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Il Blog di Giulio Stevanato

martedì, 27 ottobre 2009

Sarkozy mani bucate

Tra cene ufficiali e vertici i sei mesi del presidente francese da leader dell'Unione sono costati un milione di euro al giorno, il triplo rispetto alla media.
 
 
Per foruna che lo ha fatto un francese e non un italiano se no chissà cosa avrebbero
scritto, detto e pensato...
 
postato da: CesareAugusto82 alle ore 10:28 | link | commenti
categorie: politica, francia
lunedì, 17 novembre 2008

Francia: una centrale elettrica solare in ogni regione entro il 2011

Per una potenza complessiva di 300 MW

Francia: una centrale elettrica solare
in ogni regione entro il 2011

L'energia così prodotta sarà competitiva ai prezzi del mercato dell'elettricità previsti nel 2020


PARIGI - La Francia si doterà di almeno una centrale elettrica solare fotovoltaica in ogni regione entro il 2011. Lo ha annunciato Jean-Louis Borloo, ministro francese dell'Ecologia, presentando il piano di sviluppo delle energie rinnovabili. Alla fine dell'anno ci sarà il bando per la gara d'appalto per la costruzione di centrali solari di potenza complessiva di circa 300 MW, che sarà ripartita in funzione del potenziale solare di ogni regione, ha precisato il ministro.

PREZZI COMPETITIVI - Secondo il ministro, l'energia solare sarà competitiva ai prezzi del mercato dell'elettricità previsti nel 2020. A fine giugno 2008, la potenza fotovoltaica installata nella Francia metropolitana era pari a 18 MW, al quarto posto in Europa dietro Germania, Spagna e Italia. Ma 12 mila progetti per 400 MW totali erano già pronti per essere collegati alla rete, con una crescita pari al 130% annuo.

(Tratto da http://progettonuovaenergia.blogspot.com/)

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:05 | link | commenti (1)
categorie: energia, francia
martedì, 09 settembre 2008

Perché Benedetto XVI prepara una lezione ratisboniana da fare a Parigi

Il Papa che ha fatto del binomio ragione-fede uno dei punti chiave del suo magistero visita la patria della dea ragione. Benedetto XVI è atteso a Parigi per il 12 settembre. Motivo principale del viaggio sono i 150 anni delle apparizioni della Madonna a Lourdes, ma i due giorni nella capitale transalpina non saranno una semplice appendice a quelli tra i Pirenei. Anzi, il programma parigino ha molta sostanza: la visita a Sarkozy, due brevi incontri con la comunità ebraica e quella musulmana, la Messa con i giovani nell’Esplanade des invalides, soprattutto l’intervento davanti a 600 rappresentanti del mondo della cultura transalpina, ma non solo. Al Collège des Bernardins Benedetto XVI parlerà in francese e nel contesto che sente più suo, quello dell’accademia, ma parlerà alla Francia per rivolgersi anche a tutto il Vecchio continente. Accadrà alle 17 e 30 di venerdì 12. E ci sono tutti i presupposti per una sorta di nuova Ratisbona.

La Francia che aspetta il Papa è un po’ lo specchio dell’Europa di oggi, vive in modo acuto gli stessi interrogativi e le stesse crisi che caratterizzano il resto del continente. Benedetto XVI arriva in Francia mentre la trinità laica della Repubblica non gode di ottima salute. Il valore della laicità che ha fatto da alveo all’ideale della liberté, égalité, fraternité scricchiola: vulnerabile davanti ai temi della convivenza civile, si pensi alla vicenda delle banlieues parigine; muto sull’essenziale dell’esistenza, come nel caso della richiesta di eutanasia di Chantal Sébire, giovane donna sfigurata da un tumore.
In un paese che a detta del suo stesso presidente ha bisogno di tornare a sperare il viaggio di Benedetto XVI interessa un po’ tutti, credenti e no.

