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Il Blog di Giulio Stevanato

venerdì, 30 ottobre 2009

Bizzarrie calcistico finanziarie

A capo della Commissione istituita dalla lega calcio per il risanamento finanziario delle società calcistiche c'è l'amministratore delegato dell'inter Ernesto Paolillo.
L'inter ha chiuso il bilancio con una perdità di 154 milioni di euro mentre l'anno scorso il rosso era stato di 148 milioni.
E' come mettere un obeso, alcollizzato e fumatore accanito a capo di una commisione sulla salute e il vivere sano.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:00 | link | commenti
categorie: sport, calcio, finanza
giovedì, 22 ottobre 2009

Magico Milan a Madrid

Il Milan vince il Real Madrid con un 3 - 2 in rimonta davanti agli 80.000 del Santiago Bernabeu.
Il Milan fà sempre grandi cose in Champions, specie quando parte sfavorito, ma stavolta propio non ci credevo perchè questo è il Milan piu scadente degli ultimi 20 e passa anni.
E potete dirmi che il Real non è una squadra ma un accozzaglia di grandi nomi che non si sacrificano e un sacco di altre cose, ma quale altra squadra puo permettersi di regalare un gol all'avversario (grazie DIDA) avere sulle fascie due croci come Zambrotta (osceno) e Oddo (meno osceno del solito) e farne tre in rimonta?
Quale altra squadra va a giocare in traferta contro una squadra sulla carta più forte con un modulo offensivo con tre attacanti più un trequartista?
 
Insomma il calcio italiano per avere un po' di lustro all'estero deve sempre e solo contare sul Milan, anche quello mediocre, scassatissimo e povero di campioni di questa stagione.
 
P.S: Se a gennaio riusciamo a prendere un terzino come dio comanda  per sostituire almeno uno dei tre menga (Zambrotta, Jankuloski, Oddo) e magari un altro rinforzo a centro campo e se Nesta non si regge tutta la stagione possiamo ancora combinare qualcosa di buono quest'anno, specie in Champions.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:46 | link | commenti
categorie: sport, calcio, milan
venerdì, 09 ottobre 2009

A ciascuno il suo stadio

E' stato approvato un disegno di legge bipartisan che snellisce tempi e burocrazia per la costruzione dei nuovi impianti di proprietà, e un sacco di squadre hanno gia progetti o pseudo progetti sulla realizzazzione di questi ultimi.
La Juve è già ampiamente avanti, addirittura dovrebbe averlo uiltimato per il 2011, l'Inter ha gia da tempo trovato un area a Milano su cui edificarlo e ha gia una bozza di progetto, Lazio e Roma sono già alla ricerca di finanziamenti, Fiorentina, Sampdoria, Genova stanno pèortando avanti anche loro dei progetti.... l'unica grande squadra che non ha nemmeno una mezza idea è il mio caro Milan, sempre più immobile e abbandonato a se stesso... una nave alla deriva, senza un comandante a dirigerlo e senza vento nelle vele.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 19:26 | link | commenti (1)
categorie: sport, calcio, milan, stadi
domenica, 13 settembre 2009

Leonardo incolpevole

Sull'attuale mediocrità del gioco del Milan ritengo Leonardo incolpevole al 200%. Anzi io adoro le sue idee di gioco e l'impostazione che vorrebbe dare alla squadra; gioco sulle fascie, difesa alta, pressing.
Il problema sono gli interpreti, è come se Riccardo Muti si ritrovasse a dover dirigere una banda musicale di paese; per quanto bravo sia il direttore il risultato non potrà di certo essere eccezionale.
Se Leonardo vuole gioco e spinta sulle fascie e sulle fascie ci sono interpreti come Oddo, Zambrotta, Jankuloski è chiaro che non si puo fare una bella sinfonia. E se il solista è un brasiliano in sovrappeso e senza fiato come Ronaldinho allora la situazione è tragica.
Insomma la colpa è di chi ha assemblato i musicisti, non di chi li dirige.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:00 | link | commenti
categorie: sport, calcio, milan
giovedì, 04 giugno 2009

