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Il Blog di Giulio Stevanato

mercoledì, 04 novembre 2009

AL GORE LUCRA CON POLITICHE VERDI

Ha la fama di difensore dell'ambiente ma rischia un conflitto di interessi 'verdi' Al Gore: lo evidenzia l'edizione online del New York Times, proprio nel giorno della pubblicazione del nuovo libro dell'ex vicepresidente statunitense sul cambiamento climatico, ''Our choice'' (La nostra scelta, ndr). I repubblicani, infatti, accusano il guru dell'ambiente di essere il primo ''miliardario del carbonio'' che ''lucra sulle politiche verdi dell'amministrazione Obama''. Lo scorso anno, scrive il Nyt, la compagnia di venture-capital di cui Al Gore e' partner ha finanziato una ditta californiana specializzata in reti elettriche che ricevera' ingenti incentivi statali dall'amministrazione democratica. Grazie al pacchetto da 3,4 miliardi di dollari annunciato per rinnovare la rete elettrica, la californiana Silver Spring otterra' un vantaggio economico di circa 560 milioni di dollari. E' solo una delle iniziative con le quali Al Gore ha moltiplicato i profitti - insiste il Nyt - dopo l'addio al governo a inizio 2001 e l'avvio di fiorenti attivita' imprenditoriali con il marchio verde. Tra attivita' legate all'energia e alle tecnologie pulite, Ong e iniziative editoriali (tra cui il celebre documentario ''una verita' scomoda'' e alcuni libri), nelle tasche dell'ex vicepresidente Usa arrivano decine di milioni di dollari. Nel botta e risposta con i critici, Al Gore difende i suoi investimenti, ''coerenti'' con le convinzioni ambientaliste. ''C'e' qualcosa di male a partecipare all'imprenditoria del proprio Paese? Ne vado fiero. Credo sia giusto investire tenendo presente i miei valori ed i miei principi, e incoraggio tutti a fare lo stesso'', ha dichiarato l'ex vicepresidente.
( Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/ )
postato da: CesareAugusto82 alle ore 09:42 | link | commenti
categorie: politica, ambiente, stati uniti, finanza

Warren Buffet Ferroviere

Warren Buffett si compra le ferrovie
Operazione da 34 miliardi di dollari
La holding del finanziere all'assalto
del 77 % della Burlington Santa Fe
MILANO
Warren Buffett scommette sulla ripresa americana e mette a segno la più grande acquisizione della storia della Berkshire Hathaway, la holding che raggruppa le sue partecipazioni. Il finanziere più ricco d’America, si è assicurato il totale controllo delle ferrovie Burlington Northern Santa Fe, acquistando per 34 miliardi di dollari il 77,4% della società che ancora non possedeva.

Burlington è la seconda società ferroviaria americana ed è il maggior trasportatore di prodotti come il mais e il carbone utilizzato per produrre elettricità. Il volume di merci trasportate è tale che economisti e investitori ne osservano l’andamento per monitorare le condizioni dell’intera economia. Burlington fornisce anche un importante corridoio per il trasporto di merci dai porti occidentali degli Stati Uniti. «L’investimento da 34 miliardi di dollari di Berkshire in Bnsf è una grossa scommessa sulla società, sull’amministratore delegato Matt Rose e sulle sua squadra, e sul settore ferroviario» afferma Buffett in una nota. «Ma soprattutto punto tutto sul futuro economico degli Stati Uniti. Amo questo genere di scommesse».

Gli analisti ritengono che Buffett, soprannominato "l’oracolo di Omaha", abbia voluto consolidare le su basi in un settore destinato a crescere e rimanere forte una volta che l’economia americana avrà completato la ripresa. Berkshire, che controlla già il 22% di Burlington Northern, pagherà 100 dollari ad azione per l’acquisizione, un premio del 31% sulla chiusura in borsa di ieri del titolo. Berkshire Hathaway si accollerà anche 10 miliardi di dollari di debito di Burlington e l’acquisizione dovrebbe essere chiusa nel primo trimestre del 2010. Gli investitori avranno la possibilità di scegliere tra un pagamento in contanti o un numero variabile di azioni di classe A o B di Berkshire. Berkshire detiene quote importanti in altre due grandi società ferroviarie americane: 9,56 milioni di azioni di Union Pacific e 1,93 milioni di Norfolk Southern.