I cattolici – secondo le statistiche il 75 per cento della popolazione – soffrono da tempo una crisi che ha le sue radici più vicine nel ’68. Se da un lato è vero che “le chiese in Francia non sono vuote”, come ha tenuto a precisare l’arcivescovo di Parigi, il cardinale Vingt-Trois, dall’altro è altrettanto reale lo scenario offerto dal basso numero di futuri sacerdoti: in tutto il paese i seminaristi sono poco più di 1.500. Il fatto che negli ultimi anni si sia registrata una piccola ripresa delle vocazioni fa sì che in molti si attendano dall’incontro del Papa con l’episcopato francese, in programma il 14 settembre a Lourdes, un invito a osare di più. Ma per l’immediato sarà la Messa nell’ Esplanade des invalides a offrire la cartina di tornasole sullo stato di salute della chiesa francese. Il 13 sono attesi almeno 200 mila partecipanti e se così fosse sarebbe un bel segno di vitalità, un nuovo scossone, cui stavolta dare miglior seguito, dopo la marea oceanica arrivata per la Giornata mondiale dei giovani del ’97.

Non solo i cattolici guardano però con interesse al viaggio di Benedetto XVI. Di certo lo attende il presidente Sarkozy, cui il Papa restituirà la visita del dicembre 2007 in Vaticano. L’inquilino dell’Eliseo non è un campione del cattolicesimo. Ma dev’essere passata molta acqua sotto i ponti se, dopo un Mitterrand che in nome del principe de laïcité snobbò il titolo di canonico onorario della Basilica di San Giovanni in Laterano, è venuto il tempo di un Sarkozy che è stato invece ben contento di accettarlo, che alla cerimonia del conferimento ha fatto un discorso sulle radici cristiane della Francia e che all’Osservatore Romano ha detto che il cristianesimo è un “messaggio di audacia estrema e di speranza totale” che non può “essere annunciato in modo attenuato”.

Quella che un tempo era definita “la figlia maggiore della chiesa” oggi è un paese che, nonostante la sua storia (la grande moschea di Parigi è del 1926), fatica a fare i conti con il mondo islamico. E’ un paese che continua a dibattere sulla divisione tra religione e stato sancita nel 1905. Laicità e convivenza civile sono al tempo stesso un credo e una ferita. Sarkozy ha affermato che oggi in Francia “mancano gli intellettuali cristiani, le grandi voci che si fanno sentire nei dibattiti per far progredire la società”. Il 12 settembre a Parigi arriva Benedetto XVI.

 

(ARTICOLO TRATTO DA ilfoglio.it)

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:39 | link | commenti (2)
categorie: vaticano, religione, francia
giovedì, 20 marzo 2008

In Francia le ferrovie triplicano i profitti grazie all'alta velocità

Profitti triplicati nel 2007 per Societe Nationales des Chemins de Fer Francais (SNCF), la compagnia ferroviaria francese di proprietà dello Stato. Merito, secondo quanto riferisce la stessa società, del traffico ad alta velocità, che ha visto crescere il numero dei passeggeri che scelgono di viaggiare sul Tgv. Gli utili di SNCF hanno superato, lo scorso anno, il miliardo di euro (dai 368 milioni di euro dell'anno precedente), mentre i ricavi sono cresciuti dell'8% a 23,7 miliardi di euro e il debito netto è calato da 6,46 miliardi a 4,49 miliardi di euro. La compagnia francese è impegnata a potenziare la velocità dei suoi Tgv portandola a 360 chilometri orari (dagli attuali 300) per concorrere nel traffico domestico con la compagnia aerea di bandiera Air France-KLM. Il gruppo ferroviario transalpino è anche mobilitato nell'avanzamento del progetto di costruzione di linee ferroviarie ad alta velocità, che toccheranno anche Gran Bretagna, Olanda, Germania, Austria e Svizzera. SNCF sta anche valutando possibili acquisizioni di operatori ferroviari europei concorrenti. (M. Do.)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:35 | link | commenti (1)
categorie: francia, industria
giovedì, 27 dicembre 2007