Kaka al Real

Se vi state chiedendo come mai non ho ancora postato niente sul passaggio di Kakà al Real; la risposta è che è troppo doloroso.
Troppo doloroso pensarci, troppo doloroso scriverci…..
Kakà, Kakà,Kakà, Kakà… questo è il mio lamento tutte le volte che ci penso e provo a scriverci… non pensieri, non parole mi escono ma solo un lamento: Kakà, Kakà, Kakà, lamento a volte intervallato da Riccardino Riccardino, Riccardino, Kakà Kakà, Kakà…
Sono triste, triste, triste……
Il Berlusca stavolta ha passato il limite….. passino i voli di stato, passino le orgie a villa certosa…. Ma Kaka non passa… questa è imperdonabile
postato da: CesareAugusto82 alle ore 19:38 | link | commenti (3)
categorie: sport, calcio, milan, berlusconi
giovedì, 28 maggio 2009

Il Vescovo del diavolo

Un vescovo prima dell'inizio dei lavori della Conferenza Episcopale Italiana presso l'aula del Sinodo legge le ultime notizie sulla panchina del Milan (foto Ansa)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:03 | link | commenti (1)
categorie: vaticano, calcio, religione, milan
mercoledì, 27 maggio 2009

La Saras dei Moratti

Mentre Minimo Moratti aumentava di un paio di milioncini il contratto dello speial(one) Jose Mourinho un paio di operai ci lasciavano le penne nella sua raffineria.
Scommetto che domenica sarà in tribuna insieme alla moglie ecolologista e al figlio attore bohemien come se niente fosse.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:04 | link | commenti
categorie: calcio, industria
martedì, 07 aprile 2009

Come si gestisce una società di calcio

Serie $: il Manchester
Nel 2008 fatturato record: 257 mln di sterline
Se a qualche presidente capitasse di non riuscire a vincere la Coppa dei Campioni da qualche tempo, forse potrebbe essere interessante rivelare che il Manchester United ha portato a casa dalla vittoria della Champions 2008 quasi 45 milioni di euro.
Del resto, con la straordinaria accoppiata di Premier e Champions, il 2008 è stato per i Red Devils un?annata straordinaria: 257 milioni di sterline è un fatturato record per una squadra di calcio. Non fosse stato per il crollo della sterlina, sarebbe stato il miglior risultato di tutti i tempi. Centoventotto milioni di euro da un Old Trafford sempre a pieno carico, 40 milioni dal merchandising, 18 milioni dallo sponsor AIG: sono cifre difficilmente paragonabili con la capacità di fare reddito delle nostre squadre italiane.
Tuttavia non bastano a spiegare il dominio del Manchester in Europa. Se si prende infatti soltanto il monte stipendi, quello del Manchester United a inizio stagione (quindi, senza contare la svalutazione della sterlina) era di appena 8 milioni di euro superiore a quello di Inter o Milan. Quindi?
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:17 | link | commenti (1)
categorie: sport, calcio, finanza
mercoledì, 11 marzo 2009

Milan miglior squadra di Sempre per Ferguson

Uno che ci capisce di calcio, Sir Alex Ferguson allenatore del Manchester United.

Questo è il Manchester più maturo di sempre, siamo cresciuti rispetto alla partita che perdemmo, per esempio con il Milan». Che resta, inciso dello scozzese, «la migliore squadra del calcio moderno».

Parole testuali in lingua madre:


"AC Milan have won the European Cup seven times, all in the modern era, which I believe makes them the most successful side because Real Madrid won their first five when European football was just beginning".
Sir Alex Ferguson

postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:33 | link | commenti (1)
categorie: calcio, milan
lunedì, 02 febbraio 2009

Beckham è un campione.

