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Il Blog di Giulio Stevanato

sabato, 21 novembre 2009

Roma, Ara Pacis colorata come nell'antichità

La corazza di Marte è rossa, come la tunica della Madre Terra e i pomi e i frutti che tiene tra le braccia, i verdi invece dominano nel lussureggiante fregio vegetale che scorre lungo i lati esterni: il colore torna come nell'antichità a decorare i marmi dell'Ara Pacis grazie a una sofisticata e innovativa tecnologia virtuale, che illuminerà il celebre monumento domenica sera, dalle 22 a mezzanotte. Presentata alla stampa dal soprintendente Umberto Broccoli e dall'assessore alla cultura del comune Umberto Croppi, l'iniziativa (supportata da Gros, Gruppo Romano Supermercati) ha richiesto un finanziamento di 60-70.000 euro e ripropone, su un'area più vasta, l'esperimento compiuto il 23 settembre del 2008 per le celebrazioni del natale di Augusto.
(Tratto da http://www.art4you.it/ )
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:22 | link | commenti
categorie: archeologia, roma, arte
venerdì, 13 novembre 2009

MAXXI

E' stato finalmente aperto a Roma il MAXXI, il museo delle arti del 21esimo secolo progettato da Zaha Hadid

(Foto tratte da Marvelous Architectures )
+ http://marvelousarchitectures.blogspot.com/
postato da: CesareAugusto82 alle ore 12:50 | link | commenti
categorie: architettura, roma, arte, musei
mercoledì, 16 settembre 2009

Gli Inca sbarcano a Brescia

L'antica civiltà precolombiana degli Inca sbarca a Brescia con un incredibile mostra all'interno del complesso museale di Santa Giulia. La mostra aprirà i battenti il 4 dicembre 2009 e chiudera il 27 giugno 2010.

Per saperne di più vedi i link sotto:

Vedi il sito della Mostra Incabrescia

Vedi il sito art4you

postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:22 | link | commenti (3)
categorie: archeologia, arte, brescia, musei
lunedì, 29 dicembre 2008

Il Fantasma dell’Opera

Ho appena letto sul Telegraph che il produttore e compositore di Musical (Cats su tutti) Andrew Lloyd Webber ha ultimato la composizione del sequel di uno dei suoi Musical di maggior successo (nonchè mio preferito), The Phantom of the Opera (il Fantasma dell’Opera). Dal suo debutto piu di due decadi fà, il Fantasma dell’Opera è stato messo in scena in 124 città del mondo e incassato l’incredibile cifra (non solo per il teatro ma anche per gli standard cinematografici) di 3,5 milliardi di sterline.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:55 | link | commenti (2)
categorie: musica, arte
martedì, 04 novembre 2008

Il «Bacio» di Hayez va all'asta a Londra

il più celebre È quello conservata a Milano nella Pinacoteca di Brera

Una delle 4 versioni del celebre dipinto sarà venduta da Sotheby's il 12 novembre: è un'icona del Risorgimento

LONDRA - È uno dei dipinti più noti, entrato nell'immaginario collettivo per la sua potenza romantica, di suggestione, di abbandono amoroso. «Il bacio» di Francesco Hayez (1791-1882), uno dei simboli del Risorgimento italiano, andrà all'asta da Sotheby's a Londra mercoledì 12 novembre. L'opera del 1861 (guarda) è una delle quattro versioni del «Bacio» realizzate da Hayez: oltre a quella in vendita, proveniente da una raccolta privata tedesca, ci sono la più celebre, quella conservata a Milano nella Pinacoteca di Brera, e due quadri più piccoli presenti in collezioni private italiane.

L'OPERA - Il dipinto sarà battuto da Sotheby's con una stima di 4/600mila sterline (505/760mila euro). Fu commissionata ad Hayez da Federico Mylius, discendente di Enrico, celebre mecenate milanese. Hayez considerò «Il Bacio» una delle sue composizioni più importanti, che traeva ispirazione da riferimenti storici e letterari per indicare l'età romantica e per diventare infine espressione del nuovo spirito del nascente Regno d'Italia. La coppia immortalata in un appassionato bacio è una chiara allusione a Romeo e Giulietta di Shakespeare e a Renzo e Lucia di Manzoni, oltre che un'icona della neonata nazione italiana. In questo soggetto Hayez riunì le principali caratteristiche del romanticismo italiano, l'attenzione verso i concetti di naturalezza e sentimento (l'amore individuale), ma soprattutto verso gli ideali risorgimentali (l'amore per la patria). Rispetto al «Bacio» custodito a Brera, del 1859, la versione che andrà all'asta, realizzata due anni più tardi, mostra la donna con un abito bianco anziché celeste, per indicare uno dei tre colori della bandiera italiana.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:11 | link | commenti
categorie: arte
domenica, 17 agosto 2008