Sarkozy, c’est nous

Lo splendido discorso lateranense del protocanonico della République
Henry Guaino, scrittore politico eccellente, prepara i testi che Nicolas Sarkozy legge. Ma naturalmente è lui, il presidente, ad aver scelto il suo speech writer, a deciderne il contenuto e ad assumersi la responsabilità politica di pronunciarli. Giovedì scorso, davanti al cardinal Ruini e a poche ore dalla visita a Benedetto XVI, il capo della nazione leader in Europa continentale e signore della République, cioè della più alta incarnazione della laicità moderna, ha detto cose simbolicamente fortissime, che molti lettori del Foglio riconosceranno o sottoscriveranno per averle già lette su queste colonne. Pubblichiamo il testo del discorso del canonico onorario di San Giovanni in Laterano nella copertina del supplemento del sabato. Basta leggere, lettura anche molto piacevole e gratificante per la mente, e si capirà tutto, ma proprio tutto. Dunque è possibile essere laici e amici della chiesa, in particolare della chiesa cattolica. Laici anche nel senso di non credenti o non appartenenti alla confessione cattolica e disinibiti ammiratori del deposito di spiritualità, di cultura razionale, di fede e di bellezza che appartiene alla religione cristiana. Laici e sostenitori della necessità di riconoscere le radici cristiane della nostra storia europea e nazionale. Laici attenti ad estirpare le sciocchezze del vecchio e del nuovo anticlericalismo. Laici e capaci perfino di fare appello al popolo cattolico perché si riconosca e parli con voce chiara e forte, senza lasciarsi intimidire dall’ideologia neosecolarista e senza per questo rinunciare alla distinzione salubre tra stato e chiesa. Laici e non banalmente volterriani, seguendo il filo non banalmente illuminista del discorso di un presidente che ragiona, ed in questo è volterriano, che guarda il mondo, ne percepisce i mutamenti e i bisogni, fino a sposare le ragioni e lo spirito non già soltanto di un discorso cardinalizio di Joseph Ratzinger ma della sua ultima, splendida enciclica sulla speranza. Si può essere laici e trascurare il professor Odifreddi (niente di personale) per immergersi in Péguy, anzi per riconoscersi nel lascito della nouvelle theologie e dei suoi campioni ecclesiali. Si può essere laici e proclamare senza paura che la forza d’incanto dei tempi moderni sta anche nella capacità di imparare qualcosa dai prìncipi e dottori di una chiesa che presume per sé l’eterno, e conserva l’antico. Il discorso di Sarkozy è di esemplare semplicità, spiega ai renitenti e ai laici al Barolo delle vecchie e impotenti confessioni immanentiste, che cavalcano il pensiero dominante del tempo dondolandovi come su un basto d’asino, quanto sia prezioso, anche per la politica e per la morale laica, il rapporto stretto tra ragione e fede. Poi, nelle scelte civili, ciascuno fa per sé, e si negozia la battaglia intorno ai cardini della vita e dell’etica, paradossalmente, tenendo conto senza subalternità del punto di vista cristiano sui criteri non negoziabili. Molte cose possono dividerci dalle scelte legislative di Sarkozy, compresa l’ultima follia di un’ulteriore banalizzazione del matrimonio all’insegna del divorzio breve. Ma sulla visione delle cose, cioè sulla sostanza, non possiamo non dirci cristiani e sarkozysti. Perché l’unica laicità possibile è quella che non solo tollera lo spazio pubblico del senso del sacro e della legge naturale e di ragione, ma lo invoca come necessario interlocutore culturale e spirituale della République.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:09 | link | commenti (1)
categorie: religione, francia
lunedì, 08 ottobre 2007

LA VIA FRANCESE DEI MUTUI SUBPRIME…

R. Fi. per “Il Sole 24 Ore” - La Francia è un Paese moderno che poggia su una storia importante e tradizioni consolidate. Alcune di queste inevitabilmente fanno sorridere. In questi giorni, per esempio, la Commissione di terminologia economica e finanziaria si è arrovellata sul problema dei "subprime", ma lavorando di fino su dizionari e vocabolari non è riuscita a cavare un ragno dal buco. Insomma un conto è trovare il nome francese per il computer (ordinateur), per Leonardo (Léonard de Vinci) o per il lettore digitale (baladeur numerique), un altro è francesizzare il termine «subprime». Tanto che, buttati a ramengo i dizionari, la commissione ha fatto sapere « che non si è ancora trovata una definizione soddisfacente». Per il momento si invitano dunque i francesi - si legge in un comunicato- «a usare l'espressione "prets hypothecaires a haut risque"» , mutuo ipotecario ad alto rischio, «che viene già utilizzata nel settore bancario». Un termine felice quanto adatto a finire nei titoli dei giornali: basta usare l'acronimo Phahr,che sul dizionario sta immediatamente prima al termine farsa.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:51 | link | commenti
categorie: finanza, francia
lunedì, 10 settembre 2007

