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Il Blog di Giulio Stevanato

mercoledì, 12 agosto 2009

Questa notte scompaiono gli anelli di Saturno

Una volta ogni quindici anni scompaiono alla vista. Galilei osservò per primo la sparizione
SATURNO, il re dei pianeti, così soprannominato per quei suoi affascinanti anelli che lo circondano all'equatore, questa notte li sottrarrà alla vista di tutti i telescopi terrestri. Un illusione ottica che si produce nel momento in cui il pianeta viene a trovarsi in un punto particolare della sua orbita attorno al Sole. E' la riflessione della luce della nostra stella sulle particelle di ghiaccio di cui sono (in parte) composti gli anelli che li rende visibili ai nostri occhi. "Ma una volta ogni 15 anni essi ci appaiono di "taglio", in una situazione dove l'angolo tra i raggi solari e gli anelli risulta così piccolo che la luce riflessa è praticamente nulla ed è per questo che pur continuando a roteare attorno al grande pianeta essi sembrano volatilizzarsi" spiega Fabio Peri, Direttore del Planetario di Milano. L'ultima volta che si verificò il fenomeno risale al 1995, quando i telescopi di tutto il mondo approfittarono dell'oscuramento degli anelli (fenomeno che rende più dettagliato l'intero Saturno) per studiare il pianeta. Fu proprio allora che il telescopio spaziale Hubble scoprì alcuni nuovi satelliti. La sparizione degli anelli è nota da quando li osservò inconsapevolmente Galileo Galilei. A dire il vero poiché il telescopio di Galileo, nel 1610, era assai poco potente egli pensò di aver osservato, anziché gli anelli, due satelliti di grosse dimensioni che si trovavano esattamente a destra e a sinistra del pianeta. E così rimase attonito quando nel 1612 quelli che per lui erano satelliti scomparvero alla vista. Scrisse: "Non so proprio cosa dire, sembra la storia di un romanzo". In realtà era la prima volta che un uomo si imbatteva con gli anelli posti di taglio. OAS_RICH('Middle'); Oggi comunque non c'è più bisogno di attendere l'evento della "sparizione" degli anelli per meglio scandagliare la superficie di Saturno, perché attorno ad esso, dal 2004, vi è una sonda della Nasa e dell'Esa, la Cassini (dal nome di colui che scoprì che tra gli anelli vi era almeno uno spazio) che sta studiando in dettaglio il pianeta, i suoi satelliti e gli anelli. E proprio in questi giorni la sonda ha scoperto l'ennesimo satellite all'interno dell'anello B e una strana struttura luminosa che fuoriesce verticalmente dall'anello F. Le lettere definiscono i diversi anelli (7 sono i principali) che a cerchi concentrici, ma distanziati da "divisioni" più o meno grandi, formano quelli che generalmente vengono chiamati nel loro insieme gli "anelli di Saturno". Essi hanno un'ampiezza di più di 275.000 km, una larghezza sufficiente a riempire la maggior parte dello spazio tra la Terra e la Luna, ma il loro spessore è enormemente inferiore, in quanto si aggira attorno ai 2-3 km. Gli anelli sono composti da corpi di dimensioni che vanno da pochi centimetri fino a circa un chilometro di diametro e sono composti principalmente da cristalli di ghiaccio, silicati e forse da grani di ferro di origine meteorica. Se tutto il materiale venisse compresso in un unico oggetto, questi avrebbe un diametro non superiore ai 100 km. Ancora non è certa l'origine degli anelli. Un'ipotesi vuole che essi siano il risultato della frantumazione di uno o più satelliti che orbitavano vicini a Saturno e sui quali la forza gravitazionale del pianeta ha agito fino a distruggerli. Un'altra vuole che essi siano il prodotto di una collisione tra una cometa e un satellite saturniano e un'altra ancora che sia il rimasuglio di ciò che portò alla formazione del grande pianeta che non riuscì ad organizzarsi in un satellite in seguito alle forti perturbazioni gravitazionali create dal pianeta stesso. Una cosa sembra certa però, che se oggi gli anelli scompaiono e ricompaiono non è lontano il giorno (parlando in termini astronomici) in cui scompariranno per sempre. Sembra infatti, che la loro vita non potrà protrarsi per più di qualche milione di anni ancora, dopo di ché, la forza di gravità di Saturno li farà cadere nell'atmosfera, volatilizzandoli per sempre.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 09:48 | link | commenti (3)
categorie: astronomia
venerdì, 08 maggio 2009