Getty e Italia fanno pace con Bernini

I marmi barocchi prestati al museo di Los Angeles

LOS ANGELES Il 5 agosto si è aperta a Los Angeles, al Museo J. Paul Getty, una straordinaria mostra sull'arte barocca. Contiene una sessantina di pezzi, fra cui quadri e disegni, e annovera autori come Giuliano Finelli e Alessandro Algardi; ma il centro della mostra, la sua ragion d'essere, sono i busti, perlopiù in marmo, di Gian Lorenzo Bernini. Per la prima volta, un loro cospicuo assortimento viene presentato in America e un nuovo pubblico può ammirare la tecnica e l'ispirazione di un artista che sapeva modellare la pietra con sconfinata disinvoltura, imprimendovi ogni ruga, ogni pelo, ogni vena presente su un volto e fermando in un attimo di eternità un’espressione insieme quotidiana e significativa, cogliendo di sorpresa l’anima di un personaggio come traspariva in una conversazione, in un'omelia o nell’intimità di un rapporto d'amore. («Si muova, Maestà», suggeriva Bernini a Luigi XIV, sconvolgendo le regole della ritrattistica del tempo, «il carattere si vede meglio nel movimento».) Solo quattro delle opere appartengono al Getty, e si tratta di elementi di contorno. Tutto il resto è in prestito: da Parigi, Oxford, Berlino e New York ma soprattutto dall’Italia. Hanno offerto i loro tesori la Galleria Borghese e la Galleria Nazionale d'Arte Antica, il Convento di Sant’Onofrio e la Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, il Museo di Palazzo Braschi, il Bargello e i Musei Vaticani, oltre a collezioni private di Roma, Milano, Firenze e Siena. Secondo i bene informati, tanta generosità non è casuale. È in parte un premio e in parte un tentativo di chiudere in bellezza un episodio lungo e tormentato della recente storia dell'arte - o meglio del suo commercio. Tombaroli e mariuoli hanno razziato le rovine archeologiche del nostro paese per secoli e le loro refurtive, dopo giri complessi e misteriosi, sono affiorate presso vari intermediari e trafficanti, per essere poi smistate a ricchi collezionisti e a musei di tutto il mondo. Che fossero oggetti rubati era un segreto di Pulcinella, sostenuto dall’omertà generale di un ambiente in cui qualcosa (o molto) guadagnavano tutti e a perderci erano solo i luoghi di quelle rovine, lasciati sovente in un vergognoso abbandono e spogliati con professionale sistematicità. A partire dagli anni Ottanta, è cambiata la musica e l’Italia ha cominciato a seguire con determinazione questi tortuosi percorsi e a pretendere la restituzione del maltolto. Al centro dell’uragano che si è venuto a creare, sono finiti il Getty e un suo importante funzionario, la signora Marion True. Quando la True fu assunta dal Getty, nel 1982, il museo era situato in una villa kitch in stile pompeiano a Malibu. La sua collezione era molto mediocre; alcuni dei pezzi ritenuti più pregiati si erano rivelati dei falsi. C’era però anche un aspetto più positivo: a differenza di tante altre istituzioni analoghe, il Getty aveva (e ha) un sacco di soldi (nel 1989 il suo budget per nuove acquisizioni era 100 milioni di dollari, mentre quello del Metropolitan di New York era 17). Così, quando la True nel 1990 ricevette un’offerta dal Metropolitan e si dichiarò pronta ad andarsene, il Getty le fece una contro-offerta difficile da rifiutare (e da lei accettata). Il museo stava per spostarsi in una nuova sede (quella che ospita la mostra del Bernini), per un costo di oltre un miliardo di dollari; nella villa di Malibu sarebbero rimaste le antichità greco-romane, e la True (che è specialista in vasi greci) avrebbe potuto farne quel che voleva. I tempi erano maturi per una collisione: da una parte il governo e la magistratura italiani finalmente decisi a difendere il loro patrimonio, dall’altro una persona ambiziosa e preparata che aveva carta bianca e fondi ingenti per riempire di opere d'arte un contenitore vuoto. L’incontro-scontro fra i due è passato per le fasi più alterne: dalla lussuosa ospitalità all’Hotel Raphael per la True (con bouquet offerto dal generale dei carabinieri Conforti) al processo intentato a Roma nel 2005 alla stessa True (e motivato, fra l'altro, dalle indagini di Conforti). La villa di Malibu riaprì poco dopo l'inizio del processo, ma intanto la True aveva dato le dimissioni. Il Getty ha ora restituito numerose opere all’Italia; la più prestigiosa e contesa di tutte, una statua presunta di Afrodite, dovrebbe ritornare a Morgantina, in Sicilia, nel 2010. E come premio, a quel che si dice, il Getty ha ottenuto con facilità i prestiti per la sua mostra. La Roma di Bernini era teatro di congiure e intrighi, ma non c'è bisogno di saperne nulla per apprezzare la vivezza e comunicatività dei suoi busti. In questi giorni possono apprezzarle anche americani di varia provenienza, che per fortuna loro non sanno quanti intrighi si celino dietro questo loro innocente, disinteressato piacere.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:37 | link | commenti (1)
categorie: arte, musei
lunedì, 26 maggio 2008

