vicepresidente statunitense sul cambiamento climatico, ''Our choice'' (La nostra scelta, ndr). I repubblicani, infatti, accusano il guru dell'ambiente di essere il primo ''miliardario del carbonio'' che ''lucra sulle politiche verdi dell'amministrazione Obama''. Lo scorso anno, scrive il Nyt, la compagnia di venture-capital di cui Al Gore e' partner ha finanziato una ditta californiana specializzata in reti elettriche che ricevera' ingenti incentivi statali dall'amministrazione democratica. Grazie al pacchetto da 3,4 miliardi di dollari annunciato per rinnovare la rete elettrica, la californiana Silver Spring otterra' un vantaggio economico di circa 560 milioni di dollari. E' solo una delle iniziative con le quali Al Gore ha moltiplicato i profitti - insiste il Nyt - dopo l'addio al governo a inizio 2001 e l'avvio di fiorenti attivita' imprenditoriali con il marchio verde. Tra attivita' legate all'energia e alle tecnologie pulite, Ong e iniziative editoriali (tra cui il celebre documentario ''una verita' scomoda'' e alcuni libri), nelle tasche dell'ex vicepresidente Usa arrivano decine di milioni di dollari. Nel botta e risposta con i critici, Al Gore difende i suoi investimenti, ''coerenti'' con le convinzioni ambientaliste. ''C'e' qualcosa di male a partecipare all'imprenditoria del proprio Paese? Ne vado fiero. Credo sia giusto investire tenendo presente i miei valori ed i miei principi, e incoraggio tutti a fare lo stesso'', ha dichiarato l'ex vicepresidente. Google ha integrato nel suo software «Google Earth» alcune simulazioni in 3D per esplorare l’impatto dei cambiamenti climatici sulla Terra. L’esperienza è stata realizzata in collaborazione con il governo danese e l’Ipcc (International Panel on Climate Change). Il modello di simulazione tridimensionale, oltre a fornire la visione dei possibili scenari di cambiamento del Pianeta, mostra in parallelo le possibili soluzioni per gestirlo. Grazie ai dati forniti dall’Ipcc è possibile visualizzare su «Google Earth» le differenze di temperatura e le precipitazione attese, secondo i diversi scenari di emissione di Co2 che potrebbero svilupparsi nel secolo, spiega il motore di ricerca sul blog. Sul sito di Google è possibile scaricare un video che illustra il software con la voce narrante di Al Gore. Grazie ad un'alleanza con l'azienda privata Energy, il motore si sta anche impegnando nella realizzazione di un software gratuito, che consenta il monitoraggio dei consumi energetici domestici, scavalcando i contatori delle società erogatrici e per migliorare potenzialmente l'efficienza energetica. Lo scorso febbraio Google aveva lanciato lo strumento Web chiamato PowerMeter per il controllo dei consumi domestici di elettricità.
VIDEO + Il tour virtuale che illustra il software
+ Raise your voice, change climate change
( Tratto da Progetto Nuova Energia )
Autobus a trazione elettrica, kit completi per il risparmio energetico tra le mura di casa, pompe di calore capaci di immagazzinare corrente e convertire l'acqua calda in fredda e viceversa senza bisogno di allacciarsi alla rete. Cento idee rivoluzionarie, e cento imprese (di cui una italiana) pronte a realizzarle, alla faccia di chi ancora storce il naso di fronte alla green economy: sono le cento aziende della Global Cleantech 100 pubblicate oggi dal quotidiano inglese «The Guardian» (link www.guardian.co.uk/globalcleantech100/list <http://www.guardian.co.uk/globalcleantech100/list>), primo tentativo di raccogliere le migliori imprese al mondo nel settore delle clean technologies. Migliori perché portatrici di un
know how rivoluzionario, ma anche dei requisiti economico-finanziari in grado di farle entrare e crescere sul mercato. Nell'olimpo del clean tech sono gli Stati Uniti a far da padroni: delle 100 aziende selezionate, 55 hanno sede negli States. Segue l'Europa, con 36 imprese: 13 sono inglesi, 10 tedesche, quattro svedesi, tre francesi, due danesi. E l'Italia? A salvare il tricolore solo la Electro Power Systems di Torino (link: http://www.electrops.it/), con i suoi innovativi sistemi a fuel cell per il backup energetico. Le magnifiche cento sono state individuate da una commissione coordinata dal Cleantech Group (dal 2002 uno dei principali advisor finanziari nel settore delle green technologies), che ha visto un panel di centinaia di accademici e venture capitalist passare al vaglio 3.500 aziende dei cinque continenti. Dopo mesi di lavoro hanno scelto di premiarne 74 attive nel settore dell'energie, 11 nel risparmio o nel riciclo dell'acqua, 6 nei trasporti, 2 nell'agricoltura. «La lista rappresenta uno spaccato degli ambiti in cui c'è il maggior fermento dal punto di vista commerciale», spiega Richard Youngman, curatore del rapporto per Cleantech; la maggior parte delle aziende sono piccole o medie, ma «al di là delle dimensioni, il carico innovativo e la predisposizione al business dei loro leader o investitori fanno prevedere un grosso impatto sul nostro futuro».Pochi nomi illustri (oggi) e molte scommesse, tra le quali gli italiani di Eps non si sentono inseriti a caso: «Solo le aziende che sanno combinare alta innovazione e vero potenziale commerciale sono state incluse nella Global Cleantech 100 - commenta Adriano Marconetto, co-fondatore e amministratore delegato di ElectroPS -. È un onore essere inclusi nella lista e una motivazione ancora più grande a proseguire nel nostro percorso di sviluppo tecnologico e commerciale a livello mondiale». Fondata nel 2005, Eps (40 addetti e in pancia un investimento di 5 milioni del fondo italo-francese 360° capital partner) lo scorso giugno è stata nominata Global Finalist del 2010 GSMA Mobile Innovation Grand Prix che si terrà nel febbraio 2010 al GSMA Mobile World Congress, il più importante evento mondiale nell'industria delle telecomunicazioni mobili.