Viaggiare più veloci della luce

Due fisici statunitensi stanno studiando la possibilità di superare realmente questo limite
MILANO - Avete mai pensato di viaggiare a bordo dell’Enterprise alla velocità della luce? O addirittura di superarla? Il vostro sogno potrebbe diventare realtà. Mentre cresce la febbre per l’uscita al cinema dell'undicesimo film della saga di Star Trek, due scienziati americani stanno studiando una nuova possibilità per raggiungere la «propulsione a curvatura». E per il momento non avrebbero trovato alcun impedimento che vada a scontrarsi con le leggi della fisica. PROPULSIONE A CURVATURA - Per chi non fosse un seguace della celebre saga televisiva e cinematografica, la velocità di curvatura consente ai terrestri protagonisti della storica serie tv degli anni Sessanta di creare le premesse per il primo contatto con i vulcaniani, la specie del celeberrimo Spock, già in possesso della tecnologia e che, per prassi, instaura rapporti esclusivamente con civiltà che ne se sono giunte a conoscenza. Un motore a curvatura, in termini semplici, avrebbe un effetto simile a quello di un elastico, contraendo lo spazio davanti alla navicella e dilatando quello retrostante.
LO STUDIO - Secondo quanto riportato dal sito statunitense Science Daily , due fisici americani sarebbero al lavoro per realizzare questa spinta fantascientifica nel mondo del reale. Gerald Cleaver e Richard Obousy, infatti, sono convinti che manipolando una porzione di spazio attraverso un’ingente concentrazione di energia si potrebbe arrivare alla creazione di una «bolla» in grado di spingere l’astronave a una velocità ben superiore rispetto a quella della luce. Un effetto del tutto simile a quello derivante dal cavalcare un’onda. Presupposto necessario agli studi dei due scienziati è la M-theory , un recente sviluppo della Teoria delle stringhe che aumenta le dimensioni dell’universo a undici. Sarebbe, infatti, proprio attraverso l’intervento in questa undicesima dimensione che si creerebbe l’energia necessaria a questa super propulsione, nello stesso modo in cui potrebbe essersi espanso l’universo dopo il Big Bang.
FUTURO LONTANO - La Teoria della relatività di Einstein non esclude la possibilità di superare la velocità della luce, ma asserisce che per farlo sarebbe necessaria una quantità di energia infinita. Quantità che invece Cleaver e Obousy hanno ricalcolato e che risulterebbe pari "soltanto" all’intera massa di Giove. Il viaggio interstellare alla ricerca di nuovi mondi e nuove civiltà potrebbe diventare qualcosa di più di un semplice espediente cinematografico, anche se probabilmente passerà molto tempo prima che si riesca a creare la tecnologia in grado di sfruttare questo tipo di energia.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:28 | link | commenti (1)
categorie: scienza, astronomia, fantascienza, spazio, aerospazio
sabato, 10 gennaio 2009

