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Il Blog di Giulio Stevanato

martedì, 07 luglio 2009

Ryanair ci fà volare in piedi

Per risparmiare la compania aerea low cost Ryanair sta pensando di far stare le persone in piedi.
Trenitalia era già arrivata a questa conclusione molto tempo fà, basta chiedere conferma ai pendolari che vanno a Milano dalle varie cittadine della lombardia.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:11 | link | commenti (1)
categorie: aeronautica
martedì, 09 giugno 2009

E' coreano il miglior aeroporto del mondo

l'indagine è stata condotta come ogni anno dalla società di consulenza britannica skytrax
Lo scalo di Incheon nei pressi di Seul si aggiudica il «World Airport Awards 2009»
MILANO - Questa volta la vittoria è andata allo scalo sudcoreano di Incheon, nei pressi della capitale Seul. Ma anche quest'anno ai primi tre posti si sono piazzati tre scali asiatici. Incheon ha vinto il titolo di «Miglior aeroporto del mondo» per il 2009. L'indagine è stata condotta, come ogni anno, dall'agenzia britannica di consulenza Skytrax, che ha messo in competizione oltre 190 aeroporti nel mondo raccogliendo questionari da 8,6 milioni di passeggeri fra 2008 e 2009.
IL VINCITORE - Incheon ha superato di poco l'Hong Kong International Airport, primo lo scorso anno, mentre il terzo posto è andato allo scalo di Singapore, il Changi, secondo lo scorso anno. Skytrax ha detto che lo scarto fra i tre scali è stato così ridotto che ad un certo punto aveva pensato a un ex aequo a tre per i «World Airport Awards». L'aeroporto di Zurigo in Svizzera è stato il primo scalo europeo nella classifica, anche il migliore della regione, quarto davanti all'aeroporto di Monaco di Baviera.
LA CLASSIFICA - Questa la classifica finale del 2009: 1) Incheon International Airport (Seul Sudcorea)2) Hong Kong International Airport 3) Aeroporto di Singapore Changi 4) Aeroporto di Zurigo 5) Aeroporto di Monaco di Baviera 6) Aeroporto di Kansai (Osaka, Giappone)7) Aeroporto di Kuala Lumpur (Malesia)8) Aeroporto di Amsterdam 9) Aeroporto Centrair Nagoya (Giappone)10) Aeroporto di Auckland (Nuova Zelanda)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:14 | link | commenti
categorie: aeronautica
lunedì, 01 giugno 2009

Tutto il mondo (Politico) è paese

In tempo di crisi economica:
Obama usa il Jet e l’elicottero di stato per portare a spasso la mogliettina.
Berlusconi usa l’aereo di stato per portare a casa sua donnine, donnini, giullari ecc…
Sarkozy vuol farsi costruire un nuovo Jet di stato perché quello attuale è troppo piccolo e sfigura rispetto all’Air Force One americano, insomma i francesi c’è l’hanno piccolo rispetto agli americani.
Zapatero prima che lo beccassero usava il Jet di stato per portare la moglie al lavoro (cantante d’opera).ù
E NOI PAGHIAMO.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:29 | link | commenti (2)
categorie: politica, berlusconi, aerei, aeronautica, obama
mercoledì, 11 marzo 2009

Ryanair Voli gratis per l’Irlanda

Ryanair Voli gratis per l’Irlanda

La compagnia irlandese low cost Ryanair ha messo oggi in vendità voli gratuiti per gli scali irlandesi di Shannon e Dublino che di solito erano quelli dove la compagnia aerea low cost era meno generosa in quanto a prezzi.

Sarà un caso oppure i recenti attentati e lo tsunami economico che ha colpito l’ex tigre celtica hanno svuotato i voli e reso meno attraente la verde Irlanda?


postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:05 | link | commenti (1)
categorie: irlanda, aeronautica
giovedì, 29 gennaio 2009

il primo aereo a idrogeno è italiano

Skyspark: il primo aereo a idrogeno è italiano
Pronto al decollo il primo aereo a fuel cell
Un uomo nato per volare, con un passato da astronauta e un presente da pilota collaudatore con 4mila ore di volo su 50 aerei diversi, una start up ad alto potenziale tecnologico e un dipartimento universitario particolarmente interessato (e preparato) nelle applicazioni aerospaziali delle celle a combustibile a idrogeno. È grazie a loro che tra qualche mese volerà Skyspark, il primo aereo ultraleggero interamente con motore elettrico alimentato da fule cell, destinato a mettere la sua firma sotto a un nuovo primato (di categoria) per velocità e durata, ovvero volare per 500 chilometri a una media di 300 chilometri all'ora. Di mezzo c'è il pilota Maurizio Cheli, il dipartimento di Ingegneria aeronautica e spaziale del Politecnico di Torino, e la giovane DigiSky, società nata nel 2007 all'interno dell'incubatore per le imprese innovative proprio del Politecnico di Torino: la presentazione ufficiale del record si terrà durante l'evento internazionale dei World Air Games Torino nel mese di giugno 2009, mentre il tentativo è previsto nel secondo semestre 2009.Intanto questa mattina a Torino, presso l'Environment Park (che è partner tecnologico), Maurizio Cheli insieme alla presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso e dall'assessore alle Politiche per l'Innovazione, Andrea Bairati (che hanno promosso e sostenuto il progetto), hanno alzato il velo sulla fusoliera destinata a diventare un ultraleggero da record. «Si può fare innovazione anche con mezzi limitati se si sfrutta l'inventiva» ha ricordato Maurizio Cheli, e lo Skyspark ne è la perfetta dimostrazione visto che tutti i diversi step sono avvenuti «in casa», ricorrendo alle competenze di Cheli e del co-fondatore di Digisky Paolo Pari (pilota anche lui), del Politecnico e di un gruppo di Pmi del distretto aerospaziale torinese, che hanno dato il loro contributo nelle diverse fasi di messa a punto del velivolo.Tra le novità introdotte da Skyspark, un propulsore elettrico di nuova concezione dotato di un controllo elettronico dalla potenza integrato con l'avionica di bordo. Inoltre si prevede l'installazione di batterie a polimeri di litio per migliorare la dinamica del sistema, di un motore elettrico brushless progettato per impieghi aeronautici propulsivi, di un sistema di compensazione automatica per ottimizzare il funzionamento delle celle a combustibile idrogeno durante il volo, di apparati di avionica di bordo adattabili e scalabili.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:24 | link | commenti
categorie: italia, tecnologia, energia, aeronautica
venerdì, 19 dicembre 2008

La Nasa vende gli Shuttle

Per mia sfortuna non sono un ente museale americano e non ho 42 milioni di $ altrimenti l’avrei comprato volentieri….
(tratto da Corriere.it)
La Nasa vende gli Shuttle in pensione: 42 milioni di dollari
Le prime navicelle saranno disponibili alla fine del programma spaziale nel 2010
NEW YORK - La Nasa mette a disposizione di musei, istituzioni, scuole ed «altre organizzazioni appropriate» sul territorio statunitense, gli Shuttle che andranno in pensione alla fine del programma spaziale nel 2010. Per ogni navicella, stima l'Agenzia spaziale americana, gli interessati devono essere pronti a sborsare la modica cifra di 42 milioni di dollari. LA DESTINAZIONE - Uno degli Shuttle, il Discovery, andrà quasi sicuramente al Smithsonian National Air and Space Museum di Washington, che nella sua sede in Virginia già espone l'Enola Gay, l'aereo che sganciò la bomba atomica su Hiroshima, e un'altra delle navette della Nasa, l'Enterprise. Trovare altri candidati adatti ad ospitare i cimeli della Nasa non sarà semplicissimo e non solo per i costi previsti per la loro preparazione e per il loro trasferimento, che da solo richiede 6 milioni di dollari. LE RICHIESTE - Nel documento informativo predisposto dall'Agenzia spaziale si richiede che chiunque risponda all'annuncio debba garantire di esporre le navicelle spaziali solo in strutture coperte, in ambienti climatizzati. Si avverte inoltre che per esporre gli oggetti messi a disposizione ci si deve adeguare alle regole sul traffico internazionale di armi e quindi impegnarsi a non esportarli al di fuori degli Stati Uniti. Se non si dispone della cifra o degli spazi richiesti, la Nasa mette a disposizione tra i sei ed i dieci motori non assemblati o parzialmente assemblati degli Shuttle per una cifra compresa tra i 400 e gli 800 mila dollari.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:21 | link | commenti
categorie: musei, spazio, aeronautica, aerospazio
lunedì, 24 novembre 2008

