L'eolico potra' fornire il 12% dell'energia elettrica mondiale al 2020, permettendo di risparmiare in 12 anni circa 10 miliardi di tonnellate di CO2, pari al doppio di quanto emesso dalla Cina nel 2005. Questo il dato principale del nuovo rapporto 'Global Wind Energy Outlook 2008', presentato oggi a Pechino da Greenpeace e dal GWEC (Global Wind Energy Council). Il rapporto e' stato lanciato a Pechino perche' la Cina e' il mercato in maggiore espansione per l'eolico a livello mondiale, ed entro la fine del 2009 diventera' il primo Paese nella produzione di turbine e apparecchiature in grado di catturare l'energia del vento. Al 2050 oltre il 30% del fabbisogno mondiale di elettricita' potrebbe arrivare dal vento. "Abbiamo pochi anni per ridurre le emissioni mondiali di CO2 e l'eolico avra' un ruolo cruciale. Nessun'altra tecnologia e' in grado di fornire un tale contributo su scala mondiale in tempi cosi' ristretti" afferma Steve Sawyer, segretario Generale del Gwec. "Oltre ai benefici per l'ambiente, l'eolico e' un settore in grado di sostenere l'economia in un periodo di recessione - afferma Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia - sono circa 350 mila i 'colletti verdi' che lavorano gia' oggi nell'industria eolica, e il dato sugli occupati salira' a oltre 2 milioni al 2020".
idraulico, benedetto elettricista e benedetto fabbro: tutti artigiani che, quando ne hai bisogno, non li trovi mai; e se li trovi, ti seccano il portafoglio. Le cose però cambiano se sei residente nella città più esclusiva del mondo. Città del Vaticano. Qui basta una telefonata e lo «stagnaro» arriva subito. E gratis. Praticamente un miracolo. È uno dei vantaggi di avere come «sindaco» il Papa in persona, il quale - a dire la verità -, all'interno delle mura vaticane, è molto di più: «Un monarca con poteri assoluti che gli derivano direttamente da Dio». Una protezione dall'alto che riverbera i suoi effetti salvifici sugli 805 fortunati residenti «vaticanesi» che possono usufruire di una serie di benefit paradisiaci. Roba da far morire di invidia i comuni mortali, siano essi romani o extracapitolini.
Marta, riservato però agli ecclesiastici. Tabula rasa pure sul fronte delle scuole, eccezion fatta per un pre-seminario riservato ai giovani con vocazione sacerdotale. Per frequentare asili, elementari, medie e superiori i figli dei vaticanesi devono raggiungere ogni mattina Roma. Nessun problema, invece, se la vettura è in panne. Gli automobilisti possono infatti rivolgersi con fiducia all'unica officina meccanica che, all'interno dei confini pontifici, ripara in tempi record e con parcelle calmierate le macchine dei residenti che hanno sempre parcheggio garantito e gratuito. Poi niente stress grazie alla quasi assoluta mancanza di traffico, per regolare il quale bastano appena due semafori e un limite di velocità di 30 chilometri all'ora. Infine un record imprevedibile: nella Città del Vaticano il rapporto tra illeciti commessi e cittadini residenti è il più alto del mondo. Il reato più diffuso? Il furto. Con buona pace del Settimo Comandamento.
direttamente al prossimo inquilino della Casa Bianca indicando nei satelliti a energia solare la soluzione a tutti i problemi legati all'energia che hanno pesato quest'anno sull'economia USA, dal prezzo del petrolio alla necessità di tagliare le emissioni di CO2. L'idea è tanto semplice quanto, potenzialmente, rivoluzionaria: costruire una 'flotta' di satelliti ricoperti di celle solari che, orbitando attorno alla Terra assorbano, ventiquattro ore su ventiquattro e senza condizionamenti metereologici o geografici di alcun tipo, i raggi del 'vicino' Sole. L'energia così raccolta verrebbe poi inviata a Terra "irraggiando" delle stazoni riceventi mediante microonde. La tecnologia di per se' è tutt'altro che nuova: il concetto di satellite a energia solare (Solar Power Satellite o SPS) risale infatti al 1968 quando venne per la prima volta sviluppato da Peter Glazer, uno scienziato statunitense. Finora i costi proibitivi delle tecnologie coinvolte nel processo hanno reso impossibile l'attuazione del progetto. Ma i tempi, e le tecnologie, sono ora, secondo Bova, maturi. Uno solo di questi satelliti sarebbe in grado di produrre continuamente dai cinque ai dieci gigawatt di energia elettrica, una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno dell'intero stato della California. Il costo di questo costante flusso di energia sarebbe di otto centesimi di dollaro per chilowattora, pressapoco lo stesso costo di produzione dell'energia convenzionale. La costruzione di questi satelliti avverrebbe nello spazio, nello stesso modo con cui è stata costruita la Stazione Spaziale Internazionale. Le tecnologie, insiste Bova, sono ormai alla nostra portata e i costi, per quanto alti, non sono tanto lontani da quelli dell'energia nucleare. Tutto sta al prossimo presidente americano: che sia John McCain o Barak Obama, conclude Bova, "avrà l'opportunità di scrivere il proprio nome a lettere maiuscole nei cieli".