Se essere campioni significa fare giochi da circo con il pallone allora Beckham è non è un campione, ma se essere un campione significa arrivare a 32 anni in una grande squadra come il Milan e in un nuovo campionato dove i tuoi connazionali hanno sempre fallito e giocare come se ci giocassi da sempre, beh allora signori questo è uno dei piu forti che ho mai visto.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 09:33 | link | commenti (3)
categorie: sport, calcio, milan
martedì, 20 gennaio 2009

Kaka: I soldi non sono tutto

Non ho parole…..
Il Milan di oggi non sarà il più forte di sempre… ma non è mai avaro di emozioni…. Forse ad oggi siamo la squadra piu emozionale (sempre che esista questo termine) che ci sia sul pianeta terra….
E Kakà…. Mi lascia senza parole……. Sarà l’ambizione all’averlo tenuto lontano da una squadra mediocre come il Manchester City… ma io voglio credere che sia stato un Mix di valori religiosi (il denaro non è tutto come ti insegnano a catechismo), affetto per la gente, voglia di essere diverso dai calciatori normali, voglia di avere un cuore oltre che un conto in Banca.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:23 | link | commenti (2)
categorie: sport, calcio, milan
lunedì, 19 gennaio 2009

Abramovich vende il Chelsea

LO SBADIGLIO DI ABRAMOVICH – L’OLIGARCA S’è ANNOIATO DEL GIOCATTOLO CHELSEA (O HA CAPITO CHE S’E’ ROTTO?) – LA SOCIETà NEGA MA I SUOI COLLABORATORI SONO AD ABU DHABI PER CERCARE ACQUIRENTI - VORREBBE 800 MLN £ MA LA SQUADRA NON NE VALE Più DI 500… Prima di firmare l'assegno per Kakà gli sceicchi dovrebbero considerare quanto è durata la febbre calcistica di Abramovich. E quanto ha reso. Vuole vendere il Chelsea, notizia uscita ieri sul «Sunday Times», smentita dalla società che minaccia querela, confermata da tanti spifferi che raccontano tutti la stessa storia. Abramovich è stufo, prima ancora che in cerca di soldi per risanare il bilancio. È stanco, anche perché non basta spendere per alzare il livello di continuo.
Ha cambiato lo status del Chelsea, oligarca quando la parola era garanzia di denaro liquido illimitato, come oggi sceicco: era lo sceicco del 2003 e non ha fatto calcoli. Ha comprato, concesso al club uno spropositato debito nei suoi confronti e preteso di avere tutti i giocatori che voleva. Ha vinto due campionati e trasformato una squadra di moda in una squadra vincente solo che non si può salire sempre. Voleva la Champions e quella sarebbe anche potuta arrivare l'anno scorso, questione di un rigore sbagliato, troppo poco per considerare un progetto fallito. Ma non è il mancato trionfo europeo che lo ha fatto disamorare, solo la noia. Ha cambiato tecnico convinto che l'orgoglioso Mourinho fosse diventato un ostacolo, troppo rigido per un proprietario che, finita la fase di apprendistato, non ha più alcun interesse per la tattica, desidera solo vedere una decina di fenomeni che si scambiano il pallone. Ma non è riuscito a metterli insieme o ha sbagliato lista o mancato il criterio, forse non ha neanche più motivi per perdere tempo cercando di arrivarci. Il Chelsea gli ha dato quello che poteva, un nome, una faccia riconosciuta, l'identità che lo sceicco Mansour vuole comprare per Abu Dhabi. Quella è in vendita e se questo è l'obiettivo degli emiri allora l'ingresso nel mondo del pallone vale il prezzo del biglietto, se invece cercano la squadra miracolo l'assemblaggio sarà più complicato.
Abramovich ha portato il Chelsea tra le squadre che contano e si è detto «innamorato di questo sport», si è seduto in tribuna ad applaudire, ha stretto la mano ai tifosi, anche quelli che giravano tatuati e a petto nudo, e si è lasciato entusiasmare da molte campagne acquisti che somigliavano al giorno di Natale. Tutto questo non lo diverte più. Non è andato a vedere Manchester United-Chelsea anche se era la sfida più importante e si è risparmiato una sconfitta in trasferta. Sabato ha lasciato Stamford Bridge 15 minuti prima della fine, quando i Blues erano sotto di un gol e non ha assistito alla rimonta. Domenica i suoi uomini stavano ad Abu Dhabi per trattare la cessione. Pare che la richiesta sia alta, secondo gli analisti una cifra fuori mercato perché neppure gli emiri, se ben consigliati, dovrebbero spendere 800 milioni di sterline per una società che ne vale 500. Il calcolo rispecchia parametri limitati: le classifiche degli ultimi anni, il parco giocatori, i passivi in bilancio, lo stadio e le strutture che gli hanno costruito intorno. Non conta il pubblico guadagnato in giro per il mondo, la considerazione accumulata in questi anni di vittorie e prime pagine. Abramovich potrà tirare un po' sul prezzo e soprattutto punterà sul fascino del suo giocattolo: non funziona più per lui ma non è rotto. È lì, integro, a portata di un qualsiasi miliardario che si ecciti all'idea ad ascoltare un coro pensato per lui. Nel 2003, quando Abramovich ha comprato il Chelsea, era sedotto dall'idea di possedere una squadra di calcio, cinque anni dopo il Chelsea è un pezzo del suo patrimonio e come tale viene stimato. Non importa se verrà ceduto adesso o no, sta sul mercato. Il portavoce, John Mann, da Mosca, fa sapere che «il signor Roman non ha intenzione di vendere. In Arabia Saudita trattano per future tournée», non proprio il tipo di affari di cui si occupano i suoi più stretti collaboratori. Loro si muovo solo per ricollocare sogni di gloria scaduti, ieri la Kamchatka, oggi il Chelsea.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:18 | link | commenti
categorie: sport, calcio, finanza
giovedì, 15 gennaio 2009

