
Leggo su repubblica che alcuni tra i più importanti cineasti nostrani (Sorrentino, Placido e Calopresti) si sono lanciati cinepresa in mano tra le macerie dell’area colpita dal terremoto in abruzzo.
Cosi quella povera gente oltre allo sciacallaggio classico e allo sciacallaggio politico (e si perché tanti troppi politici stanno cercando di farsi belli sfruttando la tragedia) devono beccarsi purè lo sciacallaggio cinematografico, quello di gente che cerca di fare carriera e farsi belli raccontando il loro dramma, andando a riprenderli quando sono allo sbando, “nudi” tra virgolette, indifesi e allo scoperto.
I signori della cinepresa beccheranno un Oscar, se gli va male un David di Donatello e magari una partecipazione al Sundance Festival di Robert Redford… gli sfollati invece continueranno a restare all’agghiaccio, senza un tetto sulla testa e senza un oscar in tasca.