
Quest’uomo è un grande, mentre Gordon Brown e il resto della banda dei noiosissimi e poco fantasiosi capi di stato si sbattono per attuare piani anti crisi e di rilancio dell’economia, il nostro eroe alias il cavaliere Arrapato impiega il suo tempo con le Gemelline dell’isola dei famosi.
(Articolo sotto tratto dal Corriere della Sera).
Le gemelle dell'Isola da Berlusconi
Eleonora ed Emma De Vivo ricevute a Palazzo Grazioli: sono rimaste per un'ora circa nella residenza del premier
ROMA - Eleonora ed Emma De Vivo, le due gemelle napoletane reduci dall'Honduras e dall'esperienza dell'Isola dei Famosi, sono approdate mercoledì sera a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi.
DAL CAVALIERE - Le gemelle De Vivo, studentessa la prima ed assistente di un chirurgo plastico la seconda, sono rimaste per un'ora circa in via del Plebiscito poi sono andate via in taxi, prima che il Cavaliere uscisse in cravatta nera per recarsi a Villa Taverna, per il ricevimento dell'ambasciatore americano.

Simm 'e Milanello, paisà. L'importante è sostenersi, non perdersi di vista, volersi bene anche a distanza di lustri, come dimostrò Galliani invitando gli ex milanisti alla finale di Champions ad Atene. La Milan connection fallisce raramente, quasi mai. L'ultimo esempio del trionfante familismo rossonero è l'endorsement di Fabio Capello per David Beckham: «E' bravo, puntuale, porta soldi e non disturba». Aggiungi un posto al marketing, che c'è un amico in più. «Fab», anzi, Don Fabio di solito corre da solo, abituato a sbattere porte e a sbattersene dei sentimentalismi, ma non ha dimenticato gli anni passati nella pancia della Società. Perché esistono legami silenziosi ma più serrati di una mascella, più espressivi di un sopracciglio alzato. Quanti altri allenatori, al posto di Ancelotti, dopo un'annata storta, sarebbero stati accompagnati con malagrazia al cancello? Carletto no, perché Carletto è Carletto e il Milan è il Milan. Non si interrompono le emozioni.
passione del fondatore della Fininvest. Anche, Barbara, Eleonora e Luigi, i figli del Cavaliere nati dal matrimonio con Veronica Lario, hanno appena scelto di investire in immobili. Per l'esattezza, nelle settimane scorse, si sono comprati un palazzo d'epoca in pieno centro a Milano, a pochi metri dalla Scala e da piazza Duomo. Cinque piani in tutto, affittati a negozi e società finanziarie. Prezzo: 35 milioni. La palazzina faceva parte del patrimonio del fondo pensioni della Banca Commerciale. Da qui, nel 2006, è passata sotto il controllo della holding Beni Stabili, quotata in Borsa. E, infine, con il rogito siglato in piena estate, l'immobile situato nella centralissima via Santa Margherita, è approdato alla Bel, una sigla nata unendo le iniziali dei tre nomi: Barbara, Eleonora, Luigi. La loro società, controllata attraverso la Holding Italiana quattrodicesima, è attiva solo dai primi mesi di quest'anno. Per i tre rampolli di Berlusconi l'affare milanese segna l'esordio come investitori in proprio. Un affare immobiliare. Per la Borsa c'è sempre tempo. Se papà riuscirà a convincerli.

Qualcuno lo aveva ribattezzato l'«Air Force One» italiano, anche se non era un aereo di Stato ma l'Airbus A319 del capo dell'opposizione, Silvio Berlusconi . Ora, da premier, il Cavaliere deve aver pensato che quel gioiellino volante, con meno di 4 mila ore all'attivo, non servirà più visto che il 31° Stormo ne ha due identici riservati alla Presidenza del Consiglio. All'inizio sembrava volesse trasformarlo in navetta Milano-Roma per lui e i suoi ministri del Nord. E in effetti, due settimane fa l'Airbus è atterrato nella Capitale con Giulio Tremonti, Ignazio La Russa e Maria Stella Gelmini a bordo.
Il servizio, però, non durerà molto. In gran segreto, infatti, gli emissari del Cavaliere hanno preso contatto con uno dei più noti broker del mondo, Bob Nygren della Aero Smith Penny di Houston, chiedendogli di sondare con discrezione il mercato e trovare un compratore.
Che Berlusconi sia un miracolato ora mai è risaputo, che il destino, dio o chi altro gli vogliano bene purè, altrimenti non si spiega come possa un uomo passare indenne tangentopoli, mani pulite, un cancro alla prostata, 5 elezioni di cui due perse….