L’operazione Burlington è stata approvata dal cda ma ha ancora bisogno del semaforo verde da parte di due terzi degli azionisti della società, oltre che delle autorità’antitrust. La scorsa settimana Burlington ha annunciato utili trimestrali in calo del 30%, a 488 milioni di dollari, o 1,42 dollari per azione, ma la società è stata une delle poche ottimiste sul ritmo della ripresa economica. Gli analisti dicono che Buffett stia cercando un investimento che porterà benefici per molti anni futuri, e non è preoccupato di ottenere un profitto immediato. Una delle ragioni della sua scelta di Burlington, secondo gli analisti, è la sua fiducia nel management della società, un aspetto fondamentale nelle acquisizioni del finanziere. Burlington sarebbe anche stata più avanzata nello sviluppare nuove tecnologie rispetto alle concorrenti del settore.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 09:14 | link | commenti
categorie: finanza, warren buffet
venerdì, 30 ottobre 2009

Bizzarrie calcistico finanziarie

A capo della Commissione istituita dalla lega calcio per il risanamento finanziario delle società calcistiche c'è l'amministratore delegato dell'inter Ernesto Paolillo.
L'inter ha chiuso il bilancio con una perdità di 154 milioni di euro mentre l'anno scorso il rosso era stato di 148 milioni.
E' come mettere un obeso, alcollizzato e fumatore accanito a capo di una commisione sulla salute e il vivere sano.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:00 | link | commenti
categorie: sport, calcio, finanza
domenica, 11 ottobre 2009

George Soros investe nelle tecnologie verdi

George Soros, lo speculatore, finanziere, investitore, miliardario, filantropo, scegliete voi l'aggettivo che più gli si addice, ha detto che investirà 1 miliardo di dollari nelle tecnologie verdi e che inoltre istituirà un organizazzione che consiglierà sulle tematiche ambientali i politici e i governi che ne faranno richiesta.
+ Leggi la Notizia su Bloomberg
+ http://progettonuovaenergia.blogspot.com/
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:06 | link | commenti (1)
categorie: politica, ambiente, finanza
giovedì, 24 settembre 2009

Dopo il calcio Inglese anche la NBA parla russo

Gli oligarchi russi dopo aver conquistato la Premiere League Inglese ora sbarcano in NBA, infatti Mikhail Prokhorov l'uomo più ricco di russia si è comprato per la modica cifra di 200 milioni di dollari l'80% dei New Jersey Nets.
Tra l'altro a breve la franchigia abbandonera il New Jersey sia di nome che di fatto trasferendosi in una nuova arena nel cuore di Brooklyn (New York) e acquisendone anche il Nome, Brooklyn Nets...
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:29 | link | commenti
categorie: sport, stati uniti, finanza, russia, nba
mercoledì, 23 settembre 2009

Gotti Tedeschi nuovo presidente dello Ior

L'Istituto per le opere di religione è la «banca» del Vaticano

Insegna etica della finanza all'Università Cattolica di Milano ed è editorialista dell'Osservatore Romano

CITTÀ DEL VATICANO - Ettore Gotti Tedeschi è stato nominato nuovo presidente dello Ior (Istituto per le opere di religione), la banca del Vaticano. Gotti Tedeschi, 64 anni, editorialista dell'Osservatore Romano, già alla guida delle attività italiane del gruppo spagnolo Santander, è consigliere d'amministrazione del Sanpaolo Imi e della Cassa Depositi e Prestiti, insegna etica della finanza all'Università Cattolica di Milano. Insieme a Rino Camilleri nel 2004 ha scritto il libro Denaro e Paradiso. L'economia globale e il mondo cattolico. Gotti Tedeschi sostituisce Angelo Caloia che per vent’anni ha presieduto lo Ior. Caloia dovrebbe essere nominato consigliere dello Stato della Città del Vaticano. Con Gotti Tedeschi collaboreranno Giovanni De Censi, presidente del Credito Valtellinese, l'americano Carl Anderson, e lo spagnolo Manuel Soto Serrano, che vanno ad affiancare il banchiere tedesco Ronaldo Hermann Schmitz, l'unico componente riconfermato del consiglio di sovrintendenza dello Ior nominato vice presidente.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:29 | link | commenti
categorie: vaticano, finanza
martedì, 07 aprile 2009

Come si gestisce una società di calcio

Serie $: il Manchester
Nel 2008 fatturato record: 257 mln di sterline
Se a qualche presidente capitasse di non riuscire a vincere la Coppa dei Campioni da qualche tempo, forse potrebbe essere interessante rivelare che il Manchester United ha portato a casa dalla vittoria della Champions 2008 quasi 45 milioni di euro.
Del resto, con la straordinaria accoppiata di Premier e Champions, il 2008 è stato per i Red Devils un?annata straordinaria: 257 milioni di sterline è un fatturato record per una squadra di calcio. Non fosse stato per il crollo della sterlina, sarebbe stato il miglior risultato di tutti i tempi. Centoventotto milioni di euro da un Old Trafford sempre a pieno carico, 40 milioni dal merchandising, 18 milioni dallo sponsor AIG: sono cifre difficilmente paragonabili con la capacità di fare reddito delle nostre squadre italiane.
Tuttavia non bastano a spiegare il dominio del Manchester in Europa. Se si prende infatti soltanto il monte stipendi, quello del Manchester United a inizio stagione (quindi, senza contare la svalutazione della sterlina) era di appena 8 milioni di euro superiore a quello di Inter o Milan. Quindi?
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:17 | link | commenti (1)
categorie: sport, calcio, finanza
giovedì, 02 aprile 2009

