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Il Blog di Giulio Stevanato

venerdì, 24 aprile 2009

Candidati Europei

Alle prossime elezioni europee la sinistra candiderà i trombati alle elezioni nazionali insieme  a mogli sorelle ecc.. di leader ed ex leader di partito.
La destra che ama sempre superare la sinistra in astuzia e immagine ha deciso di candidare come sostitute della Iva zanicchi & C. delle ex partecipanti al grande fratello (indimenticabile la piroetta  della Rossa nella vasca con parti intime in grandiosa e disgustosa vista) e zoccoline varie.
 
E poi lamentiamoci che al Parlamento europeo contiamo poco e niente, che l'europa non ci difende ecc.... se i nostri rappresentanti sono questi, se questi sono quelli che dovranno tenere alto l'interesse tricolore a Bruxelles.......
 
Siamo senza speranza.....
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:55 | link | commenti (2)
categorie: politica, europa
lunedì, 02 marzo 2009

La crisi economica minaccia l’europa Unita

Growing Economic Crisis Threatens the Idea of One Europe” la crescente crisi economica minaccia l’idea di un europa,  questo è il titolo di un articolo del Ny Times in cui analizzano le decisioni prese nell’ultimo summit europeo da buona parte della vecchia europa, germania in testa che non voglioni intervenire nel salvataggio delle economie della nuova europa, quella dell’est.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:37 | link | commenti (1)
categorie: politica, economia, europa
giovedì, 23 ottobre 2008

TRA I 27 DELLA UE È LA SVEZIA IL REGNO DEI BOSCHI...

AMBIENTE: TRA I 27 DELLA UE È LA SVEZIA IL REGNO DEI BOSCHI...
L'Ue ha 177 milioni di ettari di foreste, pari al 42 per cento della sua superficie. Stando ai dati statistici dell'Eurostat, resi noti nella settimana europea delle foreste (dal 20 al 24 ottobre), è la Svezia ad avere l'area più ampia fra i 27 paesi europei: 31 milioni di ettari di alberi, ovvero il 75 per cento della sua superficie statale. Seguono la Spagna, con 28 milioni di ettari, la Finlandia con 23 e la Francia con 17. Al quinto posto, a pari merito, si piazzano la Germania e l'Italia entrambe con 11 milioni di ettari; il che per il nostro Paese equivale a un notevole 37 per cento dell'intero territorio. Da soli questi sei paesi possono vantare oltre due terzi del totale delle foreste dell'Unione Europea.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:40 | link | commenti
categorie: ambiente, europa
venerdì, 17 ottobre 2008

I Somari e i Virtuosi dell'energia

Sulla Stampa.it un illustrazione sulle nazioni più e meno virtuose in fatto di efficienza energetica..... non occore che vi dica io come è messa l'italia... ovviamente la Virtù e la lungimiranza sono qualità che apparentemente abbiamo perso tanti e tanti anni se non addiritura secoli fà....

(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:31 | link | commenti
categorie: ambiente, europa, energia
mercoledì, 23 luglio 2008

DA SAHARA ENERGIA SOLARE SUFFICIENTE PER TUTTA EUROPA

STUDIO: DA SAHARA ENERGIA SOLARE SUFFICIENTE PER TUTTA EUROPA Secondo gli studi dell'Istituto europeo per l'Energia
Roma, 23 lug. (Apcom) - Dal Sahara l'energia potrebbe arrivare in futuro direttamente a casa nostra. Una gigantesca distesa di pannelli solari che copre alcuni chilometri quadrati del deserto più esteso del mondo basterebbe a rifornire, in modo pulito, il fabbisogno energetico dell'Europa intera. Non si tratta di semplici congetture, ma di uno studio approfondito presentato all'European Open Forum di Barcellona da Arnulf Jaeger-Walden, responsabile dell'Istituto europeo per l'Energia. Secondo i suoi calcoli - scrive oggi il Guardian - sarebbe sufficiente catturare lo 0,3% della luce che cade sul Sahara per soddisfare tutti i nostri bisogni, senza emissioni nocive. Gli scienziati propongono la costruzione di giganteschi parchi solari per la produzione di elettricità, grazie a cellule fotovoltaiche o con l'attivazione di turbine ad acqua calda, sfruttando il calore del sole. Una super rete di cavi ad alto voltaggio (HDVC) trasporterebbe in modo efficiente e senza dispersioni l'elettricità sulle lunghe distanze. I progetti sono naturalmente a lungo termine e prevedono investimenti enormi per poter produrre energia in Nordafrica e poi trasportarla in Europa, ma entro il 2050 dall'Africa con un investimento di 450 miliardi di euro potrebbero giungere 100 GW, una produzione superiore di quella attualmente raggiunta da tutte le fonti energetiche britanniche messe insieme. Il gigawatt (simbolo GW) è un'unità di misura della potenza pari a un miliardo di watt. Il gigawatt è comunemente utilizzato per misurare la quantità di potenza elettrica prodotta dalle centrali elettriche che generalmente varia tra poco meno di 1 GW fino a qualche GW. Una centrale da 1 GW può fornire energia per circa 350.000 utenze domestiche nel momento di massimo utilizzo.
(Tratto da Progetto Nuova Energia)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:00 | link | commenti (2)
categorie: europa, energia
venerdì, 18 gennaio 2008

