'Olanda. Il Milan è per sempre: come i brillanti della pubblicità. Un investimento a lungo termine, un fondo sovrano che ripaga i suoi affezionati azionisti. Con qualche vistosa eccezione: Gianni Rivera, che con Berlusconi è da sempre in attrito, Demetrio Albertini, che sconta - pare - il veto di Ancelotti. Eccezioni, appunto. Per tutti gli altri, il Diavolo è una mano santa. Milan, sweet Milan.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:03 | link | commenti (3)
categorie: sport, calcio, milan, berlusconi

100 anni di Olivetti

L’olivetti compie 100 anni, e la sua storia è incredibile, rappresenta nel contempo il meglio e il peggio dell’italia. Il meglio, perché finchè è stata nelle mani della Famglia Olivetti è stata una scuola di innovazione, di etica imprenditoriale e umana…. Se andate nella Silicon Valley e nominate la parola Olivetti (una volta aveva pure una sede a Cupertino, la città oggi famosa per essere casa della Apple), ancora oggi la gente si toglie il cappello e fa l’inchino; se guardate il curriculum dei manager piu anziani a capo dei colossi dell’informatica, da IBM ha Cisco, troverete nel loro curriculum l’esperienza in olivetti….
Questo perché l’olivetti famosa per le macchine da scrivere fu tra le prime a sviluppare il microchip e l’elaboratore elettronico….
Ad impedirle di diventare una Hewlett Packard, un IBM o una Apple non furono i concorrenti americani ma gli “amici” italiani, gli Agnelli e la FIAT in primis che disprezzavano l’eccesiva attenzione ai bisogni degli operai e temevano che gli standard olivetti diventassero un metro di paragone scomodo e costoso per fiat, poi il mondo finanziario che in un momento di crisi finanziaria dell’azienda fecero poco o niente per aiutarla e la diedero in pasto agli speculatori… Poi sappiamo comè finita, durante e dopo l’epoca De Benedetti ha creato Omnitel (oggi Vodafone italia) che quel genio di Colaninno insieme alla razza Padana ha venduto per comprarsi e indebitare Telecom Italia…..e l’olivetti è sparita con i debiti di Colaninno dentro la Pancia di Telecom Italia.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:56 | link | commenti
categorie: tecnologia, industria

Italia paese più cliccato online

L’Italia è al primo posto tra i Paesi più richiesti dai turisti della Rete. Rappresenta, ad esempio, il 24% delle preferenze dei tedeschi (Die Welt) e il 77% delle intenzioni di partenza dei francesi (Ipsos). Il turismo via web, o meglio, il Travel 2.0 (il termine fu coniato dalla società di ricerca americana PhoCusWright) rappresenta la nuova frontiera del turismo, segno della trasformazione dell’industria più grande del mondo. Lo rivela la ricerca pubblicata in esclusiva domani sul settimanale L’Espresso, dal titolo «Il turismo 2.0 conquista il mondo», curata da BitLab, il primo Osservatorio permanente sull’immagine del settore turistico italiano all’estero (oltre 100 testate internazionali monitorate), e commissionata da ExpoCts, società partecipata da Fiera Milano e Unione del Commercio, in vista di Bit 2009 (Borsa Internazionale del Turismo), in programma a Milano dal 19 al 22 febbraio 2009. La ricerca evidenzia, infatti, come negli ultimi due anni sia aumentato il numero di siti social network turistici che permettono a turisti da ogni parte del mondo d’incontrarsi virtualmente per avere consigli, scambiarsi pareri e scegliere così la propria destinazione di viaggio. Si tratta di community molto attive, che mettono online diari, appunti, reportage veri e propri, corredati da video, fotografie, cartine e mappe che offrono risposte esaustive, perchè testate in prima persona, con tanto di sconsigli e cose da evitare che nessuna guida o catalogo di viaggio oserebbe mai confessare. Così il quotidiano svizzero «Le Temps»: «C’è un rapporto direttamente proporzionale tra la circolazione sfrenata di foto, video, consigli sul web e l’aumento dei turisti». Il risultato? Un enorme giro d’affari, pari in totale, tra il 2006 e il 2007, a 57 miliardi di euro solo in Europa (Focus, 19/10/07). Negli Usa, invece, sono 86 i miliardi di dollari spesi in Rete per il turismo nel 2007, con una previsione di crescita fino ai 90 miliardi di dollari nel 2009 (Forrester Research, 08/01/08) pari, su scala mondiale, al 26% di un mercato che rappresenta il 30% del volume mondiale di acquisti realizzati su Internet nel 2007. Una tendenza che sta obbligando l’industria del turismo, anche in Italia, a rivedere le proprie strategie di promozione, mettendosi al passo con i tempi. Il Bel Paese conquista un buon sesto posto tra le nazioni più sviluppate, per quanto riguarda il turismo 2.0, preceduto da Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Canada e Australia. La Bit, ad esempio, è sbarcata sul Web 2.0 con Bit Channel, un moderno canale di videosharing linkato a YouTube, che raccoglie prodotti turistici, news del settore e video-diari di viaggio e che ha lanciato proprio di recente un concorso che premia i migliori video delle vacanze realizzate dagli internauti. Corrado Peraboni, Amministratore Delegato di ExpoCts, spiega: «Il turismo 2.0 è uno strumento ineludibile per chi lavora in questo settore. O ci si integra o si rischia di essere scavalcati». I siti più cliccati? Innanzi tutto l’americano Tripadvisor, con i suoi 24 milioni di visitatori annui, poi il britannico Whereareyounow (13 milioni) e il francese Cityzeum (2 milioni). Non mancano le più disparate curiosità. Il sito Flight-club.org che aiuta a cercare il vicino di posto ideale per il proprio volo aereo.

