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Il Blog di Giulio Stevanato

venerdì, 31 luglio 2009

L'ex casa di Joseph Ratzinger diventa una centrale di energia solare

Si tratta della casa in cui abitava quando era docente di Teologia a Ratisbona
La casa in cui abitava Joseph Ratzinger quando era professore di Teologia presso l'Università di Ratisbona diventerà una piccola centrale per la produzione di energia solare a scopi caritativi. Secondo quanto riferisce “L'Osservatore Romano” citando come fonte l'agenzia tedesca DPA, l'edificio si trova a tre chilometri da Ratisbona, nella Bergstrasse 6 del municipio di Pentling, dove sono sepolti il padre, la madre e le sue sorelle, entrambe di nome Maria.I promotori dell'iniziativa hanno previsto un'installazione fotovoltaica di circa 54 metri quadri, che dovrebbe produrre approssimativamente 5.800 kilowattora all'anno.Le entrate prodotte dalla vendita dell'energia verranno destinate a un'associazione che sostiene la formazione professionale di giovani in difficoltà.Benedetto XVI ha visitato la sua antica casa il 13 settembre 2006 durante il suo viaggio in Baviera. Vi ha vissuto con la sorella fino a quando è stato nominato Arcivescovo di Monaco, anche se come Cardinale tornava spesso nella località.Ha donato e benedetto le campane della chiesa di San Giovanni e ha prestato sempre particolare attenzione all'opera dei volontari locali dei pompieri.Joseph Ratzinger ha costruito questa casa nel 1970. Il suo nome appare negli archivi del municipio come residente a partire dal 6 novembre 1969, e come cittadino onorario dal 31 maggio 1987, un gesto con cui gli abitanti vollero fargli un regalo per i suoi sessant'anni.
 
(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/ )
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:12 | link | commenti
categorie: vaticano, ambiente, energia, benedetto xvi
giovedì, 25 giugno 2009

IL PAPA IN CRISI CON IL LATINO...

IL PAPA IN CRISI CON IL LATINO...
Galeotto fu il latino. La pubblicazione della Caritas in veritate, l'attesa enciclica economica di Benedetto XVI (in preparazione da oltre due anni) rischia di subire l'ennesimo ritardo a causa della traduzione nella lingua più amata da Ratzinger. Il documento è stato infatti redatto in italiano e affidato a un gruppo di esperti per la versione in latino, lingua ufficiale del Vaticano.

Tuttavia non è stato agevole tradurre i termini più moderni del gergo economico e finanziario presenti nel testo (da «globalizzazione» a «borsa valori», da «prodotti finanziari derivati» a «paradisi fiscali»). I traduttori hanno fatto ricorso ai due volumi del Lexicon recentis Latinitatis, il dizionario di neologismi latini curato dalla Fondazione vaticana Latinitas, con oltre 15 mila parole tratte dal linguaggio moderno. Ma non tutti i termini necessari erano presenti nel dizionario, perciò sono stati creati appositamente.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:54 | link | commenti (1)
categorie: vaticano, religione, benedetto xvi
giovedì, 30 aprile 2009

Musei Vaticani aperti per l'abruzzo

Papa Ratzinger è stato colpito profondamente dalla visione dei drammatici effetti del terremoto nella terra abruzzese: troppe vittime e danni, in particolare al patrimonio religioso, in quel territorio. Così, appena tornato a Roma, al pontefice è stata data una bellissima notizia: il Corpo di custodia dei musei Vaticani aveva proposto di donare una giornata di lavoro alle popolazioni d'Abruzzo. Il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha immediatamente accolto l'idea: le straordinarie collezioni papali saranno così aperte eccezionalmente domenica 10 maggio, per sostenere i terremotati, devolvendo l'intero incasso della giornata alla gente duramente provata dal sisma del 6 aprile. Il personale dei musei Vaticani ha dimostrato grande generosità: anche se appare come una lezione nei confronti dei colleghi italiani, e del ministro Sandro Bondi. Perché la settimana dei beni culturali, con i musei gratuiti, poteva essere utilizzata per raccogliere fondi per i terremotati: e al posto dei biglietti omaggio, i turisti avrebbero potuto versare l'intero importo in beneficenza.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:00 | link | commenti (1)
categorie: vaticano, musei, benedetto xvi
martedì, 21 aprile 2009