Gli aiutini

Perché Bruxelles soccorre Airbus, accusando Boeing per le commesse Nasa
La Commissione europea sostiene che Boeing ha beneficiato di aiuti di stato per 10,4 miliardi di dollari, grazie alle commesse della Nasa in quanto le tecnologie fornite le sono servite anche per i suoi aerei civili. E’ una accusa che non regge: se una impresa fornisce a un ente di stato servizi di ricerca dietro compenso commisurato ai costi delle prestazioni, più un margine di utile normale, non si tratta di un aiuto ma di una operazione di mercato. Se poi questa impresa impiega le conoscenze acquisite con tali forniture e i relativi impianti per altri scopi, neppure questo è un aiuto, perché queste sono sue proprietà, regolarmente ottenute. Forse Bruxelles fa questa mossa per soccorrere Airbus, di cui Boeing è il concorrente globale. Gli ordinativi di Airbus, dopo un anno euforico, si sono dimezzati a causa dell’euro alto. Sta per ricevere la prima tranche di sovvenzioni per il modello A350 Xwb: e il Wto ha fissato per l’estate la decisione sull’accusa degli Usa contro Airbus di distorsione del commercio causata dagli aiuti per lo sviluppo dei suoi aerei. In realtà è difficile stabilire quale servizio i governi abbiano ricevuto in cambio. Mentre gli Stati Uniti promuovono lo sviluppo delle industrie tecnologiche con ingenti commesse pubbliche di enti militari e di ricerca – cioè attraverso un mercato tecnologico pubblico – in Europa ciò non esiste. Da noi si usano ancora metodi di stampo protezionista. E la Commissione europea, per la concorrenza talvolta è catturata dagli interessi delle compagnie degli stati più influenti.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:49 | link | commenti (1)
categorie: europa, industria, aeronautica
domenica, 14 ottobre 2007

I seggi che mancano a Prodi

Il governo più europeista di tutti viene retrocesso in Europa.
Capolavoro Al Consiglio europeo di Lisbona il governo più europeista della storia d’Italia, guidato da un ex presidente della Commissione di Bruxelles, si gioca la sua credibilità su un veto antieuropeo. “Noi non accettiamo” la nuova ripartizione dei seggi all’Europarlamento, che mette fine alla storica parità con la Francia e il Regno Unito, ha ribadito ieri Romano Prodi. Il presidente del Consiglio spera che la presidenza portoghese tolga il punto dall’agenda del Vertice della prossima settimana, ma Lisbona ha chiarito “agli italiani che in giugno c’era stato un accordo politico in base al quale il Consiglio avrebbe approvato la proposta del Parlamento”. Prodi non ha scelta: il veto oppure una grave sconfitta sui seggi a Strasburgo. “L’Italia è una delle buone madri dell’Europa e non credo che voglia uccidere il bambino”, ha detto al Foglio il rumeno Adrian Severin, autore della contestata proposta. Per il suo collega Alain Lamassoure, “le parole Italia e veto hanno qualcosa di profondamente contraddittorio”. Perché, a forza di dire “sì” a tutto ciò che puzza di europeista, nessuno più crede alle minacce italiane. Era già accaduto con il nuovo trattato, quando i simboli dell’Unione europea – le “linee rosse” fissate da Prodi prima del Consiglio di giugno – furono rapidamente cancellati. Senza priorità nazionali e con un europeismo di maniera come bandiera, l’Italia è sempre più malmenata in Europa, dove è sottorappresentata ai vertici delle istituzioni e nell’organigramma dell’amministrazione. Nell’ultima settimana sono arrivate le sberle del commissario Joaquin Almunia e le preoccupazioni della Banca centrale europea, rispettivamente sul “debito troppo alto” e “l’allentamento degli sforzi di risanamento strutturale delle finanze pubbliche”. Prodi può anche dire che “la politica economica la decide il suo governo”, ma per farsi rispettare non basta avere un ex presidente della Commissione alla presidenza del Consiglio, un ex membro della Bce all’Economia, un ex europarlamentare agli Esteri, un ex vicepresidente della Convenzione all’Interno e un ex commissaria agli Affari europei. Occorrono una politica europea, una diplomazia meno dilettantesca e imparare dai “no” di Londra, Parigi e Varsavia. Altrimenti, come nel caso dei seggi all’Europarlamento, si retrocede in serie B.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:17 | link | commenti
categorie: italia, politica, europa
martedì, 12 giugno 2007