(Tratto da http://technologyrevelation.blogspot.com/)

postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:28 | link | commenti (2)
categorie: tecnologia, turismo
giovedì, 23 ottobre 2008

Green New Deal

Green New Deal
Il piano dell'Onu passa per l'economia

 

Il mondo dovrebbe raccogliere la illuminante eredità di Franklin Roosevelt e dare il via a un "Green New Deal" per combattere il cambiamento climatico. E' la proposta di un agenzia dell'Onu che ha lanciato ieri il Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite - United Nations Environment Programme (UNEP) - che si impegnerà nel cercare soluzioni alla crisi climatica e promuoverà la ricerca su strumenti di integrazione nel mercato, come il programma di scambio delle emissioni inaugurato in Europa nel 2005.
 
Il direttore esecutivo del programma, Achim Steiner (nella foto), circa la necessità di un simile programma, ha dichiarato che gli sforzi politici per la riduzione dell'inquinamento, la protezione delle foreste e la lotta al cambiamento climatico si sono rivelati completamente inadeguati. Steiner dice di essere rimasto profondamente colpito dalla rapidità e dalla compattezza con cui i governi occidentali hanno reagito alla crisi economica, rispetto a quella climatica.
 
Dal 1981 al 2005 l'economia globale è più che raddoppiata, mentre il 60% degli ecosistemi si sono ridotti. "E' questo il bilancio del nostro pianeta al momento" ha detto Steiner. Il programma che prenderà il posto del protocollo di Kyoto, su cui si dovrebbe raggiungere un accordo a dicembre a Copenaghen sembra più lontano che un anno fa, ha continuato. "Siamo più lontani da un accordo in Danimarca di quanto non lo fossimo alla fine della conferenza di Bali".
 
La verà difficoltà, secondo l'UNEP, è che non c'è un vero accordo che si possa basare sugli interessi nazionali. La soluzione: far combaciare gli interessi del pianeta con quelli dei mercati, legando il più possibile la lotta alla crisi climatica con quella economica. Il Ministro del'ambiente britannico Hilary Benn, che ha presentato il lancio del programma a sottolineato le similitudini di questo tipo di approccio con la dottrina del presidente americano Franklin Delano Roosevelt e ha ricordato una sua nota frase:
 
"La nazione che distrugge la sua terra, distrugge se stessa".
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:48 | link | commenti
categorie: ambiente, economia, onu

TRA I 27 DELLA UE È LA SVEZIA IL REGNO DEI BOSCHI...