Simm 'e Milanello, paisà. L'importante è sostenersi, non perdersi di vista, volersi bene anche a distanza di lustri, come dimostrò Galliani invitando gli ex milanisti alla finale di Champions ad Atene. La Milan connection fallisce raramente, quasi mai. L'ultimo esempio del trionfante familismo rossonero è l'endorsement di Fabio Capello per David Beckham: «E' bravo, puntuale, porta soldi e non disturba». Aggiungi un posto al marketing, che c'è un amico in più. «Fab», anzi, Don Fabio di solito corre da solo, abituato a sbattere porte e a sbattersene dei sentimentalismi, ma non ha dimenticato gli anni passati nella pancia della Società. Perché esistono legami silenziosi ma più serrati di una mascella, più espressivi di un sopracciglio alzato. Quanti altri allenatori, al posto di Ancelotti, dopo un'annata storta, sarebbero stati accompagnati con malagrazia al cancello? Carletto no, perché Carletto è Carletto e il Milan è il Milan. Non si interrompono le emozioni.
L’olivetti compie 100 anni, e la sua storia è incredibile, rappresenta nel contempo il meglio e il peggio dell’italia. Il meglio, perché finchè è stata nelle mani della Famglia Olivetti è stata una scuola di innovazione, di etica imprenditoriale e umana…. Se andate nella Silicon Valley e nominate la parola Olivetti (una volta aveva pure una sede a Cupertino, la città oggi famosa per essere casa della Apple), ancora oggi la gente si toglie il cappello e fa l’inchino; se guardate il curriculum dei manager piu anziani a capo dei colossi dell’informatica, da IBM ha Cisco, troverete nel loro curriculum l’esperienza in olivetti…. L’Italia è al primo posto tra i Paesi più richiesti dai turisti della Rete. Rappresenta, ad esempio, il 24% delle preferenze dei tedeschi (Die Welt) e il 77% delle intenzioni di partenza dei francesi (Ipsos). Il turismo via web, o meglio, il Travel 2.0 (il termine fu coniato dalla società di ricerca americana PhoCusWright) rappresenta la nuova frontiera del turismo, segno della trasformazione dell’industria più grande del mondo. Lo rivela la ricerca pubblicata in esclusiva domani sul settimanale L’Espresso, dal titolo «Il
turismo 2.0 conquista il mondo», curata da BitLab, il primo Osservatorio permanente sull’immagine del settore turistico italiano all’estero (oltre 100 testate internazionali monitorate), e commissionata da ExpoCts, società partecipata da Fiera Milano e Unione del Commercio, in vista di Bit 2009 (Borsa Internazionale del Turismo), in programma a Milano dal 19 al 22 febbraio 2009. La ricerca evidenzia, infatti, come negli ultimi due anni sia aumentato il numero di siti social network turistici che permettono a turisti da ogni parte del mondo d’incontrarsi virtualmente per avere consigli, scambiarsi pareri e scegliere così la propria destinazione di viaggio. Si tratta di community molto attive, che mettono online diari, appunti, reportage veri e propri, corredati da video, fotografie, cartine e mappe che offrono risposte esaustive, perchè testate in prima persona, con tanto di sconsigli e cose da evitare che nessuna guida o catalogo di viaggio oserebbe mai confessare. Così il quotidiano svizzero «Le Temps»: «C’è un rapporto direttamente proporzionale tra la circolazione sfrenata di foto, video, consigli sul web e l’aumento dei turisti». Il risultato? Un enorme giro d’affari, pari in totale, tra il 2006 e il 2007, a 57 miliardi di euro solo in Europa (Focus, 19/10/07). Negli Usa, invece, sono 86 i miliardi di dollari spesi in Rete per il turismo nel 2007, con una previsione di crescita fino ai 90 miliardi di dollari nel 2009 (Forrester Research, 08/01/08) pari, su scala mondiale, al 26% di un mercato che rappresenta il 30% del volume mondiale di acquisti realizzati su Internet nel 2007. Una tendenza che sta obbligando l’industria del turismo, anche in Italia, a rivedere le proprie strategie di promozione, mettendosi al passo con i tempi. Il Bel Paese conquista un buon sesto posto tra le nazioni più sviluppate, per quanto riguarda il turismo 2.0, preceduto da Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Canada e Australia. La Bit, ad esempio, è sbarcata sul Web 2.0 con Bit Channel, un moderno canale di videosharing linkato a YouTube, che raccoglie prodotti turistici, news del settore e video-diari di viaggio e che ha lanciato proprio di recente un concorso che premia i migliori video delle vacanze realizzate dagli internauti. Corrado Peraboni, Amministratore Delegato di ExpoCts, spiega: «Il turismo 2.0 è uno strumento ineludibile per chi lavora in questo settore. O ci si integra o si rischia di essere scavalcati». I siti più cliccati? Innanzi tutto l’americano Tripadvisor, con i suoi 24 milioni di visitatori annui, poi il britannico Whereareyounow (13 milioni) e il francese Cityzeum (2 milioni). Non mancano le più disparate curiosità. Il sito Flight-club.org che aiuta a cercare il vicino di posto ideale per il proprio volo aereo.