Kaka

Nooooooooooooooooooooooo !!!!!

Riccardino !!!

Resta qui !!!!

Silvio se lo vendi Fottiti  tu e quella banda di tirchioni dei tuoi figli......

Riccardinoooooooo!!!

Restaaaaaaaaa!!!

 

postato da: CesareAugusto82 alle ore 21:08 | link | commenti (1)
categorie: calcio, milan
giovedì, 18 dicembre 2008

Il Nuovo stadio Ecologico della Juve

Il nuovo stadio della Juventus oltre ad essere il primo impianto in italia di propietà di una squadra di calcio e finanziato interamente da capitale privato sarà anche eco sostenibile.

Infatti per la costruzione del nuovo stadio si cercherà di utilizzare il piu possibile i materiali del vecchio delle alpi che è stato abbatuto per far posto al nuovo stadio.

Detto questo, sempre, comunque e nonostante tutto Forza Milan.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:33 | link | commenti (1)
categorie: calcio
venerdì, 24 ottobre 2008

MAMMA MILAN - LA SQUADRA UN PO’ FAMIGLIA UN PO’ FACEBOOK

Divertente articolo tratto da "La Stampa" trovato su Dagospia riguardante la politica del mio tanto amato Milan...
MAMMA MILAN - LA SQUADRA UN PO’ FAMIGLIA UN PO’ FACEBOOK: T’ISCRIVI E NON ESCI PIÙ - DOVE TI GIRI TROVI FACCE CONOSCIUTE: UN CLAN – A PARTE RIVERA, IL CAV. NON ABBANDONA NESSUNO - IL RETROSCENA DELL’ARRIVO DI BECKHAM…
C'è una squadra coccolosa come una mamma, accogliente come una culla, rassicurante come una mutua senza sub-prime, che si aggira per l'Europa e per il Mondo, stesa da via Turati giù fino alla California: si chiama Milan. La squadra un po' famiglia un po' Facebook: ti iscrivi una volta e non ne esci più. Tutti amici, quasi parenti. Se il copyright non appartenesse agli arcirivali del Liverpool, lo slogan sarebbe già fatto: «You'll never walk alone", non camminerai mai solo. Del resto non ha detto Berlusconi stesso di sentirsi un napoletano del Nord? Simm 'e Milanello, paisà. L'importante è sostenersi, non perdersi di vista, volersi bene anche a distanza di lustri, come dimostrò Galliani invitando gli ex milanisti alla finale di Champions ad Atene. La Milan connection fallisce raramente, quasi mai. L'ultimo esempio del trionfante familismo rossonero è l'endorsement di Fabio Capello per David Beckham: «E' bravo, puntuale, porta soldi e non disturba». Aggiungi un posto al marketing, che c'è un amico in più. «Fab», anzi, Don Fabio di solito corre da solo, abituato a sbattere porte e a sbattersene dei sentimentalismi, ma non ha dimenticato gli anni passati nella pancia della Società. Perché esistono legami silenziosi ma più serrati di una mascella, più espressivi di un sopracciglio alzato. Quanti altri allenatori, al posto di Ancelotti, dopo un'annata storta, sarebbero stati accompagnati con malagrazia al cancello? Carletto no, perché Carletto è Carletto e il Milan è il Milan. Non si interrompono le emozioni.