Una tempesta solare ci spegnerà

Nel 2012 minaccia di ripetersi il potente fenomeno magnetico che nel 1859 mandò in tilt le telecomunicazioni: dall'elettricità al telefono ai sistemi di sicurezza, sono a rischio blackout tutti i servizi essenziali
La notizia è di quelle che faranno tremare, in primo luogo, i rappresentanti duri e puri della generazione “always on”: quelli sempre connessi, via web - ovviamente wireless -, via cellulare, via bluetooth, via satellitare. Ma le conseguenze dell’allarmante scenario dipinto dalla Nasa per il 2012 minacciano, in realtà, la vita quotidiana di tutti e, addirittura, la sicurezza nazionale di qualsiasi paese dotato anche di un minimo sistema di telecomunicazioni: fra tre anni, infatti, potrebbe ripetersi l’intensa tempesta solare che nel 1859 “spense” completamente le tecnologie di comunicazione negli Stati Uniti e in Europa. Ma se 150 anni fa ad andare in tilt furono “soltanto” le reti del telegrafo, in un mondo in cui le telecomunicazioni sono base fondante di innumerevoli attività, “una replica attuale di quell’evento potrebbe causare una devastazione economica e sociale significativamente più ampia e potenzialmente catastrofica”, affermano i ricercatori dell’Accademia nazionale delle scienze, che hanno condotto lo studio commissionato dall’ente spaziale americano. La colpa è della cosiddetta “fase attiva”, che il Sole attraversa ogni 11 anni: durante questo particolare periodo, la nostra stella può generare tempeste magnetiche più o meno potenti, capaci, a seconda della minore o maggior intensità, di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la sicurezza degli astronauti o addirittura, in casi eccezionali come quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia. Quando uno di questi sistemi salta, le conseguenze a cascata sono rapide e gravi: “L’impatto della tempesta potrebbe ricadere su strutture interconnesse, con effetti devastanti: la distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così via”, prevede la Nasa. Ma quel che è peggio, scrive l’équipe diretta da Daniel Baker, direttore del Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale dell’Università del Colorado, è che “i servizi d’emergenza potrebbero essere interrotti e il controllo sul paese completamente perso”: l’unico modo di evitare che questo avvenga è cercare di arrivare preparati all’appuntamento con questa “Katrina spaziale”, studiando in modo ancor più approfondito le tempeste magnetiche e intervenendo per rafforzare le difese delle tecnologie più delicate. “Un fallimento catastrofico delle infrastrutture commerciali e governative, nello spazio e sulla Terra, può essere mitigato incrementando la preparazione della gente su questi temi, rafforzando le strutture vulnerabili e sviluppando sistemi avanzati pre la previsione delle tempeste”, conclude la ricerca, “Senza azioni o piani di prevenzione, l’accresciuta dipendenza da tecnologie avanzate, ma sensibili ai fenomeni spaziali potrebbe rendere la nostra società molto vulnerabile in futuro”.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 09:35 | link | commenti (1)
categorie: tecnologia, astronomia
martedì, 06 gennaio 2009

La Via lattea è del 50% più grande

Dalle foto e rappresentazioni pubblicate sulla via lattea si poteva pensare che gli astronomi avessero un idea precisa delle dimensioni di quest’ultima… nei fatti nuove osservazioni fanno pensare che le dimensioni della via lattea siano state ampiamente sottostimate; gli ultimi studi fanno pensare che sia di almeno il 50% piu grande…
Per saperne di piu leggi l’articolo di wired….
http://blog.wired.com/wiredscience/2009/01/milkyway.html
postato da: CesareAugusto82 alle ore 19:01 | link | commenti
categorie: astronomia, spazio
martedì, 30 dicembre 2008