GOVERNO SPAGNOLO CONTRO FUSIONE GDF-SUEZ…

Al governo spagnolo non va giu' la fusione tra GdF e Suez, da cui teme una espansione aggressiva nel Sud dell'Europa, e intende contrastarla in sede europea. E' quanto riferisce il Financial Times, che riferisce di alcuni ''documenti riservati'' dell'esecutivo di Madrid. Il governo spagnolo, dice il quotidiano finanziario, ha intenzione di dimostrare che le alte tariffe per elettricita' e il gas stabilite dalle autorita' francesi consentiranno a GdF di spuntare alti profitti, che potranno poi essere utilizzati per finanziare acquisizioni. Secondo la Spagna, dove vigono tariffe piu' basse, questo trattamento si configura come un aiuto di Stato indiretto, considerato illegale secondo le regole della concorrenza dell'Unione europea. ''La fusione sponsorizzata dallo Stato francese - afferma David Taguas, capo dei consulenti economici del premier Luis Rodriguez Zapatero - e' stata chiaramente disegnata in modo che Gdf-Suez possa espandersi in direzione Sud''.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 14:37 | link | commenti
categorie: politica, spagna, energia, francia, industria
venerdì, 15 giugno 2007

La volpe e l’Iva

Sarko alza l’imposta indiretta, taglia il cuneo e ottiene “meno tasse per tutti” I socialisti francesi sono fuori dai gangheri. Nicolas Sarkozy vuole applicare “l’Iva sociale” per rilanciare la competitività delle imprese e fermare le delocalizzazioni, e loro sono costretti a chiedere il voto contro quello che hanno sempre voluto: l’aumento delle tasse. L’Iva al 24,6 per cento – cinque punti in più – potrebbe far paura per gli effetti inflazionistici e i consumi. Ma gli economisti rassicurano: l’operazione è economicamente a costo zero. I 40 miliardi di euro ricavati vanno a finanziare la riduzione di cinque punti del costo del lavoro per le imprese, con conseguente aumento della competitività e sensibile crescita dell’occupazione, che limitano un eventuale calo dei consumi. Ma, in concorrenza, se l’imprenditore è razionale e furbo, abbasserà il prezzo di vendita dei prodotti Iva esclusa della stessa proporzione in cui diminuiscono i costi di produzione. Insomma, i prezzi Iva inclusa non si muovono, l’inflazione è ferma, l’occupazione cresce e i consumi aumentano. Senza che lo stato abbia sborsato un solo euro. Inventato dai danesi, il cuneo fiscale sarkozista è già collaudato con successo da Angela Merkel. Sei mesi dopo l’aumento di 3 punti dell’Iva in Germania, tutti gli indicatori sono positivi: la disoccupazione scende, i conti pubblici sono in equilibrio e le esportazioni corrono. Perché l’Iva sociale ha un vantaggio per le economie irreggimentate dalla zona euro: effetti analoghi alla svalutazione della moneta. Le esportazioni sono più competitive, il prezzo dei prodotti importati aumenta del 5 per cento e le delocalizzazioni rallentano. “Non è uno scandalo se le magliette cinesi servono un po’ a finanziare la nostra protezione sociale”, ha spiegato il primo ministro, François Fillon. Per compensare inghippi, c’è il resto del pacchetto fiscale: detassazione degli straordinari, scudo sull’imposizione al 50 per cento del reddito, deducibilità degli interessi sul mutuo – 7.500 euro di potere d’acquisto in più a famiglia – e abolizione della tassa di successione per il coniuge. La rivoluzione economica di Sarkozy è meno tasse per tutti e, semmai, indirette.
(Artiolo tratto da il foglio)
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:12 | link | commenti (2)
categorie: politica, economia, francia
mercoledì, 09 maggio 2007

In Francia le scorie nucleari italiane

Se fosse successo il contrario, noi avremmo visto Pecoraro Scanio & C.. costruire barricate sulle alpi per impedire che la spazzatura francese arrivi in italia.... E dire che pure in Francia ci sono i comunisti e i verdi.. che siano molto ma molto piu intelligenti dei nostri???