Emirates: è l'Italia lo scalo per l'Europa

Per Fiumicino e Malpensa 21 voli settimanali ciascuno, 14 per Venezia

Accordo raggiunto ad Abu Dhabi. Il sottosegretario Urso: «Coinvolge anche il rilancio della nuova Alitalia»

ROMA - Emirates ha scelto l'Italia come principale scalo per l'Europa, in particolare gli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Venezia. L'impegno è stato formalizzato lunedì mattina ad Abu Dhabi tra il sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso e dal ministro dell'Economia degli Emirati Arabi Uniti, Sultan Bin Saeed Al Monsouri. I VOLI - La compagnia di bandiera del governo degli Emirati ha richiesto un aumento considerevole per gli slot in possesso degli Emirates, che ora sono meno di dieci. I voli saranno cosi suddivisi: 21 su Roma Fiumicino, 21 per Milano Malpensa e 14 per Venezia. Sono previsti anche 28 voli cargo settimanali. Dell'intesa fa parte anche la compagnia Etihad, che ha richiesto sette voli per Fiumicino e altrettanti per Malpensa.

ACCORDO - «È un accordo molto significativo», ha detto Urso. «Vuol dire che gli Emirati Arabi hanno scelto l'Italia come porta d'ingresso per l'Europa. Ciò significa più turismo, più affari economici e commerciali, ma può comportare anche il rilancio della stessa Alitalia. Infatti nelle tratte interne nazionali e in quelle europee gli Emirates potranno contare sul contributo della nuova compagnia aerea italiana». La commissione mista dei due governi ha anche stabilito che Poste Italiane, nel quadro dell'ammodernamento e dello sviluppo del sistema postale degli Emirati Arabi, avrà un ruolo nei settori dei servizi bancari e in progetti operativi specifici.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:31 | link | commenti
categorie: aeronautica
venerdì, 14 novembre 2008

A terra l´elicottero del Papa

Da "la Repubblica" - Secondo le conclusioni dell´inchiesta dell´Aeronautica militare, l´elicottero caduto in Francia il 23 ottobre uccidendo gli 8 militari a bordo è precipitato per la rottura di una pala del rotore, guasto tecnico mai capitato in 30 anni del HH-3F. Dall´incidente l´Aeronautica ha messo a terra i 35 HH-3F in dotazione ma anche l´SH-3D, con cui viene trasportato il Pontefice.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:52 | link | commenti (2)
categorie: benedetto xvi, aeronautica
giovedì, 06 novembre 2008

MALPENSA GUARDA A ORIENTE...

Mentre a Roma il trasporto aereo si dibatte tra le convulsioni dell'Alitalia e il difficile decollo della Cai (Compagnia aerea italiana), a Milano hanno imboccato una strada autonoma, tagliando il cordone ombelicale con la ex compagnia di bandiera e con l'azienda che le succederà. Due esempi significativi del nuovo corso della società di gestione aeroportuale Sea guidata da Giuseppe Bonomi sono l'avvio da novembre di un collegamento tra Malpensa e Seul, della Korean Air, e il raddoppio concordato con la compagnia Emirates dei voli con Dubai, da uno a due al giorno, a partire dal 1° gennaio 2009. Scelte rilevanti per almeno due motivi. Il primo è che dopo il trasferimento massiccio di voli da Malpensa a Fiumicino voluto dall'Alitalia la Sea prosegue verso l'obiettivo dell'apertura al mercato dello scalo lombardo, incrementando il rapporto non solo con la Lufthansa ma anche con altri vettori. Il secondo consiste nel fatto che la nuova linea con la Corea e il raddoppio dei voli con Dubai aprono, di fatto, una crepa nel monopolio degli accordi bilaterali, quelle intese sulla regolamentazione dei collegamenti tra Italia e paesi extraeuropei (tranne gli Stati Uniti) finora negoziati dal governo con esclusivo beneficio per l'Alitalia. La Sea ha chiesto al governo italiano di rinegoziare gli accordi con 23 stati.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:34 | link | commenti (2)
categorie: aerei, industria, aeronautica
martedì, 21 ottobre 2008