E' un family feeling esteso, condiviso, contagioso. Glassa le vecchie glorie, conquista i neofiti. Dove ti giri trovi facce conosciute, storie condivise. A fianco di Ancelotti ci sono Mauro Tassotti e Filippo Galli, a gestire la Primavera ci pensa «Bubu» Evani. Maldini senior è fra gli osservatori della squadra, Daniele Massaro e Franco Baresi si occupano della Fondazione Milan, dove turbina anche Leonardo, braccio destro di Galliani e grand commis nelle questioni di mercato. Billy Costacurta ha un patentino da allenatore ma non ancora una squadra? C'è già chi si sta dando da fare per aiutarlo a trovare la sistemazione giusta. E quando la signora Kakà, Caroline Celico, è sbarcata a Milano, subito le è stata affidata l'organizzazione della festa per il Natale della famiglia. Anche così si cementano le unioni, si santificano i contratti a vita.
Un clan non vendicativo, anzi, macché: paziente, comprensivo. Pronto ad accogliere anche i reprobi, i ribelli, i mezzi traditori. C'è sempre una porta aperta, un posto da offrire con un sorriso a chi ritrova la via di casa. Shevchenko due anni fa abbandonò il paterno ostello per le sirene londinesi, ma il Milan non si è dimenticato di lui, non lo ha abbandonato. Berlusconi non ha mancato di interessarsi ai problemi di salute del padre di Sheva, e non appena al Chelsea l'aria è diventata pesante il figliol prodigo ha trovato la vecchia tavola (contrattuale) imbandita. Al primo tifoso della squadra-famiglia del resto da sempre piace cooptare, sedurre, riutilizzare: Mara Carfagna non è stata promossa dal varietà al governo? Così non appena un monumento un po' sbreccato come Ruud Gullit ha bussato alla porta subito gli è stato offerto un sottosegretariato come consulente di mercato per l'Olanda. Il Milan è per sempre: come i brillanti della pubblicità. Un investimento a lungo termine, un fondo sovrano che ripaga i suoi affezionati azionisti. Con qualche vistosa eccezione: Gianni Rivera, che con Berlusconi è da sempre in attrito, Demetrio Albertini, che sconta - pare - il veto di Ancelotti. Eccezioni, appunto. Per tutti gli altri, il Diavolo è una mano santa. Milan, sweet Milan.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:03 | link | commenti (3)
categorie: sport, calcio, milan, berlusconi
mercoledì, 22 ottobre 2008

Beckham al Milan

Beckham al Milan; onestamente stavolta pensavo fosse una bufala giornalistica nonostante il Milan non sia nuovo a questi colpi di testa. Ma alla fine, ragionandoci sopra, in una stagione senza champions bisognava accontentare gli sponsor in qualche modo; quale contentino migliore dello Spice Boy? Il giocatore piu tamarro della storia!!!  Certo farà specie pensare che nello stesso spogliatoio si possano trovare Gattuso il rude e l’effeminato inglese…..

postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:47 | link | commenti
categorie: sport, calcio, milan
giovedì, 09 ottobre 2008

Premier League o Debit League?

