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Il Blog di Giulio Stevanato

mercoledì, 22 luglio 2009

I 10 eventi motoristici da vedere

La rivista americana Wired ha pubblicato sul suo sito i 10 eventi motoristici da vedere almeno una volta nella vità; personalmente mi fa piacere che sia stata incluso anche il G.P di F1 di Monza....
Per vedere la classifica clicca qui...
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:16 | link | commenti (1)
categorie: sport, formula 1, auto
martedì, 12 maggio 2009

L'auto verde Honda sfonda in Giappone

Entrerà nella storia il comunicato rilasciato ieri dalla Japan Auto-mobile Dealers Association: per la prima volta un'auto ibrida è risultata la più venduta in uno dei maggiori mercati mondiali. In aprile la Honda ha consegnato in Giappone 10.841 modelli della Insight, la nuova berlina a propulsione mista (benzina-elettricità) che ha esordito il 6 febbraio scorso: nessun'altro modello convenziona-le, di nessuna marca, ha venduto di più. È la dimostrazione più convincente, mai arrivata finora, di come l'auto eco-compatibile - o almeno più ecologica dello standard tradizionale - stia finalmente diventando " mainstream". Un trend che sarà agevolato dagli incentivi pubblici che, in Giappone come in altri Paesi del mondo, i governi stanno introducendo per promuovere l'auto verde. E che sta facendo scattare una corsa dei costruttori: Toyota ha deciso di introdurre 4 nuovi modelli ibridi in Giappone (e 3 all'estero) entro il marzo 2010, abbassando inoltre il prezzo della nuova Prius per renderla più competitiva rispetto alla rivale Insight.
(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/ )
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:33 | link | commenti (1)
categorie: ambiente, giappone, auto
martedì, 21 aprile 2009

Schwarzenegger elogia il Green Hummer

Arnorl Schwarzenegger ha apertamente elogiato il nuovo mega suv ibrido della ummer, dotato di motore elettrico.
Ricordiamo che l'ex Terminatopr oggi governatore della california è un fanatico dei mega Suv della Hummer, e che da quando ricopre la carica di governatore della california era stato a costretto a dotarsi di un Hummer a idrogeno per rimanere fedele alla politica di taglio delle emissioni di c02 dello stato californiano; politica promossa dallo stesso governatore Terminator e che aveva come primo obbiettivo regole piu restrittive verso le emissioni degli automezzi.

(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/ )

lunedì, 02 marzo 2009

IL MIT SVELA LA SUA MACCHINA DA CORSA SOLARE

Il MIT ha svelato la sua macchina da corsa solare capace di toccare le 90 miglia orarie che parteciperà alla decima edizione del World Solar Challenge, una corsa di sette giorni  e 2000 miglia nel cuore dell’outback australiano
postato da: CesareAugusto82 alle ore 00:29 | link | commenti (1)
categorie: ambiente, tecnologia, energia, auto
venerdì, 13 febbraio 2009

Fiat sorpassa

Il mercato dell’auto crolla, e anche le vendite Fiat crollano, ma meno rispetto a quelle dei suoi concorrenti; cosi in questo mercato al ribasso Fiat supera Renault e General Motors e aggiuanta il quarto posto fra i costruttori europei.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:28 | link | commenti (1)
categorie: auto, industria
martedì, 20 gennaio 2009

Movimenti nel mondo dell’auto

La Fiat acquisisce il 35% della Chrysler, che era stata scaricata un paio di anni fà dalla Mercedes ad un gruppo di investitori e fondi d’investimento; mentre al colosso giapponese Toyota scelgono come prossimo presidente il 52enne Akio Toyoda, nipote del fondatore del gigante automobilistico.
Poi perché si chiami Toyoda e non Toyota di cognome non lo so…. Ma sono giapponesi e si sa che sono bizzarri.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:49 | link | commenti
categorie: auto, industria
mercoledì, 17 dicembre 2008

Yoyota Prius Solare

Ecco un prototipo di toyota Prius Solare:

(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/)

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:51 | link | commenti
categorie: ambiente, tecnologia, energia, auto
giovedì, 27 novembre 2008

Il Papa avrà l'auto verde...