A Bolzano arriva Museion

Inaugurato sabato il nuovo museo per l'arte contemporanea firmato dallo studio d'architettura olandese KSW, che si candida a essere l'avanguardia italiana della creatività.

 

(Tratto da Marvelous Architecture)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:44 | link | commenti (1)
categorie: architettura, arte, musei
martedì, 20 maggio 2008

ABRAMOVICH MUSEUM

ABRAMOVICH MUSEUM – IL BILLIONAIRE RUSSO SCOPRE L’INVESTIMENTO GIUSTO PER ESSERE AL RIPARO DA CERTE INDAGINI FINANZIARIE SUL DENARO SPORCO: L’ARTE – BACON E FREUD, DUE QUADRI PER 120 MILIONI $... Marilena Pirrelli per “Il Sole 24 Ore”Petrolio, acciaio e oro, fino ad arrivare ai capolavori d'arte. È stato Roman Abramovich il magnate quarantenne russo, al 16° posto nella classifica 2007 degli uomini più ricchi del pianeta di «Forbes» con un 18,7 miliardi di dollari (e il 7°in Europa), ad aggiudicarsi a New York il 13 maggio all'asta di arte contemporanea di Christie's l'opera «Benefits Supervisor Sleeping» (1995) di Lucian Freud per 33,6 milioni di dollari, divenuto l'artista vivente più pagato al mondo, rubando lo scettro a Jeff Koons.Il giorno successivo il proprietario del Chelsea FC, del gruppo siderurgico Evraz Group e della holding Millhouse Capital – data tra i possibili acquirenti del miniera di diamanti ZAO Alrosa e di quella d'oro OAO Polyus Gold – ha soffiato ad un collezionista asiatico da Sotheby's «Triptych» (1976) di Francis Bacon per 86,4 milioni di dollari, una cifra da record per l'artista irlandese e record assoluto in asta. La doppietta, raccolta da «The Art Newspaper», fa entrare dalla porta principale il magnate russo nel mondo del collezionismo. Solo nel 2005, secondo Artnet, il record per Bacon si attestava in asta a 10,1 milioni di dollari e per Freud a 7,7 milioni. Sinora Abramovich aveva sponsorizzato solo due mostre di fotografia presso la Gilbert Collection a Somerset House.La musa del suo ingresso nel mercato dell'arte è la fidanzata 26enne Daria Zhukova, ex modella, che ora ha lanciato la linea di moda Kova & T, e che grazie al generoso finanziatore aprirà in settembre una galleria d'arte a Mosca con una retrospettiva sugli artisti Ilya ed Emilia Kabakov. Nei suoi desideri, creare una collezione permanente, grazie all'aiuto di esperti di primo livello come Molly Dent- Brocklehurst, già direttore della Gagosian Gallery di Londra, futuro direttore internazionale del Centre for Contemporary Culture Moscow (CCC Moscow) che avrà tra i suoi consulenti Sir Nicholas Serota, direttore della Tate di Londra. La galleria sarà ospitata nei locali in ristrutturazione nell'ex garage per autobus sulla Obraztsova Ulitsa, originalmente progettato nel 1927 dall'architetto costruttivista Konstantin Melnikov e si ispirerà alla Turbine Hall della Tate Modern nel commissionare ad artisti emergenti russi installazioni ad hoc.I 120 milioni di dollari sborsati per comprare i due capolavori sono due volte e mezzo la somma (24 milioni di sterline) pagata dal miliardario, residente a Londra, per portare al Chelsea l'ivoriano Didier Drogba quattro anni fa. Il magnate, noto per le sue esclusive proprietà immobiliari in Gran Bretagna, entra così nel mercato dell'arte ai più alti livelli e conferma la crescita dei nuovi collezionisti russi come Viktor Vekselberg, Elena Baturina, Pyotr Aven ed Vyacheslav Kantor e mediorientali rispetto a quelli europei e americani. Lo scorso mese la famiglia reale del Qatar ha acquistato il cosiddetto Rockfeller Rothko che un anno prima era stato battuto da Sotheby's New York a 72,8 milioni di dollari. Abramovich ha così cominciato a seguire la tendenza di molti miliardari russi che scelgono l'arte come investimento sicuro e al riparo da certe indagini finanziarie.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:53 | link | commenti
categorie: arte, finanza, lusso
venerdì, 21 dicembre 2007