Articolo tratto da la stampa.it L'accordo prevede il trattamento di 235 tonnellate provenienti dalle ex centrali di Caorso, Trino e Garigliano ROMA Sogin e Areva hanno sottoscritto il contratto per il riprocessamento di 235 tonnellate di combustibile nucleare ’irraggiatò, ancora presente in Italia. Il contratto, che ha un valore di oltre 250 milioni di euro e che implementa l’accordo intergovernativo fra Italia e Francia sottoscritto il 24 novembre scorso a Lucca, prevede il trasporto, il trattamento e il condizionamento del combustibile delle ex centrali di Caorso (190 tonnellate di combustibile), Trino (32 tonnellate) e Garigliano (13 tonnellate). Le operazioni di trasferimento del combustibile, spiega una nota, saranno avviate nel 2007 e richiederanno circa cinque anni. Dopo il trattamento, che avrà luogo nello stabilimento di La Hague, i residui rientreranno in Italia entro il 31 dicembre 2025.Il trattamento del combustibile irraggiato permette, infatti, di separare le materie valorizzabili, per le quali Areva si è impegnata a individuare un futuro impiego, dai rifiuti finali, che saranno restituiti in una forma che ne riduce il volume e ne garantisce la sicurezza nel lungo termine. «Con la firma di questo contratto - ha detto Massimo Romano, amministratore delegato di Sogin - l’Italia condivide con altri Paesi, fortemente impegnati nella produzione nucleare, la scelta di riprocessare il combustibile irraggiato e rende più certi tempi e modalità del piano di decommissioning degli ex impianti nucleari. L’avvio del riprocessamento consentirà, infatti, di realizzare le operazioni di bonifica dei siti in condizioni di maggior sicurezza e in un clima di proficua collaborazione con i territori interessati».

postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:12 | link | commenti (2)
categorie: news, energia, francia
martedì, 17 aprile 2007

Liberté, egalité, italianité

Paradossi, l’onor patrio della nostra economia difeso dagli stranieri (francesi)
L’italianità di una piccola impresa si definisce facilmente. Si tratta di sapere se la famiglia dei proprietari è o no italiana, di Carate Brianza piuttosto che di Eboli, o magari di entrambi. Quella di una grande compagnia quotata in Borsa – come la Telecom, per esempio – è più difficile da stabilire, per convenzione si guarda al gruppo di controllo. La questione appassiona molti provetti liberali, che lo sono improvvisamente molto meno quando si tratta di guardare il mondo non con gli occhi del mercato, scintillanti di dollari, euro o yen, ma con quelli della vecchia cartografia politica, che ha resistito alla globalizzazione e in parte pure al processo di integrazione europea. La cosa buffa è che questi nostri italianisti economici, temendo di non avere imprese italiane sufficientemente italiane, adesso affidano la difesa dell’italianità ai francesi. La cosa ha dei curiosi precedenti ottocenteschi – la seconda guerra d’indipendenza – ma funziona ancora oggi. La santa causa dell’italianità di Generali, per esempio, è affidata ad Antoine Bernheim, che difende la “compagnia del Leone” dagli assalti esteri, dal Boulevard Haussmann parigino, e nella lista del cda è appena entrato l’ex ambasciatore francese a Roma Loic Hennekinne. La difesa dell’italianità di Alitalia invece potrebbe alla fine essere preservata da Jean Cyril Spinetta, che nonostante il cognome, è francese ed è ad di Air France. Spinetta era nel consiglio di amministrazione della nostra compagnia di bandiera, quando il Tesoro la mise all’asta e la conosce meglio di tutti. Reputa che ci sarà una seconda gara e dichiara a Les Echos che, in tal caso, scenderà decisamente in campo, per difendere la nostra compagnia nazionale, che solo in questo modo può rimanere nell’alleanza Sky con le proprie insegne. Quanto al caso di Telecom Italia, che da ieri non corre il rischio di diventare tex-mex, sono mesi che qualcuno invoca l’intervento della francesità in sostegno dell’italianità: France Telecom agitata contro i texani. Dopo tutto, alla testa di coloro che sono impegnati in prima linea in questa battaglia nazionale vi è Mediobanca. E anche la sua italianità è assicurata da Parigi.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 20:04 | link | commenti
categorie: finanza, francia
giovedì, 22 marzo 2007