Vaticano al verde. Ma attenzione, guai equivocare. Il verde della Santa Sede è quello ecologico del rispetto ambientale non quello dei conti che languono. Dopo aver installato 2.400 pannelli solari sul tetto dell'aula delle udienze, la ditta tedesca che ha completato il lavoro ha proposto una versione verde della Papamobile per Benedetto XVI. La Papamobile è l'auto dotata di ampie vetrate che utilizza il pontefice per salutare le folle di fedeli che prendono parte alle udienze generali e alle cerimonie in piazza San Pietro. All'idea ha aderito entusiasta il cardinal Giovanni Lajolo, presidente della Pontificia commissione per il Vaticano: «Idea geniale. Se costa meno e può essere d'esempio, perché no?».
(tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:06 | link | commenti (1)
categorie: vaticano, ambiente, auto
lunedì, 07 luglio 2008

Toyota Prius, in arrivo un pannello fotovoltaico sul tetto

Presto la Prius andrà anche a energia solare. La più celebre vettura ibrida combina un motore elettrico a emissioni zero con batterie autorigeneranti e uno a benzina. Per la prossima primavera Toyota sta preparando un completo restyling della vettura. Una delle caratterisitiche più evidenti sarà un pannello fotovoltaico che renderà la Prius la prima automobile commerciale a sfruttare la fonte solare. Secondo l'anticipazione di «The Nikkei», giornale economico giapponese, la fascia alta della vettura che verrà messa sul mercato utilizzerà i pannelli sul tetto per fornire parte dei 2-5 kW necessari per alimentare la potenza dei condizionatori d'aria. Al momento Toyota sta lavorando sul design e su altri problemi di integrazione della struttura. Ancora non si sanno altri particolari, tra cui il prezzo della nuova Prius. I pannelli fotovoltaici dovrebbero essere forniti da «Kyocera», azienda che rifornisce case e fabbriche. Il costruttore intende produrre circa 450mila Prius nel 2009, circa il 60% in più rispetto al 2007. L'energia solare non sarà l'unica novità: l'obiettivo è aumentare le vendite con una vettura che, grazie al nuovo design e al peso inferiore, possa migliorare l'efficienza del carburante.L'idea non è nuova, anche se è la prima volta che all'integrazione provvede lo stesso produttore. Da qualche mese un'azienda californiana, la «Solar electric vehicles» propone l'integrazione di pannelli fotovoltaici sul tetto, promettendo risparmi di benzina tra il 17 e il 29%. (tratto da Progetto Nuova Energia)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:51 | link | commenti (1)
categorie: energia, auto
mercoledì, 23 aprile 2008

Un futuro verde per i Taxi neri di londra…

Sembra che i folcloristici, classici Taxi Neri di londra avranno un futuro colorato di verde…. Magari non nella carrozzeria che rimarra fedele alla tradizione e allo stereotipo che li vuole neri, ma verdi nel cuore e nel motore di certo visto che secondo i piani dalla meta del 2009 dovrebbero cominciare ad entrare in funzione quelli a motore elettrico.
 
Per saperne di piu leggi qui l’articolo del Times
(Tratto da Progetto Nuova Energia)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:03 | link | commenti
categorie: ambiente, londra, auto
sabato, 29 dicembre 2007

BMW E DAIMLER TRATTANO A TUTTO CAMPO…

A.Mal. per “Il Sole 24 Ore” - Bmw e Mercedes, si allargano le ipotesi di accordo. Secondo il «Financial Times Deutschland », che cita fonti vicine al dossier, la collaborazione tra i due colossi tedeschi non si limiterà ai motori per vetture piccole ma potrebbe estendersi allo sviluppo comune di altri componenti, come assali, sterzo e cambi. Bmw e Mercedes non hanno voluto commentare la notizia, così come avevano fatto nelle settimane precedenti sulle altre indiscrezioni riguardanti le trattative. Secondo il quotidiano i due gruppi, specializzati nell'alto di gamma, hanno bisogno di rafforzarsi nel segmento delle piccole considerando le recenti proposte della Commissione europea sulle emissioni di CO2.