Nello spazio l’Italia è ancora grande

In campo astronomico, astrofisico ecc.. la ricerca scientifica italiana riesce ancora a fare grandi cose, riesce ancora ad eccellere…. Speriamo di non fottere (scusate il termine ma rende l’idea meglio di tante altre parole) anche questa eccelenza dopo aver mandato in malora la Chimica, la farmaceutica, l’elettronica ecc….
Leggete l’articolo sotto tratto da Corriere.it per saperne di piu.
scelte dalla Società Americana di Fisica (Aip)
Cinque ricerche dell'Agenzia Spaziale Italiana fra le top dell'anno
Geyser di Encelado, nubi di Venere, ghiaccio su Marte, «lampo gamma» e materia oscura
ROMA - Anno da record, il 2008, per l'Agenzia spaziale italiana (Asi). Infatti nella lista dei più importanti risultati della Fisica per l'anno 2008, riportata sul numero 879 di dicembre dell«American Institute of Physic Bullettin of Research News» e divisa in dieci aree tematiche, spiega una nota Asi, «Ben cinque riguardano ricerche condotte da missioni spaziali che vedono l'Asi in primo piano». Insomma: «Un un gran bel risultato per i ricercatori italiani e per l'Agenzia», commenta soddisfatto Enrico Flamini, a capo dell'Unità osservazione dell'Universo dell'Asi.
LE SCOPERTE ITALIANE - In testa alla classifica assoluta c'e' la scoperta di materiali superconduttori e l'inaugurazione del più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) di Ginevra. I riconoscimenti che hanno coinvolto l'Asi hanno riguardato L'Asi sono i seguenti.
- La scoperta dei geyser d'acqua su Encelado, effettuata dalla sonda Cassini, una missione congiunta Nasa-Asi-Esa con un contributo determinante dello spettrometro italiano Vims.
- La scoperta di depositi di ghiaccio su Marte al di fuori dei poli fatta da ambedue i radar dell'Asi, Marsis a bordo della sonda europea Mars Express, e Sharad, sulla sonda Nasa Mars Recoinassance Orbiter
- La determinazione delle strutture delle nubi di Venere, che ha visto il sostanziale contributo dello strumento Virtis, evoluzione di Vims, sulla sonda europea Venus Express.
- Il più brillante «lampo gamma» mai osservato, proveniente da un oggetto distante 7 miliardi di anni luce, fatta da Swift, missione Nasa con un fondamentale contributo italiano.
- L'evidenza di un eccesso di elettroni, con energia di centinaia di GeV, nei raggi cosmici misurata della missione Pamela, che è interpretata come possibile evidenza dell'annichilazione di particelle pesanti della materia oscura.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 13:18 | link | commenti (3)
categorie: scienza, astronomia
mercoledì, 24 dicembre 2008

Orione

Stasera prima di infilarmi sotto le coperte sono uscito sul terrazzo a vedere se la nebbia si era levata ed ecco la sorpresa di un cielo limpidissimo ed una volta celeste luminosa come poche altre volte durante l’anno.
Su tutto spiccava Orione il cacciatore, come sempre arrogante e vanitoso. Questa costellazione se non è la piu brillante è di certo la piu riconoscibile ed il suo incedere durante la sua eterna migrazione da est a ovest appare solenne ed imponente;  sembra quasi che le altre costellazioni si facciano da parte per lasciarle spazio.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 00:15 | link | commenti (2)
categorie: astronomia
giovedì, 16 ottobre 2008

Contattare gli Alieni

Premetto che io credo abbastanza agli Alieni, però mi chiedo se era il caso per questi scienziati che si lamentano sempre di essere senza fondi ecc… di sperperare fondi e tecnologie costosissime per mandare messaggini anche piuttosto banali verso presunti mondi alieni….
Leggi sotto l’articolo del Corriere della Sera…..
 