Il più grande impianto fotovoltaico? Sarà in Vaticano

Il più grande impianto fotovoltaico della penisola italica e dell’intera Europa potrebbe sorgere nel 2014, in quello che è il più piccolo stato al mondo, il Vaticano! La Santa Sede ha infatti in progetto di creare una grande centrale solare da 100MW.La Chiesa, per fortuna, in alcuni ambiti si è evoluta nei secoli: dal passare a condannare Galileo Galilei come eretico nel ‘600 per l’eliocentrismo al costruire una gigantesca distesa di pannelli fotovoltaici per trarre energia pulita dalla nostra stella. All’avanguardia, con tutte le ultime tecnologie.L’investimento è importante, da 500 milioni di euro, e l’impianto sarà eretto su un’area di 300 ettari vicino alla sede di Radio Vaticana nel borgo medievale di Santa Maria di Galeria. 100MW solo per una radio? Ovviamente no, anche se le potenti torri mandano il segnale fino in Asia, il resto alimenterà l’intero Stato e l’extra sarà “esportato” in Italia. Speriamo che qui da noi si prenda come esempio per abbassare un po’ il livello di inquinamento visto che siamo in coda al rispetto del Protocollo di Kyoto.E’ stata interpellata la tedesca Solarworld AG per la fornitura, il cardinale Giovanni Lajolo, presidente del Governorato ha affermato che “Nei momenti di crisi si devono testare e sviluppare le energie rinnovabili al massimo della loro potenza, perché alla lunga si avranno grandi benefici”. Non è la prima volta che il Papa guarda al Sole: a novembre 2008 era stato infatti tappezzato il tetto del grande Auditorium Sala Paolo VI di Pier Luigi Nervi con 2400 pannelli al posto delle vecchie tegole su una superficie di 5000 metri quadrati per produrre 300 MwH l’anno e risparmiare 80 tonnellate di petrolio e 225 tonnellate di anidride carbonica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/ )

postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:57 | link | commenti (1)
categorie: vaticano, ambiente, energia, benedetto xvi
mercoledì, 25 marzo 2009

Meglio criticati che ignorati

Mons. Bagnasco se l’è presa con i media e con alcune cancellerie (un po’ anche giustamente) per come hanno trattato, banalizzato e criticato le parole del papa.

Io sono d’accordo con Bagnasco, i politici e i media banalizzano tutto; detto questo è anche  pero’  vero che è meglio essere criticati che ignorati.

Venire criticati significa essere ascoltati mentre venire ignorati significa non contare niente.

Detto questo il mondo dell’informazione odierno è ridicolo.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 09:03 | link | commenti
categorie: vaticano, politica, news, religione, media, africa, benedetto xvi
giovedì, 11 dicembre 2008

«Crisi alimentare? No, speculazione»

Messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio

La denuncia di Benedetto XVI: denutrizione colpa non della mancanza di cibo, ma delle politiche dei governi