L'OBELISCO È ORIZZONTALE…

Che fine ha fatto l'obelisco di Axum, il monumento etiopico trafugato dal fascismo nel 1937 ed eretto a Roma, in piazza di Porta Capena? Dopo che l'Italia, tra infinite polemiche, ha restituito il monumento all'Etiopia nell'aprile 2005, la stele è ancora invisibile. Infatti l'obelisco resta imballato nei tre container che l'hanno riportato a casa, in attesa di ritrovare la propria collocazione originaria, nella zona archeologica della città. Una volta tanto, non è colpa dei ritardi italici nel portare a termine i lavori. Ma della burocrazia etiope.
Il nostro paese, dopo aver trasportato il monumento fino all'aeroporto di Axum, ha stanziato i fondi per i lavori in loco, che sono però gestiti direttamente dall'Unesco e dal governo di Addis Abeba. Le due ditte italiane che hanno vinto l'appalto, Studio Croci e Lattanzi, stanno cercando di affrettare i tempi nonostante diversi problemi di ingegneria, un inatteso aumento dei costi per i lavori e il ritrovamento di alcune catacombe proprio nel luogo in cui andavano piantate le fondamenta della stele. Ma di rivedere l'obelisco al suo posto non se ne parla almeno fino a settembre 2008. (E. Man.)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:15 | link | commenti (1)
categorie: archeologia, arte
venerdì, 07 dicembre 2007