Europa più corta con i treni veloci Francia e Germania uniscono le reti

Dal week end sono iniziati i collegamenti tra Parigi e Francofortecompletando una rete continentale che fa concorrenza agli aerei Europa più corta con i treni veloci Francia e Germania uniscono le reti
 BERLINO - In Italia si litiga e ci si divide sulla Tav, l'alta velocità ferroviaria. Nel cuore dell'Europa invece la Tav diventa transnazionale. Da sabato scorso i treni ad alta velocità francesi (i famosi Tgv) e tedeschi, cioè gli Ice 3 della Siemens, collegano Parigi a Francoforte e Stoccarda. Entrambi i collegamenti in meno di quattro ore, da città a città. L'alta velocità nel cuore della vecchia Europa diventa quindi pienamente competitiva e concorrenziale con l'aereo. E la nascita del nucleo duro franco-tedesco della Tav europea spinge altri paesi a collegarsi con la massima fretta. E presto l'estesa, rapidissima rete della Alta velocidad espanola sarà collegata alla rete francese e del resto dell'Europa centrale. E' un nuovo mondo straordinario, quello che francesi e tedeschi fanno nascere sui binari del vecchio continente. Il treno, mitico trasporto di lusso nella Belle époque dell'Orient Express, ora è il mezzo del futuro. Un mondo da cui l'Italia con le sue polemiche, le sue lotte politiche e i suoi ritardi sulla Tav rischia di restare tagliata fuori. Mentre è invece pronta ad agganciarsi la Spagna, che con entrate tributarie nazionali e aiuti della Ue ha costruito in pochi anni una rete tav che noi possiamo solo sognare: Madrid-Barcellona in 2 ore e 20, più collegamenti ad alta velocità Madrid-Siviglia e da Barcellona al sud della costa mediterranea. Concorrenziale con l'aereo, anche là dove esiste da decenni il puente aereo, cioè un volo ogni 10 minuti Madrid- Barcellona a prezzi modici con il check-in lampo. L'Europa del futuro è già cominciata. Ancora una volta, grazie agli ex nemici di secoli di guerre: francesi e tedeschi. L'investimento è stato pesante: 3,6 miliardi di euro. Di questi, 3 miliardi netti per le nuove linee, 570 per l'ammodernamento di linee esistenti, 8 milioni per rendere i treni capaci di viaggiare con le diverse tensioni di corrente e sui diversi sistemi elettronici di sicurezza, 28 per i lavori elettronici sulla rete. Un esborso enorme, ma il risultato si fa vedere. Parigi- Francoforte in 3 ore e 49 minuti, da centro città a centro città. Parigi-Stoccarda in 3 ore e 39. Mète tedesche che diventano raggiungibili anche da Londra, dove correndo sotto la Manica il Tgv arriva da Parigi in 2 ore e 50. L'obiettivo comune delle ferrovie francesi Sncf e della tedesca Deutsche Bahn (Db) è aumentare i passeggeri del 50 per cento entro in 2012. Attirandoli con biglietti a non più di 99 euro, e con il vantaggio che i tempi di poche ore sono tempi di viaggio reale da centro città a centro città, senza doverci cioè aggiungere il viaggio all'aeroporto e il check-in un'ora e mezza prima del decollo. Così la Tav europea diventa pienamente utilizzabile. E i tratti che già esistevano si connettono a più destinazioni. L'interesse per il sistema è contagioso. Il Benelux è già nel sistema. Londra anche. Gli svizzeri inviano "pendolini" costruiti in casa da 220 orari fino a Monaco e Stoccarda, gli austriaci spingono a 230 all'ora i loro intercity internazionali grazie a potentissime locomotive. Gli spagnoli, detentori del record di velocità in Europa nei servizi regolari passeggeri con 360 orari, lavorano per agganciare la Madrid- Barcellona alla rete franco-tedesca. Cèchi, ungheresi, polacchi, scandinavi vogliono muoversi. L'Italia ha in mano il suo destino sui binari: può agganciarsi alla rete del futuro, o escludersi da sola.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:26 | link | commenti
categorie: news, europa
sabato, 19 maggio 2007