LANCIATI da uno dei più grandi radiotelescopi
Bush, ghiacci alla deriva, tv: messaggi nello spazio per il «gemello» della Terra
Un'onda radio li sta trasportando in direzione di Gliese 581c. Per raccontare l'uomo e il suo pianeta
Ma che cosa penseranno gli abitanti del pianeta «Gliese 581c» quando riceveranno le foto di Hillary Clinton che arringa la folla, di George Bush che fa una delle sue noiosissime conferenze stampa, di due fidanzati che si baciano appassionatamente, o di un orso polare che va alla deriva fra i ghiacci che si sciolgono? Oppure quando leggeranno email del tipo : «I nostri corpi sono fatti di scheletro e carne e disponiamo di cinque sensi…e voi?». O, ancora: «Il nostro passatempo preferito è starcene seduti davanti alla televisione…». «Che cosa penseranno lo sapremo fra circa 40 anni, quando riceveremo la risposta - sentenzia fiducioso il professor Alexander Zaitsev, capo dell’Istituto di Ingegneria Radio Elettronica dell’Accademia russa delle Scienze-. Infatti, il segnale che abbiamo lanciato il 9 ottobre scorso verso Gliese 581c impiegherà venti anni per arrivare e altrettanti per tornare, in caso di risposta, s’intende».
MUSICHE E IMMAGINI - Il segnale di cui parla Zaitsev è un’onda radio che viaggia alla velocità di 300 mila km al secondo (oltre un miliardo di km l’ora) in cui sono state inserite immagini, messaggi e musiche della Terra. Un biglietto di presentazione, insomma, per fare sapere agli abitanti di Gliese 581c come siamo fatti e che cosa pensiamo in generale, senza andare troppo per il sottile. Il professor Zaitsev rivendica il primato di questo che lui definisce «l’approccio democratico alle comunicazioni con gli extra terrestri». Finora, riassume il radioastronomo russo, la ricerca di un contatto con eventuali civiltà esistenti in pianeti lontani è stata fatta, principalmente, ascoltando e tentando di decifrare i segnali elettromagnetici che ci provengono dal cosmo, nella speranza che fra tanti rumori di origine naturale, emessi dalla materia stessa, ce ne fosse qualcuno artificiale, prodotto dai nostri remoti «fratelli». Con questo obiettivo, fin dagli anni ’60, era stato avviato il progetto Seti: Search for extra terrestrial intelligence, consistente nell’ascolto sistematico di «rumori cosmici» per mezzo dei grandi radiotelescopi.
PIANETA SIMILE - Ma Zaitsev, e gli altri che la pensano come lui, si sono scocciati di stare semplicemente ad orecchiare: «Anche perché –osservano- c’è sempre la possibilità che fra le varie presunte intelligenze extraterrestri prevalga un atteggiamento passivo, di preferire che per primi si espongano gli altri, piuttosto che manifestarsi subito». Di qui l’idea di lanciare, in opposizione a Seti, il programma Meti: Messaging to Extra Terrestrial Intelligence, che intende privilegiare il parlare, piuttosto che l’ascoltare. Così nei mesi scorsi, in collaborazione con Bebo, un social network in cui milioni di utenti condividono le proprie esperienze (www.bebo.com), i radio astronomi di Meti hanno lanciato una specie di concorso mondiale per la selezione dei 500 più significativi messaggi multimediali terrestri. Hanno impacchettato il tutto in un dvd che poi, trasformato in impulsi elettromagnetici, è stato lanciato nello spazio alla volta del pianeta Gliese 581c, per mezzo di uno dei più grandi e potenti radiotelescopi del mondo: il Radar Telescope RT-70 della Agenzia spaziale ucraina, che si trova nella città di Evpatoria, in Crimea, ed è dotato di un’antenna parabolica di oltre 70 metri di diametro. Ma perché proprio verso Gliese 581c? «Perché è uno dei più promettenti pianeti extra terrestri scoperti di recente, quello che sembra avere le caratteristiche più simili al nostro pianeta», risponde Oli Madgett, il giovane direttore scientifico della missione di messaging extraterrestre. Infatti, il presunto gemello della Terra è stato scoperto nel mese di aprile del 2007 da un gruppo di astronomi svizzeri, francesi e portoghesi che operano dall’Osservatorio europeo del sud, nelle Ande cilene.
DISTANZA RIDOTTA - Dopo accurate analisi si è visto che Gliese 581c è un mondo poco più grande e pesante della Terra, che orbita attorno a una stella più fredda del nostro Sole (una nana rossa, come dicono gli astronomi). Ma poiché il pianeta gira attorno alla sua stella a una distanza molto più ravvicinata rispetto a quella Terra-Sole, riesce a trarre lo stesso calore. Insomma, sembra proprio un mondo corredato di acqua e atmosfera e quindi potenzialmente adatto per la vita e per ospitare una civiltà evoluta. Per di più la sua distanza da noi è di una ventina di anni luce, come dire a due passi, considerate le distanze cosmiche, tanto che il dialogo fra noi e i «gliesi» potrebbe svolgersi a botte e risposte intervallate di «appena» quarant’anni! «Sempre che –commentano i soliti scettici- vedendo tutta quella congerie di immagini e frasi futili, gli extraterrestri non decidano che si tratti di spam e cestinino il messaggio senza nemmeno aprirlo!».
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:48 | link | commenti (1)
categorie: scienza, astronomia
giovedì, 02 ottobre 2008