Nei giorni scorsi la Bmw aveva annunciato un piano per aumentare la redditività con il taglio di «parecchie migliaia di posti di lavoro» nel 2008. Anche l'intesa con Mercedes va nel senso di ridurre i costi ed aumentare la redditività. Illustrando a settembre il piano industriale della casa di Monaco, il numero uno Norbert Reithofer aveva indicato un target di risparmi di 6 miliardi entro cinque anni. Ieri il gruppo francese Psa Peugeot Citroen ha annunciato la scelta del sito di Kaluga, a 180 chilometri da Mosca, per costruire il suo primo stabilimento in Russia. Nella fabbrica, che dovrebbe essere operativa attorno al 2010, Psa intende produrre auto di media cilindrata che rappresentano circa il 60% delle vendite di un mercato russo in fortissima crescita. L'annuncio di Psa arriva a pochi giorni dall'inaugurazione dello stabilimento della Toyota e dalla scelta di Renault come partner privilegiato della Autovaz.

Un'altra joint venture, quella annunciata venerdì scorso tra la Pininfarina e il gruppo francese Bolloré, ha continuato a spingere in Borsa il titolo dell'azienda torinese: dopo il +15,1% di venerdì, infatti, le azioni hanno guadagnato ieri un +16,57% chiudendo a 9,80 euro dopo varie sospensioni per eccesso di rialzo (restano comunque nettamente al di sotto dei 25 euro dell'inizio del 2007). L'intesa con Bolloré prevede la costituzione di una joint venture 50-50 per la produzione di un'auto elettrica che verrà prodotta in Italia e venduta (dal 2010) con il marchio Pininfarina.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 09:19 | link | commenti (5)
categorie: auto, industria
lunedì, 03 dicembre 2007

LUCHINO VUOLE SILVIO SULLA FIAT – BERLUSCONI PREFERISCE L’AUDI

LUCHINO VUOLE SILVIO SULLA FIAT – BERLUSCONI PREFERISCE L’AUDI – LO STRANIERO BLINDA MEGLIO LE AUTO E IL POLITICO LO SCEGLIE – MA PERSINO AD AGNELLI PIACEVA LA MERCEDES…

Filippo Facci per “Il Giornale”

 Luca Cordero di Montezemolo non riesce proprio a digerire che Silvio Berlusconi non usi automobili italiane: «Trovo umiliante per la Fiat e per il Paese che una persona così eminente viaggi in macchine straniere». Qualcuno ebbe a insolentirsi anche quando Berlusconi si presentò in Mercedes al funerale di Gianni Agnelli: eppure l’Avvocato, primo paradosso, amava moltissimo proprio le Mercedes. Le portava soprattutto in Costa azzurra anche perché le Fiat non erano poi tanto veloci: «Quando guidava», ha raccontato Henry Kissinger, «non rispettava limiti né segnaletica stradale. Ogni tanto imboccava le strade contromano». Nella dichiarazioni dei redditi del 2002, in compenso, Agnelli vantava tredici Panda mentre Berlusconi aveva una Bmw 750, un’Audi 100, una Mercedes 600 e una sorprendente Citroen Dyane. Manco una italiana. Le cose sembrarono poter cambiare nel 2002, quando Berlusconi, da premier, provò la nuova Lancia Thesis: disse che gli ricordava la mitica Fiat 130, che aveva a suo tempo, e improvvisò che ne avrebbe prese «almeno sei». Non ne prese nessuna. Si mormorò di alterchi con Agnelli ma altri confermarono semplici ragioni di sicurezza: le auto tedesche del Cavaliere erano particolarmente blindate e per guidarle al meglio i suoi autisti potevano seguire particolari corsi a Ingolstad.Ecco allora che due anni dopo, nel luglio 2004, Montezemolo regalò a Berlusconi una blindatissima Maserati Quattroporte: grigio Palladio, interni in pelle beige e inserti in palissandro intarsiato. Carlo Azeglio Ciampi ne aveva appena ricevuta una uguale. Il dettaglio è che Berlusconi ringraziò, ma continuò discretamente a usare la sua Audi A8 e poi anche una Mercedes. Il perché, entro certi limiti, restano affari suoi. Ma a comprar straniero, secondo paradosso, in realtà aveva cominciato il governo di centrosinistra alla fine del 2000. Le tedesche facevano forti sconti mentre il gruppo Fiat proponeva solo vecchie Lancia K o Alfa 166. Cominciò Vincenzo Visco con una notevole Bmw 745, presto imitato da Ottaviano Del Turco. Gianfranco Fini e Umberto Bossi intanto guidavano Bmw serie 5 e serie 3. Mentre Romano Prodi, il 9 agosto 2005, giorno del suo 66esimo compleanno, annunciò che si sarebbe regalato una Fiat Croma: ma venne beccato da Striscia la notizia mentre lo scarrozzavano su una Bmw serie 5. Striscia beccò su analoga auto anche Bertinotti, che peraltro si era da poco speso in un’accorata difesa del made in Italy. La beffa, per Montezemolo, fu e resta che a viaggiare italiano è rimasta giusto la sua controparte storica: i sindacati. Lancia Thesis per i tre leader confederali.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:21 | link | commenti (2)
categorie: berlusconi, auto
mercoledì, 24 ottobre 2007