Il porto piange

Il 73 per cento delle navi subisce ritardi per colpa dell’eurocongestione
La signora Marina Apers è considerata una sorta di calamità naturale dalle autorità del Belgio. Da dieci anni i suoi ricorsi ritardano l’espansione del porto di Anversa, il secondo in Europa per quantità di merci movimentate. Per salvare il villaggio quasi disabitato di Doel – che avrebbe dovuto sparire nel 1998 – sta facendo leva sulle norme ambientali europee e, in particolare, la direttiva habitat del 1992, che vieta la realizzazione di grandi opere nei pressi di aree protette. La signora Apers non è sola: tante altre come lei, impedendo lo sviluppo dei porti, hanno contribuito a creare un collo di bottiglia in ingresso in Europa, proprio mentre il traffico globale di merci via mare cresce dell’11 per cento l’anno. Una quota significativa della crescita si concentra in Asia: Singapore può ricevere 25 milioni di container l’anno; altri cinque porti asiatici hanno una capacità superiore ai 10 milioni. In Europa, soltanto Rotterdam raggiunge questi livelli. Ciò nonostante, nel solo mese di marzo ha ritardato o respinto 30 navi, per un totale di 50 mila container. Nel primo quadrimestre 2007, il 73 per cento delle navi hanno subito ritardi a causa della congestione dei porti europei, contro il 45 per cento dello stesso periodo dell’anno scorso. Ogni giorno di attesa costa 30 mila euro per nave. Come ha scritto ieri il Wall Street Journal, l’aumento dei costi farà calare le importazioni, e ciò “significa prezzi più alti per i consumatori e addirittura un gap nell’offerta di alcuni prodotti asiatici. Se il fenomeno dovesse coinvolgere anche le esportazioni, ne risentirebbe la crescita economica”. Come uscirne? Non certo adottando una politica “cinese” per liberarsi della signora Apers, ma neppure alzando bandiera bianca. La Commissione sta studiando una soluzione per impedire che le norme ambientali si trasformino in clave contro lo sviluppo. Sarebbe stato meglio pensarci prima, in modo da prevenire la crisi odierna. Bruxelles deve trovare un equilibrio tra ecologia ed economia, specie quando in gioco c’è la realizzazione di infrastrutture essenziali. Per il futuro, sarà opportuno capire che, quando si adotta una politica, bisogna valutare non solo la bontà dei suoi obiettivi, ma anche la sostenibilità delle sue conseguenze.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 20:48 | link | commenti
categorie: europa
giovedì, 22 febbraio 2007

La Francia diverrà la piu popolosa d'europa a danno della Germania

(Un riassunto di un articolo letto stamane sul Telegraph)
La Francia è destinata a diventare la nazione europea piu popolosa a danno della Germania, la germania come italia Spagna ecc.. ha una natalità molto bassa, di contrasto la Francia cosi come gli Stati uniti hanno una percentuale di 2,07 figli per donna contro gli 1,4 della Germania. La popolazione Francese secondo le previsioni passerà dai 62.6 millioni del 2010 ai 78.9 millioni nel 2050 mentre i tedeschi passeranno da 81.9 a 71.4 Questo fatto potrebbe anche portare l'economia francese a crescere il doppio di quella tedesca, grazie ad un maggior bilanciamento tra giovani e anziani. Molto preoccupante è la situazione della russia che entro il 2050 potrebbe vedere la sua popolazione scendere sotto i 100 millioni e anche la tigre cinese potrebbe precipitosamente scendere nel giro di 15 - 20 anni. Di contrasto gli Stati Uniti con un tasso di natalità di 2,4 figli per donna sono la nazione occidentale piu prolifica e questa potrebbe essere la dimostrazione che anche il prossimo secolo sara un American century (un secolo americano)... insomma il declino della potenza americana sembra essere ancora lontano... Per leggere l'articolo originale clicca qui
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:00 | link | commenti (1)
categorie: politica, news, economia, stati uniti, europa, germania, francia