ALITALIA E AIRONE FANNO GODERE RYANAIR

RYANAIR: CRESCE CON CRISI ALITALIA...
(ANSA) - 'Alitalia e Air One si stanno fondendo, riducono i voli e aumentano le tariffe: condizioni per una crescita di Ryanair'. Il numero uno della low-cost leader in Europa, Michael O'Leary, ha presentato cosi' l'apertura di nuove basi e nuove rotte in Italia. Da marzo 2009 le nuove basi, Alghero e Cagliari, create con tre nuovi aeromobili, serviranno a lanciare 8 rotte nazionali e 11 internazionali da e per la Sardegna.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 20:53 | link | commenti (1)
categorie: aerei, industria, aeronautica
venerdì, 03 ottobre 2008

ALITALIA HIGH COST

ALITALIA HIGH COST - MENO ROTTE. UTILIZZO INTENSIVO DI OGNI APPARECCHIO. MA SOPRATTUTTO TARIFFE RINCARATE FINO AL 30%. COSÌ CERCHERÀ DI REALIZZARE UTILI. SENZA ALCUNA CONCORRENZA SULLE TRATTE INTERNE… - Luca Piana per "L'espresso"
L'ultimo incubo di Roberto Colaninno è riassunto nelle quattro righe cruciali di un regolamento approvato dalla Comunità europea sedici anni fa, il 23 luglio del 1992. L'imprenditore mantovano, che si è candidato a guidare la Nuova Alitalia, deve ottenere la licenza per far volare la compagnia che sta faticosamente mettendo insieme in questi giorni. La procedura è delicata perché, da un lato, ogni compagnia aerea che si prepari a decollare deve garantire il rispetto di una serie di standard organizzativi e di sicurezza. Una verifica che è necessaria ma non sufficiente: è necessario dimostrare anche di avere la forza finanziaria per mantenere gli impegni previsti con i clienti e tutti i fornitori.
Questa esigenza si traduce in una serie di regole severe. Per avere la licenza, recita testualmente la normativa europea, la Nuova Alitalia dovrà dimostrare "in modo sufficientemente convincente di poter far fronte ai costi fissi e operativi connessi con le operazioni secondo i piani economici (...) per un periodo di tre mesi dall'inizio delle operazioni e senza tener conto delle entrate derivanti da dette operazioni". Tradotto dal linguaggio burocratico, significa che Colaninno dovrà essere in grado di far volare per un intero trimestre i suoi aerei su tutte le rotte previste, anche nell'ipotesi estrema che non riesca nel frattempo a incassare nemmeno un euro dalla vendita dei biglietti. La Nuova Alitalia, però, sembra non soddisfare questo requisito fin da ora. Il dubbio nasce dai dettagli meno noti del Piano Fenice, come viene chiamato il piano per il salvataggio-conquista dell'Alitalia elaborato da Banca Intesa, regista dell'operazione. Si tratta di dettagli e previsioni operative che suggeriscono alcune risposte alla domanda su come sarà l'Alitalia a gestione privata. Risposte che, in alcuni casi, rischiano di essere sorprendenti. C'è ad esempio il caso, molto problematico ma scritto nero su bianco nel Piano, di ridurre il numero di collegamenti dall'aeroporto milanese di Linate, una strategia ipotizzata per rintuzzare l'attacco dei concorrenti europei ma che troverà certamente una vasta opposizione. E c'è il caso delle tariffe che la compagnia prevede di applicare sui propri voli: più alte di quelle attuali sulle tratte nazionali, dove avrà una posizione di maggiore forza; più basse sulle rotte per l'estero, soprattutto su quelle intercontinentali, dove dovrà vedersela con una concorrenza più agguerrita. Il primo punto critico, quello da cui dipende tutto il resto, è tuttavia la questione della licenza. Le perplessità sul rispetto delle norme europee derivano da un semplice calcolo. Stando al Piano Fenice, l'Alitalia di Colaninno nei primi 12 mesi di vita