Futuro da Porsche per la Volkswagen

Strada aperta alla Porsche. La Corte di giustizia di Lussemburgo ha abolito ieri le clausole speciali che tutelano la proprietà della Volkswagen in quanto non in regola con le norme europee, aprendo nuovi scenari sul futuro della più grande fabbrica automobilistica d'Europa. Il governo di Berlino ha confermato che provvederà a modificare le norme bocciate dalla Corte Europea, non più attuate da subito. E la stampa tedesca oggi non esita a parlare di svolta epocale.
Ft: soffio di liebertà nel cuore d'EuropaGerhard Schröder, l’ex cancelliere, invocò fino all’ultimo il carattere speciale della VW, simbolo del ‘capitalismo del popolo’, di fronte alle spinte per un’apertura ai mercati da parte della commissione europea. “Guardava all’azienda come ad una fortezza da difendere da qualunque nuovo venuto – scrive oggi il Financial Times - Dimenticva che gli interessi del management possono non coincidere con quelli degli azionisti. Una visione corporativa che non era nell’interesse dell’economia tedesca. Tradizionalmente le aziende tedesche, soprattutto quelle di medie dimensioni, appartengono al Mittelstand, sono finanziate dalle banche e non dal mercato come dovrebbe essere”.  La decisione della Corte europea di giustizia, insomma, apre la VW ai vantaggi che può offrire un sistema di mercato.
 La fine di una illusioneIl patto che tutelava VW e che era stato pensato per garantire i lavoratori e l’azienda in effetti ha nuociuto agli uni e agli altri, scrive oggi la Sueddeustche Zeitung . La protezione ora cade e Porsche è da un decennio sulla strada del successo. Azionisti e lavoratori qui profittano di una crescita costante che ha portato la produzione a quota 100mila unità l’anno e soprattutto garantito alti profitti, mentre VW con oltre cinque milioni di auto ha profitti troppo bassi. In una economia di mercato bisogna dire anche con difficoltà quello che è ‘sociale’ e quello che non lo è. Quella che sembrava protezione degli interessi dei lavoratori si è rivelata ben presto un fattore che oggi minaccia il loro posto di lavoro. 
L'attacco al “paradiso dei lavoratori in casa Volkswagen” ha messo a segno un altro colpo, sintetizza invece Der Spiegel: oggi si parla di passaggio alla ricetta Porsche anche per la VW. “Per i sindacalisti, fin qui, influenti nelle decisioni della VW,  cominciano tempi difficili”.
E’ la “fine dell’intimità” fra Stato ed impresa, chiosa la Frankfurter Allgemeine Zeitung.  ”La legge VW del 1960 era protezionismo allo stato puro; doveva proteggere il gruppo Volkswagen dai venti della concorrenza. Il deflettore dei venti era la restrizione dei diritti di voto: ogni azionista non poteva avere più del 20% dei diritti di voto indipendentemente dalla quota azionaria in suo possesso. E questo ha portato al ruolo determinante del land della Bassa Sassonia che ha il 20% di VW”.
I nuovi padroni del castello GolfGuarda al futuro Die Welt: ora Porsche ha le mani libere, ha già il 31% del capitale. “Alla VW aumentano i timori di una scalata definitiva, di una ristrutturazione dell’assetto societario, di un drastico cambio nelle politiche industriali”.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:41 | link | commenti (1)
categorie: auto, industria
martedì, 11 settembre 2007