Buon Compleanno Telescopio

Il telescopio compie 400 anni, infatti la nascità del mezzo che ha regalato a Galileo gloria scientifica e problemi con Santa Romana Chiesa e che piu di qualsiasi altro mezzo a ridefinito la nostra posizione nel cosmo risale al 1608 ed è opera degli olandesi Hans Lippershey, Zacharias Janssen and Jacob Metius.

(Tratto da http://technologyrevelation.blogspot.com/)

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:38 | link | commenti (2)
categorie: astronomia
giovedì, 24 aprile 2008

Colonizzare lo Spazio

«La decisione di emigrare nello spazio cambierebbe completamente il futuro della razza umana e da questa scelta potrebbe dipendere anche la sopravvivenza stessa della nostra specie. Chi si oppone alla colonizzazione dei corpi celesti - come la Luna e Marte - si comporta come coloro che intralciarono Cristoforo Colombo. >>

Stephen Hawking

postato da: CesareAugusto82 alle ore 09:47 | link | commenti (1)
categorie: astronomia, fantascienza, aerospazio
sabato, 13 ottobre 2007

Usa: si accende il telescopio per captare gli alieni

NEW YORK Sarà forse un piccolo passo per la ricerca di E.T., ma sicuramente un balzo enorme nel campo della radio-astronomia. Come riportato dal New York Times, saranno messe in funzione oggi tra le valli di Hat Creek, in California, le prime antenne paraboliche giganti del progetto Allen Telescope Array, che sarà in grado di ampliare notevolmente le capacità umane di ascoltare i suoni dell’universo nella speranza di captare segnali radio prodotti da civiltà extraterrestri. Quando sarà completo, il progetto conterà un totale di 350 antenne ciascuna del diametro di 6 metri, che opereranno all’unisono come un unico telescopio gigante. Oggi saranno messe in funzione le prime 42 parabole. «È come tagliare il fiocco della Nina, la Pinta e la Santa Maria - ha commentato con soddisfazione Seth Shostak, atronomo del Seti Institue, California, facendo riferimento alle tre caravelle usate da Cristoforo Colombo per la scoperta dell’America. Lo scienziato ha anche sottolineato che è la prima volta che un telescopio radio viene progettato esclusivamente con lo scopo di intercettare suoni alieni. Il nome progetto è dedicato all’imprenditore Paul G. Allen, co-fondatore di Microsoft con Bill Gates, che ha donato 25 mililioni di dollari. «Se troveranno qualcosa mi chiameranno per primo - ha detto - ma fino ad ora il telefono non ha ancora suonato».
postato da: CesareAugusto82 alle ore 21:50 | link | commenti
categorie: astronomia
venerdì, 13 aprile 2007

Lo spettacolo delle Pleiadi

Le chiamano "le sette sorelle" e in questa immagine, appena inviata dal telescopio spaziale Spitzer, sembrano galleggiare su un letto di nuvole. Sono le Pleiadi, stelle distanti più di 400 anni luce nella costellazione del Toro. Proprio in questo periodo, possono essere osservate appena al di sopra di Venere