Dopo il crollo del mito anglosassone negli affari e nella finanza potrebbe cadere anche il mito anglosassone del calcio-business, il calcio marketing che conquista i mercati orientali, che attrae gli investimenti degli Oligarchi russi, dei Tycoon Americani e dei petrodollari arabi… Perché potrebbe crollare anche il mito del calcio inglese? Leggi l’articolo sotto tratto da LaStampa.it
Pugno duro della Uefa: «Le squadre indebitate fuori dalle Coppe»
Le istituzioni del calcio mondiale scendono in campo contro l'eccessivo indebitamento dei club in un crescendo che ha raggiunto l'apice ieri mattina a Londra, proprio a Stamford Bridge, sede del Chelsea di Roman Abramovich. Ha dato il via lunedì Sepp Blatter, patron della Fifa, parlando di «lassismo e irresponsabilità finanziaria»; martedì è stato il turno di Lord Triesman, presidente della Football Association, il quale ha stimato l'indebitamento della Premier League intorno ai 3,8 miliardi di euro (ma Richard Scudamore, amministratore delegato della Premiership, sostiene che la cifra è più bassa, poco più di 3 miliardi). E, giusto ieri, la minaccia, per bocca di David Taylor, segretario generale della Uefa: senza i conti in regola, non ci si potrà iscrivere alla Champions League o alla Coppa Uefa. «Vogliamo rafforzare i criteri di bilancio minimi per l'ammissione alla competizioni europee - ha spiegato Taylor - Occorre una certa razionalità nella gestione finanziaria dei club, vi sono società con un indebitamento che è tre o quattro volte il giro d'affari annuale e la situazione rischia di diventare insostenibile. Bisogna salvaguardare il calcio da certe situazioni». «Non possiamo intervenire sui campionati nazionali, ma la Champions e la Coppa Uefa sono di nostra competenza - ha aggiunto -. E stiamo studiando la possibilità di escludere quei club che non offrono minime garanzie finanziarie. Chiaro, sarà un processo graduale e, al momento, nulla è stato deciso. Ma siamo tutti d'accordo su una cosa: così non si può andare avanti».Le parole di Taylor hanno trovato una grossa cassa di risonanza in Inghilterra, dove la crisi sui mercati finanziari si sta facendo molto intensa e dove hanno sede i club di Premier League, alcuni dei quali sono tra i più indebitati al mondo. Si parte dai 130 milioni del Chelsea, si passa dai 380 milioni dell'Arsenal e i 440 milioni del Liverpool per arrivare, dulcis in fundo, ai 964 milioni del Manchester United. Quasi 2 mila miliardi di vecchie lire. Detto ciò va detto che non tutti i debiti sono uguali (e non è solo questione di entità). I debiti del Chelsea sono quasi tutti nei confronti di Abramovich, il quale potrebbe, volendo, estinguerli in un batter d'occhio. Quelli dell'Arsenal sono quasi interamente legati alla costruzione del mega-stadio di Ashburton Grove, in altre parole sono una specie di mutuo. Fonti vicine all'Uefa fanno sapere che quel tipo di esposizione è - tutto sommato - accettabile. Diverso, e assai più rischioso, il rosso di Liverpool e Manchester United. In entrambi casi si tratta quasi esclusivamente di debiti verso le banche contratti per l'acquisto del club stesso. Un'escamotage - quello del «leveraged buy-out» - che ha fatto molto discutere.In parole semplici, funziona così. Tizio si fa prestare 100 euro da Caio per acquistare la Sempronio FC. Una volta acquistata la società, la Sempronio si fa prestare altri 100 Euro da Caio. Tizio preleva quegli stessi 100 euro dalla Sempronio (essendone proprietario, ha facoltà di farlo) e li gira a Caio per saldare il suo debito iniziale. E così, la Sempronio, che prima non aveva debiti, adesso ha un'esposizione di 100 euro verso Caio, mentre Tizio, senza sborsare una lira, ha in mano la Sempronio. È più o meno il caso del Manchester United, che ogni anno deve sborsare 38 milioni di euro in interessi. Finché vince campionato e Champions - come è successo l'anno scorso - tutto va bene, ma se dovesse fallire gli obiettivi, saranno guai. E la crisi si fa sentire un po' ovunque: nella Liga spagnola, ben sei club sono privi di sponsor (Racing di Santander, Almeria, Betis, Deportivo la Coruna, Malaga e Maiorca). Il Valencia, che pure vanta un contratto con il Valencia Expirience, ha dovuto denunciare il suo patrocinatore perché moroso dei 6 milioni di euro. In Francia trema il Psg, legato a doppio filo con il Colony Capital, fondo di investimento americano.Taylor sostiene che per raddrizzare la situazione l'Uefa sta vagliando ogni sorta di soluzione, tra cui il «tetto salariale» per contenere i costi. Modello americano, ma quello è un pianeta diverso: ad esempio, nella Nfl, il 98,6 per cento degli introiti viene diviso equamente tra tutte le squadre, sarebbe come se il Chievo ricevesse gli stessi diritti tv della Juventus.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:48 | link | commenti
categorie: sport, calcio, finanza, inghilterra
lunedì, 29 settembre 2008