Ritrovato in Vaticano un disegno inedito del divino Michelangelo

Un disegno inedito di Michelangelo, uno schizzo su un dettaglio dell'allora costruenda Basilica vaticana è stato ritrovato nell'archivio della Fabbrica di San Pietro e sarà presentato al grande pubblico lunedì 9 dicembre. La scoperta è stata anticipata oggi in un articolo dell'Osservatore Romano. Si tratta dell'ultimo disegno conosciuto del grande artista, uno schizzo che rappresenta una pianta parziale di uno dei pilastri del tamburo della cupola di San Pietro. Era probabilmente una comunicazione di Michelangelo ai cavatori di pietra, un bozzetto realizzato nel 1563, un anno prima della morte dell'artista. Sull'attribuzione a Michelangelo gli esperti non nutrono dubbi: la sicurezza del tratto, la mano esperta e abituata a prendere le decisioni di fronte alla pietra grezza. Un'ulteriore conferma giunge dal tipo di rappresentazione in pianta, con la caratteristica doppia linea che mette in evidenza diversi livelli dell'oggetto come se la pietra fosse trasparente. Assieme al disegno, vi sono alcune cifre: 6, 9 e 3/4. Il disegno è tracciato su un ritaglio di carta con un gesso rossastro color sanguigna. Probabilmente realizzato in cantiere ai piedi della Basilica, in una delle molte officine di tagliapietra a cielo aperto, il disegno risale alla primavera del 1563, quando alcune partite di travertino da Fiano erano state giudicate inadatte ad essere scolpite. Il foglio si salvò - spiega il giornale vaticano - dalle distruzioni volute dall'architetto quasi novantenne e fu riutilizzato dopo la sua morte. Il ritaglio di carta rimase poi , per misteriose ragioni, nascosto tra la scartoffie dell'economo della Fabbrica di San Pietro, ed èstato rinvenuto solo adesso. Nonostante l'entità e l'importanza dei suoi interventi - racconta l'Osservatore Romano - solo pochissimi disegni autografi per San Pietro si sono conservati perchè Michelangelo, giunto alla fine della propria esistenza, decise di distruggere le bozze tracciate fino ad allora. Sapeva infatti - spiega nell'articolo Vitale Zanchentin - che nessun disegno o modello di presentazione avrebbe potuto fissare definitivamente il suo progetto e decise, forse per questo motivo, di concentrarsi sulla costruzione.
L'attuale Basilica di San Pietro fu iniziata, su progetto del Bramante, nel 1506 sotto papa Giulio II e si concluse nel 1626, durante il pontificato di papa Urbano VIII. Michelangelo vi lavorò come architetto dal 1547 fino agli ultimi giorni della sua vita, nel febbraio del 1564. All'equilibrio rinascimentale dei piani dei suoi predecessori, egli contrappose la forza e la drammaticità che derivavano dal suo genio: innanzitutto, su un lato anteriore disegnò una facciata porticata sormontata da un attico, dando quindi una direzione principale all'intero edificio; poi, dopo aver demolito parti già realizzate in precedenza, rafforzò ancora i pilastri a sostegno della cupola,allontanandoli dalle delicate proporzioni bramantesche. Alla pianta di Bramante, con una croce maggiore affiancata da quattro croci minori, Michelangelo sostituì una croce centrata su un ambulacro quadrato, semplificando quindi la concezione dello spazio interno. In questo modo il fulcro del nuovo progetto sarebbe stata la cupola, ispirata nella concezione della doppia calotta a quella progettata da Filippo Brunelleschi per la cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore.Michelangelo morì nel 1564 e non fece in tempo a vedere terminata la sua opera: fu Giacomo Della Porta ad eseguirne il completamento nel 1590.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:16 | link | commenti
categorie: vaticano, arte
martedì, 30 ottobre 2007

Nuova ala del Prado

Oggi verrà inaugurata la nuova ala del museo Prado di Madrid (sotto potete vedere alcune immagini) e mentre il Pado segue l'esempio del Louvre, del British Museum, del Metropolitan e di tutti i grandi musei del mondo che continuano ad ingrandirsi le nostre Pinacoteche di Brera, Uffizi ecc.. rimangono immobili, con metà delle loro collezzioni che giacciono nei magazzini perchè non c'è spazio per esporle.

E c'è ancora qualcuno che si domanda come sia possibile che la Spagna abbia sopravanzato l'italia come metà turistica....

postato da: CesareAugusto82 alle ore 09:30 | link | commenti
categorie: architettura, arte, spagna, musei
venerdì, 05 ottobre 2007

Scozia, recuperata la "Madonna dei Fusi" di Leonardo

La polizia del Regno Unito avrebbe recuperato un dipinto di Leonardo da Vinci nel sud della Scozia. Si tratterebbe della "Madonna dei Fusi" (1501), di proprietà del duca di Buccleuch, trafugata 4 anni fa dal castello di Drumlanrig. Gli inquirenti attendono ulteriori esami per identificare con certezza l'opera. Il quadro, valutato oltre 35 milioni di euro, è inserito sul sito dell'Fbi nell'elenco delle 10 opere d'arte più ricercate al mondo.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:32 | link | commenti (1)
categorie: arte
martedì, 12 giugno 2007

Biennale di Venezia

Sfogliando i giornali inglesi, sempre che si possa usare il termine sfogliare per i giornali online, la 52°Biennale d'arte di Venezia viene descritta come una delle migliori di sempre, e probabilemnte è vero visto che i giornali Inglesi non sono mai teneri nei confronti di qual si voglia evento organizzato in italia.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:43 | link | commenti
categorie: venezia, arte
sabato, 09 giugno 2007

