Per ridurre del 20 per cento l’uso della benzina il bioetanolo è una risorsa 
Il presidente degli Stati Uniti chiede al Congresso di fissare obiettivi per ridurre i consumi di carburante del 20 per cento in dieci anni. Bush vuole ottenere il risultato migliorando gli standard tecnologici delle auto e incrementando le energie alternative. La produzione di bioetanolo per vetture negli Stati Uniti sta diventando una grande industria. Secondo il programma di Bush, la produzione di etanolo da materie vegetali e animali, incentivata da tasse ridotte, dovrebbe sostituire il 40 per cento del consumo di benzina entro il 2030. Le fabbriche di etanolo da cereali si aprono a dozzine e le industrie alimentari si attrezzano nella produzione di etanolo dai grassi di scarto della lavorazione di carni. L’etanolo emette solo il 20 per cento di anidride carbonica rispetto alla benzina e non ha emissioni di aromatici. Il suo uso può risolvere i problemi dell’inquinamento urbano. Ma per produrlo bisogna distillare la materia base, con dispendio di energia e nella distillazione s’impiegano materiali identici a quelli ottenuti. Solo l’impiego di energia nucleare può comportare un ciclo interamente virtuoso. Ma l’etanolo è comunque un progresso rispetto al petrolio, che emette gas nella raffinazione della benzina e comporta altre emissioni dei motori a scoppio. Il problema maggiore per l’industria dell’etanolo è che il ciclo più semplice e redditizio è quello da cereali. La ricerca tenta di accrescere l’efficienza del processo studiando altri vegetali. I verdi italiani paiono occupati in altre faccende.