Tuttavia non è stato agevole tradurre i termini più moderni del gergo economico e finanziario presenti nel testo (da «globalizzazione» a «borsa valori», da «prodotti finanziari derivati» a «paradisi fiscali»). I traduttori hanno fatto ricorso ai due volumi del Lexicon recentis Latinitatis, il dizionario di neologismi latini curato dalla Fondazione vaticana Latinitas, con oltre 15 mila parole tratte dal linguaggio moderno. Ma non tutti i termini necessari erano presenti nel dizionario, perciò sono stati creati appositamente.

Papa Ratzinger è stato colpito profondamente dalla visione dei drammatici effetti del terremoto nella terra abruzzese: troppe vittime e danni, in particolare al patrimonio religioso, in quel territorio. Così, appena tornato a Roma, al pontefice è stata data una bellissima notizia: il Corpo di custodia dei musei Vaticani aveva proposto di donare una giornata di lavoro alle popolazioni d'Abruzzo. Il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha immediatamente accolto l'idea: le straordinarie collezioni papali saranno così aperte eccezionalmente domenica 10 maggio, per sostenere i terremotati, devolvendo l'intero incasso della giornata alla gente duramente provata dal sisma del 6 aprile. Il personale dei musei Vaticani ha dimostrato grande generosità: anche se appare come una lezione nei confronti dei colleghi italiani, e del ministro Sandro Bondi. Perché la settimana dei beni culturali, con i musei gratuiti, poteva essere utilizzata per raccogliere fondi per i terremotati: e al posto dei biglietti omaggio, i turisti avrebbero potuto versare l'intero importo in beneficenza.
fotovoltaici per trarre energia pulita dalla nostra stella. All’avanguardia, con tutte le ultime tecnologie.L’investimento è importante, da 500 milioni di euro, e l’impianto sarà eretto su un’area di 300 ettari vicino alla sede di Radio Vaticana nel borgo medievale di Santa Maria di Galeria. 100MW solo per una radio? Ovviamente no, anche se le potenti torri mandano il segnale fino in Asia, il resto alimenterà l’intero Stato e l’extra sarà “esportato” in Italia. Speriamo che qui da noi si prenda come esempio per abbassare un po’ il livello di inquinamento visto che siamo in coda al rispetto del Protocollo di Kyoto.E’ stata interpellata la tedesca Solarworld AG per la fornitura, il cardinale Giovanni Lajolo, presidente del Governorato ha affermato che “Nei momenti di crisi si devono testare e sviluppare le energie rinnovabili al massimo della loro potenza, perché alla lunga si avranno grandi benefici”. Non è la prima volta che il Papa guarda al Sole: a novembre 2008 era stato infatti tappezzato il tetto del grande Auditorium Sala Paolo VI di Pier Luigi Nervi con 2400 pannelli al posto delle vecchie tegole su una superficie di 5000 metri quadrati per produrre 300 MwH l’anno e risparmiare 80 tonnellate di petrolio e 225 tonnellate d
i anidride carbonica.
(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/ )
Mons. Bagnasco se l’è presa con i media e con alcune cancellerie (un po’ anche giustamente) per come hanno trattato, banalizzato e criticato le parole del papa.
Io sono d’accordo con Bagnasco, i politici e i media banalizzano tutto; detto questo è anche pero’ vero che è meglio essere criticati che ignorati.
Venire criticati significa essere ascoltati mentre venire ignorati significa non contare niente.
Detto questo il mondo dell’informazione odierno è ridicolo.
Messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio
La denuncia di Benedetto XVI: denutrizione colpa non della mancanza di cibo, ma delle politiche dei governi
CITTÀ DEL VATICANO - Critica la globalizzazione, che con le sue distorsioni può essere una seria minaccia allo sviluppo e ad una seria lotta alla povertà e alla denutrizione. E punta il dito contro l'aumento delle campagne di riduzione delle nascite e degli aborti nel mondo, considerati uno «sterminio di milioni di bambini non nati». Papa Benedetto XVI , come di consueto, diffonde in anticipo il suo messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio e invita a guardare con occhi più critici alla crisi alimentare che attanaglia diversi Paesi poveri del mondo, determinata «non tanto da insufficienza di cibo» quanto da «fenomeni speculativi» e da «carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le emergenze». «GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE» - Il testo - indirizzato anche ai capi di Stato e di governo e intitolato «Combattere la povertà, costruire la pace» - si sofferma su una globalizzazione che definisce «ambivalente» e che per questo deve essere «governata con oculata saggezza». In questo contesto «sviluppo e cooperazione internazionale» non sono solo «questioni tecniche»: «la lotta alla povertà ha bisogno di uomini e donne». Perché il rischio è che il mondo dei ricchi diventi una «casa dorata» ma circondata dal «deserto e dal degrado». Il pontefice ha ricordato che «nell'attuale mondo globale è sempre più evidente che si costruisce la pace solo se si assicura a tutti la possibilità di una crescita ragionevole: le distorsioni dei sistemi ingiusti infatti priva o poi presentano il conto a tutti». «La globalizzazione - ha aggiunto - va vista come una occasione propizia per realizzare qualcosa di importante nella lotta alla povertà e per mettere a disposizione della giustizia e della pace risorse finora impensabili». Sulla scia dei predecessori, il Papa ha affermato con forza che «la globalizzazione da sola è incapace di costruire la pace e, in molti