Progetto Guggenheim per Torino

Chiamparino lancia l'idea durante la visita a New York. Le sesta sede del museo potrebbe nascere nell'ex Ogr Se Torino diventerà la sesta sede del Guggenheim Museum nel mondo lo dovrà probabilmente a un risotto. Galeotta fu la tavola attorno a cui, in maggio, si sono incontrati il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera, il direttore dello Staff College Staffan De Mistura e Tom Banks del Guggenheim. Si era a New York, Palazzo di vetro delle Nazioni Unite. In quel momento ambasciatori e personalità degustavano le prelibatezze preparate dagli undici cuochi piemontesi sbarcati all’Onu per il «Food Festival». E tra un apprezzamento e un bicchiere di Barolo, ecco l’idea. Quasi buttata lì, tra i tovaglioli della tavola, per fare conversazione. «Torino sarebbe un’ottima sede per il Guggenheim, perché non ci viene a trovare?».Al ritorno a Torino, l’idea è piaciuta, ha cominciato a prendere forma. E così ci si è messi al lavoro. Con De Mistura, direttore della scuola per alti funzionari dell’Onu, a stabilire rapporti e il sindaco a coltivarli. Alla fine la visita c’è stata. Memore del risotto, e delle buone chiacchiere, l’esponente del Guggenheim a Torino c’è venuto davvero, nelle scorse settimane. E ha fatto un giro per verificare se quel progetto nato un po’ per caso fosse davvero realizzabile. I ciceroni del Comune l’hanno accompagnato in giro per la città. L’idea era soprattutto quella di proporre la reggia di Venaria Reale come sede. Banks l’ha visitata, l’ha trovata splendida, ma non adatta. Per riuscire a farne un distaccamento dell’importante museo di arte moderna e contemporanea sulla Quinta Avenue ci sarebbero stati troppi lavori.Poi, però, l’ambiente idoneo è spuntato fuori. Quando Banks ha visto i 30.000 metri quadri delle ex Officine Grandi Riparazioni di via Castelfidardo, gli si è acceso un sorriso sul volto. Il passaggio successivo è stato contraccambiare il gentile invito. «Signor sindaco, perché a metà luglio non viene a visitare il Guggenheim di Bilbao, così le mostriamo che cosa abbiamo fatto da quelle parti?». Il distaccamento spagnolo ha dimensioni simili a quelle delle ex Officine Grandi Riparazioni: 32.500 metri quadri studiati e disegnati dalle effervescenti linee dinamiche dell’architetto nordamericano Frank O. Gehry. È costato 300 milioni di dollari. Per rimettere in sesto le ex Ogr ce ne vorrebbero 500. Ma dove trovarli?È stato a quel punto che la tavola è tornata utile un’altra volta. Il sindaco ha subito informato Corrado Passera dei passi avanti fatti. E quest’ultimo pare si sia dimostrato molto entusiasta. Tanto da promettere il suo impegno nel reperimento dei fondi. Il progetto è ancora in fase embrionale, ma i contatti che ci sono stati fanno ben sperare. Soprattutto per le ex Ogr, da tempo indicate come futura sede della Gam ma con problemi di finanziamento.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:46 | link | commenti (2)
categorie: architettura, arte, torino
venerdì, 06 aprile 2007

Arte in gondola

ARTE IN GONDOLA - IL CENTRO D’ARTE CONTEMPORANEA PUNTA DELLA DOGANA, DOPO UN LUNGO DUELLO CON IL GUGENHEIM, SARA’ REALIZZATO DA MONSIEUR PINAULT – IL COLLEZIONISTA FRANCESE SI FARA’ CARICO ANCHE DEI LAVORI DI RESTAURO Venezia in gondola. Il centro d’arte contemporanea Punta della Dogana, dopo un lungo duello con il Gugenheim di Venezia, sara’ realizzato da Monsieur Pinault. Il collezionista francese ha risposto in maniera esauriente ai quesiti tecnici posti dalla commissione del Comune di Venezia, esponendosi fino al punto di farsi carico anche dei lavori di restauro. Inoltre si è impegnato, secondo la richiesta del comitato scientifico presieduto da Achille Bonito Oliva, a mantenere le opere scelte come collezione permanente per Punta della Dogana. Achille Bonito Oliva ha polemicamente dichiarato: “E’ stato smentito cosi’ il “filippino della critica” Francesco Bonami. Si e’ dimostrato invece vincente la mia strategia in quanto ha portato allo scoperto entrambi i candidati e da questo e’ emersa la forte volonta’ di Pinault di realizzare un centro polivalente d’arte contemporanea dedicata ai giovani artisti, con una sponda storica, la collezione. Mi sembra una bella ripresa della mostra “Aperto” della Biennale curata da me nella sua prima e ultima edizione: ‘80 e ‘93”. Per saperne di piu vedi questo post: http://pensiericonvulsi.blogspot.com/2006/12/venezia-un-palazzo-per-due.html
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:42 | link | commenti
categorie: venezia, arte, musei
mercoledì, 04 aprile 2007