Ufo, la Francia svela i suoi segreti

Sono 1600 casi, il 28% dei quali inspiegabile, studiati dal Geipan,struttura del Centro nazionale per gli studi spaziali francesi

Ufo, la Francia svela i suoi segreti dopo 30 anni i dossier sul web

E' IL PRIMO dicembre 1979, sono le 7 e 35 del pomeriggio, un negoziante del sud della Francia sta tornando a casa in auto. Improvvisamente sulla sua sinistra gli passa vicino una palla luminosissima che muta colore dal bianco al rosso, passando per l'arancio e il giallo. Quella "palla" emette un suono stridente, un beep beep fortissimo. L'uomo, terrorizzato, accelera per arrivare il più presto possibile a casa. Settanta, ottanta chilometri all'ora. A due km dalla sua casa il fenomeno scompare improvvisamente. Lo shock fu così violento che egli ebbe un blocco intestinale che durò a lungo. Testimone serio, testimonianza considerata veritiera. Altra situazione: è il 15 ottobre 2004. Nei della Francia quattro Mirage vengono seguiti da un oggetto volante non identificato. I piloti, che avvistano l'oggetto per circa 15-20 secondi, fanno in tempo a chiamare le basi a terra, ma i controllori di volo non osservano alcun segnale sui loro radar. La testimonianza è certa, l'evento rimane inesplicabile. Sono questi il primo e l'ultimo di una lunga serie di avvistamenti di oggetti volanti non identificati ritenuti non spiegabili, le cui testimonianze sono risultate di altissimo valore dal Groupement pour l'Etude et l'Information sur les Phénomènes Aérospatiaux Non identifiés (Geipan) francese. Il Geipan venne fondato nel 1977 dal Cnes, il Centro nazionale per gli studi spaziali francesi per studiare i fenomeni inesplicati che avvengono nei cieli. Dopo 30 anni di ricerche tenute segrete oggi gli archivi verranno aperti al pubblico e messi a disposizione su internet. In tutto sono circa 1.600 casi e, tolti quelli assolutamente inaffidabili, tra quelli ritenuti interessanti il 28% non ha ancora avuto una spiegazione. I fenomeni perfettamente chiariti sono il 9%, quelli probabilmente identificati sono il 33%, mentre quelli per cui è difficile dare una valutazione, nonostante la loro importanza, sono il 30%. Materiale che richiederebb 100.000 pagine per poter essere pubblicato su carta: si tratta di 3.000 verbali di oltre 6.000 testimoni, redatti dalle autorità di vario tipo, dalle gendarmerie a ricercatori. Spiega Jacques Patenet, responsabile del progetto: "Il fenomeno Ufo non è certamente nuovo, ma negli ultimi anni ha avuto un forte richiamo da parte dei media. Il lavoro che ora pubblichiamo, grazie alla volontà del Cnes, darà modo agli studiosi di analizzare ulteriormente questo problema. Tuttavia preferiamo chiamare gli eventi insoliti Pan ossia Phénomène Aérospatial Non identifié, piuttosto che Ufo o altro che può portare a errate interpretazioni". Il rapporto del Cnes non è il primo studio realizzato sugli Ufo. Gli Stati Uniti ad esempio, hanno studiato il fenomeno a livello statale più di una volta. Nel 1947-48 l'Air Technical Intelligence Center (Atic) della base di Wright Patterson di Dayton nell'Ohio, divenne centro di riferimento per i primi rapporti di Ufo, il quale aveva il compito di verificare l'esistenza di un'eventuale arma segreta nemica. Nacque poi il Progetto Sign. Si trattava di una commissione militare voluta con decreto del Ministro della Difesa Americano. I lavori durarono circa un anno dopo di che il progetto ripartì con il nome di Progetto Grudge. Il 30 aprile 1949 viene stilato il rapporto finale: gli Ufo non esistono. Ma nel 1952 una nuova ondata di avvistamenti obbligò a una nuova inchiesta: nacque così il progetto New Project Grudge, più noto come in codice Project Blue Book. Operò fino a al 1969 e fu la prima importante ricerca sui dischi volanti. I risultati, ancora una volta, dissero che per l'Air Force i cosiddetti Ufo non costituivano una minaccia alla sicurezza nazionale e non esistevano prove decisive della loro origine spaziale. Nel 1966 fino 1968 venne indetta la Commissione Condon che affrontò la documentazione del Progetto Blue Book per dare un'ultima parola sui casi in studio. Questa commissione dette vita così al Project Colorado, il cui gruppo di esperti faceva capo all'Università di Boulder nel Colorado, la più qualificata istituzione scientifica nel mondo per lo studio dell'alta atmosfera e dello spazio circumterrestre. Nel gennaio 1969 fu stilato il verdetto del controverso Rapporto Condon, secondo cui il fenomeno non era degno di alcun rilievo, malgrado, appunto, l'alta percentuale di casi inspiegati in esso contenuti. Vi sono stati, poi, altri studi considerati seri i quali, comunque, non giunsero mai a una conclusione definitiva. Ora adesso lo studio del Cnes: ancora una volta fenomeni inspiegati si mostrano nei nostri cieli, ma ancora una volta rimane misteriosa la loro fonte.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 15:16 | link | commenti
categorie: news, scienza, francia
martedì, 13 marzo 2007