(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/ )
Brescia e' la prima provincia della Lombardia per potenza istallata (15.409 Kw) di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, oltre ad essere prima per numero di impianti (1.629) e per densita' (un impianto ogni 754 abitanti). E' quanto emerge da un'elaborazione di Legambiente. Seguono nella classifica sul fotovoltaico Bergamo (8.264 KW) e Cremona (4.317 Kw), mentre ultima e' la provincia di Lecco con (1.542 Kw). La Lombardia, con 59.780 Kw di potenza istallata nel fotovoltaico, e' la seconda regione in Italia, dopo la Puglia (69.212 Kw). Ultime Molise (2.317 Kw) e Liguria (4.589). Per la regione, nota Legambiente, si tratta di ''un segnale positivo'', anche se ''il grosso deve comunque essere ancora fatto per raggiungere la Germania ed altri Paesi europei''. Una famiglia tipo, ricorda l'associazione, che consuma 3-5mila kwh all' anno con un impianto di 3 Kw, puo' avere un risparmio dai 600 ai 900 euro l'anno. Per continuare su questa strada, sostiene infine Legambiente, serve la proroga degli incentivi statali che scadono a fine anno e la riduzione dei tassi d'interesse dei mutui bancari dal 6-7% al 2-3%.
terzi dell'elettricità utilizzata, e anni di richiesta energetica da boom hanno avuto un impatto massiccio sulla "impronta ecologica" del gigante asiatico. I primi 10 generatori di energia della Cina hanno bruciato circa 600 milioni di tonnellate di carbone solo lo scorso anno, circa un quinto dell'intera produzione di emissioni del Paese, dice il rapporto. L'uso del carbone è motivato dal suo basso costo e dal fatto che la Cina dispone di vaste risorse in grado di rispondere alla domanda interna. "Bruciando il 20% del carbone cinese nel 2008, le (10) aziende (energetiche) hanno emesso l'equivalente di 1 miliardo e 440 milioni di tonnellate di anidride carbonica", dice il rapporto. Le tre principali aziende del Paese per capacità di generazione -- China Huaneng Group, China Datang Corp e China Guodian Corp -- sono responsabili di oltre la metà delle emissioni a effetto serra, pari a 769 milioni di tonnellate, scrive il rapporto. Greenpeace ha calcolato le stime delle emissioni usando i dati sui carburanti combinati con i dati del governo cinese sull'ammontare di CO2 prodotta quando il carbone viene bruciato nelle stazioni elettriche cinesi. Per contro, la stima provvisoria sulle emissioni totali nel 2008 del Regno Unito - che ha capacità generativa di circa un decimo rispetto alla Cina - è di 623,8 milioni di tonnellate.
ENERGIA: BOLLINO(GSE), ITALIANI PRONTI A PAGARE FUTURO VERDE ''I cittadini italiani sono disponibili a pagare di piu' per le fonti rinnovabili''. Il presidente del Gestore dei servizi elettrici (Gse), Carlo Bollino, sintetizza cosi', da economista, il contenuto di un articolo pubblicato di recente su 'The energy journal'. Si tratta di un sondaggio effettuato su un campione, rivela Bollino, da cui emerge che ''il cittadino italiano e' disposto a pagare, da un terzo a meta', in piu' della cifra necessaria per ottenere gli standard per raggiungere gli obiettivi'' di miglioramento ambientale. Secondo il presidente del Gse questo dimostra che ''c'e' una base di consapevolezza'' e per arrivare a ''un grado di consenso maggiore bisognerebbe investire in divulgazione e formazione''. I cittadini, osserva Bollino, ''con le rinnovabili comprano il beneficio di un'aria piu' pulita''. Ma, avverte, ''per una riflessione sulle rinnovabili di lungo periodo a livello mondiale, bisogna chiedersi cosa fara' veramente Obama? Per capire quanto si possa contare sui volumi di massa''. Come, per esempio, e' successo con le automobili: ''Inventate in Europa, Ford le ha trasformate in quello che sono oggi''. Per questo e' ''una vera rivoluzione pensare di mandare le tecnologie Fiat a Detroit: un'operazione che vale 100 industrie se gli americani riescono a produrre le tecnologie made in Italy su larga scala''. Rispetto a questo tipo di scenari, ''se gli standard della nuova politica americana vanno avanti'' gli Stati Uniti potrebbero prendere ''la leadership a Copenaghen che potrebbe essere anche un successo''.