Approvato allargamento Tate Modern gallery

E' stato approvato dalle autorità locali londinesi il progetto da 340 millioni di sterline (circa 500 millioni di euro) firmato dagli architetti Herzong & de Meuron per l'allargamento della Tate modern gallery. Furono sempre Herzog & de Meuron a convertire la vecchia centrale elettrica in museo; museo che stimava di ricevere 1.800.000 visitatori all'anno, invece degli attuali 5 millioni che hanno trasformando la Tate gallery in uno dei musei piu visitati del pianeta e a costringerla a dover aggiungere un 60% in piu di superficie per rendere piu agevole l'accoglienza dei visitatori oltre che per aumentare lo spazio espositivo.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:16 | link | commenti
categorie: news, arte, londra, musei, inghilterra
lunedì, 19 marzo 2007

Task force dall'Egitto per il museo di Torino

Team di archeologi atteso a Torino per l'ampliamento del Museo Egizio

Una missione di archeologi egiziani, guidati da Gaballah Ali Gaballah, ex direttore del Supremo Consiglio per le Antichità del Cairo, giungerà in Italia nelle prossime settimane allo scopo di esaminare gli studi di fattibilità relativi al progetto per l’ampliamento del Museo Egizio di Torino. Lo ha rivelato lo stesso archeologo al quotidiano egiziano Daily Star, spiegando che il complesso di Torino custodisce la seconda collezione di antichità egizie più prestigiosa al mondo, dopo quella del Cairo. «Uno dei pezzi più rari del museo di Torino - dice Gaballah - è costituito dal Papiro Reale su cui sono riportati i nomi dei sovrani dall’era pre-dinastica alla 17esima dinastia. Le date dei loro regni sono state incise con minuzia e comprendono giorno, mese e anno». L’archeologo ha rivelato inoltre che «i progetti di rinnovo riguardano l’architettura, la tecnologia come anche l’organizzazione dell’esposizione» per un costo complessivo di 54 milioni di euro e che «sono in corso trattative per annettere al complesso altre costruzioni circostanti il museo per ampliare lo spazio espositivo». Dei 33mila pezzi della collezione torinese, infatti, solo seimila sono esposti al pubblico. Obiettivo del restauro sarà anche quello di portare allo spazio espositivo reperti che oggi si accumulano nei magazzini. Fondato nel 1824 da Carlo Felice con l’acquisizione della raccolta del console di Francia in Egitto, il piemontese Bernardino Drovetti, e successivamente arricchito dagli scavi di Ernesto Schiaparelli, il museo egizio di Torino documenta la storia e la civiltà dell’Egitto dall’era paleolitica all’epoca copta, con pezzi e raccolte organiche di oggetti d’arte e d’uso quotidiano e funerario.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:28 | link | commenti
categorie: archeologia, news, arte, storia, musei, egitto
venerdì, 16 marzo 2007

«L'ANNUNCIAZIONE» E' GIUNTA A TOKYIO SENZA DANNI

Il celebre dipinto di Leonardo Da Vinci è arrivato nella capitale giapponese senza essere minimamente danneggiato, ed è stato portatoalla sede della mostra «La mente di Leonardo». E' la prima volta che il dipinto lascia gli Uffizi di Firenze, da quando era stato appeso alle sue pareti nel 1867.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:53 | link | commenti
categorie: giappone, arte
lunedì, 12 marzo 2007