NAPOLITANO CONFERISCE ONORIFICENZA AD ARNAULT

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa mattina al Quirinale Bernard Arnault, Amministratore Delegato di Lvmh (la holding francese 'Louis Vuitton Moet Hennessy' specializzata in beni di lusso), al quale ha consegnato l'onorificenza di Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Erano presenti il vice presidente del Consiglio dei Ministri e ministro per i Beni e le Attivita' Culturali, Francesco Rutelli, l'ambasciatore della Repubblica Francese a Roma, Yves Aubin de la Messuzie're, l'ambasciatore Maurizio Moreno, Carla Fendi e Michael Burke, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato del "Gruppo Fendi", ed alcuni familiari di Bernard Arnault.

 P.S: Nell'ultima classifica stilata da Forbes sugli uomini piu ricchi del Mondo Arnault risulta essere l'uomo piu ricco d'europa con un ptrimonio di ben 26 milliardi di dollari.

postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:47 | link | commenti
categorie: news, francia, industria
mercoledì, 28 febbraio 2007

Rubati due quadri di Picasso

Le due opere sono «Maya con la bambola» e un ritratto di Jacqueline
Il furto nella casa del nipote del pittore a Parigi. Le tele hanno un valore complessivo di 50 milioni di euro
PARIGI - Due quadri di Picasso - di un valore complessivo di 50 milioni di euro - sono stati rubati nella casa parigina della nipote del pittore. Il furto, secondo una fonte della polizia, è avvenuto nella notte fra lunedì e martedì. Le due opere sono «Maya con la bambola» e un ritratto di Jacqueline. Maya è la figlia di Picasso, e Jacqueline è la sua seconda ed ultima moglie. L'appartamento della nipote del pittore spagnolo si trova nel settimo arrondissement della capitale francese.
«Maya con la bambola» è un dipinto ad olio su tela di cm 73 x 60 realizzata nel 1938 dal Picasso. Ritrae la figlia del pittore, Maya, avuta da Marie Thérèse Walter. Ignoti hanno rubato la tela nella casa parigina del nipote dell'artista
postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:15 | link | commenti
categorie: news, arte, francia

ARNAULT (LVMH) IN LIZZA PER RILEVARE QUOTA TELEFONICA DI ENDEMOL

Bernard Arnault, il numero uno del gruppo di lusso Lvmh, sarebbe in lizza per rilevare la quota del 75% del capitale sociale di Endemol detenuta da Telefonica e che l'operatore di telecomunicazione spagnolo sarebbe in procinto di cedere. A rivelarlo e' il 'Financial Times' sottolineando che Arnault, ''d'intesa con il patron di Endemol France Stephane Courbit e con il fondo di investimento francese Pai'', sarebbe pronto a rilevare il produttore televisivo olandese che viene valutato circa 2,74 miliardi di euro. In corsa per rilevare la quota in mano a Telefonica, evidenzia il quotidiano britannico, ci potrebbe essere anche Jon de Mol, il fondatore del gruppo Endemol, che sarebbe intenzionato a riacquistare il gruppo televisivo.

