Una copia delle avventure di Superman datata 1938 è stata venduta all’asta online per 317.200 dollari (oltre 245 mila euro).
La vendita, alla quale hanno partecipato 89 internauti, ha riguardato il fumetto «Action comics» che mostra in copertina l’eroe del pianeta Krypton mentre solleva sulla sua testa un’auto nell’atto di scagliarla.
Il titolare del sito di aste online "Comic Connect" Stephen Fishler, riferisce la Bbc, ha spiegato che le avventure di Superman sono rimaste nelle mani dello stesso proprietario per 12 anni dopo la loro pubblicazione nel giugno 1938 e poi un adolescente americano della west coast le acquistò per 35 cents.



Addio al mitico personaggio Marvel Simbolo del patriottismo americano, Capitan America muore. Nel nuovo numero in edicola la carriera dell'uomo con la tuta e lo scudo a stelle e strisce finisce stroncata dai proiettili di un cecchino sulla scalinata del Palazzo di Giustizia di New York. Non si sa se l'epilogo sia definitivo, a volte i supereroi resuscitano. Capitan America è uno dei più longevi personaggi della Marvel, nato 66 anni fa dalla matita di Joe Simon e Jack Kirby. Il supereroe è stato prima colpito da un proiettile alla spalla, poi altri colpi lo hanno centrato al torace e all'addome. Ricoverato d'urgenza al Mercy Hospital, i medici non hanno potuto che constatare la sua morte. Se non sarà resuscitato più avanti, come avvenne per esempio nel '93 con Superman a opera della Dc Comics, la morte lo avrà colto alla veneranda età anagrafica di 89 anni. Il tragico evento di Captain America - assicura il New York Daily News, che per primo ha anticipato la notizia - non mancherà di suscitare polemiche tra gli appassionati di fumetti statunitensi. "E' un pessimo momento per farlo morire. Proprio quando ne abbiamo più bisogno", queste le parole di Simon, uno degli ideatori del fumetto, nell'apprendere della svolta decisa dalla casa editrice. Capitan America, infatti, muore mentre gli Stati Uniti sono in difficoltà su teatri di guerra e questa, secondo il suo creatore, "potrebbe essere una scelta sbagliata". "Cap" (com'è stato ben presto ribattezzato il supereroe) è
stato al centro di quasi 210 milioni di copie del fumetto che porta il suo nome, vendute in 75 Paesi del mondo. Simon e Kirby crearono il personaggio di Capitan America nel 1941, in piena II Guerra Mondiale. L'America esitava a entrare in conflitto con le Potenze dell'Asse, l'attacco giapponese a tradimento contro Pearl Harbor sarebbe avvenuto solo qualche mese dopo. Occorreva una figura esemplare, un simbolo, che ne incarnasse i valori e gli ideali, e che instillasse quindi in un'opinione pubblica riluttante la convinzione della necessità per gli States di fare la loro parte contro il Terzo Reich nazista e i suoi alleati, l'Italia fascista e appunto il Giappone. Da allora Capitan America è diventato l'emblema degli Usa. Combattente per la Libertà era uno dei suoi appellativi dell'epoca. Nella finzione fumettistica, peraltro, Capitan America alias Steve Rogers nacque in un quartiere povero di New York, il Lower East Side, il 4 luglio 1917: significativamente l'Indipendence Day, la festività più patriottica negli Usa. Gracile
ed emaciato, riformato alla visita di leva, si offrì come cavia per sperimentare il siero del Super-Soldato, che avrebbe creato l'antagonista perfetto degli efficientissimi militari di razza ariana. Concluso il conflitto, Cap sulla carta non aveva più ragione di esistere, e fu fatto apparentemente morire in un disastro aereo risalente al '45. Invece finì ibernato nei ghiacci dell'Artico, per esserne letteralmente ripescato un ventennio dopo dai Vendicatori, gruppo quasi omonimo di quello che aveva guidato in guerra, e di cui sarebbe presto tornato il leader. Tornò così a combattere contro minacce del tutto nuove, senza essere invecchiato di un giorno. Nel corso dei decenni il personaggio è stato via via aggiornato, così da perdere l'anima bellicosa per mantenere solo quella di campione della democrazia: non da esportare con la forza delle armi. Nella sua evoluzione più recente Cap è uno spirito libero, il quale rappresenta gli americani ma non necessariamente il loro governo, che spesso critica e da cui prende se del caso nettamente le distanze, fino al punto da essere, in un'avventura abbastanza recente, messo in manette per alto tradimento.