La finanza islamica "conquista" i gesuiti

"La finanza islamica può aiutarci"

Civiltà Cattolica: "Etica contro crisi"

La crisi finanziaria che ha piegato le economie più industrializzate e ha portato sull'orlo della bancarotta colossi mondiali, ha invece risparmiato, in buona parte, la finanza islamica, colpita solo marginalmente. Partendo da questo presupposto i gesuiti di Civiltà Cattolica, nel loro quindicinale, affermano che proprio "la finanza islamica può dare un contributo alla rifondazione etica della economia globale, così come le altre tradizioni spirituali religiose asiatiche".

Insomma la finanza islamica può aiutare l'Occidente, "offrendo un modello di gestione più sostenibile socialmente" e alleandosi con la dottrina sociale della Chiesa cattolica può costruire la "responsabilità sociale d'impresa".

Civiltà cattolica rigetta le critiche di quanti considerano "gli strumenti di finanza islamica, come quelli 'etici' occidentali, puri meccanismi cerebrali e formali per fare soltanto buoni profitti" o di quanti insinuano che "gli strumenti di finanza islamica, come i petrodollari negli anni Settanta, siano il cavallo di Troia della sharia per islamizzare il mondo e colonizzarlo".

La rivista romana dei gesuiti affronta il tema in un articolo del prossimo numero, firmato da padre Luciano Larivera. "L'Occidente si interessa ai capitali dei Paesi musulmani da 40 anni" e "i risparmi arabi hanno dato un sostanzioso contributo alla finanza occidentale, dopo gli shock petroliferi degli anni Settanta". Nel 2007, inoltre, "i fondi sovrani soprattutto dei paesi del Golfo Persico, sono andati in soccorso alla crisi di liquidità di alcuni primari istituti di credito anglo-americani e svizzeri".

Nella attuale crisi, conclude il quindicinale dei gesuiti, "la finanza islamica può dare un contributo alla rifondazione etica della economia globale, così come le altre tradizioni spirituali religiose asiatiche". Insieme alla dottrina sociale della Chiesa cattolica può aiutare l'Occidente, ed è "finalmente ora di realizzare autenticamente e diffusamente" la "responsabilità sociale di impresa".

postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:29 | link | commenti (2)
categorie: religione, finanza

Meno 48% investimenti in Tecnologie Verdi

Gli investimenti di Venture Capital nelle Tecnologie Pulite nel primo trimestre di quest’anno sono crollati del 48%.
Leggi l’articolo del Ny Times per saperne di più…
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:10 | link | commenti
categorie: ambiente, tecnologia, finanza
martedì, 31 marzo 2009

Google lancia venture capital per finanziare aziende giovani

Google, la compagnia che gestisce il più grande motore di ricerca del mondo, ha inaugurato una unit di venture capital per trovare fondi per lo sviluppo di nuove tecnologie e e per la ricerca di nuove idee legate al mondo di Internet.
"Google Ventures" investirà 100 milioni di dollari solo nel suo primo anno di attività, fondi per lo più destinati ad aziende "giovani". Le aree di interesse saranno quelle legate a Internet, per la cura della salute ma anche quelle della robotica e delle nanotecnologie.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:59 | link | commenti (1)
categorie: tecnologia, finanza
martedì, 10 marzo 2009

Warren Buffet molto pessimista

Ieri Warren Buffett ha spiegato in una intervista che l'economia americana e' 'caduta in un precipizio', che la crisi e' ormai vicina 'allo scenario peggiore', e prevede che per il completo superamento della 'Pearl Harbor economica' ci vorranno 'cinque anni'.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:27 | link | commenti (2)
categorie: economia, stati uniti, finanza
giovedì, 19 febbraio 2009

Il Ventures Capital cresce in India, Cina e Israele

Nonostante la crisi economia gli investimenti in Venture Capital in India, Cina e Israele sono cresciuti nel 2008.
In Cina è sono stati investiti 4.2 miliardi di $ facendo segnare un più 50% rispetto all’anno precedente.
In India nel 2008 sono stati investiti 864 milioni di $ con una crescita del 3% rispetto al 2007, infine in Israele la crescità è stata del 19%.
Leggi l’articolo originale del NyTimes qui
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:16 | link | commenti
categorie: tecnologia, cina, israele, india, finanza
giovedì, 29 gennaio 2009