dovrà sostenere spese operative - dagli stipendi del personale all'acquisto del carburante, dalla manutenzione alle polizze assicurative - per un totale di circa 4,2 miliardi di euro. Il primo novembre, data stimata per l'inizio delle operazioni, dovrà dunque garantire l'esistenza di disponibilità finanziarie per più di un miliardo, la cifra necessaria per coprire le spese operative nel primo trimestre di vita, come previsto dal regolamento europeo del 1992. Denari che la cordata privata rischia di non avere. Anche se gli imprenditori si sono impegnati a versare proprio un miliardo nella Compagnia aerea italiana (Cai), la società che diventerà la Nuova Alitalia, parte di questa cifra è destinata a transitare solo rapidamente tra le disponibilità di Colaninno. Una fetta rilevante dell'iniezione di risorse dovrà infatti essere utilizzata per rilevare dal commissario Augusto Fantozzi quei beni di Alitalia, a cominciare dai diritti di decollo nei diversi aeroporti (gli slot), che la Cai vorrà conservare. Un'operazione il cui valore, secondo le voci circolate nelle scorse settimane, potrebbe aggirarsi attorno ai 400 milioni. Un altro esborso potrebbe rendersi necessario se Carlo Toto, proprietario della AirOne, la piccola e indebitata compagnia che pure è destinata a confluire nella Nuova Alitalia, chiedesse di ottenere in cambio non solo azioni Cai, ma anche quattrini (magari da reinvestire in parte nella nuova società). Un punto cruciale resta la scelta del socio straniero, che vede come candidati l'Air France di Jean-Cyril Spinetta e la Lufthansa di Wolfgang Mayrhuber. Per rafforzare la compagine dei soci, incamerare nuove risorse e rafforzare la dotazione finanziaria necessaria per ottenere la licenza, Colaninno potrebbe essere tentato dall'idea di stringere i tempi nella scelta dell'alleato. Questa esigenza, però, fa a pugni con un'altra necessità non secondaria: ritardare il più possibile l'ingresso effettivo del del partner straniero per evitare che la competenza di valutare l'operazione passi dall'autorità Antitrust italiana, messa a tacere per decreto, a quella europea.
L'Enac, l'autorità che vigila sul settore aereo presieduta da Vito Riggio, lunedì 29 settembre ha confermato a Fantozzi una sorta di permesso di volo provvisorio, che scadrà alla fine di febbraio. Quest'ultimo, però, nel momento in cui subentreranno Colaninno e i suoi, non basterà più. "Se la Cai avesse deciso di acquistare l'intera Alitalia, il problema non si porrebbe: potrebbe semplicemente utilizzare la vecchia licenza", spiega Ugo Arrigo, che insegna Economia pubblica all'Università di Milano Bicocca. Per evitare di accollarsi i debiti di Alitalia e di AirOne, la Cai ha scelto invece di rilevare solo parti delle due compagnie, in modo da allontanare il rischio di un ricorso a livello europeo contro gli aiuti di Stato concessi alla Cai. Così facendo, però, sembra necessaria una nuova licenza. E qui nasce il problema della dotazione finanziaria. A meno che l'Enac non accetti uno degli escamotage allo studio in questi giorni. Fra le ipotesi, c'è quella di utilizzare inizialmente la licenza di una controllata di Alitalia, la piccola low-cost Volare, trasferendola in seguito all'intera Cai: "Mi sembra una strada difficile da percorrere: non è possibile passare automaticamente la licenza da una compagnia dotata di appena quattro Airbus A320 a un'azienda con 153 aerei. L'Enac è tenuta a verificare la compatibilità finanziaria dell'accresciuta attività dell'azienda", dice Arrigo. Nel frattempo Colaninno deve mettere mano all'organizzazione della compagnia. Molto dipenderà da