CITTÀ DEL VATICANO - Critica la globalizzazione, che con le sue distorsioni può essere una seria minaccia allo sviluppo e ad una seria lotta alla povertà e alla denutrizione. E punta il dito contro l'aumento delle campagne di riduzione delle nascite e degli aborti nel mondo, considerati uno «sterminio di milioni di bambini non nati». Papa Benedetto XVI , come di consueto, diffonde in anticipo il suo messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio e invita a guardare con occhi più critici alla crisi alimentare che attanaglia diversi Paesi poveri del mondo, determinata «non tanto da insufficienza di cibo» quanto da «fenomeni speculativi» e da «carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le emergenze». «GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE» - Il testo - indirizzato anche ai capi di Stato e di governo e intitolato «Combattere la povertà, costruire la pace» - si sofferma su una globalizzazione che definisce «ambivalente» e che per questo deve essere «governata con oculata saggezza». In questo contesto «sviluppo e cooperazione internazionale» non sono solo «questioni tecniche»: «la lotta alla povertà ha bisogno di uomini e donne». Perché il rischio è che il mondo dei ricchi diventi una «casa dorata» ma circondata dal «deserto e dal degrado». Il pontefice ha ricordato che «nell'attuale mondo globale è sempre più evidente che si costruisce la pace solo se si assicura a tutti la possibilità di una crescita ragionevole: le distorsioni dei sistemi ingiusti infatti priva o poi presentano il conto a tutti». «La globalizzazione - ha aggiunto - va vista come una occasione propizia per realizzare qualcosa di importante nella lotta alla povertà e per mettere a disposizione della giustizia e della pace risorse finora impensabili». Sulla scia dei predecessori, il Papa ha affermato con forza che «la globalizzazione da sola è incapace di costruire la pace e, in molti casi, anzi crea divisioni e conflitti; essa rivela piuttosto un bisogno: quello di essere orientata verso un obiettivo di profonda solidarietà che miri al bene di ognuno e di tutti». «STERMINIO DI BAMBINI» - «Benedetto XVI ha però puntato anche il dito contro la denatalità di alcune nazioni e denuncia come siano in atto «campagne di riduzione delle nascite, condotte a livello internazionale, anche con metodi non rispettosi nè della dignità della donna nè del diritto dei coniugi a scegliere responsabilmente il numero dei figli e, spesso, cosa anche più grave, non rispettosi neppure del diritto alla vita». «Tra le Nazioni maggiormente sviluppate - ha scritto ancora il Papa - quelle con gli indici di natalità maggiori godono di migliori potenzialità dei sviluppo. In altri termini la popolazione sta confermandosi come una ricchezza e non come un fattore di povertà». Per questo gli aborti e la contraccezione forzata non sono visti dal Vaticano come un elemento di progresso: «Lo sterminio di milioni di bambini non nati, in nome della lotta alla povertà, costituisce in realtà l'eliminazione dei più poveri tra gli esseri umani». AIDS E RICATTI MORALI - Il Papa ha sottolineato anche l'emergenza legata a malattie pandemiche quali malaria, tubercolosi e Aids in talune zone del mondo. «I tentativi di frenare le conseguenze di queste malattie sulla popolazione non sempre raggiungono risultati significativi. Capita, inoltre, che i Paesi vittime di alcune di tali pandemie, per farvi fronte, debbano subire i ricatti di chi condiziona gli aiuti economici all'attuazione di politiche contrarie alla vita». «È soprattutto difficile combattere l'Aids - ha affermato Benedetto XVI - se non si affrontano le problematiche morali con cui la diffusione del virus è collegata. Occorre innanzitutto farsi carico di campagne che educhino specialmente i giovani a una sessualità pienamente rispondente alla dignità della persona; iniziative poste in atto in tal senso hanno gia dato frutti significativi, facendo diminuire la diffusione dell'Aids». Inoltre, secondo il Pontefice, «occorre mettere a disposizione anche dei popoli poveri le medicine e le cure necessarie; ciò suppone una decisa promozione della ricerca medica e delle innovazioni terapeutiche nonchè, quando sia necessario, un'applicazione flessibile delle regole internazionali di protezione della proprietà intellettuale, così da garantire a tutti le cure sanitarie di base». Clicca qui per leggere il testo integrale del messaggio del Papa.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:22 | link | commenti (1)
categorie: vaticano, benedetto xvi
venerdì, 14 novembre 2008

A terra l´elicottero del Papa

Da "la Repubblica" - Secondo le conclusioni dell´inchiesta dell´Aeronautica militare, l´elicottero caduto in Francia il 23 ottobre uccidendo gli 8 militari a bordo è precipitato per la rottura di una pala del rotore, guasto tecnico mai capitato in 30 anni del HH-3F. Dall´incidente l´Aeronautica ha messo a terra i 35 HH-3F in dotazione ma anche l´SH-3D, con cui viene trasportato il Pontefice.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:52 | link | commenti (2)
categorie: benedetto xvi, aeronautica
lunedì, 10 marzo 2008