Entrerà nella storia il comunicato rilasciato ieri dalla Japan Auto-mobile Dealers Association: per la prima volta un'auto ibrida è risultata la più venduta in uno dei maggiori mercati mondiali. In aprile la Honda ha consegnato in Giappone 10.841 modelli della Insight, la nuova berlina a propulsione mista (benzina-elettricità) che ha esordito il 6 febbraio scorso: nessun'altro modello convenziona-le, di nessuna marca, ha venduto di più. È la dimostrazione più convincente, mai arrivata finora, di come l'auto eco-compatibile - o almeno più ecologica dello standard tradizionale - stia finalmente diventando " mainstream". Un trend che sarà agevolato dagli incentivi pubblici che, in Giappone come in altri Paesi del mondo, i governi stanno introducendo per promuovere l'auto verde. E che sta facendo scattare una corsa dei costruttori: Toyota ha deciso di introdurre 4 nuovi modelli ibridi in Giappone (e 3 all'estero) entro il marzo 2010, abbassando inoltre il prezzo della nuova Prius per renderla più competitiva rispetto alla rivale Insight.
Su Wired (edizione italiana) un fantastico articolo dedicato all’Architetto Mario Cucinella e al suo rivoluzionario progetto di una casa totalmente autosufficiente sotto il profilo energetico, ecologica e dotata di materiali di prima qualità al costo di soli 100.000 euro.
Incentivare i residenti a integrare negli edifici impianti energetici alimentati a fonti rinnovabili è diventato un obiettivo che le municipalità e gli altri enti locali si stanno ponendo. Nelle scorse settimane abbiamo esaminato un paio di pratiche italiane, in cui entra in gioco il vantaggioso meccanismo del conto energia (rispettivamente a Torino e a Salerno). Ma anche oltre oceano, negli Usa che spingono per una rivoluzione verde, le città stanno studiando politiche che renda vantaggioso per i cittadini dotarsi di pannelli solari e altri sistemi. Uno degli schemi di incentivazione cui si guarda con più interesse è quello annunciato dalla città di San Diego. Il San Diego Clean Generation Program, questo il nome del programma annunciato a dicembre (vedi pdf), sarà infatti la prima iniziativa del genere applicata a una grande città statunitense: la municipalità finanzierà per intero il costo dell’impianto dei residenti propietari di casa che se ne vorranno dotare, e questi lo ripagheranno in più di 20 anni, attraverso le tasse sulla proprietà degli immobili. La novità è che l’incentivo - e dunque il debito con l’ente che ha anticipato i soldi - non è più legato al cittadino, ma all’immobile stesso: se si dovesse vendere la casa prima di aver finito di saldarlo, sarà dunque il nuovo proprietario, attraverso la tasse sulla proprietà, a completare il pagamento. Una soluzione importante in una società, come quella americana, in cui si cambia casa o addirittura città molto spesso.In pratica San Diego ha aggirato l’ostacolo che tratteneva molti dal dotarsi di sistemi fotovoltaici o dal fare altri interventi costosi sull'abitazione: il timore di non restare nella stessa casa abbastanza da finire di ripagarli e goderne i vantaggi. Negli Stati Uniti un impianto fotovoltaico domestico, installazione compresa, può costare circa 25mila dollari, ma con questa procedura si potrà accedere al finanziamento anche per altri tipi di impianti a energia pulita e per interventi che migliorino l’efficienza energetica dell’edificio. Le rate, che comprendono anche gli interessi a tasso fisso, secondo chi ha ideato il programma saranno intorno ai 150 dollari al mese: cifra che sarà ampiamente compensata dai risparmi in bolletta.Oltre al finanziamento municipale i cittadini di San
Diego potranno usufruire delle altre agevolazioni, ad esempio gli sgravi fiscali, previste sia dallo Stato della California che a livello federale. Lo schema di finanziamento locale invece non peserà sulle casse della città: a mettere in campo i fondi, in cambio di un interesse a tasso fisso, saranno infatti partner privati (istituti finanziari); i prestiti sono garantiti dal fatto che saranno riscossi tramite il pagamento delle tasse immobiliari e i finanziatori riceveranno in cambio una sorta di obbligazioni emesse dalla Municipalità.Il Clean Generation Program sarà operativo da luglio, ma già altre città californiane – tra cui Santa Fé - hanno annunciato di voler copiare l’iniziativa. Lo schema in questione infatti è stato stimolato e reso possibile da una legge dello Stato della California, il l'Assembly Bill 811, che invita le municipalità a mettere in campo sistemi di incentivi per stimolare rinnovabili ed efficienza energetica. Un’altra legge che riconferma il Golden State all’avanguardia nel settore delle energie pulite e che, nel caso del programma di San Diego, ha un’altra ricaduta positiva: fa riprendere valore agli immobili riducendo nel contempo le spese di chi vi abita, cosa non secondaria in un mercato devastato dallo scoppio della bolla dei mutui sub-prime.