quanto peseranno le decisioni del futuro partner straniero nel definire il network della Nuova Alitalia. I primi segreti del Piano Fenice, tuttavia, sono già di grande interesse. Uno di questi riguarda, appunto, il prezzo dei biglietti che i clienti saranno tenuti a pagare. La Cai ha sempre affermato che le tariffe resteranno complessivamente invariate. Un modo per dire che non approfitterà della posizione dominante (il 65 per cento) del traffico aereo domestico che si troverà a ricoprire, sommando la quota della vecchia compagnia di bandiera a quella di AirOne.
Una tabella del piano distribuito ai soci, e riportata parzialmente a pagina 151, racconta però una realtà diversa. Chiarisce che i prezzi varieranno in misura sensibile tra le rotte domestiche e quelle verso l'estero. Volare italiano costerà in media 18,4 centesimi al chilometro nei confini nazionali, 9,8 se si resta in Europa o nel bacino del Mediterraneo, appena 5,7 nelle tratte intercontinentali. La tabella fornita ai soci Cai non riporta lo spaccato di quanto costi oggi volare Alitalia e AirOne. L'unico dato disponibile per un confronto certo è quello dei 13,8 centesimi al chilometro dei ricavi per passeggero realizzati dalla compagnia di Toto, quasi interamente su rotte nazionali. Già così si intravede il rischio che i consumatori italiani vengano spremuti in maniera particolare da Colaninno e soci. Utilizzando un indicatore un po' più complesso (il ricavo per posto chilometrico offerto, che comprende anche le poltrone che viaggiano vuote), Ugo Arrigo e l'economista Andrea Giuricin hanno poi potuto calcolare che il viaggiatore che utilizzerà la nuova compagnia di bandiera per spostarsi all'interno dei confini nazionali subirà costi superiori del 32 per cento rispetto alla vecchia Alitalia e del 36 per cento rispetto a quanto pagato, ad esempio, dai clienti che utilizzano Iberia nei cieli spagnoli. "Stando a questi dati si può dedurre che la risorta compagnia alzerà mediamente le tariffe in Italia, dove controlla il mercato, per ridurre i prezzi sui collegamenti con l'estero, dove è più forte la concorrenza con le compagnie straniere", spiega Arrigo. Un'ultima questione riguarda, infine, quanto la Nuova Alitalia conta di utilizzare gli aerei che avrà in dotazione e i propri equipaggi. Anche qui il Piano Fenice presenta alcune sorprese. Si prevede che, dal prossimo anno, gli aerei della flotta Alitalia voleranno in media per quasi tremila ore l'anno, contro le 2.500 del 2007. Nel 2013 l'utilizzo salirà ulteriormente, raggiungendo le 3.340 ore. L'incremento dipenderà in gran parte dai velivoli utilizzati sulle rotte di breve e medio raggio, che nell'arco dei prossimi cinque anni dovranno aumentare il numero di ore trascorse in volo da una media di 2.730 a 3.030. Questi numeri, tuttavia, suscitano qualche perplessità. Prendendo ad esempio la Milano-Roma, e considerando che gli orari di attività vanno dalle sette di mattina alle undici di sera, si vede che un aereo può raggiungere queste medie andando avanti e indietro quattro volte al giorno, senza mai fermarsi nell'anno per la manutenzione. Un traguardo raggiungibile? Arrigo osserva che "applicando l'incremento di produttività tecnica previsto dal piano Fenice, i voli medi giornalieri per aereo dovrebbero passare dai 5,8 dell'Alitalia ai 7,5 di Cai". Un livello medio che, spiega l'economista, è possibile raggiungere solo in aeroporti estremamente efficienti. Molto diversi da quelli di Milano e di Roma.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:41 | link | commenti
categorie: industria, aeronautica
venerdì, 29 agosto 2008