UNA TONNELATA DI LINGOTTI

UNA TONNELATA DI LINGOTTI(19 MLN €). COSI PAPA TENTA DI CONTRASTARE LA CRISI - IL SANTO BILANCIO S’è PINTO DI ROSSO E IL VATICANO E' TORNATO A PUNTARE SULL'ORO - OBOLO PER OBOLO, I CONTI IN TASCA A BENEDETTO XVI – YOUTUBE, COMMENTI VIETATI Quello strano minuscolo Stato che è la Città del Vaticano ha messo a segno, negli ultimi mesi, tre colpi di successo senza sborsare un euro. Il primo in Ungheria, sulle rive del fiume Tibisco. Lì, in una vasta pianura, sta sorgendo una foresta che assorbirà ogni anno 82 mila tonnellate di anidride carbonica. Del milione di nuovi alberi, 125 mila sono del Vaticano, capaci di assorbire 10 mila tonnellate di anidride carbonica, cioè quanta se ne produce in un anno dentro le mura pontificie. Con ciò il Vaticano diventa il primo Stato al mondo a emissioni zero di CO2. I circa 170 mila euro necessari per riforestare l'area sono stati donati dalla società ungherese KlimaFa e dall'americana Plankton. Il secondo colpo è stato realizzato sotto la cupola di San Pietro. Sui 5 mila metri quadrati del tetto dell'aula delle udienze costruita da Pierluigi Nervi sono stati applicati 2.400 pannelli solari. Produrranno 300 megawattora annui di energia elettrica pulita, risparmiando il consumo di 80 tonnellate di petrolio ed evitando così di immettere nell'aria 225 tonnellate di CO2. Il nuovo impianto è entrato in funzione lo scorso 26 novembre. Le spese le ha sostenute la società costruttrice, la tedesca SolarWorld AG. Il terzo colpo a costo zero è stato l'ingresso in YouTube, la più grande community mondiale di filmati sul Web. Il nuovo canale, inaugurato il 23 gennaio, offre ogni giorno videonews di produzione propria sulle attività del papa e della Chiesa. Da Google (proprietaria del sito) il Vaticano ha ottenuto una particolare protezione: ai video, ad esempio, non potranno essere immessi commenti. Ma questi tre successi hanno dato soltanto un parziale sollievo alle autorità che amministrano il Vaticano. I consuntivi del 2008 saranno resi pubblici all'inizio dell'estate e sono attesi con più apprensione del solito. A conforto c'è che lo Ior, Istituto per le opere di religione, la banca vaticana leggendaria per la sua impenetrabile segretezza, sembra aver chiuso anche il 2008 in discreta salute, nonostante i disastri della finanza mondiale. Ogni gennaio il presidente dello Ior, che da vent'anni è il lombardo Angelo Caloia, si presenta dal papa con un assegno generoso, in proporzione ai profitti dell'anno. La consistenza di questo assegno è segretissima, ma fonti affidabili asseriscono che il suo ordine di grandezza è circa il doppio dell'Obolo di San Pietro, cioè delle offerte che da tutto il mondo affluiscono ogni anno al papa per le opere di carità. L'Obolo di San Pietro è una pietra di paragone nota. Nel 2007 è ammontato a 94,1 milioni di dollari, di cui 14,3 sono arrivati da un solo donatore che ha voluto restare anonimo. Nel contribuire all'Obolo, le nazioni più generose sono gli Stati Uniti e l'Italia, rispettivamente col 28 e col 13 per cento del totale. Segue la Germania col 6 per cento. Ma per il papa non c'è solo l'Obolo. Ci sono anche le offerte e i contributi che le diocesi e le congregazioni religiose di tutto il mondo sono tenute a versare al successore di Pietro, a norma del canone 1271 del codice di diritto canonico. Nel 2007 tali contributi sono ammontati a 29,5 milioni di dollari. Le offerte sono libere, ma da qualche anno il Vaticano chiede alle diocesi di dare almeno un euro per ogni battezzato, e alle congregazioni almeno 10 euro per ogni iscritto. Di fatto, però, questi parametri sono largamente disattesi. Alcuni contribuenti danno di più, la maggior parte molto di meno. Il governo centrale della Chiesa resta lontanissimo dal reggersi su un regolato sistema di tassazione. L'Obolo e le altre offerte sono amministrate da un ufficio della segreteria di Stato diretto da monsignor Gianfranco Piovano. È qui che la Santa Sede attinge per le numerose "emergenze" (l'ultima: un contributo alla ricostruzione di Gaza). I denari sono depositati nello Ior, che dall'arrivo di Caloia è amministrato con molta prudenza. Il quarto mandato consecutivo scade per Caloia nel giugno del 2009 e tra chi aspira a succedergli c'è Antonio Fazio, l'ex governatore della Banca d'Italia. Un altro nome che si sussurra è quello di Ettore Gotti Tedeschi, professore all'Università Cattolica, presidente in Italia del Banco di Santander e commentatore economico per "L'Osservatore Romano". Ma è probabile che Caloia resti al suo posto ancora per un po'. A decidere saranno i cinque cardinali che vigilano sullo Ior, tra cui l'attuale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, e il suo predecessore e rivale Angelo Sodano. Oltre all'Obolo, altri due bilanci resi pubblici nelle loro linee generali sono quello della Santa Sede e quello del governatorato della Città del Vaticano. Le due amministrazioni fanno capo ciascuna a un cardinale: la Santa Sede al lombardo Attilio Nicora, presidente dell'Apsa, Amministrazione del patrimonio della sede apostolica, e il governatorato al piemontese Giovanni Lajolo, già ministro degli Esteri vaticano e in precedenza nunzio in Germania. I conti delle due amministrazioni sono separati, e così le competenze. Il governatorato è l'erede del vecchio Stato Pontificio. Si occupa di territorio, edifici, sicurezza, sanità, acque, energia, poste, francobolli, monete, comunicazioni, approvvigionamenti. Anche le ville papali di Castel Gandolfo ricadono sotto la sua giurisdizione, compresa un fattoria con frutta, verdura, olio, galline e 26 mucche da latte. Ha a suo carico circa 1.800 dipendenti e 600 pensionati. Ma chiude quasi sempre in attivo. Il maggior cespite d'entrata è dato dai Musei Vaticani. Mentre più oscillanti sono i profitti finanziari. Nel 2006, ad esempio, riportò un attivo di 7,2 milioni di euro. L'anno dopo perdite per 8 milioni. Il governatorato si fa carico ogni anno della metà del deficit della Radio Vaticana, che pure non fa parte della sua giurisdizione. Priva di pubblicità, l'emittente registra solo uscite e il suo costo annuo è attorno ai 24 milioni di euro, che in Vaticano ritengono comunque ben spesi. Così come per "L'Osservatore Romano", con il suo deficit annuo tra i 4 e i 5 milioni di euro. Sia la radio sia il giornale sono a carico dell'amministrazione della Santa Sede, al pari della tipografia e dell'editrice del Vaticano. Queste ultime nel 2007 sono risultate in attivo di oltre un milione di euro ciascuna, grazie soprattutto al successo di vendita dei libri di Benedetto XVI. Anche il Centro Televisivo Vaticano ha un avanzo di mezzo milione di euro. Ma questi proventi sono niente di fronte al carico di spese richiesto per far funzionare l'intera macchina della Curia, con i suoi 2.750 dipendenti e gli oltre 900 pensionati. Solo la Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli sta in piedi da sé, grazie alle offerte della giornata missionaria mondiale. Le quasi 200 rappresentanze diplomatiche all'estero sono un puro costo. Per far fronte a queste uscite, le risorse dell'Apsa sono gli immobili di sua proprietà, a Roma e in altre città d'Europa, che nel 2007 hanno prodotto un reddito di oltre 36 milioni di euro, e gli investimenti finanziari, con un attivo nello stesso anno di 33 milioni di euro, nonostante un tracollo di 12 milioni patito sui tassi di cambio. Dopo tre anni di attivo, nel 2007 il consuntivo dell'amministrazione della Santa Sede è tornato in rosso per oltre 9 milioni di euro, come già era avvenuto nel 2003. E il bilancio del 2008 non promette bene, visti i tempi che corrono. Previdente, il Vaticano è tornato a puntare sull'oro. L'ultimo resoconto finanziario annuale, trasmesso ai vescovi la scorsa estate, afferma che la Santa Sede ne possiede per 19 milioni di euro, pari a una tonnellata di lingotti.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:35 | link | commenti (2)
categorie: vaticano, economia, religione, finanza
martedì, 27 gennaio 2009