AMBIENTE: TRA I 27 DELLA UE È LA SVEZIA IL REGNO DEI BOSCHI...
L'Ue ha 177 milioni di ettari di foreste, pari al 42 per cento della sua superficie. Stando ai dati statistici dell'Eurostat, resi noti nella settimana europea delle foreste (dal 20 al 24 ottobre), è la Svezia ad avere l'area più ampia fra i 27 paesi europei: 31 milioni di ettari di alberi, ovvero il 75 per cento della sua superficie statale. Seguono la Spagna, con 28 milioni di ettari, la Finlandia con 23 e la Francia con 17. Al quinto posto, a pari merito, si piazzano la Germania e l'Italia entrambe con 11 milioni di ettari; il che per il nostro Paese equivale a un notevole 37 per cento dell'intero territorio. Da soli questi sei paesi possono vantare oltre due terzi del totale delle foreste dell'Unione Europea.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:40 | link | commenti
categorie: ambiente, europa

A space-age metallic bar

E un Formula 1?, è un missile? è una navicella aliena?, no è un semplice bancone per bar progettato dall'irachena con base a Londra Zaha Hadid, che in italia ha progettato il Maxi di Roma (ancora in costruzione)..
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:57 | link | commenti
categorie: architettura

Sarah Palin il bersaglio

Chiamatemi pure conservatore troglodita, ma io adoro Sarah Palin, una che in un mondo EDONISTA dove tutti devono essere belli, SANI, e intelligenti sbatte in faccia al mondo il figlio down...... quindi beccatevi questo articolo tratto da Il Foglio.it che descrive le nefandezze compiute dai mass-media nei suoi confronti....
Sarah il bersaglio
Sarah Palin tiene ancora in piedi la campagna di McCain nonostante il “character assassination”
Nei circoli politici ed editoriali di Washington e di Manhattan si dice e si scrive che Sarah Palin è stata il più clamoroso errore di John McCain, la scelta che ha sepolto la sua candidatura presidenziale e chiuso una volta per tutte la gara per la Casa Bianca a favore di Barack Obama. Se i sondaggi di questi giorni saranno confermati, il 4 novembre termineranno i famosi quindici minuti di notorietà che non si negano a nessuno, nemmeno a una giovane ragazza dell’Alaska: Obama entrerà alla Casa Bianca, McCain chiuderà la carriera al Senato e Palin tornerà repentinamente nel nulla dal quale era sbucata a inizio settembre. La realtà però sembra essere un’altra. Prima della crisi di Wall Street, McCain era inaspettatamente passato in vantaggio nei sondaggi nazionali proprio grazie all’entusiasmo scatenato dalla governatrice dell’Alaska. Oggi la sua candidatura è ancora in piedi quasi esclusivamente grazie alla capacità di Sarah Palin di mobilitare la base conservatrice, da sempre scettica nei confronti di McCain. I comizi di McCain e Palin sono diventati improvvisamente simili a quelli di Barack Obama, più concerti rock che eventi politici. Palin ancora adesso raduna migliaia e migliaia di persone a ogni tappa del suo giro elettorale e la base conservatrice sembra impazzire per lei. Il dibattito con Joe Biden è stato più visto dei duelli tra i due candidati presidenti e la sua apparizione al Saturday Night Live, sabato scorso, ha fatto ascolti record. Il New York Times ha scritto che la Palin “è emersa come la più elettrizzante oratrice politica tra i quattri candidati dei due principali partiti politici”. Più elettrizzante di Barack Obama, addirittura. “Palin genera un enorme fervore ai suoi eventi – ha scritto – la gente qualche volta non smette di applaudire o di urlare parole di elogio nei suoi confronti fino a quando Palin fa una pausa”. Nessun repubblicano può vantare un seguito di questo tipo. Se McCain dovesse ribaltare le previsioni e diventare presidente, Palin ovviamente avrà un futuro assicurato nella politica americana, ma anche in caso di sconfitta repubblicana è probabile che Palin avrà un ruolo politico nazionale, magari quello di favorita del suo partito alle prossime primarie del 2012, forse con l’ex speaker della Camera Newt Gingrich. Il Grand Old Party è un partito in profonda crisi ideologica. La coalizione reaganiana che ha dominato il dibattito politico americano negli ultimi venticinque anni (conservatori sociali, libertari, neoconservatori) si è sbriciolata e al momento non sembra emergere un’alternativa a quel modello. Ciò che è rimasto è il pilastro conservatore sociale, rurale ed evangelico di cui Palin è la rappresentante più amata. Palin, inoltre, porta con sé la carica riformatrice, indipendente e ottimista che ha convinto McCain a sceglierla come sua vice e che è nella tradizione di Teddy Roosevelt. La Palin non è la partecipante a un reality show vestita di tutto punto dagli strateghi di McCain (150 mila dollari spesi per lei e la sua famiglia, ma poi gli abiti andranno in beneficenza) e che quanto prima sarà eliminata dal gioco. Palin è qui per restare, ha scritto