Milan-Inter 1-0

Dopo un inizio di stagione disastroso il Milan sembra essersi rimesso in careggiata e tornato in corsa per lo scudetto; un Seedorf superlativo, un Kaka come al solito divino e un Ronaldinho che forse è tornato ad essere un atleta e non piu solo una foca da spettacolo circense.
Vero è che il problema del Milan non sono i grandi match, la storia dice che quelli raramente li sbaglia, insomma i piu grandi stadi d’europa sono stati zittiti dal Milan; il problema del Milan sono le partite “normali”, quindi la prossima partità con il Cagliari sarà un ottimo banco di prova per vedere se questo Milan puo essere grande anche nelle partite con le provinciali, e quindi essere o meno da scudetto.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:29 | link | commenti (1)
categorie: sport, calcio, milan
martedì, 23 settembre 2008

Nubi di tempesta sull'impero dei Moratti

(Articolo tratto da Dagospia che a sua volta la tratto da repubblica)
TREMANO I MORATTI PER L’INCHIESTA SULLA QUOTAZIONE (“GONFIATA”) DELLA SARASPROCURA MILANO: DANNI AL MERCATO PER 770 MLN PER RIPIANARE I DEBITI DELL’INTER MAIL GALEOTTA DELLA JP MORGAN: 500 MLN PER COPRIRE I DEBITI DI MASSIMO MORATTI
Quel titolo valeva tra 4 e 5 euro per azione. Invece le banche e la famiglia Moratti lo hanno piazzato sul mercato a 6 euro. E per farlo, secondo la ricostruzione del consulente tecnico della procura di Milano, Marco Honegger, non avrebbero pubblicato alcuni dati rilevanti nel prospetto informativo.
Che la quotazione di Saras, la società di raffinazione di Sarroch, non fosse stato un grande affare per il mercato, lo si era capito fin da subito, quando il giorno successivo alla quotazione, avvenuta il 18 maggio 2006, il titolo aveva perso oltre il 10 per cento del suo valore. Il consulente tecnico ha ricostruito in un documento di oltre 400 pagine i motivi di quella debacle. E ha ipotizzato che l´incasso della quotazione sia servito soprattutto a un ramo della famiglia, quello di Massimo Moratti, per far fronte ai debiti dell´Inter. Con un contestuale danno per il mercato di 770 milioni.Tutti, gli analisti, i banchieri e gli investitori istituzionali avevano capito, durante le varie tappe che hanno portato la Saras in Borsa, che quella valorizzazione era troppo elevata, eppure nessuno ha fatto nulla per correggere il tiro. Un dato è emerso chiaramente dall´analisi di Honegger: l´utile di gruppo, il principale indicatore su cui calcolare il valore della società, era "gonfiato". «Si è potuto riscontrare che l´informativa da Prospetto - scrive il consulente - non aveva evidenziato l´esistenza di una considerevole componente di utili non ricorrente nei dati storici, dati unici su cui basarsi per la decisione di investimento (quantomeno per il pubblico indistinto)». La mancanza si riferisce all´utile 2005, pari a 292,6 milioni di euro. Una cifra riportata tale e quale nel prospetto, senza avvisare i risparmiatori che il dato era "gonfiato" da utili derivanti dalle scorte di magazzino. Dalla documentazione sequestrata dalla Guardia di Finanza presso Jp Morgan, una delle banche advisor per la quotazione, invece, emerge chiaramente che nei report su Saras redatti prima della quotazione, gli analisti, compresi quelli di Morgan Stanley e Caboto di Banca Intesa (gli altri due advisor dei Moratti) prendono in considerazione gli utili depurati ("comparable") per calcolare il valore delle società di raffinazione. Gli unici a non farlo sono quelli di Jp Morgan. La stessa Saras, come sostiene il consulente, si accorge dell´errore e a partire dal comunicato stampa del 25 ottobre inizia a fornire i dati di utile relativi ai trimestri, così come lo richiede la prassi degli analisti. A febbraio 2007, in un altro comunicato, la società svela che l´utile netto rettificato per il 2005 è di 230 milioni di euro. Con questi profitti, il valore per azione di Saras sarebbe stato tra i 4,1 e i 5,1 euro e non tra i 5,25 e i 6,5 euro, come indicato nel prospetto.
