E' stato finalmente aperto a Roma il MAXXI, il museo delle arti del 21esimo secolo progettato da Zaha Hadid

Su Wired (edizione italiana) un fantastico articolo dedicato all’Architetto Mario Cucinella e al suo rivoluzionario progetto di una casa totalmente autosufficiente sotto il profilo energetico, ecologica e dotata di materiali di prima qualità al costo di soli 100.000 euro.
Incentivare i residenti a integrare negli edifici impianti energetici alimentati a fonti rinnovabili è diventato un obiettivo che le municipalità e gli altri enti locali si stanno ponendo. Nelle scorse settimane abbiamo esaminato un paio di pratiche italiane, in cui entra in gioco il vantaggioso meccanismo del conto energia (rispettivamente a Torino e a Salerno). Ma anche oltre oceano, negli Usa che spingono per una rivoluzione verde, le città stanno studiando politiche che renda vantaggioso per i cittadini dotarsi di pannelli solari e altri sistemi. Uno degli schemi di incentivazione cui si guarda con più interesse è quello annunciato dalla città di San Diego. Il San Diego Clean Generation Program, questo il nome del programma annunciato a dicembre (vedi pdf), sarà infatti la prima iniziativa del genere applicata a una grande città statunitense: la municipalità finanzierà per intero il costo dell’impianto dei residenti propietari di casa che se ne vorranno dotare, e questi lo ripagheranno in più di 20 anni, attraverso le tasse sulla proprietà degli immobili. La novità è che l’incentivo - e dunque il debito con l’ente che ha anticipato i soldi - non è più legato al cittadino, ma all’immobile stesso: se si dovesse vendere la casa prima di aver finito di saldarlo, sarà dunque il nuovo proprietario, attraverso la tasse sulla proprietà, a completare il pagamento. Una soluzione importante in una società, come quella americana, in cui si cambia casa o addirittura città molto spesso.In pratica San Diego ha aggirato l’ostacolo che tratteneva molti dal dotarsi di sistemi fotovoltaici o dal fare altri interventi costosi sull'abitazione: il timore di non restare nella stessa casa abbastanza da finire di ripagarli e goderne i vantaggi. Negli Stati Uniti un impianto fotovoltaico domestico, installazione compresa, può costare circa 25mila dollari, ma con questa procedura si potrà accedere al finanziamento anche per altri tipi di impianti a energia pulita e per interventi che migliorino l’efficienza energetica dell’edificio. Le rate, che comprendono anche gli interessi a tasso fisso, secondo chi ha ideato il programma saranno intorno ai 150 dollari al mese: cifra che sarà ampiamente compensata dai risparmi in bolletta.Oltre al finanziamento municipale i cittadini di San
Diego potranno usufruire delle altre agevolazioni, ad esempio gli sgravi fiscali, previste sia dallo Stato della California che a livello federale. Lo schema di finanziamento locale invece non peserà sulle casse della città: a mettere in campo i fondi, in cambio di un interesse a tasso fisso, saranno infatti partner privati (istituti finanziari); i prestiti sono garantiti dal fatto che saranno riscossi tramite il pagamento delle tasse immobiliari e i finanziatori riceveranno in cambio una sorta di obbligazioni emesse dalla Municipalità.Il Clean Generation Program sarà operativo da luglio, ma già altre città californiane – tra cui Santa Fé - hanno annunciato di voler copiare l’iniziativa. Lo schema in questione infatti è stato stimolato e reso possibile da una legge dello Stato della California, il l'Assembly Bill 811, che invita le municipalità a mettere in campo sistemi di incentivi per stimolare rinnovabili ed efficienza energetica. Un’altra legge che riconferma il Golden State all’avanguardia nel settore delle energie pulite e che, nel caso del programma di San Diego, ha un’altra ricaduta positiva: fa riprendere valore agli immobili riducendo nel contempo le spese di chi vi abita, cosa non secondaria in un mercato devastato dallo scoppio della bolla dei mutui sub-prime.
Dieci città che hanno saputo smarcarsi abilmente dal luogo comune della metropoli inquinata. Dieci città che hanno regalato ai propri cittadini una vita nel rispetto dell'ambiente. Dieci città che si sono imposte come simbolo e monumento al design urbanistico intelligente e dove il futuro è già presente e la lotta al riscaldamento globale una realtà quotidiana. Ecco, in ordine sparso, la nostra lista: preparate le valigie.