PROFUMO: COSÌ PREZZI MAGGIORI E SERVIZI PEGGIORI

Non sono un Fan dei banchieri nostrani, ma come dargli torto...
 
PROFUMO: COSÌ PREZZI MAGGIORI E SERVIZI PEGGIORI– Unicredit non entrerà nella cordata Alitalia e, secondo Alessandro Profumo: «Alla fine della vicenda credo che avremo un servizio peggiore e prezzi più alti». Profumo ricorda il caso spagnolo: «Iberia è stata venduta a British Airways senza che si sia sollevato questo polverone». E Lorenzo Bini Smaghi (Bce) di rimando: «Volano più turisti verso la Spagna di quanti ne porti Alitalia nel nostro Paese — e precisa —. Evitiamo che ognuno inizi a sussidiare le sue compagnie, altrimenti lo fa anche Parigi con Air France e via di seguito».
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:15 | link | commenti
categorie: industria, aeronautica
venerdì, 25 luglio 2008

Pubblicità Ryanair su Bossi e Governo

Ryanair Forever.......

postato da: CesareAugusto82 alle ore 09:47 | link | commenti (4)
categorie: aeronautica
lunedì, 26 maggio 2008

L’AIR FORCE BERLUSCA È IN VENDITA

Qualcuno lo aveva ribattezzato l'«Air Force One» italiano, anche se non era un aereo di Stato ma l'Airbus A319 del capo dell'opposizione, Silvio Berlusconi . Ora, da premier, il Cavaliere deve aver pensato che quel gioiellino volante, con meno di 4 mila ore all'attivo, non servirà più visto che il 31° Stormo ne ha due identici riservati alla Presidenza del Consiglio. All'inizio sembrava volesse trasformarlo in navetta Milano-Roma per lui e i suoi ministri del Nord. E in effetti, due settimane fa l'Airbus è atterrato nella Capitale con Giulio Tremonti, Ignazio La Russa e Maria Stella Gelmini a bordo.
Il servizio, però, non durerà molto. In gran segreto, infatti, gli emissari del Cavaliere hanno preso contatto con uno dei più noti broker del mondo, Bob Nygren della Aero Smith Penny di Houston, chiedendogli di sondare con discrezione il mercato e trovare un compratore.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:51 | link | commenti (6)
categorie: berlusconi, aeronautica
mercoledì, 07 maggio 2008

Malpensa: EasyJet punta su scalo lombardo

MALPENSA (Varese) - La compagnia aerea britannica EasyJet, seconda low-cost in Europa, starebbe puntando su Malpensa. Lo sottolinea l'amministratore delegato Andy Harrison commentando i risultati del primo semestre dell'esercizio 2007-2008. La sfida sul mercato italiano punta quindi su un progetto di sviluppo a Malpensa avviato da settembre 2007 con un piano di investimenti da 600 milioni di euro. Previsti un forte aumento dei dipendenti e degli aeromobili operativi a Malpensa. EasyJet e' stata nel 2007 la seconda compagnia dopo Alitalia per numero di passeggeri a Malpensa, con 2,4 milioni. (Agr)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:24 | link | commenti
categorie: aeronautica
lunedì, 28 aprile 2008

MALPENSA: ACCORDO SEA-LUFTHANSA, SEI AEREI PER 30 NUOVE TRATTE…(

Apcom) - Lufthansa e Sea hanno firmato una lettera d'intesa (Memorandum of Understanding) per la definizione delle condizioni generali del futuro sviluppo dell'aeroporto di Malpensa. Lo annunciano in una nota le due società.In un primo tempo saranno per questo posizionati sei nuovi aeromobili dall'inizio del 2009 presso l'aeroporto di Milano Malpensa. Gli aerei saranno operati dalla controllata italiana di Lufthansa, Air Dolomiti, e saranno impiegati su tratte europee.La compagnia tedesca sviluppa così il proprio network di collegamenti da Milano e si appresta ad offrire ai propri passeggeri un numero considerevolmente maggiore di destinazioni europee."L'accordo con Lufthansa conferma la volontà di Sea di operare in stretta collaborazione con coloro che credono nello sviluppo di Malpensa" ha dichiarato il Presidente e Amministratore Delegato Giuseppe Bonomi. "La partnership costituirà tra l'altro uno degli elementi fondanti del nostro prossimo Piano Industriale".
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:49 | link | commenti
categorie: aeronautica
venerdì, 18 aprile 2008

Caos Aeroporti: Canta che ti passa

 Mentre noi italiani con la tristezza nel cuore guardiamo il declino di Malpensa e Alitalia, gli inglesi si consolano dall’inizio problematico di quello che doveva essere un orgoglio nazionale, il nuovo avveniristico Terminal 5 dell’aeroporto di Heathrow cantando una canzone… Insomma se l’aeroporto non funziona canta che ti passa…..

