In competizione The Pearl e The Palm
Hanno iniziato col petrolio. Ora vogliono diversificare e stanno puntando sul turismo. Nonostante il clima poco adatto, le temperature proibitive, l’assenza di grandi monumenti. Stiamo parlando degli Stati del Golfo Persico. Che hanno dato vita a una guerra senza quartiere alla conquista dei facoltosi turisti occidentali. Le armi? Lusso sfrenato, servizi da favola, prezzi proibitivi. A pensarci per primo è stato Dubai, uno dei sette stati degli Emirati Arabi, dove-proprio nei mesi scorsi- è stata inaugurata la prima delle tre penisole di “The Palm”, il complesso creato artificialmente sull’acqua, la cui forma richiama quella dell’albero tipico di queste zone.
Cinquecento appartamenti, 2.000 ville, 25 hotel e 200 negozi di lusso: questi alcuni numeri di The Palm, che alla fine costeggerà 125 chilometri lungo il litorale. “Hanno appena dato vita all’ottava meraviglia del mondo” ha scritto un blogger lo scorso giugno, quando, dopo quattro anni di lavori costati 14 miliardi di dollari, ha messo piede qui il primo residente, l’inglese Andrew Dukes, 43 anni, che per la sua “casetta” ha sborsato 500mila sterline.A fargli compagnia sono giunti, poche settimane dopo, big della finanza e paperoni di tutto il mondo, soprattutto del vecchio continente, tra cui molti calciatori (si vocifera molti italiani).Le tre palme saranno completate solo nel 2015, quando la penisola sarà abitata da circa 120mila abitanti, una vera città parallela per nababbi stranieri (nel Paese sono l'80% contro il 20% della popolazione locale).Ma il Qatar non è rimasto a guardare. E - nonostante la ridotta superficie geografica (11.440 Kmq) -ha sferrato una “feroce” offensiva a colpi di palazzi lussuosi e hotel extra lusso. Merito del surplus offerto dalla crescita del petrolio, che nel solo 2005 ha portato il tasso medio di crescita del PiI al 7%. Con un conseguente diffuso benessere, che ha attirato imprese di costruzioni americane ed europee. Il loro cantiere privilegiato, il Pearl of Qatar, un’isola artificiale di 400 ettari al largo di Doha, la capitale del piccolo stato, sulla quale su cui sorgeranno entro il 2009 circa 8mila tra abitazioni, centri commerciali, hotel e spazi congressuali abitazioni, 3 hotel di lusso, 4 porti turistici. Un vero paradiso artificiale da far tremare The Palm: la data di chiusura dei cantieri è prevista per il 2009.Per allora, assicurano però da Dubai, sarà quasi pronto The World, un arcipelago di 300 isole artificiali private e separate l'una dall'altra da 100 metri di acqua, disposte in modo tale che viste dall’alto formeranno la mappa dei continenti. Le isole, grandi dai 33 mila ai 150 mila mq verranno messe in vendita tra i 40 ai 135 milioni di euro. Roba da far rabbrividire i concorrenti del Qatar per la loro forza di attrazione sui turisti stranieri. La guerra- a colpi di effetti speciali- è appena iniziata.