P.S: Endemol è la casa di produzione televisiva ha prodotto format come il Grande Fratello... ma anche Chi vuol essere Millionario ecc.. mentre LVMH è la holding del lusso che controlla marchi come Tag Huer, Fendi, Dior ecc...

postato da: CesareAugusto82 alle ore 17:11 | link | commenti
categorie: news, finanza, francia
lunedì, 26 febbraio 2007

FRANCIA: DOVE IL CALCIO HA I CONTI A POSTO…

Calcio francese batte calcio italiano 32,7 a 439. Milioni di euro. Parola di Frédéric Thiriez, presidente della Ligue de Football Professionnel (Lfp), la federazione calcistica francese. Dopo cinque anni di deficit, il calcio d'Oltralpe è uscito dal rosso, realizzando un risultato netto positivo di 32,7 milioni, appunto, nella stagione 2005/2006. E come ha fatto? Per il presidente Thiriez la ragione principale è stata l'adozione di una politica di estremo rigore gestionale da parte dei club. La massa salariale dei calciatori ingaggiati dalle squadre francesi è scesa del 60% rispetto al 2000. Altro elemento fondamentale è la trasparenza dei conti. Thiriez dichiara soddisfatto che la lega francese è l'unica in Europa a pubblicare i conti individuali dei 40 club professionistici di calcio. Il nuovo contratto televisivo da 600 milioni di euro annuali, siglato dall'emittente a pagamento Canal+, ha in realtà dato una mano per così dire non trascurabile al ritrovato virtuosismo del football francese. I cui risultati, sul campo, non sono poi così formidabili.
postato da: CesareAugusto82 alle ore 18:22 | link | commenti (2)
categorie: calcio, francia
giovedì, 22 febbraio 2007

La Francia diverrà la piu popolosa d'europa a danno della Germania

(Un riassunto di un articolo letto stamane sul Telegraph)
La Francia è destinata a diventare la nazione europea piu popolosa a danno della Germania, la germania come italia Spagna ecc.. ha una natalità molto bassa, di contrasto la Francia cosi come gli Stati uniti hanno una percentuale di 2,07 figli per donna contro gli 1,4 della Germania. La popolazione Francese secondo le previsioni passerà dai 62.6 millioni del 2010 ai 78.9 millioni nel 2050 mentre i tedeschi passeranno da 81.9 a 71.4 Questo fatto potrebbe anche portare l'economia francese a crescere il doppio di quella tedesca, grazie ad un maggior bilanciamento tra giovani e anziani. Molto preoccupante è la situazione della russia che entro il 2050 potrebbe vedere la sua popolazione scendere sotto i 100 millioni e anche la tigre cinese potrebbe precipitosamente scendere nel giro di 15 - 20 anni. Di contrasto gli Stati Uniti con un tasso di natalità di 2,4 figli per donna sono la nazione occidentale piu prolifica e questa potrebbe essere la dimostrazione che anche il prossimo secolo sara un American century (un secolo americano)... insomma il declino della potenza americana sembra essere ancora lontano... Per leggere l'articolo originale clicca qui
postato da: CesareAugusto82 alle ore 11:00 | link | commenti (1)
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venerdì, 16 febbraio 2007

Francia: nuovo record del Tgv, 553 km all'ora

Il precedente record era di 515,3 kmh, realizzato nel maggio 1990 Sulla nuova linea est che dal 10 giugno collegherà Parigi con Strasburgo in due ore e 20 minuti

PARIGI - Nuovo record di velocità del Tgv francese: raggiunti i 553 km all'ora. Lo riport ail quotidiano «Le Parisien». Il precedente record del treno francese ad alta velocità era di 515,3 kmh ed era stato realizzato nel maggio 1990. Questo nuovo primato è stato possibile grazie a un convoglio speciale, costituito da due motrici e tre vagoni, sulla linea del futuro Tgv Est che collegherà Parigi e Strasburgo in 2 ore e 20 minuti. La velocità record è stata raggiunta all'altezza di Passavant-en-Argonne, a 190 km da Parigi. Il Tgv Est dovrebbe entrare in servizio il 10 giugno.

 

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