I nuovi peccati peccati dei tempi moderni

Il Papa ha stilato una lista di peccati dei tempi moderni, tra questi oltre all'inseguimento della ricchezza facile, dell'edonismo e della manipolazione genetica c'è anche l'inquinamento e lo sfruttamento sconsiderato delle risorse della terra...
postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:21 | link | commenti (2)
categorie: vaticano, ambiente, benedetto xvi
mercoledì, 11 aprile 2007

Il Papa e le beghine del buonismo

Critiche cattoliche a Benedetto XVI, lodo dal laicissimo Ricossa (Articolo tratto da il Foglio)

Mentre sul nostro foglio il professor Sergio Ricossa, bandiera del pensiero libero e liberale, tesseva le lodi del pontefice, sulle pagine di Europa, quotidiano di una Margherita con molti petali cattolico-democratici, si leggeva una critica a Benedetto XVI che non avrebbe caratterizzato la settimana santa con l’invocazione dell’abolizione della pena di morte. Naturalmente la pena di morte, sulla quale la posizione cattolica è chiaramente enunciata nell’ultima edizione del Catechismo pubblicata dalla congregazione presieduta dal cardinale Joseph Ratzinger, e approvata da Giovanni Paolo II, non c’entra nulla. Quello che si vuol fare intendere è che il Papa dovrebbe occuparsi solo di problemi innocui, che non pongono dilemmi alle coscienze, secondo gli stilemi di un conformismo buonista che tende a trasformarsi nella nuova religione degli ignavi. I settori della borghesia cattolica che nell’Ottocento se la prendevano con i sacerdoti che difendevano i diritti dei lavoratori sfruttati, sostenendo che avrebbero invece dovuto occuparsi solo dei riti e predicare contro l’odio di classe, la pensavano nello stesso modo. D’altra parte è stata quella che è considerata la più cattolica tra le titolari di ministero, Rosy Bindi, a lamentare che la chiesa non si limiti a occuparsi di Dio. Questa melassa fatta di buoni sentimenti gratuiti, che si possono, anzi si debbono esibire, che può sembrare innocua, in realtà sta diventando una sorta di pensiero unico asfissiante e intimamente autoritario, per la pretesa che professa in modo sempre più aperto di rappresentare il bene comune. Un po’ di terzomondismo, meglio se africano e veltroniano, un po’ di transigenza verso le tossicodipendenze (ma non per le sigarette e tanto meno per i rigatoni alla carbonara, causa di obesità, il nuovo nemico pubblico numero uno), qualche raduno di cantanti contro la fame e, naturalmente, una bella manifestazione di ministri e notabili vari contro la pena di morte: il catalogo del pensiero unico buonista è tutto qui. Non è vero che non fa male a nessuno. Fa male alla ragione e alla libertà. Le beghine del buonismo non sopportano che si parli d’altro, dell’unicità irripetibile della famiglia e della persona umana, temi aspri, che dividono, e che Benedetto sostiene con argomenti razionali e umani, coi quali i laici veri si confrontano, ritrovandosi sullo stesso terreno, naturalmente con consensi e dissensi. Solo i nuovi clericali, adepti del buonismo, invece di discutere recitano le loro litanie conformiste.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:32 | link | commenti
categorie: religione, benedetto xvi
sabato, 07 aprile 2007

Marinai britannici: Guardian, Papa scrisse ad Ayatollah Khamenei

LONDRA - Secondo il quotidiano britannico "The Guardian", poche ore prima del rilascio dei 15 marinai inglesi detenuti in Iran, sarebbe intervenuto anche il Vaticano. Papa Benedetto XVI avrebbe scritto una lettera alla massima autorita' religiosa di Teheran, l'Ayatollah Ali Khamenei, dicendosi fiducioso che gli uomini di buona volonta' avrebbero potuto trovare una soluzione alla crisi. (Agr)

postato da: CesareAugusto82 alle ore 12:54 | link | commenti
categorie: news, iran, inghilterra, benedetto xvi