 

postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:29 | link | commenti
categorie: immagini, astronomia
lunedì, 26 febbraio 2007

Sabato l'ombra della Terra spegnerà la Luna

L’ombra tonda della terra che intacca il disco della Luna piena e in poco più di un’ora lo inghiotte, trasformando il nostro satellite in una sfera color sangue. Poi il graduale arretramento di quell’ombra cupamente rossastra e il ritorno della Luna al suo candido splendore. E’ lo spettacolo che potremo vedere nella notte tra sabato 3 e domenica 4 marzo da tutta l’Europa, dall’Africa e parte dell’Asia. Era dal 28 ottobre 2004 che non si verificava una eclisse di Luna così favorevole per chi osserva il cielo dall’Italia. Non solo per l’orario, ma anche per il giorno prefestivo e festivo, tutti potranno assistere all’eclisse, persino chi va in discoteca o chi ne esce. Chi poi ha abitudini pantofolaie, non si preoccupi: vale la pena di perdere qualche ora di sonno sabato sera, domenica mattina potrà dormire in pace. Abbiamo una eclisse totale di Luna quando il nostro satellite attraversa completamente il cono d'ombra formato dalla Terra. Ad ogni lunazione Sole, Terra e Luna si trovano allineate in quest’ordine, ma perché l’eclisse avvenga occorre che la Luna piena si verifichi in prossimità dei nodi, cioè dei punti nei quali il piano dell’orbita lunare interseca quello dell’orbita terrestre, una coincidenza relativamente rara. La Luna appare rossastra in quanto il cono d’ombra proiettato dalla Terra non è del tutto buio ma è un po’ inquinato da luce solare rifratta dall’atmosfera terrestre: l’assorbimento più o meno forte a seconda dei colori fa sì che prevalga la componente rossa. Dalla colorazione e dalla maggiore o minore oscurità dell’ombra è possibile anche ricavare qualche indicazione sulla quantità di polveri in sospensione nell’atmosfera e sull'attività solare. L’oscurità di una eclisse di Luna si valuta sulla Scala Danjon, che va da 0 (massimo oscuramento) a 4 (eclisse chiara, color arancio).
Ecco gli orari delle fasi principali dell’eclisse:
Inizio Eclisse: 22h 30m
Inizio Totalità: 23h 43m
Massimo dell'Eclisse: 00h 20m
Fine Totalità: 00h 58m
Fine Eclisse: 02h 11m
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:20 | link | commenti (2)
categorie: news, astronomia
martedì, 30 gennaio 2007

si è rotta la telecamera del telescopio spaziale Hubble

La supertecnologica fotocamera a bordo del telescopio spaziale Hubble ha smesso di funzionare lo scorso fine settimana e due dei suoi principali elementi sono difficilmente riparabili. Lo hanno riferito alcuni tecnici della Nasa. La fotocamera di ultima generazione, progettata per fotografare larghe porzioni dello spazio, si è spenta dopo che un corto circuito ha messo fuori uso un fusibile, ha detto al telefono Preston Burch, dell'agenzia spaziale. Sull'osservatorio orbitante si è attivato automaticamente il "safe mode" - una modalità che "manda in letargo" il satellite motivi di sicurezza - alle 13.34 ora italiana di sabato scorso. Hubble è tornato alla normale attività alle 8 di domenica e le operazioni scientifiche dovrebbero ricominciare alla fine di questa settimana, anche senza la fotocamera. Delusione "Ovviamente siamo molto delusi da questo incidente soprattutto per la popolarità della nostra fotocamera presso la comunità degli astronomi", ha detto Burch. "Comunque il telescopio è ancora robusto e può dare ancora molto in termini di ricerca, quindi continueremo a sfruttarlo al meglio". Due dei componenti principali della fotocamera si sono guastati e non c'è modo di ripararli se non con una missione di astronauti che eseguano la riparazione sul posto. Una missione di questo tipo è programmata per il settembre 2008, ma i due elementi non saranno riparati perché ci vorrebbero troppo tempo ed energia, e gli astronauti hanno già una lunga lista di lavori di manutenzione da eseguire, ha detto Burch. La foto camera sarà dunque sostituita con uno strumento di riserva che verrà installato durante la missione di riparazione, ha detto David Leckrone, uno scienziato impegnato nel programma Hubble.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:39 | link | commenti
categorie: news, astronomia
giovedì, 25 gennaio 2007