Tina Brown sul suo The Daily Beast. Malgrado ciò, continua a essere descritta da politici e commentatori come “uno scherzo”, “una disgrazia”, “un cancro”, “una stupida”. E questo lo scrivono sui giornali d’establishment i commentatori conservatori, quelli che in teoria sarebbero dalla sua parte. I liberal hanno detto e scritto di peggio e gli insulti sono stati senza precedenti per una campagna politica nazionale. La sua “character assassination” ha distorto, manipolato e falsificato le sue posizioni politiche su quasi tutto, facendone la caricatura di una fondamentalista religiosa bigotta, rozza e ignorante. Il suo record prima da sindaco e poi da governatore dell’Alaska dimostra che Palin non è niente di tutto ciò – non ha mai censurato libri, non ha mai imposto l’insegnamento del creazionismo, non ha mai vietato la diffusione degli anticoncezionali, non ha mai detto che la guerra in Iraq è un compito dettato da Dio – come hanno confermato anche un paio di inchieste senza pregiudizi, tipo quella di Philip Gourevitch del New Yorker e anche i rimbrotti del garante dei lettori del New York Times ai suoi giornalisti troppo faziosi. Su Palin sono state dette e scritte cose infondate e diffamatorie che vanno oltre la legittima battaglia politica. S’è dato spazio a storie, rivelatesi inesistenti, di relazioni extraconiugali. S’è detto che il figlio affetto dalla sindrome di Down in realtà non fosse suo, ma della figlia minorenne. Sono circolate foto taroccate in bikini e bazooka. C’è già il dvd di un film porno con un’attrice che le somiglia e si porta a letto i soldati dell’Armata rossa. Tutto con una naturalezza e una facilità di divulgazione delle calunnie – in Italia pagine sul Corriere, foto in prima sulla Stampa e video piccante sul sito di Repubblica – inimmaginabili per qualsiasi altro candidato (pensate a qualcosa di simile su Obama o Hillary), senza essere accusati di sessismo, razzismo e manganellismo mediatico. Sarah Palin non è un’intellettuale, non ha una conoscenza approfondita dei grandi temi economici e internazionali e i suoi tic verbali possono far sorridere, ma è una “natural”, un talento politico naturale. La sua ideologia politica è convenzionale, non radicale né visionaria. Ciò che affascina la base conservatrice è la sua biografia, la storia di donna di frontiera e di madre capace, da sola, di sconvolgere l’assetto politico del suo stesso partito in Alaska. Gli avversari, e anche gli alleati, spesso la sottovalutano, ma oggi Palin è il governatore con il più alto indice di gradimento degli Stati Uniti nonché il politico conservatore con più seguito nel paese. Il salto dalla politica locale alla ribalta nazionale non è stato facile e la Palin non è stata aiutata dallo scudo protettivo che la campagna McCain le ha creato intorno. Indottrinata a dare le risposte giuste, come se avesse dovuto partecipare a un panel del Council on Foreign Relations, Palin ha dato un paio di interviste timide, impacciate e a tratti imbarazzanti ai grandi media nazionali che l’hanno interrogata più che intervistata. Al Weekly Standard, ha svelato di essere molto arrabbiata con gli strateghi di McCain che non si erano fidati di lei e che l’hanno messa in questa situazione. Poi s’è liberata. E già nel dibattito con Joe Biden s’è visto che sa reggere il confronto con uno dei più esperti e navigati politici di Washington. A mano a mano che è aumentato il numero dei comizi, Palin ha preso in mano il pallino e ora sembra la veterana del gruppo. Negli ultimi giorni, s’è concessa alle domande dei giornalisti e ha dato interviste in modo efficace e naturale, confermando che le sue prime uscite sono state un’eccezione e un errore della campagna McCain. “Sarah Palin mi ricorda il personaggio interpretato da Nicole Kidman nel film ‘Da morire’ – ha scritto Tina Brown – La rossa di provincia inesorabilmente ambiziosa che è allo stesso tempo spiritosamente acuta e scema, ma soprattutto concentrata in modo maniacale per ottenere l’incarico di condurre uno show in tv”. Lorne Michaels è il produttore del Saturday Night Live che in queste settimane ha preso in giro Palin con le formidabili imitazioni di Tina Fey. Sabato Palin è stata ospite dello show e Michaels ha avuto modo di conoscerla. Michaels non condivide niente delle idee politiche di Palin, ma a Tina Brown ha detto che è sbagliato giudicarla come se fosse la fine del mondo. Lo stesso errore è stato fatto con Ronald Reagan: “C’è vera intelligenza in lei, Palin ha fiducia in se stessa. Qualsiasi cosa voglia dire essere una rock star, lei lo è. In più è una che si dà da fare. Ha una disciplina incredibile, chiaramente non è una pigra. Ha gestito cinque figli, perdio. Ha una forza vera”.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:16 | link | commenti
categorie: politica, stati uniti
mercoledì, 22 ottobre 2008