SI ACCENDE LA RISERVA SUI RICAVI DI PORSCHE

Il lusso è ancora compatibile con l'ambiente? Le Porsche hanno un enorme successo, ma sono anche tra le più inquinanti al mondo. Secondo la rivista specializzata Auto Motor und Sport, la società tedesca avrebbe registrato nell'anno fiscale 2006-2007 terminato il 31 luglio un aumento dei profitti addirittura del 66%, circa 3,5 miliardi di euro rispetto ai 2,1 miliardi del periodo 2005-2006. La casa automobilistica annuncerà oggi le prime indicazioni sul bilancio appena chiuso. Molti però si chiedono se Porsche riuscirà a mantenere questo ritmo di vendite anche nel prossimo futuro. La società è in trincea: non vuole che la Commissione Europea introduca limiti generali all'emissione di gas nocivi per le auto, ma piuttosto limitazioni a seconda dei modelli. «Mi permetto di dirlo chiaramente - ha affermato Wolfgang Dürheimer, un dirigente della società tedesca - : un limite di 130 grammi di Co2 per chilometro costringerebbe Porsche a uscire di scena. Dovremmo chiudere gli stabilimenti».
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:19 | link | commenti (1)
categorie: auto, industria
giovedì, 19 luglio 2007

Ford- Volvo, divorzio in vista

Sarebbe un'operazione da sei miliardi
Non riuscirà a superare la "crisi del settimo anno" il matrimonio fra Ford e Volvo: a riferirlo è il 'Sunday Times'. Secondo fonti anonime della City citate dal giornale la cessione da parte del colosso automobilistico della controllata svedese è cosa quasi fatta. L'operazione, stando a quanto riportato dal 'Sunday', dovrebbe fruttare a Ford circa sei miliardi di euro.
A detta del 'Sunday Times' la vendita della Volvo fa parte di una strategia di "smantellamento" del suo polo europeo in risposta ad una "fosca situazione finanziaria" sul mercato americano. In realtà, sempre secondo le voci, la casa automobilista ha deciso "in linea di principio" la vendita del marchio svedese due settimane fa, ma senza indicazioni sui tempi. A testimoniarlo è il fatto che nessuna banca di investimento è stata ancora contattata per cercare un acquirente e gestire la transazione.Fonti del settore hanno detto al domenicale londinese che "i tempi e la rapidità per la vendita della Volvo dipenderanno dal grado di interesse manifestato dai costruttori automobilistici rivali e dai fondi di investimento".E già spuntano i nomi dei possibili acquirenti:Renault, Bmw, Hyundai e un qualche gruppo cinese. La Volvo rappresenta un boccone goloso per il mercato: ha 27.500 dipendenti, produce circa 500 mila vetture all'anno e- a differenza del polo di cui fa parte (Premier Automotive Group)- risulta in attivo. La decisione di Ford quindi sarebbe dettata solo dalla "montagna di debiti" che l'opprimono.Già all'inizio dell'anno la casa di Detroit era stata costretta a svendere all'inizio dell'anno la blasonatissima Aston Martin per 974 milioni di dollari e a mettre in vendita Jaguar e Land Rover per due miliardi.Intanto le fonti ufficiali non si sbilanciano e un portavoce Ford ha smentito i rumors e ha detto al giornale che "nessuna decisione e' stata presa sul futuro di Volvo".
postato da: CesareAugusto82 alle ore 00:06 | link | commenti
categorie: auto, industria
sabato, 07 aprile 2007