(Tratto da http://technologyrevelation.blogspot.com/)
Il suo record prima da sindaco e poi da governatore dell’Alaska dimostra che Palin non è niente di tutto ciò – non ha mai censurato libri, non ha mai imposto l’insegnamento del creazionismo, non ha mai vietato la diffusione degli anticoncezionali, non ha mai detto che la guerra in Iraq è un compito dettato da Dio – come hanno confermato anche un paio di inchieste senza pregiudizi, tipo quella di Philip Gourevitch del New Yorker e anche i rimbrotti del garante dei lettori del New York Times ai suoi giornalisti troppo faziosi. Su Palin sono state dette e scritte cose infondate e diffamatorie che vanno oltre la legittima battaglia politica. S’è dato spazio a storie, rivelatesi inesistenti, di relazioni extraconiugali. S’è detto che il figlio affetto dalla sindrome di Down in realtà non fosse suo, ma della figlia minorenne. Sono circolate foto taroccate in bikini e bazooka. C’è già il dvd di un film porno con un’attrice che le somiglia e si porta a letto i soldati dell’Armata rossa. Tutto con una naturalezza e una facilità di divulgazione delle calunnie – in Italia pagine sul Corriere, foto in prima sulla Stampa e video piccante sul sito di Repubblica – inimmaginabili per qualsiasi altro candidato (pensate a qualcosa di simile su Obama o Hillary), senza essere accusati di sessismo, razzismo e manganellismo mediatico. Sarah Palin non è un’intellettuale, non ha una conoscenza approfondita dei grandi temi economici e internazionali e i suoi tic verbali possono far sorridere, ma è una “natural”, un talento politico naturale. La sua ideologia politica è convenzionale, non radicale né visionaria. Ciò che affascina la base conservatrice è la sua biografia, la storia di donna di frontiera e di madre capace, da sola, di sconvolgere l’assetto politico del suo stesso partito in Alaska. Gli avversari, e anche gli alleati, spesso la sottovalutano, ma oggi Palin è il governatore con il più alto indice di gradimento degli Stati Uniti nonché il politico conservatore con più seguito nel paese. Il salto dalla politica locale alla ribalta nazionale non è stato facile e la Palin non è stata aiutata dallo scudo protettivo che la campagna McCain le ha creato intorno. Indottrinata a dare le risposte giuste, come se avesse dovuto partecipare a un panel del Council on Foreign Relations, Palin ha dato un paio di interviste timide, impacciate e a tratti imbarazzanti ai grandi media nazionali che l’hanno interrogata più che intervistata. Al Weekly Standard, ha svelato di essere molto arrabbiata con gli strateghi di McCain che non si erano fidati di lei e che l’hanno messa in questa situazione. Poi s’è liberata. E già nel dibattito con Joe Biden s’è visto che sa reggere il confronto con uno dei più esperti e navigati politici di Washington. A mano a mano che è aumentato il numero dei comizi, Palin ha preso in mano il pallino e ora sembra la veterana del gruppo. Negli ultimi giorni, s’è concessa alle domande dei giornalisti e ha dato interviste in modo efficace e naturale, confermando che le sue prime uscite sono state un’eccezione e un errore della campagna McCain. “Sarah Palin mi ricorda il personaggio interpretato da Nicole Kidman nel film ‘Da morire’ – ha scritto Tina Brown – La rossa di provincia inesorabilmente ambiziosa che è allo stesso tempo spiritosamente acuta e scema, ma soprattutto concentrata in modo maniacale per ottenere l’incarico di condurre uno show in tv”. Lorne Michaels è il produttore del Saturday Night Live che in queste settimane ha preso in giro Palin con le formidabili imitazioni di Tina Fey. Sabato Palin è stata ospite dello show e Michaels ha avuto modo di conoscerla. Michaels non condivide niente delle idee politiche di Palin, ma a Tina Brown ha detto che è sbagliato giudicarla come se fosse la fine del mondo. Lo stesso errore è stato fatto con Ronald Reagan: “C’è vera intelligenza in lei, Palin ha fiducia in se stessa. Qualsiasi cosa voglia dire essere una rock star, lei lo è. In più è una che si dà da fare. Ha una disciplina incredibile, chiaramente non è una pigra. Ha gestito cinque figli, perdio. Ha una forza vera”.Beckham al Milan; onestamente stavolta pensavo fosse una bufala giornalistica nonostante il Milan non sia nuovo a questi colpi di testa. Ma alla fine, ragionandoci sopra, in una stagione senza champions bisognava accontentare gli sponsor in qualche modo; quale contentino migliore dello Spice Boy? Il giocatore piu tamarro della storia!!! Certo farà specie pensare che nello stesso spogliatoio si possano trovare Gattuso il rude e l’effeminato inglese…..