Il Venture Capital investe nelle Tecnologie Verdi

Nonostante abbiano raccolto 28 miliardi di $ nel 2008, i venture capital americani si sono tenuti i soldi stretti e sono stati ben attenti a spenderli, facendo calare gli investimenti in questo settore per la prima volta dal 2003.
L’unico settore dove gli investimenti di venture capital sono cresciuti è stato il settore delle tecnologie verdi, dove sono stati investiti nel 2008 ben  4,1 miliardi di dollari suddivisi in 277 neonate aziende, con una crescità dell 56% rispetto all’anno prima.
Nel mondo delle tecnologie verdi  gli investitori hanno favorito con investimenti pari a 1,8 miliardi di $ le aziende che sviluppano tecnologie solari e fotovoltaiche, che hanno assorbito quasi la meta degli investimenti.
Per saperne di piu leggi qui l’articolo del NyTimes.

(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/)

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:55 | link | commenti (1)
categorie: ambiente, tecnologia, finanza
lunedì, 19 gennaio 2009

Abramovich vende il Chelsea

LO SBADIGLIO DI ABRAMOVICH – L’OLIGARCA S’è ANNOIATO DEL GIOCATTOLO CHELSEA (O HA CAPITO CHE S’E’ ROTTO?) – LA SOCIETà NEGA MA I SUOI COLLABORATORI SONO AD ABU DHABI PER CERCARE ACQUIRENTI - VORREBBE 800 MLN £ MA LA SQUADRA NON NE VALE Più DI 500… Prima di firmare l'assegno per Kakà gli sceicchi dovrebbero considerare quanto è durata la febbre calcistica di Abramovich. E quanto ha reso. Vuole vendere il Chelsea, notizia uscita ieri sul «Sunday Times», smentita dalla società che minaccia querela, confermata da tanti spifferi che raccontano tutti la stessa storia. Abramovich è stufo, prima ancora che in cerca di soldi per risanare il bilancio. È stanco, anche perché non basta spendere per alzare il livello di continuo.
Ha cambiato lo status del Chelsea, oligarca quando la parola era garanzia di denaro liquido illimitato, come oggi sceicco: era lo sceicco del 2003 e non ha fatto calcoli. Ha comprato, concesso al club uno spropositato debito nei suoi confronti e preteso di avere tutti i giocatori che voleva. Ha vinto due campionati e trasformato una squadra di moda in una squadra vincente solo che non si può salire sempre. Voleva la Champions e quella sarebbe anche potuta arrivare l'anno scorso, questione di un rigore sbagliato, troppo poco per considerare un progetto fallito. Ma non è il mancato trionfo europeo che lo ha fatto disamorare, solo la noia. Ha cambiato tecnico convinto che l'orgoglioso Mourinho fosse diventato un ostacolo, troppo rigido per un proprietario che, finita la fase di apprendistato, non ha più alcun interesse per la tattica, desidera solo vedere una decina di fenomeni che si scambiano il pallone. Ma non è riuscito a metterli insieme o ha sbagliato lista o mancato il criterio, forse non ha neanche più motivi per perdere tempo cercando di arrivarci. Il Chelsea gli ha dato quello che poteva, un nome, una faccia riconosciuta, l'identità che lo sceicco Mansour vuole comprare per Abu Dhabi. Quella è in vendita e se questo è l'obiettivo degli emiri allora l'ingresso nel mondo del pallone vale il prezzo del biglietto, se invece cercano la squadra miracolo l'assemblaggio sarà più complicato.
Abramovich ha portato il Chelsea tra le squadre che contano e si è detto «innamorato di questo sport», si è seduto in tribuna ad applaudire, ha stretto la mano ai tifosi, anche quelli che giravano tatuati e a petto nudo, e si è lasciato entusiasmare da molte campagne acquisti che somigliavano al giorno di Natale. Tutto questo non lo diverte più. Non è andato a vedere Manchester United-Chelsea anche se era la sfida più importante e si è risparmiato una sconfitta in trasferta. Sabato ha lasciato Stamford Bridge 15 minuti prima della fine, quando i Blues erano sotto di un gol e non ha assistito alla rimonta. Domenica i suoi uomini stavano ad Abu Dhabi per trattare la cessione. Pare che la richiesta sia alta, secondo gli analisti una cifra fuori mercato perché neppure gli emiri, se ben consigliati, dovrebbero spendere 800 milioni di sterline per una società che ne vale 500. Il calcolo rispecchia parametri limitati: le classifiche degli ultimi anni, il parco giocatori, i passivi in bilancio, lo stadio e le strutture che gli hanno costruito intorno. Non conta il pubblico guadagnato in giro per il mondo, la considerazione accumulata in questi anni di vittorie e prime pagine. Abramovich potrà tirare un po' sul prezzo e soprattutto punterà sul fascino del suo giocattolo: non funziona più per lui ma non è rotto. È lì, integro, a portata di un qualsiasi miliardario che si ecciti all'idea ad ascoltare un coro pensato per lui. Nel 2003, quando Abramovich ha comprato il Chelsea, era sedotto dall'idea di possedere una squadra di calcio, cinque anni dopo il Chelsea è un pezzo del suo patrimonio e come tale viene stimato. Non importa se verrà ceduto adesso o no, sta sul mercato. Il portavoce, John Mann, da Mosca, fa sapere che «il signor Roman non ha intenzione di vendere. In Arabia Saudita trattano per future tournée», non proprio il tipo di affari di cui si occupano i suoi più stretti collaboratori. Loro si muovo solo per ricollocare sogni di gloria scaduti, ieri la Kamchatka, oggi il Chelsea.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 16:18 | link | commenti
categorie: sport, calcio, finanza
lunedì, 12 gennaio 2009