Cercasi Kerkorian italiano

Ha offerto 4,5 miliardi per Chrysler, chissà cosa darebbe per Telecom

Kirk Kerkorian ha offerto 4,5 miliardi di dollari per l’acquisto di Chrysler, con la sua compagnia Tracinda. L’operazione mira a coinvolgere anche i lavoratori in una ristrutturazione concordata. Kerkorian offrirà gratis una quota delle azioni alla Auto Union Workers a cui sono iscritti 65mila degli 82mila dipendenti di Chrysler. Daimler nel 1989 pagò 40 miliardi di dollari per realizzare la fusione con Chrysler. A quel tempo, Jerry Yorks, direttore finanziario della casa di Detroit, magnificò l’operazione estremamente fruttuosa per le due parti. Adesso Yorks è amministratore delegato di Tracinda. Il fatto che l’offerta di Kerkorian sia un decimo della somma allora sborsata da Daimler però si spiega con la circostanza che Chrysler è in perdita, e oberata da 15 miliardi di dollari di debiti per pensioni e assistenza sanitaria ai pensionati non coperti da cespiti. Il coinvolgimento dei lavoratori nell’azionariato è una mossa con cui Tracinda intende affrontare il problema della diluizione dell’indebitamento. Ma ciò non basta. Più delle altre grandi di Detroit, Chrysler è danneggiata dal rincaro del carburante, perché le sue auto sportive e le sue berline di grandi dimensioni bevono carburante come spugne. Perciò Kerkorian intende raddoppiare il numero dei nuovi modelli, che dovranno uscire dalla casa nei prossimi quattro anni, per modificare radicalmente l’offerta e competere con Toyota. Ci vorranno molti soldi per questi investimenti. E’ singolare che questo progetto ardimentoso in un paese come gli Usa, ormai sede di colossi del capitalismo finanziario, sia avanzato non da un fondo di private equity (per Chrysler ci sono altre offerte meno rivoluzionarie dei fondi Cerberus e Blackstone) ma da una persona fisica. C’è una cosa che colpisce in questa vicenda se facciamo il paragone con l’Europa, dove i capitalisti sono assai più guardinghi e operano specialmente tramite banche. Kerkorian offre 4,5 miliardi di dollari per comprare una società in crisi finanziaria e industriale come Chrysler. Più o meno quello che i tex-mex offrono per un’azienda con una cassa da 12,5 miliardi l’anno come Telecom. Nessuno dei nostri capitalisti ha il coraggio di investire tanto.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:45 | link | commenti
categorie: news, stati uniti, finanza, auto
mercoledì, 04 aprile 2007

In vendita Kitt, l'auto di «Supercar»

Ok, io da ragazzino impazzivo per questo telefilm

Si tratta di un pezzo da collezione: non è in regola per circolare

La vettura, esposta in un negozio californiano, costa 150 mila dollari. Il proprietario ha cercato di renderla fedele al telefim Parlava, saltava, sganciava bombe, aveva anche il pilota automatico: per molti era l'auto dei desideri. Se c'è qualcuno che sogna ancora una vettura del genere, è arrivato il momento di acquistarla. Basta sganciare 150 mila dollari. Kitt, la superaccessoriata auto protagonista di «Supercar», uno dei telefilm culto degli anni '80, è in vendita. LA SERIE - Da circa un mese la Pontiac Trans Am del 1982 è esposta in una concessionaria specializzata in classici americani, a Dublin, in California. E Kitt un classico lo è davvero: 'Supercar', la serie televisiva che ha lanciato l'attore David Hasselhoff, ha nutrito l'immaginario di una generazione e l'attuale proprietario del bolide nero dalle mille risorse, Tim Russo, conta sul venticinquesimo anniversario della serie per venderlo a qualcuno di quei fan. COLLEZIONE - Russo ha acquistato Kitt dieci anni fa in un'asta a San Diego, da allora si è dedicato alla ricerca delle parti per restaurare l'auto e renderla più fedele possibile alla Kitt del film. In realtà ancora oggi Kitt è un pezzo da collezione: non parla, non decolla e non sgancia bombe, oltre al fatto che non è in regola per circolare sulle strade. Ma le mille luci si accendono e produce anche un rumore che all'occorrenza sembra rispondere ai comandi verbali.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:38 | link | commenti (1)
categorie: news, telefilm, auto
lunedì, 26 marzo 2007