La cometa piu bella di sempre?

LA PIÙ BELLA DI SEMPRE? Gli appassionati di astronomia si stanno interrogando se considerare la cometa McNaught la più bella di sempre visibile dalla Terra (per lo meno degli ultimi 41 anni). Dopo essere stata visibile alcuni giorni a inizio gennaio nell'emisfero settentrionale, la cometa sta ora dando spettacolo nei cieli australi dove è visibile anche a occhio nudo. Inoltre, essendo estate, è più facile trovare cieli sereni. Secondo le previsioni degli astronomi, la cometa avrebbe dovuto distruggersi nel Sole il 12-13 gennaio a causa del suo passaggio ravvicinato. Invece è passata indenne accanto all'astro e ora la sua coda è più brillante che mai, come si nota in questa foto (Dave Curtis/Reuters) scattata a Dunedin, in Nuova Zelanda

postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:38 | link | commenti (2)
categorie: astronomia
martedì, 23 gennaio 2007

ASTROFISICI IN RIVOLTA: TAGLI ANCHE ALLE STELLE

L’astronomia italiana è in crisi. Non ci sono i soldi per pagare i progetti, per far fronte alle spese per gli Osservatori e la strumentazione scientifica, mancano i fondi per la ricerca. C’è anche il rischio di perdere i finanziamenti europei del settimo programma quadro. «Senza fondi», spiega l'astrofisico Franco Pacini, «diventa impossibile anche partecipare ai progetti di finanziamento dell'Unione, così come ci sono serie difficoltà per l'Italia a partecipare al progetto per i nuovi grandi telescopi dal diametro di 40 metri». La situazione è così grave che in questi giorni molti Osservatori italiani – Bologna, Padova, Trieste, Milano, Torino, Napoli, Catania – stanno chiedendo al ministro dell'Università e della Ricerca Fabio Mussi le dimissioni del presidente dell'Istituto nazionale di astrofisica Piero Benvenuti. Che la situazione interna all'Inaf sia critica lo dimostra del resto anche il fatto che giovedì scorso si sono dimessi dal loro incarico i 12 membri del consiglio scientifico dell'ente. Una protesta clamorosa, cui si aggiunge una serie di altre richieste, come la partecipazione della comunità scientifica alla gestione dell'ente, il decentramento della funzioni amministrative, un cambio generazionale al vertice dell'Inaf, l'assicurazione delle risorse economiche per partecipare con un ruolo primario alle iniziative dell'astrofisica moderna. Ma a lamentarsi per la mancanza di fondi destinati alla ricerca all'inizio di gennaio era stato lo stesso presidente dell'Inaf Benvenuti: «Il taglio si tradurrà nella perdita del ruolo predominante che l'astrofisica italiana si è costruita nel mondo. E tutto questo è in contrasto con l'interesse del Paese». Per ora, come le stelle di Cronin, il ministro Mussi sta a guardare.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:45 | link | commenti (1)
categorie: astronomia
domenica, 21 gennaio 2007

McNaught, la cometa più luminosa avvistata negli ultimi 40 anni

McNaught, la cometa più luminosa avvistata negli ultimi 40 anni
postato da: CesareAugusto82 alle ore 13:42 | link | commenti
categorie: astronomia