L'Annunciazione di Leonardo parte per Tokio

Il direttore del museo fiorentino rifiuta di assistere ai lavori

Uffizi: staccata l'Annunciazione di Leonardo

Il capolavoro è destinato a una mostra in Giappone. Il sovrintendente Acidini: «Siamo nelle mani della Provvidenza» FIRENZE - Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, non ha voluto presenziare al distacco dell'«Annunciazione» di Leonardo da Vinci. Il dirigente del museo fiorentino, infatti, è sempre stato contrario al trasferimento del capolavoro leonardesco in Giappone per una mostra. Natali si è assicurato fino all'ultimo momento che tutto andasse secondo quanto è stato pianificato per garantire la massima sicurezza al quadro, ma ha preferito restare dietro le quinte. L'opera, una tavola di 217x98 cm è assicurata per 100 milioni di euro. L'Annunciazione è stata messa in una cassa di legno di 3x1,70 metri con rinforzi in acciaio. «SIAMO NELLE MANI DELLA PROVVIDENZA» - «Se non avessimo ottenuto tutte le garanzie e se la tavola di Leonardo fosse stata in condizioni anche di lieve precarietà, mi sarei incatenata», ha commentato Cristina Acini, sovrintendente degli Uffizi. «Perché di fronte a un qualunque problema, anche minimo, i tecnici hanno il dovere di far sentire la loro voce». I due sponsor giapponesi, la tv Nhk e il quotidiano Asahi Shimbun si sono accollati l'intero costo del trasferimento a Tokyo. «Ci sono momenti che vanno affrontati con i nervi saldi», ha detto Acidini. «Siamo sicuri che ci siamo attrezzati al meglio di quanto umanamente era possibile, ricorrendo a tecnologie sofisticate sia giapponesi che italiane per garantire la conservazione dell'opera. Per il resto siamo nelle mani di ciò che qualcuno chiama Provvidenza e qualcun altro fato». PROTESTE - Il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, nelle scorse settimane aveva definito il prestito dell'Annunciazione «un sacrificio eccezionale, ma necessario». Il senatore di Forza Italia Paolo Amato si è incatenato a una delle prime colonne del Loggiato degli Uffizi per protestare contro il trasferimento a Tokyo dell'Annunciazione. «Protesto contro l'arroganza del ministro Rutelli, che ha deciso tutto da solo e senza spiegare il perché a nessuno», ha affermato Amato. «Rutelli ha inoltre violato l'art. 66 del codice dei beni culturali». A TOKYO VIA ROMA - L'opera sarà trasportata in camion, scortata dalla polizia, e arriverà a Roma in giornata. Martedì il quadro sarà imbarcata su un'aereo per Tokyo, dove rimarrà per quasi tre mesi. L'opera di Leonardo ha però lasciato la Galleria degli Uffizi (dove è entrata nel 1867) altre tre volte: è stata infatti data alla Mostra di arte italiana da Cimabue a Tiepolo, che si è svolta a Parigi nel 1935; alla mostra su Leonardo da Vinci allestita a Milano nel 1939 ed è stata trasportata nel 1940 alla Villa di Poggio a Caiano e da qui a Camaldoli il 31 ottobre dello stesso anno. È tornata definitivamente agli Uffizi il 17 giugno 1945 dove è stata nuovamente esposto a partire dal 24 giugno 1948.

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Berlusconi a Maastricht, shopping milionario

A Maastricht si tiene il Tefaf, acronimo di The European Fine Arts Fair che sintetizza la più grande fiera di arte e antiquariato del pianeta, e tra galleristi, direttori di musei e Milliardari e sbarcato col suo Jet anche Silvio Berlusconi scortato dal suo gallerista di fiducia Cesare Lampronti, il Cavaliere si è informato a lungo su una splendida tela di Jacques Louis David, «La collera di Achille», valore 9 milioni di dollari. Ma poi non ha staccato l'assegno. Tuttavia il suo shopping è stato ricco: due vedute veneziane del Settecento di Apollonio Domenichini; due Paesaggi romani del fiammingo Jan Frans Van Bloemen; «Il Giudizio di Paride» del secentesco Giovanni Odazzi; altri due dipinti del '700 e di fine '800 e una scultura in bronzo del '900. Gli esperti a Maastricht parlano di una spesa tra il milione e il milione e mezzo di euro.
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