Porsche cresce in Volkswagen

PORSCHE RIALZA PARTECIPAZIONE VOLKSWAGEN AL 30,9%... (Agi/Reuters) - La casa automobilistica tedesca Portsche ha esercitato un'opzione per acquistare una quota del 3,6% di Volkswagen, rialzando la sua partecipazione al 30,9%. Salendo oltre il 30% la Porsche dovra' avanzare un'offerta agli altri azionisti Volkswagen. La Porsche intende offrire 100,92 euro ad azione ordinaria di VW, piu' il minimo legale per le privilegiate. La cifra e' inferiore ai 117,70 euro ad azione del prezzo di chiusura di venerdi' scorso. Le azioni Volkswagen sono salite di oltre un terzo quest'anno proprio in attesa dell'offerta Porsche. La Porsche, pur essendo 60 volte piu' piccola di VW per volume di vendite, controlla di fatto il colosso tedesco e dunque domina su impero che riunisce i marchi di Porsche, Volkswagen, Lamborgini, Bentley, Bugatti, Seat e Skoda, oltre ai marchi di VW, Man e Scania per quanto riguarda i tir. Avendo superato il 30% di VW la legge tedesca obbliga Porsche a lanciare un'Opa totalitaria sul gruppo automobilistico. Tuttavia il prezzo offerto, di poco superiore ai 100 euro ad azione, fa pensare che difficilmente Porsche, che per l'Opa ha raccolto 35 miliardi di euro, racimolera' molte azioni, visto che l'attuale prezzo e' di oltre 114 euro. Per questo la Porsche, dopo aver esercitato l'opzione del 3,6%, ha detto che non intende assumere la maggioranza assoluta delle azioni. Gli esperti infatti fanno notare che 100,92 euro ad azione e' un prezzo basso nella fase attuale, ma non e' basso in assoluto, visto che quest'anno il titolo VW e' salito di un terzo proprio in previsione dell'offerta Porsce. Questo significa che la Porsche probabilmente non avra' molte adesioni all'Opa, ma potra' aumentare la sua quota in futuro, senza dover lanciare altre offerte totalitarie obbligatorie e senza dover pagare un salato premium agli azionisti di VW. La Porsche ha gia' annunciato la nascita di una nuova holding che le consentira' di rimanere indipendente e di mantenere un consiglio di sorveglianza ristretto, anche se dovesse scalare completamente VW.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:20 | link | commenti
categorie: news, germania, auto, industria
lunedì, 29 gennaio 2007

Audi: 4 mln di euro sull'A.c. Milan

E' di 4 milioni l'impegno di Audi (automotive) in favore dei rossoneri del Milan nella veste di sponsor istituzionale. A svelarlo è stato in anteprima assoluta il quotidiano economico "ItaliaOggi", che ha svelato (venerdì scorso) il valore stimato dell'accordo che legherà Audi, per i prossimi due anni, all'A.c. Milan. In questa cifra è inclusa la valorizzazione della fornitura delle auto (circa 50) a tutti i giocatori e allo staff federale.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:17 | link | commenti
categorie: news, sport, milan, auto
sabato, 27 gennaio 2007

Il vero deficit delle big three

Ford, GM e Chrysler non sono al passo con i gusti degli americani La Ford chiude l’esercizio con una perdita record di 12,7 miliardi di dollari, dovuta soprattutto al cattivo andamento delle vendite negli Stati Uniti, in particolare di fuori strada. La concorrenza giapponese continua a erodere la quota di mercato di Ford. Il suo giro d’affari è sceso del 10 per cento da 177 a 160 miliardi di dollari, senza che le fosse possibile comprimere i costi di un importo corrispondente. Però le perdite di esercizio statunitensi di 6 miliardi non sono l’unica spiegazione. Infatti è andato male anche il comparto delle vetture di lusso che nel 2006 includeva Jaguar, Volvo, Land Rover e Aston Martin (in vendita). Fra poco vi sarà il consuntivo di General Motors, che sicuramente non sarà positivo, anche se migliore dello scorso anno: le perdite di esercizio dovrebbero essere azzerate, ma gli oneri finanziari generano un deficit. E si sa che anche Chrysler, controllata dalla tedesca Daimler Benz, non chiuderà in utile. Non si può dire che l’andamento negativo delle tre grandi case di auto statunitensi, che continua da qualche anno, dipenda da un vertice manageriale scadente. Infatti, la Daimler, per le proprie auto di concezione europea è in forte utile su tutti i mercati. Si potrebbe tentare di affermare che il trapianto di eccellenti manager tedeschi negli Stati Uniti non funziona, dato il diverso tipo di relazioni industriali e di marketing. Ma alla Ford lo scorso ottobre è arrivato dalla Boeing Alan Mullally, considerato un asso dei risanamenti. Per il momento Mullally non è riuscito a frenare il record di perdite del quarto trimestre (5,8 miliardi di dollari) e annuncia un altro anno negativo. C’è un ritardo culturale delle case di auto americane rispetto alle modificate preferenze del pubblico degli Stati Uniti che, in ogni fascia di mercato, ora vuole auto con minor consumo petrolifero in parte per ragioni economiche e in parte per motivi etici. La politica americana incomincia a intercettare questa mutazione culturale. Bush ne ha fatto un punto forte e specifico della politica di lungo termine che ha presentato al paese. Le case automobilistiche di Detroit non lo hanno ancora capito. E i giapponesi godono di un vantaggio competitivo difficile da scalzare.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:41 | link | commenti (3)
categorie: auto, industria