1. Reykjavic, Islanda. Il solo fatto di essere la capitale della nazione più a nord e più fredda d'Europa dovrebbe penalizzarla per gli altissimi consumi di elettricità e gas per il riscaldamento. Ma grazie a una collaborazione serrata fra governo e sindaco, Reykjavic ha fatto di necessità virtù: tutta la sua energia elettrica e il riscaldamento viene da fonti geotermiche e idriche. La capitale islandese mira a essere completamente indipendente dai combustibili fossili entro il 2050 e ultimamente ha iniziato a mettere in strada autobus a idrogeno.
2. Vancouver, Canada. Stretta fra mari e monti, Vancouver è una meta ambita dagli amanti della natura e, ultimamente, dell'eco-sostenibilità. Il 90% dell'energia della città viene da fonti rinnovabili e, dopo essersi imposta negli anni come leader per lo sviluppo di centrali idroelettriche, mira ad ampliare le sue risorse nell'eolico e nel solare. Il piano per la sostenibilità di Vancouver prevede obiettivi fino al 2100. Un impegno nel lunghissimo periodo che le ha fatto guadagnare un posto nella nostra lista.
3. San Francisco, Stati Uniti. Metà di tutti i suoi abitanti si muove esclusivamente mediante trasporto pubblico o ancora meglio a piedi o in bicicletta. "Frisco" è all'avanguardia nell'utilizzo di architettura green e sostenibile, con più di 70 progetti urbanistici approvati dal Consiglio per l'Urbanistica Sostenibile americano. Nel 2001 ha approvato un programma da 100 milioni di dollari per finanziare la costruzione di pannelli solari e turbine eoliche.
4. Bogotà, Colombia. In una città tristemente nota per il degrado e il crimine, un sindaco ha lanciato una crociata contro l'inquinamento che l'ha resa una delle città più accessibile e sostenibili dell'emisfero sud. Enrique Penalosa, sindaco dal 1998 al 2001, ha creato una rete di autobus all'avanguardia, reinventato i percorsi per i pedoni, costruito più di 180 miglia di piste ciclabili e recuperato 1,200 spazi verdi. Ha poi limitato l'uso di automobili nelle ore di punta e aumentato la tassa sulla benzina. Il risultato: Bogotà spera di eliminare completamente il trasporto privato su ruote nelle ore di punta entro il 2015.
5. Copenhagen, Danimarca. Con un enorme parco eolico offshore appena a largo della sua costa e un trasporto in bicicletta altissimo, la capitale della Danimarca è un piccolo sogno di sostenibilità. Un nuova metropolitana inaugurata nel 2000 ha reso il trasporto pubblico ancora più efficiente. E Copenhagen ha vinto recentemente l'European Environmental Management Award per il programma ambientale dei decenni a venire.
6. Barcellona, Spagna. Lodata per la sua accessibilità pedonale, con il 37% di tutti gli spostamenti all'interno della città che avviene a piedi, Barcellona gode inoltre di uno dei più innovativi sistemi di parcheggi pubblici al mondo. In aggiunta, la città ha scommesso ultimamente, attraverso finanziamenti e campagne di sensibilizzazione, sull'energia solare. Il piano di rigenerazione urbana della giunta comunale include anche lotta alla povertà e recupero delle zone più degradate della città e dimostra un approccio olistico al problema della sostenibilità.
7. Curitiba, Brasile. Anche qui è il trasporto pubblico a fare la differenza: la rete di autobus è efficientissima e all'avanguardia e la sua importanza è aumentata da un altissimo numero di parcheggi municipali per venire incontro ai lavoratori. Il risultato: tre quarti della popolazione si muove esclusivamente grazie al trasporto pubblico e la città vanta più di 170 metri quadrati di verde per abitante. E' emerso da un recente sondaggio che il 99% della popolazione di Curibita è soddisfatta della propria città.
8. Londra, Inghilterra. Il sindaco Ken "il rosso" Livingstone ha fatto della lotta al riscaldamento globale uno dei marchi di fabbrica della sua amministrazione. Il Climate Change Action Plan, lanciato a febbraio, prevede che il 25% dell'energia di Londra sarà prodotta a livello locale e da fonti rinnovabili. Previsti anche tagli alle emissioni di CO2 fino al 60% nei prossimi venti anni e incentivi per quei residenti che vogliano migliorare l'efficienza energetica delle loro case.