casi, anzi crea divisioni e conflitti; essa rivela piuttosto un bisogno: quello di essere orientata verso un obiettivo di profonda solidarietà che miri al bene di ognuno e di tutti». «STERMINIO DI BAMBINI» - «Benedetto XVI ha però puntato anche il dito contro la denatalità di alcune nazioni e denuncia come siano in atto «campagne di riduzione delle nascite, condotte a livello internazionale, anche con metodi non rispettosi nè della dignità della donna nè del diritto dei coniugi a scegliere responsabilmente il numero dei figli e, spesso, cosa anche più grave, non rispettosi neppure del diritto alla vita». «Tra le Nazioni maggiormente sviluppate - ha scritto ancora il Papa - quelle con gli indici di natalità maggiori godono di migliori potenzialità dei sviluppo. In altri termini la popolazione sta confermandosi come una ricchezza e non come un fattore di povertà». Per questo gli aborti e la contraccezione forzata non sono visti dal Vaticano come un elemento di progresso: «Lo sterminio di milioni di bambini non nati, in nome della lotta alla povertà, costituisce in realtà l'eliminazione dei più poveri tra gli esseri umani». AIDS E RICATTI MORALI - Il Papa ha sottolineato anche l'emergenza legata a malattie pandemiche quali malaria, tubercolosi e Aids in talune zone del mondo. «I tentativi di frenare le conseguenze di queste malattie sulla popolazione non sempre raggiungono risultati significativi. Capita, inoltre, che i Paesi vittime di alcune di tali pandemie, per farvi fronte, debbano subire i ricatti di chi condiziona gli aiuti economici all'attuazione di politiche contrarie alla vita». «È soprattutto difficile combattere l'Aids - ha affermato Benedetto XVI - se non si affrontano le problematiche morali con cui la diffusione del virus è collegata. Occorre innanzitutto farsi carico di campagne che educhino specialmente i giovani a una sessualità pienamente rispondente alla dignità della persona; iniziative poste in atto in tal senso hanno gia dato frutti significativi, facendo diminuire la diffusione dell'Aids». Inoltre, secondo il Pontefice, «occorre mettere a disposizione anche dei popoli poveri le medicine e le cure necessarie; ciò suppone una decisa promozione della ricerca medica e delle innovazioni terapeutiche nonchè, quando sia necessario, un'applicazione flessibile delle regole internazionali di protezione della proprietà intellettuale, così da garantire a tutti le cure sanitarie di base». Clicca qui per leggere il testo integrale del messaggio del Papa.
Critiche cattoliche a Benedetto XVI, lodo dal laicissimo Ricossa (Articolo tratto da il Foglio)
Mentre sul nostro foglio il professor Sergio Ricossa, bandiera del pensiero libero e liberale, tesseva le lodi del pontefice, sulle pagine di Europa, quotidiano di una Margherita con molti petali cattolico-democratici, si leggeva una critica a Benedetto XVI che non avrebbe caratterizzato la settimana santa con l’invocazione dell’abolizione della pena di morte. Naturalmente la pena di morte, sulla quale la posizione cattolica è chiaramente enunciata nell’ultima edizione del Catechismo pubblicata dalla congregazione presieduta dal cardinale Joseph Ratzinger, e approvata da Giovanni Paolo II, non c’entra
nulla. Quello che si vuol fare intendere è che il Papa dovrebbe occuparsi solo di problemi innocui, che non pongono dilemmi alle coscienze, secondo gli stilemi di un conformismo buonista che tende a trasformarsi nella nuova religione degli ignavi. I settori della borghesia cattolica che nell’Ottocento se la prendevano con i sacerdoti che difendevano i diritti dei lavoratori sfruttati, sostenendo che avrebbero invece dovuto occuparsi solo dei riti e predicare contro l’odio di classe, la pensavano nello stesso modo. D’altra parte è stata quella che è considerata la più cattolica tra le titolari di ministero, Rosy Bindi, a lamentare che la chiesa non si limiti a occuparsi di Dio. Questa melassa fatta di buoni sentimenti gratuiti, che si possono, anzi si debbono esibire, che può sembrare innocua, in realtà sta diventando una sorta di pensiero unico asfissiante e intimamente autoritario, per la pretesa che professa in modo sempre più aperto di rappresentare il bene comune. Un po’ di terzomondismo, meglio se africano e veltroniano, un po’ di transigenza verso le tossicodipendenze (ma non per le sigarette e tanto meno per i rigatoni alla carbonara, causa di obesità, il nuovo nemico pubblico numero uno), qualche raduno di cantanti contro la fame e, naturalmente, una bella manifestazione di ministri e notabili vari contro la pena di morte: il catalogo del pensiero unico buonista è tutto qui. Non è vero che non fa male a nessuno. Fa male alla ragione e alla libertà. Le beghine del buonismo non sopportano che si parli d’altro, dell’unicità irripetibile della famiglia e della persona umana, temi aspri, che dividono, e che Benedetto sostiene con argomenti razionali e umani, coi quali i laici veri si confrontano, ritrovandosi sullo stesso terreno, naturalmente con consensi e dissensi. Solo i nuovi clericali, adepti del buonismo, invece di discutere recitano le loro litanie conformiste.
LONDRA - Secondo il quotidiano britannico "The Guardian", poche ore prima del rilascio dei 15 marinai inglesi detenuti in Iran, sarebbe intervenuto anche il Vaticano. Papa Benedetto XVI avrebbe scritto una lettera alla massima autorita' religiosa di Teheran, l'Ayatollah Ali Khamenei, dicendosi fiducioso che gli uomini di buona volonta' avrebbero potuto trovare una soluzione alla crisi. (Agr)