Beckham al Milan

Beckham al Milan; onestamente stavolta pensavo fosse una bufala giornalistica nonostante il Milan non sia nuovo a questi colpi di testa. Ma alla fine, ragionandoci sopra, in una stagione senza champions bisognava accontentare gli sponsor in qualche modo; quale contentino migliore dello Spice Boy? Il giocatore piu tamarro della storia!!!  Certo farà specie pensare che nello stesso spogliatoio si possano trovare Gattuso il rude e l’effeminato inglese…..

postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:47 | link | commenti
categorie: sport, calcio, milan
martedì, 21 ottobre 2008

ALITALIA E AIRONE FANNO GODERE RYANAIR

RYANAIR: CRESCE CON CRISI ALITALIA...
(ANSA) - 'Alitalia e Air One si stanno fondendo, riducono i voli e aumentano le tariffe: condizioni per una crescita di Ryanair'. Il numero uno della low-cost leader in Europa, Michael O'Leary, ha presentato cosi' l'apertura di nuove basi e nuove rotte in Italia. Da marzo 2009 le nuove basi, Alghero e Cagliari, create con tre nuovi aeromobili, serviranno a lanciare 8 rotte nazionali e 11 internazionali da e per la Sardegna.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 20:53 | link | commenti (1)
categorie: aerei, industria, aeronautica

Le energie alternative hanno improvvisamente il vento contro

“Alternative Energy Suddenly Faces Headwinds”, questo è il titolo di un articolo del New York Times che in italiano, e perdonate la traduzione farebbe piu o meno cosi: “Le energie alternative hanno improvvisamente il vento contro”.
Questo articolo dice che nonostante la volontà dei due candidati presidenti di investire sulle energie alternative, queste ultime sono le prime vittime della crisi economica e del credito in atto, infatti molti progetti in questo settore che richiede fortissimi investimenti sono stati fermati per via del congelamento del credito dovuto alla crisi del sistema finanziario; inoltre le aziende quotate che operano nel settore dell’energia alternativa sono state tra quelle più penalizzate in borsa…..
Per saperne di piu leggete qui l’articolo originale del New York Times…
(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:02 | link | commenti (1)
categorie: ambiente, economia, finanza, energia
domenica, 19 ottobre 2008