Non vi è nessuna giustificazione di un prezzo di 6 euro nemmeno negli studi delle tre banche che hanno partecipato alla quotazione: «Sulla base delle valutazioni rettificate delle banche d´affari partecipanti all´operazione, il range avrebbe dovuto collocarsi tra i 4 e i 5 miliardi di euro (ossia tra i 4,4 e i 5,6 euro per azione); dunque inferiore di 700 milioni a quello definito in Prospetto Informativo», sostiene la consulenza. Non è un caso, quindi, che le quotazioni di Saras, dal giorno dello sbarco in Borsa a oggi, si siano allineate ai valori stimati dagli analisti. Se n´erano accorti fin da subito gli investitori istituzionali del calibro di Morley, Strategic Market Analysis, Moore, Plutus, Generali e Polygon, che già in fase di quotazione ("bookbuilding") avevano ridotto significativamente o cancellato gli ordini di acquisto. Perché allora spingere il prezzo di quotazione? Le email sequestrate dagli inquirenti offrono qualche indicazione. «È vitale che davanti al prezzo ci sia un 6», scriveva il numero uno di Jp Morgan, Federico Imbert, a un suo collega, mentre il bookbuilding attraversava una fase critica. Jp Morgan, oltre alle commissioni per il collocamento, otterrà, cosa taciuta nel prospetto, anche il mandato dalla famiglia Moratti per gestire attraverso la sua filiale di private banking, i lauti proventi della quotazione. Un altro banchiere di Jp Morgan, Emilio R. Saracho (probabilmente del private banking) svela in una email un ulteriore dettaglio: «Devi essere al corrente del fatto che abbiamo ottenuto 1,6 miliardi di euro, cioè da entrambi fratelli, ma uno dei due deve ripagare 500 milioni di debiti, e così quella parte non la vedremo per lungo tempo».
Sempre Imbert, il 14 marzo 2006, alza il sipario sui presunti interessi di Banca Intesa: «Parlato a lungo con Micciché di Intesa. È contento del lavoro fatto insieme su Saras e Intercos. È personalmente a disposizione per stimolare forza vendita specialmente su Saras. Chiede di informarlo se vediamo problemi o sgranature. Tiene ovviamente molto al successo data l´esposizione sua e di Passera con i Moratti. È stato da lui Galeazzo Pecori Giraldi di Morgan Stanley consigliando di non esagerare sul prezzo. Lui crede che lo faccia per invidia nei nostri confronti». In un documento, poi, trovato presso la Jp Morgan, intitolato "Materiale di discussione", si spiega la scelta di affiancare un aumento di capitale, non necessario, alla vendita di titoli da parte della famiglia. Se così non fosse, «verrebbe evidenziata una scarsa propensione ad investire e si darebbe l´idea che la proprietà vuole solo fare cassa, prestando il fianco a critiche su altre iniziative (metti i soldi nell´Inter)».
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:47 | link | commenti (2)
categorie: calcio, finanza, industria
domenica, 14 settembre 2008

Tragedia Rossonera

Due partite due sconfitte, 4 goal subiti, 1 realizzato e Zero punti in classifica.
Ero pieno di fiducia per questa stagione ma ora sono iper preoccupato perché oltre ai punti in classifica mancano anche gioco e forma fisica.
Non ho mai visto una squadra esprimere un gioco più lento e più prevedibile di quello espresso da questo milan di inizio stagione, i movimenti senza palla sono un ricordo ora mai lontano.
Potrebbe essere un brutto anno, calcisticamente parlando.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:12 | link | commenti (3)
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