Se la vità ti offre cosi tante ottime opportunità, addirittura ti concede non una ma addiritura due volte l’occasione di rimediare agli errori fatti in passato, il minimo che uno puo fare è buttarsi anima e corpo, rinunciare agli interessi personali e scrivere un gran pezzo di storia….
Quindi caro silvio… stavolta pensa meno a Marina, Piersilvio e al resto della famiglia e di piu all’italia…
Altrimenti sarai ricordato come un nano, e non solo in termini di centimetri d’altezza ma anche come uomo di stato….
La storia fa raramente ricorda i milliardari mentre consegna all’eternità i grandi politici, se vuoi entrare nella storia pensa meno ai tuoi interessi e piu all’italia.
Susate ma io sono un po’ tardo, anzi forse molto tardo… e non riesco a capire se questo video è una presa per il culo da parte di qualche antiberlusconiano oppure è una cosa vera, fatta sul serio da Forza Italia & C… Entrambi i casi dimostrerebbero che gli anni di Tv spazzatura a cui la nazione è stata sottoposta hanno fatto effetto….
LUCHINO VUOLE SILVIO SULLA FIAT – BERLUSCONI PREFERISCE L’AUDI – LO STRANIERO BLINDA MEGLIO LE AUTO E IL POLITICO LO SCEGLIE – MA PERSINO AD AGNELLI PIACEVA LA MERCEDES…
Filippo Facci per “Il Giornale”
Luca Cordero di Montezemolo non riesce proprio a digerire che Silvio Berlusconi non usi automobili italiane: «Trovo umiliante per la Fiat e per il Paese che una persona così eminente viaggi in macchine straniere». Qualcuno ebbe a insolentirsi anche quando Berlusconi si presentò in Mercedes al funerale di Gianni Agnelli: eppure l’Avvocato, primo paradosso, amava moltissimo proprio le Mercedes. Le portava soprattutto in Costa azzurra anche perché le Fiat non erano poi tanto veloci: «Quando guidava», ha raccontato Henry Kissinger, «non rispettava limiti né segnaletica stradale. Ogni tanto imboccava le strade contromano». Nella dichiarazioni dei redditi del 2002, in compenso, Agnelli vantava tredici Panda mentre Berlusconi aveva una Bmw 750, un’Audi 100, una Mercedes 600 e una sorprendente Citroen Dyane. Manco una italiana. Le cose sembrarono poter cambiare nel 2002, quando Berlusconi, da premier, provò la nuova Lancia Thesis: disse che gli ricordava la mitica Fiat 130, che aveva a suo tempo, e improvvisò che ne avrebbe prese «almeno sei». Non ne prese nessuna. Si mormorò di alterchi con Agnelli ma altri confermarono semplici ragioni di sicurezza: le auto tedesche del Cavaliere erano particolarmente blindate e per guidarle al meglio i suoi autisti potevano seguire particolari corsi a Ingolstad.Ecco allora che due anni dopo, nel luglio 2004, Montezemolo regalò a Berlusconi una blindatissima Maserati Quattroporte: grigio Palladio, interni in pelle beige e inserti in palissandro intarsiato. Carlo Azeglio Ciampi ne aveva appena ricevuta una uguale. Il dettaglio è che Berlusconi ringraziò, ma continuò discretamente a usare la sua Audi A8 e poi anche una Mercedes. Il perché, entro certi limiti, restano affari suoi. Ma a comprar straniero, secondo paradosso, in realtà aveva cominciato il governo di centrosinistra alla fine del 2000. Le tedesche facevano forti sconti mentre il gruppo Fiat proponeva solo vecchie Lancia K o Alfa 166. Cominciò Vincenzo Visco con una notevole Bmw 745, presto imitato da Ottaviano Del Turco. Gianfranco Fini e Umberto Bossi intanto guidavano Bmw serie 5 e serie 3. Mentre Romano Prodi, il 9 agosto 2005, giorno del suo 66esimo compleanno, annunciò che si sarebbe regalato una Fiat Croma: ma venne beccato da Striscia la notizia mentre lo scarrozzavano su una Bmw serie 5. Striscia beccò su analoga auto anche Bertinotti, che peraltro si era da poco speso in un’accorata difesa del made in Italy. La beffa, per Montezemolo, fu e resta che a viaggiare italiano è rimasta giusto la sua controparte storica: i sindacati. Lancia Thesis per i tre leader confederali.
E' clamoroso, ma il quotidiano Kommersant lo da' per quasi fatto: sarà Silvio Berlusconi il futuro capo della joint venture Gazprom-Eni 'South Stream', in qualità di ex premier italiano. Così come nel progetto russo-tedesco Nord Stream, dove l'ex cancelliere federale tedesco Gerhard Schroeder è nella veste di presidente e direttore generale della compagnia competente. L'ipotesi non è smentita dal portavoce di Gazprom.