Berlusconi e il Clima…

La battaglia sulle regolamentazioni climatiche portata avanti da Berlusconi al di la che sia giusta ho sbagliata, onestamente non ho i mezzi per esprimere un giusdizio in porposito mi porta a fare un paio di considerazioni…
Uno, non credo che sia solo una questione economica, ma anche una questione culturale, Berlusconi essendo alla fine un figlio del boom economico del dopo guerra, un boom fondato sulla esplosione del consumismo dove la macchina e la lavatrice erano i simboli di una ritrovata prosperità e avendo fondato egli stesso la sua attività imprenditoriale sul boom dei consumi che avevavo come traino la Pubblicità non puo comprendere un sistema fondato sulla SOSTENIBILITA’…..
La sostenibilità è un concetto estraneo a lui…
Inoltre se guardate bene Berlusconi noterete che è un personaggio totalmente anti moderno e il suo governo ne riflette le caratteristiche;  Berlusconi si vanta di non usare internet e il suo governo cosi come le sue aziende  non hanno progetti  innovati o significativi su internet e lo sviluppo di quest’ultimo… mentre nel resto del mondo internet e l’acceso a quest’ultimo sono una parte attiva dello sviluppo, qui in italia rimane un gioco per ragazzini e perdi tempo…..
Nel campo dell’energia è lo stesso, per questioni culturali e di Età non capice le opportunità di una riconversione energetica e di uno sviluppo di nuove fonti e tecnologie energetiche.
Alla fine egli è un uomo  di 70 anni ed è forse normale che uno di 70 anni non abbia le doti, l’apertura mentale per capire il futuro del mondo….. fin qui niente di grave se non fosse che un politico deve saper vedere quali sono le sfide e le opportunità che il futuro ci riserva e prepararsi per coglierle….
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:18 | link | commenti (2)
categorie: politica, ambiente, tecnologia, energia
venerdì, 17 ottobre 2008

I 10 politici piu ricchi del mondo

Le riviste e i giornali americani hanno il vizio di fare classifiche su ogni cosa, ora questo vizio sembra aver colpito anche i giornali inglesi, l’ultima classifica stilata è quella del Times sui 10 politici piu ricchi del mondo…
Il nostro caro Silvio è classificato al 4 posto, dietro un senatore oligarca russo, il sindaco di New York Michael  Bloomberg e e il senatore Francese ed industriale dell’aviazione Serge Dassault…
Per leggere tutta la lista clicca qui
http://timesbusiness.typepad.com/money_weblog/2008/10/the-worlds-10-w.html
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:39 | link | commenti
categorie: politica

E Abramovich rinvia le nozze

C'è la crisi. E Abramovich rinvia le nozze
Le ipotesi sono tre:
1)    Non ci sono soldi da sperperare in mega feste; anche gli oligarchi in tempo di crisi devono tirare la cinghia… se è cosi allora la crisi è davvero terrificante.
2)    C’è la crisi, tante persone in difficoltà, gente licenziata ecc… ma se anche l’oligarca mi diventa etico all’ora mi preoccupo molto di più che nell’ipotesi numero uno riguardo questa crisi…
3)    Non vuoi sposarti e le ipotesi uno e due sono delle grandi magnifiche scuse; la crisi economica non poteva capitarti in un momento migliore…. Se quest’ultima ipotesi è quella giusta, allora caro Roman… SEI UN GENIO…….
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:03 | link | commenti
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I Somari e i Virtuosi dell'energia

Sulla Stampa.it un illustrazione sulle nazioni più e meno virtuose in fatto di efficienza energetica..... non occore che vi dica io come è messa l'italia... ovviamente la Virtù e la lungimiranza sono qualità che apparentemente abbiamo perso tanti e tanti anni se non addiritura secoli fà....

(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:31 | link | commenti
categorie: ambiente, europa, energia