Niente tracollo per le casse Vaticane

Alcuni articoli catastrofici potevano far pensare ad un vaticano in cattive acque finanziarie… invece con sapienza millenaria i banchieri d'Oltretevere hanno iniziato a comprare l'oro tre anni fa quando valeva 340 dollari l'oncia, mentre adesso ne vale 854! La pace sia con l'Oro..."
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:49 | link | commenti (3)
categorie: vaticano, finanza
martedì, 06 gennaio 2009

Vantaggi dell’essere poveri

Uno dei vantaggi dell’essere povero è che npon ti suiciderai mai per aver perso 400 milioni di euro in borsa.
Vedi l’articolo  tratto da corriere.it per saperne di più:
investito da un convoglio nei pressi di blauberen. la famiglia: si è suicidato
Miliardario tedesco perde 400 milioni di euro in Borsa e muore sotto un treno
Adolf Merckle, re della farmaceutica e del cemento, aveva scommesso tutto sul crollo di Wolkswagen
BERLINO (GERMANIA) - Era stato il trentaseiesimo uomo più ricco del mondo, secondo la classifica di Forbes, nel 2006. Il 94esimo nel 2007. Ma ha concluso la sua carriera e la sua vita tragicamente. Il miliardario tedesco Adolf Merckle è morto all'età di 74 anni, investito da un treno non lontano da Blaubeuren, in Germania.
SUICIDIO - La sua famiglia, in una nota, ha confermato che si è trattato di un suicidio. Merckle, proprietario della Ratiopharm e azionista della Heidelberger Cement, era a capo di un impero industriale attualmente in grave difficoltà. Secondo fonti bancarie, la famiglia avrebbe perso centinaia di milioni di euro in investimenti sbagliati: l'anno scorso l'imprenditore aveva scommesso tutto sul calo in Borsa del titolo della Volkswagen, perdendo solo con questa speculazione fallita circa 400 milioni di euro.
LA CRISI - «La situazione disperata delle sue società causata dalla crisi finanziaria, le incertezze delle ultime settimane e la sua impotenza nell'agire, hanno spezzato l'appassionato imprenditore e si è tolto la vita», si legge in una nota della famiglia. Secondo la procura tedesca l'imprenditore 74enne è morto travolto da un treno ieri sera. Merckle era considerato un abile finanziere e tra i 100 uomini più ricchi del mondo secondo la rivista americana Forbes. Di recente le sue società avevano avviato trattative con le banche per ottenere nuovi finanziamenti.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:59 | link | commenti
categorie: finanza
lunedì, 05 gennaio 2009