Sulla Stampa.it un illustrazione sulle nazioni più e meno virtuose in fatto di efficienza energetica..... non occore che vi dica io come è messa l'italia... ovviamente la Virtù e la lungimiranza sono qualità che apparentemente abbiamo perso tanti e tanti anni se non addiritura secoli fà....
(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/)
passione del fondatore della Fininvest. Anche, Barbara, Eleonora e Luigi, i figli del Cavaliere nati dal matrimonio con Veronica Lario, hanno appena scelto di investire in immobili. Per l'esattezza, nelle settimane scorse, si sono comprati un palazzo d'epoca in pieno centro a Milano, a pochi metri dalla Scala e da piazza Duomo. Cinque piani in tutto, affittati a negozi e società finanziarie. Prezzo: 35 milioni. La palazzina faceva parte del patrimonio del fondo pensioni della Banca Commerciale. Da qui, nel 2006, è passata sotto il controllo della holding Beni Stabili, quotata in Borsa. E, infine, con il rogito siglato in piena estate, l'immobile situato nella centralissima via Santa Margherita, è approdato alla Bel, una sigla nata unendo le iniziali dei tre nomi: Barbara, Eleonora, Luigi. La loro società, controllata attraverso la Holding Italiana quattrodicesima, è attiva solo dai primi mesi di quest'anno. Per i tre rampolli di Berlusconi l'affare milanese segna l'esordio come investitori in proprio. Un affare immobiliare. Per la Borsa c'è sempre tempo. Se papà riuscirà a convincerli.
risposta alla crisi. Scopo della ricerca: movimentare il dibattito sulla crisi globale e sensibilizzare l'opinione pubblica al problema. "Il cambiamento climatico peserà sull'economia almeno quanto la crisi finanziaria di questi giorni" è una delle previsioni di base presentate dagli studiosi. Peter Madden, presidente del Forum, ha affermato: "Abbiamo ancora la possibiltà di cambiare il futuro. Questo è come il mondo potrebbe essere e alclune di queste opzioni non sono molto piacevoli. In questo senso, lo studio non risparmia i toni, delineando degli scenari in certi casi disastrosi. Il più pessimista di questi possibili futuri climatici vede un mondo in guerra per le risorse energetiche, dopo che i governi internazionali hanno fallito nel coordinare i propri sforzi contro la crisi climatica. Petrolio a 400$ al barile, draconiani limiti imposti ai cittadini nel consumo del'elettricità, e un vero e proprio esodo da parte dei rifugiati di guerra in Antartide. Sull'estremo opposto un'altro futuro mette l'accento sulla capacità di adattamento della società e il potere dello sviluppo tecnologico. Grazie ai progressi tecnologici esponenziali che avverranno nei prossimi venti anni, l'economia riuscirà a mantenere il passo riuscendo al tempo stesso a azzerare le emissioni di CO2: in questo scenario la crisi alimentare viene superata grazie a risorse di cibo cresciute artificialmente e le coste degli Stati Uniti sono protette dai tornadi da mura green che producono energia dalle onde e dalle maree. Ma non tutte le alternative sono così radicali. Un'altra ipotesi prevede una trasformazione del sistema dei trasporti determinato dal prezzo proibitivo delle emissioni di carbonio. Il consumismo diventa un'esperienza sociale di gruppo e condivisione, l'Australia centrale viene abbandonata per scarsità d'acqua e le Olimpiadi del 2030 vengono disputate per la prima volta virtualmente. La più interessante e originale di queste visioni quella intitolata "Ridefinire il progresso", in cui la comunità internazionale ha spostato la priorità dall'economia e lo sviluppo industriale alla qualità della vita e al protezionismo sociale: le nazioni competono per un miglior piazzamento sulla classifica del benessere della Banca Mondiale e la quasi totalità della popolazione nei paesi industrializzati è impegnata in programmi di volontariato e lavoro sociale. "Gli storici del futuro guarderanno a questi come agli anni del cambiamento climatico" ha concluso Madden. "Potrebbero considerarci come una generazione di eroi o guardarci con incomprensione e disgusto - come ora noi guardiamo a coloro che tolleravano la schiavitù".