Disegno intelligente, demonio e aldilà visti dai comics Mano sulla spalla, il padre Jonathan Kent rassicura il figlio adottivo Superman: pregherà per lui. Sullo sfondo, un campanile ed una croce. Dettagli trascurabili per molti, ma non per tutti. Chi pratica la caccia all’appartenenza religiosa dei supereroi, vive di dettagli come questi. E non si tratta di pochi fanatici. Sociologi e teologi, teorici e storici dei comics intasano il primo sito americano specializzato (www.ComicBookReligion. com).Hulk cattolico, l’Uomo Ragno e Capitan America protestanti, Batman e la Donna Invisibile episcopaliani. Per fermarsi ai più noti al pubblico italiano, ma il sito recensisce centinaia di personaggi. Ce n’è per tutti i gusti: mormoni e battisti, pentecostali e shintoisti, sikh e buddisti, atei e taoisti. La regola per chi vuol cimentarsi: soltanto personaggi immaginari in relazione a religioni realmente esistenti. La metodologia vantata: accuratezza, dati oggettivi e pubblicati, niente congetture, nessun pregiudizio o offesa verso confessioni o visioni religiose. A loro agio nella terra di nessuno tra verità e finzione, per i cacciatori di religione l’indizio può essere ovunque. Un rosario tra le dita dell’alias Bruce Banner rivela che Hulk è cattolico. Wonder Woman prega ancora gli dei dell’Olimpo tra cui è cresciuta. Una bottony cross anglicana sulla sua tomba attesta che Batman è episcopaliano. Nato nel Lower East Side, la Cosa dei Fantastici Quattro si esibisce in uno Shemà Israel. Per altri supereroi gli indizi conducono al classico retroterra bianco, anglosassone e protestante. Basta pensare al padre nostro con cui la zia Maydell’Uomo Ragno respinge Goblin. Lo stesso
Superman, pur non di rado a contatto con simboli e personaggi cattolici, è «attribuito» alla chiesa metodista per le sue origini nel Midwest. Ma piano con le deduzioni. Batman ad esempio ha una madre cattolica. Superman potrà anche essere metodista nelle vesti di Clark Kent,ma è certamente kryptoniano in quelle dell’extraterrestre Kal-El. Per non dire della sua storia, firmata da autori entrambi ebrei, di piccolo Mosè lanciato su un missile alla deriva nello spazio. E poi non pochi supereroi sono praticanti da bambini e distratti da grandi, come Hulk o il poco pio Batman. Nessun segno può essere tralasciato. Quando fiuta tracce di religione, il cacciatore è capace di infilarsi al matrimonio (cristiano) di Clark Kent e Lois Lane. E persino di spiare il povero Peter Parker alias l’Uomo Ragno in camera da letto mentre guarda la sua donna addormentata: «Che dirti Dio? Per una volta, grazie… ». Un biglietto di andata e ritorno tra serio e comico, senso e futilità. Tutti a bordo: intellettuali e dilettanti, scettici e fanatici. È il festival dell’esagerazione: troppa religione o troppo poca, religione dappertutto o religione da nessuna parte. Il supereroe catalizza gli opposti: di qua un credo onnivoro à
la carte in cui tutto è permesso; di là un’identità confessionale monolitica ed esclusiva in cui molto è vietato. Vere vittime del gioco, i supereroi non devono guardarsi solo dai cacciatori di religione. Negli ultimi anni ci si son messi anche gli autori. Certo già nel primo album di Superman (1938) compariva un religioso accanto ad un condannato nel braccio della morte. Ma niente a che vedere con l’inflazione degli ultimi tempi. Già nel 1993 alla Marvel si inventano il rapimento dei trentatré supereroi più religiosi da parte di una misteriosa dea che se ne vuol servire per una crociata galattica. Nel 1999 il giovane Superman vien fatto dialogare con un ottuso pastore protestante. Nel 2002 Peter Parker confida la sua angoscia a Dio mentre guarda la sua tuta di Spider-Man piegata su una sedia. Lo stesso anno la Cosa rivela di essere ebreo. Nel 2003 l’Uomo Ragno incontra l’immancabile eroina buddista Tara. Nel 2004 tocca a Superman confessare i propri peccati al cattolico DonLeone. Lo Houston Chronicle stuzzica i lettori: «Se decideste di vestirvi come un pipistrello e di combattere il crimine, quale chiesa scegliereste?». Tutto molto americano, certo. Una selva di religioni e chiese tra cui andare e venire, in cui perdersi o ritrovarsi. E anche una associazione tra religione, politica e patria il cui re resta quel Superman che fin da bambino impara a memoria sia la Bibbia che la Costituzione degli Stati Uniti d’America. Ma il panorama religioso europeo non è più così distante: anche qui coesistono ormai da un lato l’ansia da incasellamento (dimmi di che religione sei, a quale chiesa appartieni) e dall’altro la migrazione tra comunità e tradizioni, riti e spiritualità, abbandoni e conversioni,
indifferenze e risvegli. Identità e shopping, cui non sfuggono, ahiloro, neppure i sempre più numerosi supereroi hindu o musulmani: come l’invulnerabile Jabbar, uno dei novantanove (come le virtù musulmane) supereroi islamici lanciati dalla kuwaitiana Teshkeel, o Angkor, monaco buddista cambogiano sconvolto dalle bombe americane e convertitosi al più combattivo pantheon hindu. Le grandi questioni religiose sono risucchiate nelle nuvolette dei comics. Il disegno intelligente della creazione, il demonio e l’aldilà, il silenzio di Dio davanti al male. Il giovane Clark Kent cozza contro l’orizzonte luterano del pastore Linquist: «Ma se un uomo potesse fermare una catastrofe? ». Niente da fare, figliolo, nulla può opporsi all’Onnipotente.L’UomoRagno ha almeno il privilegio di porre la questione a Dio in persona: «Ma perché il male colpisce i buoni?». Un Dio non privo di humour risponde: «Non posso dirtelo. Sennò addio sorpresa. Sapresti tutto, ti scoccerebbe a morte e te la prenderesti con me». Assist perfetto. Alla faccia degli asfissianti cacciatori di religione, l’Uomo Ragno può concludere tra sé: «Divertente. Le mie conversazioni con Dio finiscono tutte così».