PATRIMONIO VATICANO

PATRIMONIO VATICANO - PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO IL BILANCIO DELLA SANTA SEDE SI TINGE DI ROSSO. E IL REVISORE HANG-SOON HANU, ECONOMISTA COREANO, INVITA LA CHIESA A STILI DI VITA PIÙ SOBRI…
Ignazio Ingrao per "Panorama"
La crisi economica mondiale pesa anche sulle finanze vaticane. Secondo le prime proiezioni, non ufficiali, la Santa sede si appresta a chiudere, per il secondo anno consecutivo, il bilancio consolidato in rosso. Dopo tre esercizi in attivo (2004, 2005 e 2006) il 2007 aveva segnato un disavanzo di oltre 9 milioni di euro, che rischia di essere confermato, se non ampliato, nell'esercizio 2008.
La responsabilità del deficit va attribuita anzitutto al crollo dei mercati. Già nel corso del 2007 le attività finanziarie della Santa sede avevano subito una flessione di circa 12 milioni di euro, dovuta al deprezzamento del dollaro rispetto all'euro. La Chiesa Usa è infatti in vetta alla classifica delle Chiese donatrici a favore del Vaticano e molte delle operazioni finanziarie avvengono ancora in dollari. Il tracollo delle borse ha dato un altro colpo alle finanze vaticane nel corso del 2008, spingendo l'Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica (Apsa) a tornare ai beni rifugio, come l'oro (vedere riquadro in alto a destra).
Peraltro le difficoltà finanziarie non arrestano il programma di moralizzazione e riorganizzazione delle finanze vaticane intrapreso da Benedetto XVI. L'atto più recente è stato la nomina di un nuovo revisore internazionale dei conti della Santa sede, l'economista e politologo coreano Thomas Hang-Soon Han, che va ad affiancare gli altri quattro membri del collegio che fa capo alla Prefettura degli affari economici della Santa sede: WolfangBernhardt, tedesco, Josep M. Cullell, catalano, John F. Kyle, canadese, e Madeleine Ramaholimihaso, dal Madagascar.
La nomina di Hang-Soon Han, docente di politica internazionale alla Hankuk University di Seul, riveste un forte valore simbolico. È avvenuta a poche settimane di distanza da un clamoroso intervento che lo stesso economista ha pronunciato dinanzi al Papa, durante l'ultimo sinodo dei vescovi, a Roma nel mese di ottobre. «I capi della Chiesa devono fare un serio esame degli stili di vita e dei beni in seno alla Chiesa alla luce della parola di Dio e prendere ogni possibile misura per promuovere la dottrina sociale» aveva dichiarato Hang-Soon Han senza mezzi termini.
Secondo l'economista coreano, la Chiesa «nel concludere contratti commerciali, deve garantire che contengano principi di giustizia, retribuzioni sufficienti per vivere e buone condizioni di lavoro». Ma purtroppo, aveva aggiunto, «i precedenti della Chiesa non sempre sono stati all'altezza» di tali principi.
La nomina di Hang-Soon Han non è stata un gesto isolato di Joseph Ratzinger. Ai primi di marzo il Papa aveva già azzerato la commissione di vigilanza dello Ior, la banca vaticana, lasciando in carica in tale organismo il solo cardinale Attilio Nicora, presidente dell'Apsa.
Eloquente è stato l'allontanamento del cardinale statunitense Adam Joseph Maida. Il porporato, oltre a essere arcivescovo di Detroit, riveste anche una carica alquanto singolare: è superiore del paradiso fiscale delle Isole Cayman.
D'ora in poi, Maida potrà continuare a occuparsi delle anime di quanti cercano rifugio nelle Caymans ma dovrà stare lontano dai conti dello Ior. Non è da escludere che su tale decisione abbia influito anche la bancarotta di alcune diocesi spagnole che avevano investito in conti off-shore.
Sono usciti dalla commissione di vigilanza dello Ior anche l'ex segretario di Stato, Angelo Sodano, e il cardinale messicano Juan Sandoval Iniguez. Al loro posto sono entrati il francese Jean-Louis Tauran, l'indiano Telesphore Placidus Toppo e il brasiliano Odillo Pedro Scherer. Presiede la nuova commissione di vigilanza il cardinale Tarcisio Bertone.
Nel frattempo il Pontefice ha anche sostituito il direttore dello Ior, Lelio Scaletti, con il più giovane Paolo Cipriani, che ha voluto al suo fianco un nuovo vicedirettore, Massimo Tulli. Resta al suo posto il presidente della banca vaticana, Angelo Caloia, ma continuano a rincorrersi voci di una sua possibile sostituzione.
Rivoluzionati anche i vertici dei due principali organismi di gestione economica della Santa sede: l'Apsa, che funge da ministero del tesoro, e la Prefettura degli affari economici, che è una sorta di ministero del bilancio. L'arcivescovo di Savona, Domenico Calcagno, è stato nominato segretario dell'Apsa, al posto di monsignor Claudio Maria Celli, mentre il canonista Velasio De Paolis è stato chiamato a presiedere la Prefettura degli affari economici in sostituzione del cardinale Sergio Sebastiani.
Il cardinale Attilio Nicora resta invece l'uomo di fiducia del Papa per l'amministrazione del patrimonio della Santa sede.
 
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categorie: vaticano, economia, finanza
venerdì, 02 gennaio 2009

Anno nero anche per Warren Buffet

La crisi finanziaria graffia anche le performance dell’oracolo di Omaha, Warren Buffet, il leggendario investitore che si contende con Bill Gates il titolo di uomo piu ricco del mondo ha visto i suoi investimenti che spaziano dalla Coca Cola alla Procter & Gamble, dalla Wells Fargo alla Kraft perdere il 32% del loro valore. Detto questo la sua Holding Berkshire Hathaway rimane una delle aziende piu sane e liquide del pianeta, si calcola che la disponibilità di patrimonio attivo della holding superi i 100 milliardi di $.
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categorie: finanza
martedì, 21 ottobre 2008

Le energie alternative hanno improvvisamente il vento contro

“Alternative Energy Suddenly Faces Headwinds”, questo è il titolo di un articolo del New York Times che in italiano, e perdonate la traduzione farebbe piu o meno cosi: “Le energie alternative hanno improvvisamente il vento contro”.
Questo articolo dice che nonostante la volontà dei due candidati presidenti di investire sulle energie alternative, queste ultime sono le prime vittime della crisi economica e del credito in atto, infatti molti progetti in questo settore che richiede fortissimi investimenti sono stati fermati per via del congelamento del credito dovuto alla crisi del sistema finanziario; inoltre le aziende quotate che operano nel settore dell’energia alternativa sono state tra quelle più penalizzate in borsa…..
Per saperne di piu leggete qui l’articolo originale del New York Times…
(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:02 | link | commenti (1)
categorie: ambiente, economia, finanza, energia