(Tratto da Aviation Magazine Blog)

postato da: CesareAugusto82 alle ore 22:35 | link | commenti
categorie: aeronautica
venerdì, 21 marzo 2008

Non comprare Alitalia, compra Malpensa

Non comprare Alitalia, compra Malpensa

Il Cav. spariglia, ma forse sbaglia bersaglio. Un piano e i soldi per il nord

Il Cav. ancora una volta spariglia. L’uscita di Silvio Berlusconi a favore di una cordata italiana, basata sul binomio Air One e Intesa Sanpaolo (ormai sfilatosi), per rilevare Alitalia ha acceso il dibattito di ieri sul destino dell’ex compagnia di bandiera. Il leader del Pdl però questa volta ha sbagliato bersaglio. Giusta e opportuna la sua chiamata alle armi ai colleghi imprenditori, troppo spesso facili ai proclami e meno alle azioni concrete, l’obiettivo però va ricalibrato. Alitalia è destinata ad Air France per mille ragioni (il mercato teso ai consolidamenti internazionali, il know how francese del business e delle fusioni, la grande disponibilità finanziaria), chi deve uscire ora dalla logica assistenziale e necessita della fantasia del Cav. è Sea, la società che gestisce gli scali di Malpensa e Linate. In Italia, al contrario di ciò che accade all’estero, la maggior parte degli aeroporti sono controllati da enti locali. Azionariati pubblici da cui discendono scelte dettate dalla politica e non da percorsi industriali. Una Sea privata dieci anni fa, ad esempio, avrebbe potuto difendersi in maniera adeguata dai pasticci che fecero i governi dell’Ulivo sulla ripartizione del traffico tra Linate e Malpensa. Quando nel ’99 l’ad Tomaso Quattrin provò a salvare il progetto Malpensa dalle obiezioni delle compagnie straniere fu censurato e poi allontanato dal sindaco Gabriele Albertini. Il comune di Milano, azionista di riferimento con l’84 per cento, aveva infatti deciso di non irritare i suoi concittadini con la limitazione di voli a Linate. Sea oggi deve fare autocritica per essersi cullata per troppi anni sulle commesse di Alitalia. Perso il primo cliente, rischio impossibile da scongiurare in un libero mercato, la società guidata da Giuseppe Bonomi si trova smarrita, senza un piano industriale. La nuova strategia è basata unicamente sulla richiesta danni da 1,25 miliardi di euro presentata ad Alitalia. Soltanto una minaccia per convincere l’aerolinea a tornare sui suoi passi. Caro Cav., raccolga sì un cenacolo di imprenditori e finanzieri pronti alle sfide come lei. Privatizzi Sea davvero, non come si provò in passato vendendo un’inutile quota di minoranza. Affidi la società a un management capace di elaborare progetti industriali. Vedrà le armi per costruire un polo alternativo a quello romano-parigino di Alitalia non le mancheranno. Il Nord non l’abbandonerà.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:13 | link | commenti (1)
categorie: aeronautica
venerdì, 14 marzo 2008

IL FALCON BLU NON VOLA PIÙ…

Voli blu? No grazie. C'è la paura della pubblicità negativa, dopo il caso della trasferta monzese di Mastella e Rutelli. E ci sono i regolamenti imposti da Palazzo Chigi, che limitano i voli dei politici. Così da quasi sei mesi la flotta di Stato si ritrova disoccupata. Ormai gli Airbus presidenziali e i lussuosi Falcon 900 decollano solo per le visite ufficiali all'estero, trascorrendo più tempo negli hangar che in aria. Anche il vizietto di chiedere un passaggio ai jet dei servizi segreti o ai Piaggio 180 delle forze armate è stato quasi debellato. Sono state potenziate le missioni sanitarie, ma non bastano a tenere impegnati 11 aerei blu. Di qui l'idea, arrivata fino allo Stato maggiore: perché non vendere un paio di jet? Oggi sul mercato anche i modelli più vecchi sono molto richiesti: un Falcon 50 vale 8 milioni di dollari, un moderno 900 EX più di 30. (G.D.F.)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:32 | link | commenti (2)
categorie: politica, aeronautica
martedì, 05 febbraio 2008

Quando si dice a chi troppo e a chi niente...

Mentre qui in italia ci ritroviamo con un Alitalia in disarmo e una Malpensa castrata in Inghilterra si ritrovano con il problema opposto, un Hub quello di Heathrow che sta sostenendo traffici in continua crescità che l'hanno reso l'Hub piu trafficato d'europa  ed una British Airways che apre due nuovi voli giornalieri per New York dal piccolo ma centralissimo e comodissimo London City Airport.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:17 | link | commenti (3)
categorie: londra, inghilterra, aeronautica