9. Sidney, Australia. E' stata la prima città al mondo a far sostituire ai propri residenti lampadine tradizionali con nuove lampadine a basso consumo. Lo scorso marzo in segno di protesta e per aumentare la consapevolezza sul riscaldamento globale la città ha "ospitato" un enorme blackout.
10. Bangkok, Thailandia. Bangkok ha piani innovativi per un futuro migliore. Il governatore ha annunciato una strategia per i prossimi cinque anni che include incentivi al riciclo dell'olio da cucina per fare biodiesel, il taglio delle emissioni per le automobili e un impegno concreto a favore dell'architettura green.
(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/)
Apriranno nel gennaio 2009, in tempo per accogliere visitatori e espositori del Macef, le due torri-albergo pendenti dell'architetto francese Dominique Perrault, completate a tempo di record davanti al quartiere Fiera Milano di Rho-Pero. Mancano ormai soltanto le rifiniture interne nei due edifici, alti rispettivamente 72 e 65 metri e inclinati di 5 gradi, uno verso la Fiera, l'altro verso Milano.Particolarità delle due torri, oltre naturalmente all'inclinazione, sono le facciate nere e lucenti, rivestite con 20 mila lastre di vetro gres, e le mille finestre quadrate disposte in modo irregolare.

Inaugurato sabato il nuovo museo per l'arte contemporanea firmato dallo studio d'architettura olandese KSW, che si candida a essere l'avanguardia italiana della creatività.
New Apple retail store a NY progettato da Bohlin, Cywinski, Jackson
Che la apple sia ossessionata dallo stile, dal design è risaputo, basta vedere la ricercatezza minimalista dei suoi prodotti... questa febbre da design sembra aver colpito anche i suoi negozi in giro per il mondo.
certi edifici hanno bisogno di tempo per essere assimilati. Inoltre con quello che è costata, ci penserei due voltre prima di abbaterla… anche perché bella o brutta, cio che conta è difendere l’ara pacis dagli agenti atmosferici, se l’edificio ci riesce.. è già un punto a suo favore, troppi non ricordano che il monumento è l’ara di augusto e non certo l’edificio di Meier… Welt è l'edificio costruito da Wolf Prixper Bmw a Monaco
Undici pilastri che sorreggono 14 mila metri quadri di superficie. Si chiama "Welt" ed è l'ultimo capolavoro firmato Wolf Prix, estroso architetto austriaco, socio dello studio COOP HIMMELB(L)AU. Uno studio che è una garanzia, e che svela la sua promessa di originalità già nel gioco di parentesi del nome, che senza L significa "Cooperativa Blu del Cielo", altrimenti "Cooperativa Costruzione Cielo".La commissione, a fronte di una spesa di 250 milioni di euro (alcuni sostengono almeno 150 di più) è arrivata dalla BMW che voleva uno spazio originale preposto alla consegna delle vetture (oltreché alla organizzazione di eventi). Chissà se l'azienda automobilistica si aspettava una struttura realizzata con l'obiettivo di sfidare la magnificenza (addirittura) del Partenone di Atene: più di settantamila metri quadrati divisi in diversi piani, oltre 10 mila metri di vetrate, e due semiconi che sorreggono, con quelle uniche undici colonne, una sorta di nuvola. Costruito in soli tre anni, il BMW Welt, appena inaugurato, è già considerato una delle architetture più sensazionali di Monaco. Ma non è una sorpresa, se si pensa all'artefice. Prix, infatti, è conosciuto ormai in tutto il mondo per la sua tecnica leggera, sinuosa che crea un senso di fluidità, di morbidezza dalle sfumature quasi barocche.Famosi e avveniristici sono lo Ufa Cinema Center di Dresda e la torre Seg di Vienna, realizzati entrambi alla fine degli anni Novanta. Allora, come oggi, l'esigenza di Prix è pensare a un architettura libera dal senso di costrizione, che riesca a vedere oltre, a utilizzare come linee guida fantasia e immaginazione. Sarà forse per questo che anche tra i dipendenti Bmw, entusiasti del progetto, il divertimento sta nel rinominare il Welt con l'epiteto di nuvola o balena ? "Dipende da come lo si guarda", risponde divertito Prix.