I BERLUSCONI BOYS PREFERISCONO IL MATTONE

Silvio Berlusconi ce l'ha messa tutta. «Comprate azioni, i mercati ripartiranno», si è sbilanciato il presidente del Consiglio nei giorni della tormenta sui listini di tutto il mondo, aggiungendo, già che c'era, pure qualche consiglio per gli acquisti (Enel, Eni, Mediaset). In effetti, in Borsa è già arrivato un primo, atteso rimbalzo, ma è ancora troppo presto per capire se l'appello del premier abbia fatto davvero breccia nel popolo dei rispamiatori. Per non parlare della famiglia, quella di Berlusconi, che appena può preferisce puntare sul mattone. E non è solo questione di ville, vecchia passione del fondatore della Fininvest. Anche, Barbara, Eleonora e Luigi, i figli del Cavaliere nati dal matrimonio con Veronica Lario, hanno appena scelto di investire in immobili. Per l'esattezza, nelle settimane scorse, si sono comprati un palazzo d'epoca in pieno centro a Milano, a pochi metri dalla Scala e da piazza Duomo. Cinque piani in tutto, affittati a negozi e società finanziarie. Prezzo: 35 milioni. La palazzina faceva parte del patrimonio del fondo pensioni della Banca Commerciale. Da qui, nel 2006, è passata sotto il controllo della holding Beni Stabili, quotata in Borsa. E, infine, con il rogito siglato in piena estate, l'immobile situato nella centralissima via Santa Margherita, è approdato alla Bel, una sigla nata unendo le iniziali dei tre nomi: Barbara, Eleonora, Luigi. La loro società, controllata attraverso la Holding Italiana quattrodicesima, è attiva solo dai primi mesi di quest'anno. Per i tre rampolli di Berlusconi l'affare milanese segna l'esordio come investitori in proprio. Un affare immobiliare. Per la Borsa c'è sempre tempo. Se papà riuscirà a convincerli.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:48 | link | commenti (2)
categorie: finanza, berlusconi
giovedì, 16 ottobre 2008

Futuri Climatici: La Terra fra 20 anni

Futuri climatici
La Terra fra 20 anni
Il gruppo inglese ambientalista Forum For The Future, in collaborazione con gli scienziati degli HP Labs, ha pubblicato un provocatorio rapporto dall'emblematico titolo "Climate Futures - 5 scenarios for 2030". Nel rapporto vengono presentati cinque possibili futuri climatici diversi sulla base di quella che potrebbe essere la nostra risposta alla crisi. Scopo della ricerca: movimentare il dibattito sulla crisi globale e sensibilizzare l'opinione pubblica al problema. "Il cambiamento climatico peserà sull'economia almeno quanto la crisi finanziaria di questi giorni" è una delle previsioni di base presentate dagli studiosi. Peter Madden, presidente del Forum, ha affermato: "Abbiamo ancora la possibiltà di cambiare il futuro. Questo è come il mondo potrebbe essere e alclune di queste opzioni non sono molto piacevoli. In questo senso, lo studio non risparmia i toni, delineando degli scenari in certi casi disastrosi. Il più pessimista di questi possibili futuri climatici vede un mondo in guerra per le risorse energetiche, dopo che i governi internazionali hanno fallito nel coordinare i propri sforzi contro la crisi climatica. Petrolio a 400$ al barile, draconiani limiti imposti ai cittadini nel consumo del'elettricità, e un vero e proprio esodo da parte dei rifugiati di guerra in Antartide. Sull'estremo opposto un'altro futuro mette l'accento sulla capacità di adattamento della società e il potere dello sviluppo tecnologico. Grazie ai progressi tecnologici esponenziali che avverranno nei prossimi venti anni, l'economia riuscirà a mantenere il passo riuscendo al tempo stesso a azzerare le emissioni di CO2: in questo scenario la crisi alimentare viene superata grazie a risorse di cibo cresciute artificialmente e le coste degli Stati Uniti sono protette dai tornadi da mura green che producono energia dalle onde e dalle maree. Ma non tutte le alternative sono così radicali. Un'altra ipotesi prevede una trasformazione del sistema dei trasporti determinato dal prezzo proibitivo delle emissioni di carbonio. Il consumismo diventa un'esperienza sociale di gruppo e condivisione, l'Australia centrale viene abbandonata per scarsità d'acqua e le Olimpiadi del 2030 vengono disputate per la prima volta virtualmente. La più interessante e originale di queste visioni quella intitolata "Ridefinire il progresso", in cui la comunità internazionale ha spostato la priorità dall'economia e lo sviluppo industriale alla qualità della vita e al protezionismo sociale: le nazioni competono per un miglior piazzamento sulla classifica del benessere della Banca Mondiale e la quasi totalità della popolazione nei paesi industrializzati è impegnata in programmi di volontariato e lavoro sociale. "Gli storici del futuro guarderanno a questi come agli anni del cambiamento climatico" ha concluso Madden. "Potrebbero considerarci come una generazione di eroi o guardarci con incomprensione e disgusto - come ora noi guardiamo a coloro che tolleravano la schiavitù".
(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:34 | link | commenti (1)
categorie: ambiente