Oggi verrà inaugurata la nuova ala del museo Prado di Madrid (sotto potete vedere alcune immagini) e mentre il Pado segue l'esempio del Louvre, del British Museum, del Metropolitan e di tutti i grandi musei del mondo che continuano ad ingrandirsi le nostre Pinacoteche di Brera, Uffizi ecc.. rimangono immobili, con metà delle loro collezzioni che giacciono nei magazzini perchè non c'è spazio per esporle.
E c'è ancora qualcuno che si domanda come sia possibile che la Spagna abbia sopravanzato l'italia come metà turistica....
Nella Capitale Usa i migliori progetti per abitazioni completamente alimentate a energia solare WASHINGTON - Mantenere una giusta temperatura e un' illuminazione idonea, provvedere all'acqua calda e all'energia necessaria per alimentare apparecchiature per le quotidiane faccende e in più essere esteticamente gradevoli: questo è il compito delle case solari, studiate, disegnate e finanziate direttamente da venti istituti superiori e università che partecipano al Solar Decathlon del National Mall di Washington, concorso biennale dedicato alle migliori abitazioni interamente alimentate dal sole. Tutti i progetti vengono poi trasferiti al National Mall, per costruire un villaggio solare. Il concorso terrà conto di dieci fattori, tra cui l'architettura, l'efficienza, i canoni estetici e la realizzabilità commerciale. Ecco tutti i progetti, provenienti non solo dagli Stati Uniti, ma anche da team canadesi, tedeschi e spagnoli. L'evento è promosso dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti e dal Laboratorio Nazionale delle Energie Rinnovabili ( NREL).

maggio, si sono incontrati il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera, il direttore dello Staff College Staffan De Mistura e Tom Banks del Guggenheim. Si era a New York, Palazzo di vetro delle Nazioni Unite. In quel momento ambasciatori e personalità degustavano le prelibatezze preparate dagli undici cuochi piemontesi sbarcati all’Onu per il «Food Festival». E tra un apprezzamento e un bicchiere di Barolo, ecco l’idea. Quasi buttata lì, tra i tovaglioli della tavola, per fare conversazione. «Torino sarebbe un’ottima sede per il Guggenheim, perché non ci viene a trovare?».Al ritorno a Torino, l’idea è piaciuta, ha cominciato a prendere forma. E così ci si è messi al lavoro. Con De Mistura, direttore della scuola per alti funzionari dell’Onu, a stabilire rapporti e il sindaco a coltivarli. Alla fine la visita c’è stata. Memore del risotto, e delle buone chiacchiere, l’esponente del Guggenheim a Torino c’è venuto davvero, nelle scorse settimane. E ha fatto un giro per verificare se quel progetto nato un po’ per caso fosse davvero realizzabile. I ciceroni del Comune l’hanno accompagnato in giro per la città. L’idea era soprattutto quella di proporre la reggia di Venaria Reale come sede. Banks l’ha visitata, l’ha trovata splendida, ma non adatta. Per riuscire a farne un distaccamento dell’importante museo di arte moderna e contemporanea sulla Quinta Avenue ci sarebbero stati troppi lavori.Poi, però, l’ambiente idoneo è spuntato fuori. Quando Banks ha visto i 30.000 metri quadri delle ex Officine Grandi Riparazioni di via Castelfidardo, gli si è acceso un sorriso sul volto. Il passaggio successivo è stato contraccambiare il gentile invito. «Signor sindaco, perché a metà luglio non viene a visitare il Guggenheim di
Bilbao, così le mostriamo che cosa abbiamo fatto da quelle parti?». Il distaccamento spagnolo ha dimensioni simili a quelle delle ex Officine Grandi Riparazioni: 32.500 metri quadri studiati e disegnati dalle effervescenti linee dinamiche dell’architetto nordamericano Frank O. Gehry. È costato 300 milioni di dollari. Per rimettere in sesto le ex Ogr ce ne vorrebbero 500. Ma dove trovarli?È stato a quel punto che la tavola è tornata utile un’altra volta. Il sindaco ha subito informato Corrado Passera dei passi avanti fatti. E quest’ultimo pare si sia dimostrato molto entusiasta. Tanto da promettere il suo impegno nel reperimento dei fondi. Il progetto è ancora in fase embrionale, ma i contatti che ci sono stati fanno ben sperare. Soprattutto per le ex Ogr, da tempo indicate come futura sede della Gam ma con problemi di finanziamento.